Aggiorna le impostazioni di tracciamento della pubblicità

Seguici sui Social
Privacy Policy Cookie Policy


Cronaca Campania

Le follie della Dad: al liceo di Scafati gli studenti si interrogano bendati

Studenti bendati per le interrogazioni in video

Pubblicato

il

studenti bendati scafati


Scafati. Studenti bendati per le interrogazioni in video. Non è l’ennesima trovata di studenti burloni per acchiappare like sui social e non è una parodia per interrogazioni ‘al buio’.

E’ quello che è accaduto in una classe del Classico del Liceo Renato Caccioppoli di Scafati, in provincia di Salerno, in questi giorni. Storture della didattica a distanza, eccesso di zelo per addivenire ad una valutazione degli studenti quanto più veritiera possibile? Quell’immagine di un’adolescente costretta dalla professoressa a bendarsi per non sbirciare sul computer o sugli appunti non risponde certo ai principi della formazione, della cultura e della libertà dell’individuo che dovrebbero essere il fondamento della scuola pubblica italiana.

Ad inaugurare questo nuovo metodo – che richiama, immancabilmente, ad una tortura fisica e psicologica – è stata una professoressa di latino e greco, più attenta alle nozioni che i suoi studenti possano sbirciare, piuttosto che alla loro formazione come individui, al loro equilibrio psicologico, alla loro autostima.

 TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE: Studenti bendati al Liceo di Scafati, Borrelli chiede l’intervento dell’assessore regionale

Didattica dal balcone nei Quartieri Spagnoli: insegnante legge Rodari ai suoi alunni

Nel liceo di Scafati, la didattica a distanza attuata in tempo di pandemia da Covid pare abbia scatenato in alcuni insegnanti reminiscenze del secolo scorso quando i maestri punivano i più discoli mettendoli in ginocchio sui ceci dietro la lavagna. Questa volta non ci sono ceci, bensì bende, o pagine e pagine di compiti ‘punitivi’ per costringere i ragazzi a non uscire di casa, visti più come untori che come adolescenti smarriti per una situazione più grande di loro che sta frantumando gli anni più belli della loro vita.

Il metodo educativo della professoressa in questione non è passato inosservato e alcuni studenti hanno sottoposto la questione al preside Domenico D’Alessandro che al momento non sembra aver preso alcun provvedimento ne le distanze dalla malsana metodologia della zelante professoressa. Gli studenti, dal canto loro, non hanno la forza di ribellarsi, più forte il timore – comprensibile – di ripercussioni in ambito scolastico da parte della stessa professoressa e degli altri insegnanti che faranno squadra con lei. E quindi da giorni va in scena questa pantomima dei bendati.

Sarà lo stress collettivo, l’ansia da perfezionismo in una società imperfetta o semplicemente l’ultima frontiera dell’insegnamento ai tempi del Covid, ma quello che è accaduto e accade in alcune lezioni di didattica a distanza – la famigerata Dad – passerà agli annali della storia contemporanea come una generalizzata forma di diseducativa follia collettiva e a farne le spese saranno sempre e solo loro: gli studenti. Quelli che già escono malconci e frustrati da un periodo buio per tutti e non perchè sono stati costretti ad indossare una benda per essere interrogati.

 Rosaria Federico

Continua a leggere

PUBBLICITA

Coronavirus

La Regione Campania: ‘Ecco il nostro piano di vaccini anti covid’

Pubblicato

il

piano di vaccini anti covid

La Regione Campania: ‘Ecco il nostro piano di vaccini anti covid’. I primi saranno dati a medici, infermieri e operatori sanitari, poi ad anziani e malati cronici ed infine a forze dell’ordine, pompieri, insegnanti.

“Nella prima fase avremo vaccini per 170.000 persone, il piano che abbiamo inviato alla struttura di Arcuri prevede che vadano anzitutto a 120.000 operatori coinvolti nella sanita’ regionale in tutte le sue sfaccettature: quindi avremo gia’ un piccolo margine per proteggere i malati cronici”. Lo ha spiegato Ugo Trama, dirigente dell’Unita’ di Crisi della Regione Campania, spiegando il piano vaccini elaborato per lo stoccaggio e la distribuzione dei vaccini anti covid che verra’ inviato da Roma.

“Il nostro piano – spiega Trama – e’ molto dettagliato ed e’ stato apprezzato dalla struttura di Arcuri. Abbiamo inserito nella rosa per i primi 170.000 vaccini in doppia dose tutto il personale degli ospedali, i medici di base, i dipendenti del 118, delle cliniche private convenzionate, dei laboratori privati e anche delle farmacie. Abbiamo abbracciato tutto l’arco dell’assistenza sanitaria e siamo arrivati a 120.000 persone.

Ci rimarra’ quindi una prima quantita’ di vaccini che riserveremo ai malati cronici piu’ gravi e a rischio come gli oncologici e i diabetici. Ma chiaramente saranno gli ospedali a segnalarli”. Un primo blocco di vaccinazioni per la popolazione, quindi, poi si andra’ avanti con gli step successivi “partendo dagli anziani fragili con comorbilita’ e dal personale socialmente necessario come forze dell’ordine, vigili del fuoco, insegnanti, ma credo anche categorie importanti come gli addetti alla raccolta dei rifiuti”.

TI POTREBBE INTERESSARE  Covid, il sindaco di Caserta: E’ come una guerra, a casa come nei bunker

Le previsioni dell’Unita’ di Crisi sono per l’arrivo di ampie dosi di vaccini per febbraio-marzo, partendo da quello della Pfizer e allargandosi ad altri. Per il vaccino pfizer le dosi agli operatori sanitari saranno somministrate negli ospedali e attraverso delle Usca che lavoreranno per quello. “I vaccini saranno conservati nei due hub regionali – spiega Trama – all’Istituto Zooprofilattico di Portici e a Salerno, con gli ampi frigoriferi che raggiungono la temperatura richiesta per la conservazione, ma frigoriferi ci sono anche nei singoli ospedali e chi non li ha se li sta procurando”. La diffusione sara’ garantita in modo capillare anche negli ospedali delle zone piu’ lontane da Napoli e Salerno.

Continua a leggere

Le Notizie più lette