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Emergenza coronavirus, anche la Lombardia chiude la Movida alle 24

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Emergenza coronavirus, anche la Lombardia chiude la Movida alle 24. Dopo le 18 consumo di alimenti e bevande solo ai tavoli.

 

Bar, pub e ristoranti chiusi alle 24 da domani in Lombardia. In tali attivita’ dopo le 18 il consumo di alimenti e bevande viene consentito esclusivamente ai tavoli. E’ quanto stabilisce la nuova ordinanza alla firma dal governatore . Il provvedimento prevede anche lo stop alle competizioni sportive dilettantistiche che prevedano il ‘contatto fisico’ e la chiusura di sale gioco, scommesse e bingo. Vietato il consumo di alcol e alimenti sul suolo pubblico dalle 18 alle 6. L’ordinanza e’ valida su tutto il territorio regionale da domani fino al 6 novembre.

Tra i principali punti previsti dall’Ordinanza si segnala: misure anti-movida.
1. Le attivita’ di somministrazione di alimenti e bevande sia su area pubblica che su area privata (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie, rosticcerie, pizzerie, chioschi) sono consentite sino alle ore 24.00; in tali attivita’ dopo le ore 18.00 il consumo di alimenti e bevande e’ consentito esclusivamente ai tavoli; la misura di cui al presente punto non si applica agli esercizi situati lungo le autostrade e nelle aerostazioni.

2- 2. E’ vietata la vendita per asporto di qualsiasi bevanda alcolica da parte di tutte le tipologie di esercizi pubblici, nonche’ da parte degli esercizi commerciali e delle attivita’ artigianali dalle ore 18.00. Resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio; 3. Sono chiusi dalle 18.00 alle 6.00 i distributori automatici cosiddetti “h24” che distribuiscono bevande e alimenti confezionati, con affaccio sulla pubblica via; tale misura non si applica ai distributori automatici di latte e acqua; 4. E’ vietata dalle 18.00 alle 6.00 la consumazione di alimenti e bevande su aree pubbliche; 5 E’ sempre vietato il consumo di bevande alcoliche di qualsiasi gradazione nelle aree pubbliche compresi parchi, giardini e ville aperte al pubblico; 6. I sindaci possono adottare ulteriori misure restrittive, anche in relazione al divieto assoluto di assembramento, e devono assicurare massima collaborazione ai fini del controllo sul rispetto delle presenti misure.

3- Misure di contrasto a fenomeni sociali a rischio di contagio 1. Sono sospese le attivita’ delle sale giochi, sale scommesse e sale bingo; 2. E’ sospeso il gioco operato con dispositivi elettronici del tipo ‘slot machines, comunque denominati, situati all’interno degli esercizi pubblici, degli esercizi commerciali e di rivendita di monopoli. Sospensione degli sport di contatto dilettantistici a livello regionale e locale 1. Sono sospese tutte le gare, le competizioni e le altre attivita’, anche di allenamento, degli sport di contatto, come individuati con provvedimento del Ministro dello Sport del 13 ottobre 2020, svolti a livello regionale o locale – sia agonistico che di base – dalle associazioni e societa’ dilettantistiche.

4- Accesso di visitatori a utenti presenti all’interno di unita’ di offerta residenziali L’accesso alle strutture delle unita’ di offerta residenziali della Rete territoriale da parte di familiari/caregiver e conoscenti degli utenti ivi presenti e’ vietata, salvo autorizzazione del responsabile medico ovvero del Referente COVID-19 della struttura stessa (esempio: situazioni di fine vita) e, comunque, previa rilevazione della temperatura corporea all’entrata e l’adozione di tutte le misure necessarie ad impedire il contagio. – Misure di prevenzione in ordine alle attivita’ scolastiche Le scuole secondarie di secondo grado e le istituzioni formative professionali secondarie di secondo grado organizzano le attivita’ didattiche con modalita’ a distanza alternate ad attivita’ in presenza, ad eccezione delle attivita’ di laboratorio.

5-  Raccomandazioni in ordine alle attivita’ universitarie Alle Universita’, nel rispetto della specifica autonomia, e’ raccomandato di organizzare le proprie attivita’, al fine di promuovere il piu’ possibile la didattica a distanza.

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Flash News

Ecco la nuova ordinanza di De Luca: divieti fino al 14 novembre

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Ecco la nuova ordinanza di De Luca: divieti fino al 14 novembre. Confermati divieti per esercizi pubblici e spostamenti.

 

Il presidente della Giunta regionale della Campania Vincenzo De Luca ha confermato fino al 14 novembre prossimo le misure di “contenimento e prevenzione dei contagi” in tema di limitazioni alla mobilita’, locale e interprovinciale gia’ in vigore. – L’ attivita’ di jogging, ove svolta sui lungomare, nei parchi pubblici, nei centri storici, e comunque in luoghi non isolati, e’ soggetta alla limitazione oraria 06,00- 8,30; negli altri casi e’ consentita senza limiti d’orario, fermi in ogni caso gli obblighi di distanziamento.

A bar, ristoranti, pizzerie, pasticcerie, gelaterie, pub, vinerie e simili, dalle ore 22,30 e’ fatto divieto di vendita con asporto. Sono esclusi dal divieto gli esercizi di ristorazione che ordinariamente svolgono attivita’ di asporto con consegna in auto, con prenotazione da remoto. La consegna a domicilio e’ ammessa, con ‘ultima consegna alle 23. Inoltre e’ “fortemente raccomandato” di non allontanarsi dal proprio Comune di domicilio, dimora o residenza, se non strettamente necessario. Dalle 23,00 alle 5 sono consentiti esclusivamente gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessita’ o d’urgenza ovvero per motivi di salute. E’ sempre consentito il rientro al proprio domicilio, dimora o residenza dal luogo di lavoro. Per l’intera giornata sono vietati gli spostamenti dalla provincia di domicilio abituale o residenza sul territorio regionale verso altre province della Campania.

Sono consentiti esclusivamente spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, familiari, scolastiche, di formazione – incluse l’attivita’ formativa, di training, nonche’ gli allenamenti connessi ad impegni correlati a competizioni consentite o socioassistenziali, situazioni di necessita’ o d’urgenza, o motivi di salute. Il divieto non si applica al transito necessario allo spostamento verso altre regioni italiane o straniere o verso i luoghi di imbarco (stazioni, porti, aeroporti).

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I fatti del giorno

Il sindaco di Striano impone il ‘lockdown’ a tutti i minorenni

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Troppi assembramenti nei luoghi della movida: il sindaco di Striano impone il ”lockdown” a tutti i minorenni.

 

E’ il senso dell’ordinanza firmata da Antonio Del Giudice, primo cittadino del comune del Napoletano che confina con alcune citta’ della provincia di Salerno. Con il suo provvedimento Del Giudice ha ordinato il divieto per tutti i minori residenti a Striano fino al prossimo 16 novembre ”di allontanarsi dalle proprie abitazioni se non per comprovate necessita’ e sempre accompagnati da un familiare adulto”.

Un provvedimento che lo stesso sindaco definisce ”impopolare”: ”So benissimo – sottolinea – che i ragazzi fino a 17 anni sono molto arrabbiati per questa mia decisione. Ma non potevo restare inerme di fronte alle foto e ai video che mi sono giunti e che testimoniavano come i ragazzi di mattina seguono regolarmente le lezioni con il metodo della didattica a distanza, ma di pomeriggio e di sera invadono le strade e le piazze, assembrandosi”.

Striano, con meno di 9.000 abitanti, ha – come sottolinea il primo cittadino – ”una cinquantina di casi di positivita’ al Covid-19 e una settantina di persone in isolamento domiciliare”. ”Da massima autorita’ sanitaria sul territorio ero obbligato dunque a fare qualcosa. La citta’ e’ molto presidiata da agenti di polizia municipale e forze dell’ordine, ma senza la collaborazione dei cittadini, la battaglia contro il Coronavirus non puo’ essere vinta”.

E i genitori come hanno accolto questo provvedimento? ”La stragrande maggioranza benissimo – evidenzia Antonio Del Giudice – anche perche’ possono scaricare tutta la responsabilita’ sul sottoscritto. Mamme e papa’ potevano consigliare ai loro figli di non uscire, stare attenti e non assembrarsi, ma si’ sa che gli adolescenti alla fine preferiscono fare di testa loro. Invece cosi’ sono tranquilli che non c’e’ il rischio che i ragazzi, giocando a pallone o stando fuori ai bar senza mascherina, possano infettarsi e trasmettere il virus non solo a padri e madri ma soprattutto ai loro nonni”.

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