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Cronaca

Condannati i due fermati per la guerriglia di Napoli, feriti anche 4 carabinieri

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In mattinata, per i due pusher del quartiere Vasto arrestati in flagranza nella notte della guerriglia a Napoli contro il lockdown c’e’ stata la convalida dell’arresto da parte del gip di Napoli.

 

Con un processo che si è svolto con rito direttissimo è arrivata la condanna a un anno e 8 mesi, pena sospesa, per uno di loro e un anno e quattro mesi con obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per l’altro. Si tratta di  Marco Antonio Pino e Oreste Aloe.

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Guerriglia a Napoli: arrivano i primi due arresti

Intanto anche quattro carabinieri feriti e una autoradio danneggiata aumentano il grave bilancio dei danni della manifestazione di ieri a Napoli, trasformatasi in vera e propria guerriglia, con un attacco alle forze dell’ordine sul posto. Ricorsi alle cure mediche solo al termine del servizio, quattro militari hanno riportato problemi all’udito a seguito dell’esplosione ravvicinata di grossi petardi e se la caveranno con 3 giorni di prognosi, un altro con 5 per contusioni varie. Parabrezza lesionato, vetro posteriore lato passeggero rotto e carrozzeria danneggiata, invece, per una autoradio presa di mira da alcuni manifestanti.

 

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Cronaca Napoli

Il primo dolce ufficiale a Napoli in memoria di Diego Maradona

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dolce maradona
foto sala stampa pasticceria Seccia

La Pasticceria Seccia, fiore all’occhiello dei Quartieri Spagnoli e da sempre legata al tifo e all’amore per il pibe de oro, lancia nell’ultima domenica di novembre una mignon dedicata alla memoria del compianto Diego Armando Maradona: un bignè craquelin panna e caramello da condividere sui social con l’hashtag #elpibe.

La notizia della scomparsa di Diego Armando Maradona ha lasciato tutti sgomenti a Napoli, seconda casa del Pibe de Oro, e le manifestazioni d’affetto che stiamo vedendo in questi giorni ne sono la prova tangibile. Se allo Stadio San Paolo, che presto cambierà nome in suo onore a quanto pare, l’abbraccio di tifosi e appassionati è stato forse il più pittoresco e degno di una rockstar, con le candele, le foto e i gadget adagiati a ridosso dei cancelli, è innegabile che ai Quartieri Spagnoli, nel cuore del centro storico di Napoli, abiti la passione più viva e sentita per il grande calciatore argentino.

Non è un caso se la Pasticceria Seccia, già protagonista tre anni fa con la torta ufficiale delle celebrazioni per la cittadinanza onoraria conferita a Maradona, e per i 30 anni del primo scudetto del Napoli, abbia pensato a un dolce dedicato alla memoria del genio di Buenos Aires da offrire ai clienti e a chiunque sia di passaggio nei Quartieri domenica 29 novembre. Nei limiti ovviamente della zona rossa prevista per la città di Napoli dall’ordinanza ministeriale, e ovviamente nel pieno rispetto delle prescrizioni e delle normative governative nazionali e regionali anticovid per gli esercizi commerciali (solo asporto consentito e ingresso rigorosamente contingentato nel negozio di Via Concordia 66, sempre con la mascherina indossata).

Quello che sarà dato in omaggio ai clienti è un bignè craquelin farcito con panna e caramello, sormontato da un bel 10 biancoceleste in pasta di zucchero, il numero della mano de Dios. El pibe è il nome ufficiale della mignon pensata e ideata da Casa Seccia, e realizzata dalle sapienti mani del giovane Antonio Duraccio, nonché dell’hashtag ufficiale per le condivisioni sui social nelle storie, nei post e nelle foto in cui figurerà questa golosa pasta choux ripiena. Il pasticcino è il gemello stretto di un prodotto già proposto tempo fa, in occasione della festa al San Carlo e nel foyer del teatro per Maradona cittadino onorario di Napoli: l’aperisciù, un craquelin al gusto di mojito, daiquiri e pina colada, cocktail tipicamente cubani, e dai colori della bandiera dell’isola tanto cara al campione del mondo di Messico ’86.

Così a due passi dal mural restaurato solo pochi anni fa in via de Deo, teatro oggi di un’elaborazione laica della dolorosa perdita, domenica mattina sarà possibile ricevere una mignon dai sapori ricercati e dai colori che ormai sono Storia del Calcio a tutti gli effetti, da degustare a casa, non prima ovviamente del doveroso scatto social da condividere poi su Facebook, Twitter e Instagram tra post e stories.

La dipartita del leggendario trascinatore del Napoli Calcio, a cui dobbiamo indubbiamente due Scudetti e una Coppa Uefa oltre a un inaspettato prestigio per la squadra partenopea tra gi anni ’80 e i primi anni ‘90, ci ha rattristato profondamente mercoledì scorso, ma una nota di dolcezza è proprio quello che ci vuole per superare questo lutto e soprattutto il difficile momento storico, sociale ed economico di questa emergenza sanitaria del covid 19.

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Calcio Napoli

Inchiesta sulla morte di Maradona: lite in famiglia per l’eredità e spuntano altri 4 figli a Cuba

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Inchiesta sulla morte di Maradona e sui presunti ritardi nei soccorsi. ma intanto in famiglia cominciano le liti per l’eredità. Spunta un altro presunto figlio a Cuba chiede l’esame del Dna mentre altri tre sempre a Cuba dallo scorso anno aspettano di essere riconosciuti.

La giustizia argentina ha deciso di aprire ieri sera una indagine per valutare se ci sia stata negligenza nella morte di Diego Maradona. Gli inquirenti di fatto vogliono capire e accertarsi se l’ex calciatore abbia ricevuto le necessarie e immediate cure e i soccorsi necessari. A poche ore dalla sua morte, l’avvocato e amico di Maradona, Matías Morla, aveva denunciato il fatto che “l’ambulanza ha impiegato più di mezz’ora per raggiungere la casa dove si trovava Maradona”. E ha fatto intendere che sarebbe andato “fino in fondo”, Resta ancora un mistero non solo sull’ora del decesso ma anche sulla telefonata arrivata al pronto soccorso. Il quotidiano ‘El Dia’ ha diffuso un audio della chiamata di Leopoldo Luque, medico personale di Maradona, lo stesso che lo ha operato per un ematoma subdurale e colui che lo aveva operato per rimuovere un ematoma subdurale, per richiedere i soccorsi.

“C’è una persona che da quanto mi dicono è in arresto cardiorespiratorio. Un dottore lo sta assistendo. E’ un uomo, ha 60 anni”, si sente nella registrazione audio. Luque non fa il nome di Maradona. Questo è fondamentale per capire che è stato Luque a chiamare l’ambulanza, mentre le persone che erano deputate all’assistente del paziente si sono limitate ad allertare il medico e non subito l’ambulanza. Inoltre scrive la stampa argentina, una infermiera avrebbe denunciato di essere stata costretta a firmare una dichiarazione secondo cui aveva controllato le condizioni di Maradona, chiuso nella sua camera da letto. Una inchiesta dunque che rischia, tra contraddizioni e accuse, di avvolgere di mistero la morte del campione.

Ma a due giorni dalla cerimonia con cui i suoi resti sono stati consegnati alla terra del cimitero di Bella Vista, alla periferia di Buenos Aires, un rovente ‘dopo-Maradona’ tiene ancora banco El Pibe de Oro sembra  non voler riposare in pace. Magistrati, avvocati, famigliari autentici e presunti, specialisti in eredita’ e persone che hanno sfruttato la vicinanza al cadavere del ‘pibe de oro’ per farsi selfie, continuano ad offrire ai media materiale per alimentare storie destinate a scavare, e in fondo a danneggiare, la vita del celebre defunto. La mancanza di chiarezza sul comportamento del circolo intimo di Maradona nelle ore precedenti alla morte, giovedi’ alle 12, continua a fare notizia. Si va dal medico personale Leopoldo Luque che, chiama un’ambulanza e non specifica il nome del paziente in fin di vita, fino all’infermiera, Dahiana Gisela Madrid, che scrive una versione di quanto stava accadendo per poi sostenere di essere stata obbligata a farlo.

I pm che lavorano sul caso non hanno ancora fornito una loro versione ufficiale ne’ annunciato decisioni, ma hanno raccolto materiale, compreso il fatto che nella villa dove Maradona era convalescente non c’era un medico e neppure un defibrillatore. Stupore ha suscitato il gesto di un dipendente dell’agenzia di pompe funebri ‘Pinier’, Claudio Ismael Fernandez, 48 anni, che non ha creduto ai suoi occhi quando si e’ trovato con il figlio, Sebastian, di 18, vicino alla bara aperta, e non ha resistito a farsi una selfie che e’ diventato virale sulle reti sociali. Si e’ pentito, ha chiesto scusa, ma e’ stato licenziato e incriminato per profanazione di cadavere. Rovente continua ad essere poi la questione della incipiente battaglia per una eredita’ che ragionevolmente dovrebbe essere fra 80 e 150 milioni di dollari, fra immobili, auto, gioielli, rendite in Argentina e in numerosi Paesi del mondo. E non si sa fra quanti potra’ essere spartita. In prima fila ci sono quattro donne: la moglie Claudia e le figlie Dalma e Giannina, Cristiana Sinagra con Diego junior; Valeria Sabalain con la figlia Jana Maradona, e Veronica Ojeda, con il figlio Diego Fernando Maradona).

Ma anche due donne cubane, che gli avrebbero dato tre, e forse quattro figli, per i quali e’ in atto il processo di riconoscimento (Joana, Lu, Javielito e forse anche Harold). Come se non bastasse, poi, oggi e’ emerso un altro aspirante figlio, Santiago Lara, 19 anni, che chiede la riesumazione del cadavere di Diego per poter comparare con lui il suo Dna. “Non ho rivendicazioni finanziarie – ha assicurato – ma solo sapere se e’ lui mio padre, come ha lasciato detto mia madre morta di cancro”. Ma c’e’ anche un versante di buone notizie: il proprietario di Aeropuertos Argentinos 2000 (AA2000), Eduardo Eurnekian, ha annunciato che sta gia’ lavorando per mantenere una promessa fatta al celebre ‘Diez’ quando era ancora in vita. In dicembre, nella hall dell’aeroporto di Ezeiza a Buenos Aires, troneggera’ una grande statua di Maradona, in 3D.

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