A Napoli chiude Edenlandia, storico parco divertimenti

Nell’ultimo Dpcm varato dal Governo per frenare l’ondata di covid c’e’ lo stop ai parchi a tema. Misura che nella citta’ di Napoli colpisce il parco divertimenti di Edenlandia, fondato nel 1965, luogo di ritrovo nel corso degli anni per migliaia e migliaia di bambini accompagnati dai loro genitori. “Non si capisce sulla base di quali evidenze scientifiche siano stati chiusi i parchi di divertimento – afferma Gianluca Vorzillo, amministratore unico della societa’ New Edenlandia – il parco si ritrova a chiudere di nuovo, dopo il gia’ duro periodo di lockdown durante il quale il fatturato e’ stato zero e non e’ andata meglio da maggio a settembre a causa della politica di terrore che e’ stata adottata in questi mesi. In tutto questo periodo – prosegue – non abbiamo ricevuto alcun aiuto concreto da parte delle Istituzioni”. Vorzillo evidenzia che “Edenlandia, cosi’ come tutte le altre aziende, ha adottato la policy di ingresso e gestione dei clienti rispettando tutte le norme sanitarie. La domanda quindi e’ una sola, cosa hanno fatto il Governo e la Regione fino ad ora? La soluzione migliore, e probabilmente per loro la piu’ facile, e’ quella di chiudere tutto indistintamente senza pensare alla ricaduta socio occupazionale e al disastro economico in una situazione gia’ complicata”. Il patron di Edenlandia ricorda che in questi mesi “sono stati spesi soldi, sono stati applicati severi controlli all’ingresso, sono stati organizzati ingressi contingentati e sono state realizzate cicliche sanificazioni. Un parco di circa 40mila mq, dove il distanziamento e’ facilmente rispettabile e dove non entrano piu’ di mille persone perche’ viene chiuso?”. Vorzillo punta il dito contro “l’incapacita’ di programmare azioni che avrebbero potuto controllare la diffusione del virus. Cinque mesi di chiacchiere” da parte di chi non e’ riuscito “a gestire un’emergenza sanitaria che si sta trasformando in un’ecatombe sotto tutto i punti di vista”. Il vertice della societa’ ha chiesto un tavolo di confronto in Regione “per andare in deroga e ottenere l’apertura del parco” e annuncia che “qualora cio’ non avvenisse saremo costretti, insieme ai dipendenti del parco, a scioperare, scendendo in piazza”.

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Pubblicato da
Fabio Testa

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