

Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, i nazisti occupano Napoli imponendo un regime di durissima repressione. Il nuovo comandante, il colonnello Walter Scholl, impone lo stato d’assedio e ordina a tutti i cittadini la consegna delle armi. Fa anche sgomberare l’intera fascia costiera, lasciando senza casa 200 mila abitanti, in una città già provata da anni di guerra e di bombardamenti aerei da parte degli alleati. Una storia ripercorsa dalla professoressa Isabella Insolvibile e da Paolo Mieli a ‘Passato e Presente’, il programma di Rai Cultura.
Il provvedimento più duro imposto dai tedeschi è l’obbligo, per tutti gli uomini abili, di presentarsi per il lavoro obbligatorio. Questo avrebbe significato diventare schiavi e rischiare la deportazione in Germania. Tutta la città cerca di nascondere i propri uomini e, quando scattano i rastrellamenti da parte tedesca, la popolazione insorge. Dal 28 settembre al 1° ottobre la battaglia delle Quattro giornate trasforma Napoli in un teatro di guerra. Combattono per le strade uomini, donne e molti ragazzi. Si uniscono ai civili anche diversi militari, che dopo lo sbandamento successivo all’armistizio hanno deciso di lottare contro gli occupanti. Alla fine i napoletani riescono a mettere in fuga i tedeschi, che abbandonano il capoluogo campano dirigendosi verso nord, e Napoli diventa la prima città in Europa a essersi liberata da sola dall’occupazione nazista.
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