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Italia

Covid, Lega Pallavolo Serie A Femminile e Federlab Italia siglano protocollo d’intesa per l’esecuzione di tamponi e test ai club

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ROMA. La Lega Pallavolo Serie A Femminile e Italia, tra le principali associazioni di categoria del comparto dei laboratori di analisi cliniche e dei centri poliambulatoriali privati accreditati con il SSN, hanno siglato un protocollo d’intesa per l’esecuzione di e test per la ricerca degli anticorpi contro il virus della Sars Cov2, alle tesserate delle 31 società di Serie A1 e Serie A2 aderenti del Consorzio.

L’associazione metterà a disposizione dei team la propria rete di laboratori (oltre 2mila strutture associate presenti su tutto il territorio nazionale), così da supportare le squadre della Serie A Femminile di Pallavolo nella sorveglianza epidemiologica e nel monitoraggio dei casi sospetti di . Un call center dedicato sarà a disposizione dei club. Quindi, a seconda dei laboratori più vicini, ci si organizzerà in base alle necessità, inviando personale specializzato direttamente nei centri sportivi o nelle sedi individuate dalle società, così da poter eseguire lo screening direttamente “a domicilio” ed in tutta sicurezza, nel pieno rispetto delle normative regionali.

“Dopo quelli con la Lega Pro di Calcio e la Lega Nazionale Pallacanestro (LNB), sigliamo un altro importante protocollo in ambito sportivo, questa volta con il mondo della pallavolo femminile. Il tutto a conferma del ruolo sempre più centrale che la nostra associazione, intesa anche come network di aziende, sta svolgendo nel vasto panorama delle strutture poliambulatoriali italiane – spiega Gennaro Lamberti, presidente di Federlab Italia -. Grazie allo sforzo prodotto dai nostri associati, siamo pronti ad offrire tutto il supporto che occorre per garantire sicurezza certificata alle ragazze del volley italiano con l’auspicio che presto lo sport tutto possa tornare alla normalità”, conclude Lamberti.

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Attualità

Puglia, Emiliano: ‘Pier Luigi Lopalco sarà assessore alla Sanità’

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Puglia, Emiliano: ‘Pier Luigi Lopalco sarà assessore alla Sanità’

“Vi voglio presentare quello che sara’ il nuovo assessore alla Sanita’ della Regione Puglia Pier Luigi Lopalco, che ha avuto il coraggio di sottoporsi, per ottenere questo ruolo, al vaglio popolare ed elettorale e ne e’ uscito da trionfatore”. Lo ha annunciato il riconfermato presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, durante una conferenza stampa che si e’ svolta nello spazio antistante all’ingresso della sede del Dipartimento Politiche della Salute in via Gentile a Bari. “Voglio ringraziare tutta la gente che ci ha votato, in particolare devo ringraziare coloro che hanno votato Pier Luigi Lopalco perche’ non era una sfida facile quella di trasformare un professore di Universita’ in una in una star di preferenze: di solito le preferenze le prendono i professionisti, in questo caso li hanno presi dilettanti della politica, ma evidentemente sono state la competenza, la serieta’, che Pier Luigi ha messo in tutta la sua vita ad aver avuto un peso”, ha continuato Emiliano. “Voglio ringraziare i miei concittadini pugliesi – ha detto Lopalco – che oggi mi permettono di tornare in questo edificio e continuare a fare il mio lavoro, perche’ se le cose non fossero andate cosi’, purtroppo, non avrei potuto lavorare per per la mia terra e per la mia gente: per me e’ un’emozione particolare”

 

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Attualità

Medici senza carriere: “La frammentazione della categoria medica porta alla perdita di rappresentanza”

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Il giorno dopo le elezioni regionali in Campania in cui il Presidente De Luca ha trionfato con la sua armata di 15 liste, prendiamo atto che i Cittadini campani non abbiano compreso la proposta fatta da esponenti del mondo della Sanità, nonostante la Tutela della Salute Pubblica sia un tema sensibilissimo per gli abitanti dei territori campani e sia stato uno dei principali cavalli di battaglia di De Luca nella sua campagna elettorale e nella sua lotta contro il 19.

In particolar modo nella circoscrizione di Napoli nessun medico è riuscito a far arrivare ai Cittadini il proprio contributo per poter affrontare le tematiche della Sanità e conseguentemente essere eletto. Evidentemente agli elettori sono arrivati messaggi distorti per la divergenza delle proposte in un momento delicato per l’intera popolazione. Causa di tale divergenza è evidentemente la frattura consumata all’interno della Categoria. Una frattura insita sia nella medicina ospedaliera, che territoriale, che universitaria.
Allo stato attuale in Campania la Categoria medica vive un momento drammatico proprio perché vi è una parte della Categoria che si crogiola sui cosiddetti “diritti acquisiti”, che non sono altro che privilegi a cui la stessa non vuole rinunciare. Ciò comporta che i medici anziani vicini alla pensione hanno costruito un fortino che difendono con le unghie e con i denti dalla giovane categoria, affinché quest’ultima entri in Professione in tempi relativamente dilatati, possibilmente dopo che gli anziani siano andati in pensione. Basta guardare il nuovo AIR della Medicina Generale 2019, siglato da tutte le Associazioni sindacali, in cui è normato che le indennità delle nuove Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT) sono elargite proporzionalmente all’anzianita’ di convenzione; oltre ad aggiungere che tali AFT stanno sorgendo con 300 medici di famiglia in meno, a causa del perseverante ritardo di Regione Campania nel pubblicare e assegnare gli ambiti carenti di Medicina Generale, al cui nessun rappresentante di Categoria si è espresso contro attraverso un atto ufficiale. Forse è modo di tenere chiuso il fortino?

Idem discorso vale per i colleghi ospedalieri che soffrono turni massacranti per carenza di organico, mentre tanti specialisti sono a rinfoltire sacche di precariato; così come sono sottoposti i medici specialisti ambulatoriali ad una lunga gavetta prima di poter esercitare da titolari nei
propri territori. Per non parlare dei medici che restano fuori dal percorso formativo post laurea e devono aspettare anche anni per una specializzazione universitaria o la specializzazione territoriale della Medicina Generale.
Questa spaccatura intergenerazionale sta portando alla perdita di autorevolezza della figura medica e lo si vede proprio in questi ultimi risultati elettorali. La conseguenza di ciò è, purtroppo, quella di avere una Sanità in cui il medico è sempre meno protagonista e consentire ad altre figure professionali di dettare la linea dove costruire la Sanità de futuro. Medici senza Carriere, a tal proposito, invita tutta la Categoria ad una riflessione interna e fare autocritica affinché si possa comprendere che la Categoria medica è forte solo quando è unita e
viaggia nella medesima direzione.
Medici senza Carriere propone un confronto con tutti coloro che in questo momento hanno l’onere di governare la Categoria medica, dalle associazioni di Categoria, alle istituzioni ordinistiche di Napoli e anche delle altre province campane, affinché si possa ritrovare l’unione di
intenti con pari dignità, valorizzando l’esperienza dei colleghi anziani, ma anche gratificando la voglia e l’entusiasmo dei giovani che scalpitano per entrare in Professione e prendersi cura della Professione stessa, che in questo momento si trova in uno stato di patologia, che non vorremmo divenisse irreversibile a causa di dinamiche di autoreferenzialita’, dettate da egoismi personalistici.

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