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Pozzuoli, turisti derubati di soldi e documenti: il sindaco li ospita

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Pozzuoli, turisti derubati di soldi e documenti: il sindaco li ospita. Appello social delle vittime e scatta assistenza.

Tre turisti piemontesi derubati dello zaino con soldi e documenti nel corso di una visita all’esterno del vulcano Solfara sono stati ospitati dall’amministrazione comunale che ha inteso riparare alla disavventura in cui erano incorsi. La famigliola, i genitori con un figlio 13enne, partecipava ad un tour della citta’ flegrea accompagnata da una guida. Aveva cominciato il giro con uno sguardo dall’esterno, da via Coste d’Agnano, del vulcano interdetto al pubblico da tre anni dopo la tragedia del 2017.

I tre, presi dallo scattare foto e video dell’incantevole scenario, hanno dimenticato lo zaino che custodiva documenti, carte di credito e soldi sul muro perimetrale dell’area. Sebbene se ne siano accorti dopo pochi minuti, sopraggiunti rapidamente sul luogo, hanno dovuto constatare che lo zaino era stato abbandonato pochi metri piu’ avanti in un cespuglio, completamente svuotato.

Immediatamente e’ partito l’appello sui social per tentare di recuperare almeno i documenti con i titoli di viaggio per il rientro a Cuneo. Appello che e’ stato letto dal sindaco e dall’assessore al turismo che si sono attivati per fornire assistenza e, soprattutto, un volto diverso dell’ospitalita’ che la citta’ flegrea sa offrire.

E cosi’ ecco l’invito a pranzo in un locale del centro storico con vista sul tempio di Serapide e ospitalita’ in serata per lo spettacolo in programma al Rione Terra nell’ambito dell’estate flegrea.

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Napoli e Provincia

PD Napoli: ok al dialogo coi 5 Stelle

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“Siamo piu’ deboli in consiglio regionale della Campania non solo perche’ il Pd ha meno rappresentanti ma perche’ ai nostri consiglieri sono succeduti altri di segno assai lontano dal nostro. C’e’ anche un segno della composizione della nuova giunta che ci fa male”. Lo ha detto il presidente del Pd di Napoli, Paolo Mancuso, nel corso della direzione provinciale dem a Napoli. “Forse – ha aggiunto – avremmo dovuto gridare piu’ forte le conseguenze della combinazione della legge elettorale” Mancuso ha parlato al termine della direzione provinciale del Pd che ha assunto, approvandole, le tre proposte del segretario provinciale con il no alle primarie per la scelta del candidato sindaco a Napoli, l’apertura all’accordo con il Movimento Cinque Stelle per Palazzo San Giacomo e la richiesta di convocazione della direzione regionale. Mancuso ha affrontato anche alcuni nodi del Pd di Napoli, come la vicenda di Pompei che ha portato il partito a togliere il simbolo a Carmine Lo Sapio, poi eletto sindaco con liste civiche. “Lo spiego chiaramente – ha detto Mancuso – a Pompei il Pd ha un segretario cittadino il cui figlio ha fatto cadere l’amministrazione di centrosinistra, senza alcuna consultazione con il Pd. Lo stesso segretario ha promosso se stesso per la successione, ma abbiamo visto che lui e i suoi compagni di strada non sono adeguati per motivi personali e politici alla candidatura. E cosi’ anche con discussioni dirette con quella componente si e’ scelta strada diversa. C’erano elementi formali che la scelta di quella candidatura potesse essere del Pd ma cosi’ non e’ stato, e’ stata scelta del Pd di Napoli e non del Pd regionale della Campania. Dovremmo cercare risposte a questo”.

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