Coronavirus, un nuovo studio svela: così colpisce il midollo del paziente

Coronavirus, un nuovo studio svela: così colpisce il midollo del paziente.

 

Il coronavirus non provoca solo la polmonite. Il coronavirus puo’ colpire tanti organi, fra cui il sistema nervoso centrale. In alcuni casi, anche i malati dell’ospedale Niguarda hanno presentato sintomatologie eccezionali, oggi al centro di ricerche scientifiche.

A suscitare l’interesse del Cardiocenter, che e’ sostenuto dalla fondazione De Gasperis, e’ stato ad esempio il caso di un uomo di 59 anni senza precedenti anamnestici di rilievo che a marzo 2020 si e’ presentato presso il pronto soccorso lamentando debolezza agli arti inferiori e dolore lombare.

“Il paziente era stato dimesso qualche settimana prima da un altro pronto soccorso della regione con diagnosi di infezione delle vie urinarie; la TC eseguita in quell’occasione documentava la presenza di lesioni ground glass compatibili con SARS-CoV-2, ma un primo tampone nasofaringeo era risultato negativo – racconta il cardiologo Enzo Grasso -. Al Niguarda il paziente e’ stato sottoposto a un nuovo tampone, risultato positivo, e a una seconda TC del torace che documentava un quadro di polmonite interstiziale bilaterale a evoluzione consolidativa.

L’esame neurologico ha evidenziato pero’ anche la presenza di debolezza degli arti inferiori (con maggiore compromissione dei muscoli prossimali rispetto ai muscoli distali), iporeflessia diffusa, segno di Babinski bilaterale e parestesie degli arti inferiori”. E’ emerso cosi’ il sospetto di essere di fronte a una sindrome di Guillain-Barre’, che viene segnalata in numerosi studi sull’argomento.

Il paziente e’ stato quindi sottoposto a risonanza magnetica spinale, che ha mostrato contrast enhancement del cono midollare posteriore e di alcune radici della cauda equina, nonche’ a elettromiografia, che ha documentato delle alterazioni compatibili con una radicolopatia demielinizzante acuta. “E’ stata fatta pertanto una diagnosi di mieloradicolopatia parainfettiva associata a SARS-CoV-2 – precisa Grasso – e il trattamento proposto dai nostri neurologi ha compreso la somministrazione di immunoglobuline in combinazione alla terapia antivirale/immunomodulante specifica per l’infezione da nuovo coronavirus”.

La complessita’ del caso, uno dei primi report di mieloradicolopatia parainfettiva associata a Covid-19, e’ oggetto di uno studio di prossima pubblicazione.

 

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