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Nuova notte di proteste e scontri negli Usa per la morte di Floyd

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Proseguono vicino alla Casa Bianca i tafferugli tra la polizia e i manifestanti che protestano contro la morte di George Floyd. Sfidando il coprifuoco, i dimostranti sono rimasti in zona e ogni tanto tornano a fronteggiare gli agenti schierati in linea con scudi e manganelli. I poliziotti hanno usato diverse volte i lacrimogeni, i gas urticanti e le granate stordenti per disperdere la folla. Alcuni manifestanti hanno acceso diverso roghi e danneggiato alcuni edifici.

 

I manifestanti hanno devastato negozi e automobili, e circondato e minacciato giornalisti della rete televisiva di orientamento conservatore “Fox News” e dato alle fiamme gli edifici connessi alla storica Chiesa episcopale di San Giovanni, non lontano dalla Casa Bianca, e la sede dell’American Federation of Labor and Congress of Industrial Organizations (Afl-Cio), una delle principali federazioni sindacali del paese.

 

Il presidente Usa, Donald Trump, è stato trasferito in un bunker in risposta al rischio di autobombe segnalato dall’intelligence: a Washington, così come a New York e in altre città, manifestanti della sinistra radicale riempiono veicoli di bombe molotov e materiale incendiario da utilizzare negli scontri di strada. Gli agenti dell’Us Marchals e della Drug Enforcement Administration (Dea) sono stati schierati in massa sulle strade per tentare di arginare le violenze.

 


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