È ritornata in aula la Lady cocaina di Scafati, Teresa Cannavacciuolo, per essere giudicata col rito abbreviato dinanzi al giudice del tribunale di Torre Annunziata. La trentenne scafatese ha evitato una severa condanna visti gli innumerevoli precedenti penali specifici che aveva nel suo curriculum. I militari le avevano trovato cocaina crack pronta in dosi e altra droga ancora in lavorazione ma niente consegne a domicilio o in strada, lady pusher, Teresa Cannavacciuolo lavorava in casa. I carabinieri di Scafati avevano bussato alla sua porta alla periferia di Pompei e l’avevano arrestata in flagranza.
Il Pubblico Ministero aveva chiesto la custodia cautelare in carcere nella fase iniziale del processo ed aveva invocato una condanna esemplare di cinque anni.
Secondo il PM la lady cocaina andava fermata. Il Giudice accogliendo le richieste del difensore della donna, l’avvocato Gennaro De Gennaro aveva mandato agli arresti domiciliari lady cocaina nella fase iniziale della procedura sebbene il grosso quantitativo di droga e le prove di una fiorente attività di spaccio. Dopo la discussione delle parti ha applicato la minima condanna di 4 anni. È stato così neutralizzato l’aumento per la recidiva, con la donna che potrà scontare la condanna ai domiciliari. La pregiudicata risulta essere famosa alle cronache giudiziarie non solo per lo spaccio ma anche per il violento attentato subito al suo bar, il “my love” di Scafati. La Lady crack scafatese era stata arrestata più volte, in rapida successione, per aver venduto oltre 100 grammi di cocaina sul finire dell’anno 2016. Ed anche in quella occasione fu miracolosamente graziata. Anche questa volta il giudice l’ha “graziata”, concedendole i domiciliari ed una minima condanna per 38 grammi di cocaina crack sebbene fosse la regina indiscussa dello spaccio.
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