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Cronaca Giudiziaria

Tentò di uccidere la moglie dandole fuoco: iniziato il processo al 43enne di Ercolano

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E’ iniziata davanti al Gup di Reggio Calabria l’udienza preliminare a carico di l’uomo di 43 anni di Ercolano che il 12 marzo dello scorso anno tentò di uccidere la moglie, , anche lei 43enne, dandole fuoco dopo averle gettato addosso del liquido infiammabile mentre la donna era alla guida della propria automobile. L’episodio accadde in una strada del centro di Reggio Calabria nei pressi di una scuola ed ebbe come testimoni numerose persone, tra cui alcuni studenti. , a causa delle gravi ferite riportate, è tuttora ricoverata in un Centro grandi ustionati di Bari e solo di recente è stata dichiarata fuori pericolo. Ciro Russo, che all’epoca si trovava agli arresti domiciliari con l’accusa di maltrattamenti in famiglia, il giorno del tentato omicidio partì da Ercolano a Reggio Calabria per raggiungere l’ex moglie, originaria proprio di Reggio e dalla quale si era separato da tempo. L’uomo, che in un primo tempo si era dato alla fuga, venne rintracciato e arrestato dalla polizia il giorno dopo il tentativo di omicidio mentre cenava in una pizzeria di Reggio Calabria Nel corso dell’udienza svoltasi oggi il Gup, Valentina Fabiani, ha accolto la richiesta di costituzione di parte civile nel processo contro Russo da parte di , dei tre figli della coppia e dei genitori e dei fratelli della donna. Accolta anche la richiesta di costituirsi parte civile presentata dall’Udi, l’Unione donne in Italia, rappresentata dall’avvocato Stefania Polimeni. La prosecuzione dell’udienza preliminare è stata fissata per il prossimo 24 febbraio.

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Cronaca Giudiziaria

Napoli, omicidio Maisto ordinanza cautelare per Marco Di Lauro e tre complici

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Napoli, omicidio Maisto ordinanza cautelare per Marco Di Lauro e tre complici. Maisto aveva messo in discussione la leadership del clan.

 

In data odierna il Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Napoli ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di quattro indagati, emessa dal GIP del Tribunale di Napoli, all’esito di articolate indagini svolte dalla Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti dei responsabili dell’omicidio di MAISTO Ciro, perpetrato in Napoli il 6.8.2008 all’interno della villa comunale di Secondigliano.
Le attività di indagine – fondate su intercettazioni, dichiarazioni di collaboratori di giustizia e riscontri oggettivi – hanno consentito di individuare nei quattro arrestati i mandanti, gli organizzatori ed esecutori materiali dell’evento delittuoso, che si inserisce temporalmente a margine nella c.d. “seconda faida” di Scampia ma che in realtà viene ricondotto ad una “epurazione” interna al clan Di Lauro. MAISTO aveva messo in discussione la leadership del clan, in quel momento retto da DI LAURO Marco, latitante ma presente sul territorio. I vertici del sodalizio hanno deciso, pertanto, di uccidere MAISTO pensando che potesse tradirli, aderendo agli “Scissionisti” oppure collaborando con la Giustizia.

MAISTO Ciro, elemento di spicco del clan, è stato assassinato in prossimità del rione Dei Fiori, noto come “Terzo Mondo”, quartier generale del clan DI LAURO. La vittima è stata attirata in un tranello da altri affiliati, che lo hanno ucciso esplodendogli contro vari colpi di pistola.
Tra i soggetti colpiti dalla misura cautelare figura, in qualità di mandante, DI LAURO Marco, tratto in arresto nel marzo 2019 dopo circa 15 anni di irreperibilità e già inserito nell’elenco dei latitanti più ricercati a livello nazionale.
Come è noto, DI LAURO Marco è stato già condannato, non in via definitiva, per l’omicidio di ROMANO’ Attilio, vittima innocente di camorra, ucciso dai sicari del clan nel 2005.

Soggetti attinti da misura cautelare:
1. DI LAURO MARCO, nato a Napoli il 16.6.1980;
2. SPINELLI PASQUALE, nato a Napoli il 27.7.1976;
3. TALOTTI Nunzio, nato a Napoli il 24.1.1979;
4. VIZZACCARO Gennaro, nato a Napoli il 16.2.1976.

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Cronaca Giudiziaria

CAMORRA Omicidio della Faida di Secondigliano: assolto il ras Antonio Bastone

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La Corte di Assise di Napoli – III Sezione – all’esito di una lunga camera di consiglio ha assolto, questo pomeriggio, Antonio Bastone dall’accusa di essere il mandante dell’omicidio di Tripicchio Rosario, commesso a Giugliano il 5 gennaio del 2012.

L’omicidio, secondo l’accusa, rientrava nella faida di Secondigliano per la conquista delle piazze di spaccio del Lotto G.
Antonio Bastone, considerato esponente di spicco del cartello Abbinante oltre Ad essere stato assolto dall’accusa di essere il mandante dell’omicidio di Tripicchio è stato assolto anche dal tentato omicidio di Ciro Barretta (luogotenente del Lotto G appartenente al gruppo della Vanella Grassi) vicenda rispetto alla quale è stata condannata Anna Ursillo  alla pena di anni 10 di reclusione.

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Soddisfazione per i legali del Bastone (avvocati Saverio Senese e Fabio Segreti) che, dopo un lungo processo, si sono visto accogliere la tesi difensiva relativa relativa alla inattendibilità dei numerosi collaboratori di giustizia che accusavano il Bastone.

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