

foto di repertorio
Pena sospesa per E. B., 46enne di Pozzuoli ma domiciliato in Giugliano in Campania, in virtù di una condanna “dimezzata” ad un anno di reclusione.
È questa la decisione, dell’8 gennaio scorso, da parte della Terza Sezione della Corte di Appello di Napoli. Riconosciuta, dunque, la lieve entità da parte del Collegio Giudicante.
L’uomo, come si ricorderà, era stato fermato, nel marzo del 2017, nei pressi del Bar Chuka, in quanto gli inquirenti della Stazione dei Carabinieri di Pozzuoli “avevano avuto notizia” che l’uomo da tempo aveva intrapreso una attività di spaccio di sostanze stupefacenti.
Fatta la perquisizione personale, con esito assolutamente negativo, decidevano di effettuare la perquisizione domiciliare, recandosi presso la residenza del napoletano, sita in Giugliano in Campania, a 30 km di distanza. Giunti presso l’abitazione furono trovati un totale di 930 grammi di marijuana (analizzati dal Laboratorio Analisi Sostanze Stupefacenti della Legione Carabinieri Campania Comando Provinciale di Napoli) , trovati in vasi in vetro, in buste di plastica, in scatole di scarpe, oltre a piantine “pronte”, un bilancino di precisione e tutto l’occorrente per il confezionamento delle dosi.
In primo grado fu condannato per coltivazione e spaccio, con rito abbreviato “condizionato”, a due anni di reclusione da parte del Gup di Napoli Nord Erminio Nicola Paone, (il P. M. ne chiese 6, tenuto conto della scelta del rito).
I suoi legali, gli avvocati Massimo Viscusi ed Emiliano Vaccarella, del Foro di Benevento, avverso tale decisione avevano proposto appello, onde veder ridotta la pena.
Ed avevano incentrato tutta l’attività difensiva sulla incompetenza territoriale (rigettata in primo grado e riproposta in appello) , sul “modus operandi” messo in atto dagli inquirenti (già parzialmente condiviso in primo grado), sul “reale” peso della sostanza, sulla tossicodipendenza dell’uomo, oltre ad aver portato all’attenzione degli Organi Giudicanti tutta una seria di pronunce di Merito e di Legittimità, oltre che della Consulta, in tema di sostanza stupefacenti e/o psicotrope.
Nella sua Requisitoria il Procuratore Generale ha chiesto la conferma della sentenza di primo grado; gli avvocati Viscusi e Vaccarella, nella loro lunga arringa, hanno chiesto il riconoscersi della lieve entità con conseguente sospensione della pena.
Al termine della lunga udienza la lettura del dispositivo che rideterminava, in reformatio in melius, la pena ad 1 anno di reclusione, con conseguente sospensione condizionale della stessa.
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