Giorno della Memoria a Napoli: medaglie d’onore ai familiari degli internati
Medaglie d’onore alla memoria ai familiari di cittadini della provincia di Napoli, internati in Germania dal 1942 al 1945, sono state consegnate in occasione della Giornata della Memoria nella sede della Prefettura di Napoli. Alla cerimonia hanno partecipato, tra gli altri, il sindaco, Luigi de Magistris, e la presidente della Comunita’ ebraica, Lydia Schapirer. La benemerenza, prevista con legge del 2006, vuole rendere omaggio in modo solenne a quanti hanno pagato “un prezzo tragico nei lager o asserviti al lavoro coatto per l’economia di guerra”. “Le nuove generazioni – ha detto il vice prefetto vicario, Luca Rotondi – devono sapere e devono capire che cosa e’ successo anche a tanti loro coetanei che hanno pagato un prezzo inconcepibile. Queste medaglie sono non solo memoria ma anche monito affinche’ non si ripeta quanto accaduto. E’ nostro compito inculcare nei giovani di rifiutare ogni violenza e qualunque forma di razzismo. La nostra Costituzione e’ tutela di uguaglianza e di principi di democrazia e di civilta'”. Le medaglie sono state consegnate ai familiari di Vincenzo Giordano, artiglierie dell’Esercito italiano deportato in un campo di concentramento in Prussia; di Armando Perrotta, soldato dell’Esercito italiano deportato in Germania; di Alessandro Reccia, arruolato nel 231 Brigata fanteria e deportato in un campo in Prussia; di Aldo Alone, in servizio alla Marina militare e deportato in un campo in Germania; di Michele Arcopinto, caporale maggiore dell’Esercito italiano deportato in Polonia; di Vincenzo Ambrasi, allievo cannoniere della Marina militare deportato in un campo in Germania e fucilato a seguito di un tentativo di fuga e sepolto in una fossa comune. Alla cerimonia hanno partecipato gli studenti dell’Istituto comprensivo statale ‘Socrate-Mallardo’ di Marano che hanno eseguito brani musicali e letto alcuni passi tratti da ‘Se questo e’ un uomo’ di Primo Levi. ”La presenza qui oggi dei ragazzi ha un valore importantissimo – ha affermato Schapirer – noi abbiamo il dovere e la responsabilita’ di trasmettere loro la memoria perche’ ormai molti dei testimoni diretti non ci sono piu’ e tocca a quelli di seconda e terza generazione far capire che baratro indicibile sia stato l’Olocausto. La memoria – ha concluso – e’ come una fiammella e basta un niente per farla spegnere. Mi appello a tutta la societa’ civile affinche’ si mobiliti in un momento in cui l’odio in varie forme sta riprendendo piede”.
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