Andy alla Basilica di Pietrasanta di fino al 23 febbraio. Un’esposizione interamente dedicata al genio americano con oltre 200 opere offre al pubblico una visione completa della produzione artistica di che ha rivoluzionato il concetto di opera d’arte a partire dal secondo dopoguerra.
Immortali icone e ritratti, polaroid e acetati, disegni e il mondo della musica, il brand e l’Italia: nel capoluogo campano arriva – in sette sezioni – quel mondo pop che ha segnato l’ascesa di come l’artista che ha stravolto in maniera radicale qualunque definizione estetica precedente, attraverso miti dello star system e del merchandising come le intramontabili Campbell’s Soup, il ritratto serigrafato di Marilyn derivato da un fotogramma di Gene Korman, le celebri serigrafie di Mao del 1972 e il famosissimo Flowers del 1964. In oltre 200 opere il percorso artistico e privato di un uomo eclettico che ha segnato l’arte a tutto tondo, trasformando visioni e concetti, fermando nell’immaginario collettivo volti, colori e scene e regalando all’Arte tutta, un aspetto nuovo. Accanto ad opere che raccontano la scena americana del ‘900, nelle sale della Pietrasanta anche lavori che rivelano il rapporto di con l’Italia ed un focus dedicato alla città di col suo Vesuvius del 1985 e il Ritratto di Beuys, realizzato nel 1980 in occasione della tenutasi presso la Galleria Amelio. Presenti in i suoi immancabili ritratti di grandi personaggi, figure storiche che il suo genio e la sua arte hanno trasformato in leggende contemporanee: i volti di Man Ray, Keith Haring, Edvard Munch, Lenin, Giorgio Armani e un rarissimo ritratto della Monna Lisa realizzato con inchiostro serigrafico su pergamena nel 1978. E ancora Liz, la serie Ladies and Gentlemen e i suoi Self portrait, per poi passare al legame con il mondo della moda e della comunicazione.



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