Pompei


Nell’ultimo articolo dedicato agli Scavi di Pompei su questo Giornale abbiamo trattato l’impatto del Turista che arriva a Porta Marina Inferiore. Il Turista lo scriviamo con la “T” maiuscola perché di questo articolo e di quelli che seguiranno è il Protagonista simbolico qualunque, o “scognomato”, per dirla con Toto’. Dunque, nell’articolo precedente avevamo lasciato il Turista che si avviava a percorrere quella che fu la Pineta demaniale. Essa oggi molto malridotta perché aggredita e mutilata da una sorta di Xylella dell’Olivo che aggredisce invece i Pini Mediterranei della Pineta demaniale pompeiana. Però ci siamo domandati perché gli esemplari morti e rinsecchiti siano lasciati in sito con il rischio certo che l’agente infettivo passi comodamente agli esemplari non ancora attaccati. Misteri della fede impenetrabili del Parco Archeologico. Peccato che sia anche il sito archeologico più noto al mondo, ma faccia di tutto per essere male ricordato dai visitatori che vi si avventurano.

L’approccio alla visita attraverso la pineta dopo la vista dello spettacolare fronte meridionale degli scavi, risulta infatti oltraggiato da anni da una selva costosa di “tubi innocenti” di sostegno. A dire tutta la verità, non si capisce cosa sostengano, visto che essi si appoggiano al banco lavico roccioso su cui si insediarono i primi pompeiani intorno al Mille avanti Cristo. E molti di quei sono chiaramente inutili perché piegati e contorti da un precedente annoso accidente di un albero della Pineta abbattutosi sui tubi sostegno durante un temporale. Comunque, andando avanti, verso l’ingresso della Caserma dei Gladiatori, il Turista ha il tempo, purtroppo per lui, di osservare un grosso edificio, assolutamente fuori scala e fuori contesto, le cui inopportune dimensioni risultano inutilmente rivestite di mattoncini “mitigatori di impatto”. Vi sembra questo il caso? Esse feriscono i luoghi e il paesaggio storico irrimediabilmente. Fortunatamente il Turista non immagina che buona parte di quel grossolano volume è costruito in violazione di Legge. Meglio così. Per tutti. E infatti tutti stanno tenendo la testa sotto la sabbia. Noi di Cronache della Campania, che abbiamo segnalato il caso per primi e ne rispondiamo al Lettore, rimaniamo in attesa della soluzione del caso.

In questo articolo però ci accingiamo ad affrontare in veste da turisti per caso e per scelta – non intruppati in viaggio organizzato tuttocompreso, quindi un Turista con la “T” maiuscola – “una giornata particolare”… anzi ordinaria, dedicata alla visita degli Scavi di Pompei. Ma torniamo sui nostri passi per accodarci al Turista che, come la grande maggioranza dei turisti, quelli dei grandi “Gruppi” preferisce entrare negli Scavi dalla affollata biglietteria di Porta Marina Superiore per poi procedere attraverso l’antica Porta Marina della Pompei romana. Meglio è se non piove perché attraversando piazza Porta Marina Inferiore e la piccola Piazza Esedra non troveranno pozzanghere da evitare in circumnavigazione.Ci uniamo invece al Turista che va sù per la strada che conduce alla Porta Marina Superiore. Faremo con lui il “giro” classico e più gettonato: Porta marina, Foro e dintorni con qualche Casa di spicco aperta, le Terme Stabiane, unico (!?) edificio termale visitabile e poi la Zona dei Teatri con la Palestra Sannitica e la contigua area alberata tormentata tutta da scavi in corso sull’epoca preromana. Poi, percorrendo la Via dell’Abbondanza, arriveremo fino alla Grande palestra. Infine, dulcis in fundo, arriveremo all’Anfiteatro per poi uscire dall’area Demaniale degli Scavi nel pieno dell’abitato della Pompei moderna., dove ci accolgono due chele vetrate avulse dal contesto sia per chi arriva, sia per chi se ne va. Intanto però eccoci ancora qui, impegnati nella risalita del breve tratto di strada che porta alla “nuova” biglietteria, che proprio nuova non è perché risale a oltre trenta anni or sono. Soltanto che essa nel trentennio ha subito solo piccoli adattamenti e potenziamenti.
Arrivato alla Biglietteria, la quale sembra ampia abbastanza per accoglierlo, il turista è costretto a fermarsi nella bolgia perenne che è l’area scoperta riservata alla attesa per la bigliettazione vera propria per il Turista comune. I grandi Gruppi qui sono deviati più rapidamente verso la controlleria sottostante. La presenza di un Bancomat conforta il Turista invogliato all’acquisto e presso l’Infopoint si “appoggiano” anche le guide turistiche in carne ed ossa in attesa dei “gruppi” e dei gruppetti “alla spicciolata” da dirigere nel tour degli Scavi pompeiani. Al centro dell’area della Biglietteria il chioschetto delle audioguide e, accanto o intorno come anime in pena, si aggirano i Turisti non intruppati in gruppi organizzati etrodiretti, che si riconoscono dallo sguardo tra lo smarrito e l’assorto. Essi infatti tentano di capirci qualcosa nella selva delle indicazioni e delle tabelle multilingue per collocarsi in fila per il biglietto che richiederà una prova di coraggio e tenacia per il tempo occorrente. Tutto questo bailamme però il Turista lo affronta rimanendo esposto agli agenti atmosferici. In ogni stagione dell’anno: un gran bel benvenuto, non c’è che dire.
Noi, a dire il vero, abbiamo deciso di attendere Settembre per fare la nostra prova da Turista per caso e per precisa scelta ci siamo risparmiati le scene estive – in Luglio e in Agosto – delle file di visitatori boccheggianti nella canicola estiva. Ma anche questi primi giorni di Settembre non sembrano affatto scherzare e la canicola è soltanto un poco mitigata da un fresco venticello di mare proveniente dal sito delle saline pompeiane d’Ercole. I chioschi d’acquafrescaio sono addobbati fino all’inverosimile con una varia e ricca offerta di “robe” da bere e da mangiare. Una consolazione, anche per lo sguardo, che soltanto la iniziativa privata garantisce ai Turisti per caso e per scelta. A essi in fila il sollievo arriva però sotto forma di bottigliette d’acqua gelata distribuite senza posa e senza risparmio (ndr: in tutti i sensi…) a pochi metri dall’ingresso alla Biglietteria degli Scavi già intasato. La bottiglietta d’acqua gelata ha comunque una sua mission salvifica per le tempie bollenti dei malcapitati in fila sotto il sole, i quali prima di bere avidamente si passano la bottiglietta dappertutto, anche sulle parti più… riservate. Insomma, anche su i “gioielli di famiglia”.
Pur rimanendo immerso in quel bailamme da suk il turista zigzagando arriva a dotarsi di biglietto. E ciò avviene quasi sempre dopo che si è spiegato a parole e gesti davanti al bigliettante di turno, non sempre poliglotta e a sua volta in difficoltà per il carico eccessivo dei visitatori nelle ore di punta. Ma alla fine l’uno e l’altro riescono a fare quello che avevano in animo di fare: il biglietto. Di riffe o di raffe la missione è compiuta dunque. Ora però la mèta é conquistata, ma a metà – è il caso di dire – perché il turista deve accodarsi ad un’altra f\ila per il controllo e la vidimazione del biglietto appena acquistato. E’ quasi un girone infernale. La fila per il controllo e la vidimazione del biglietto risulta ovviamente più rapida e il Turista la fa volentieri sentendosi in discesa e vicino al traguardo. Ed ecco dunque il Turista, finalmente sdoganatosi dal bailamme, attraversare l’agognato traguardo della controlleria del biglietto e inerpicarsi su per la risalita dei non proprio agevoli basoli dell’antica Porta Marina. Ma Pompei per il Turista vale bene questo sacrificio e anche di più. Alla fine della risalita pedonale la frescura di Porta Marina, con il suo immancabile venticello meteomarino, accoglie il turista il quale comincia ad assaporare la propria visita alla città archeologica più famosa del mondo intero che fino a quel momento non ha mostrato di essere consapevole di tale primato. Ma va così a Pompei Scavi.

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 Federico L.I.Federico



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