Pompei, Casa Borrelli: il tar riconosce la legittimità dell’operato del sindaco

Il Sindaco di Pompei Pietro Amitrano ha convocato una conferenza Stampa – nel salone Marianna De Fusco del Comune – per illustrare la Ordinanza con la quale il TAR nella Camera di Consiglio del 10 Settembre, giorno atteso con trepidazione da tutte le parti in causa, ha stabilito che gli anziani ospiti della Casa Borrelli possono “essere collocati in altre strutture”, considerata anche la assenza agli atti depositati “di qualsiasi documentazione in relazione ad eventuali patologie ostative al trasferimento”.
Il Sindaco – assistito dall’Assessore Massaro e dal Dirigente Sorrentino – nel dare lettura dell’atto del TAR, trasudava evidente soddisfazione, peraltro ben contenuta, rivendicando la correttezza dell’operato delle strutture tecniche e amministrative di Palazzo De Fusco. Egli ha tenuto a ribadire alla Stampa presente che confida in una azione di divulgazione della Verità per seppellire mesi di odio ingiustificato, alimentato soprattutto dalle fake news diffuse sui Social senza scrupoli, per alimentare l’avversione al Progetto EAV.
E, in effetti, oggi l’Amministrazione Comunale segna due colpi a proprio favore lungo il cammino della attuale consiliatura: il Progetto EAV e la Casa Borrelli, che stanno per trovare concreta attuazione dopo mille polemiche. Inutili e pretestuose, aggiungiamo noi di Cronache della Campania, che abbiamo tenuto salda la rotta della Verità, in solitario, anche in momenti difficili.
Dunque, oggi la Storia Infinita della vicenda tormentata della Casa Borrelli di Pompei, che si è trascinata da mesi tra istanze, denunce, ordinanze, urla e strepiti, è arrivata alla svolta definitiva. Il bilancio dei vari Comitati, veri e finti, che si sono alternati a sostegno della protesta, pur legittima – che non significa per forza giusta – dei dipendenti dell’ASPIDE- Azienda Pompeiana di Servizi contro il Comune di Pompei, costituitosi in giudizio, e nei confronti dell’ASPIDE stessa, non costituitasi in giudizio, è semplicemente fallimentare.
Si sono sprecati fiumi di inchiostro e carte bollate, innumerevoli istanze e petizioni alle più varie e alte personalità politiche e istituzionali per raccogliere soltanto un pugno di mosche. Si sono soprattutto innescati procedimenti e inchieste amministrative e giudiziarie che sono sfuggite di mano ai proponenti e contendenti. Esse potranno portare a prossime deflagrazioni pregiudizievoli a danno di tutte le parti in causa. E l’incendio appiccato dalle parti oggi in lotta si è esteso all’intera storia della Casa Borrelli almeno dalla fase commissariale ad oggi.
Verrà fuori la sciagurata gestione della Casa Borrelli colpevolmente attuatasi almeno nell’ultimo quindicennio fino a generare un debito di circa un Milione di Euro in fase di gestione. E la sciatta cura del patrimonio immobiliare della Casa. Insomma emergono profili di allegra e colposa amministrazione nell’uno e nell’altro caso. Chi vivrà vedrà, a questo punto. Intanto, in sede di conferenza stampa alcuni Consiglieri comunali di maggioranza come Mazzetti, La Marca e Di Donna, coadiuvati dal Dirigente, hanno risposto con il Sindaco e l’Assessore alle domande dei giornalisti. Dal confronto, pacato ma intenso, sono emersi i preoccupanti profili della situazione che oggi vede la Occupazione Abusiva del bene Comunale, quindi Pubblico, della Casa Borrelli. In più si profila la permanenza di fatto coatta degli Anziani nella struttura chiusa ai terzi.
Infine emerge la carenza delle scorte alimentari e d’altro genere, peraltro già comparsa sui Social, dove si è letto di due Lavatrici rotte e della carenza di Siringhe usa e getta. Insomma la situazione della Casa Borrelli va precipitando. Non bastano più le serate di musica e beneficenza attivate da improvvisate dame di Carità. Intanto la Ordinanza del TAR si chiude prevedendo che la sua esecuzione sia curata dalla stessa Amministrazione Comunale di Pompei che, a sua volta, per la questione Casa Borrelli ha continue intese e tavoli di concertazione con la Prefettura di Napoli. Siamo alla stretta finale. Meglio così.

Federico L. I. Federico

La Redazione
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