“Dalle partite impossibili nascono le grandi storie e noi vogliamo iniziare a scrivere la nostra”. Così parlava Vincenzo Montella alla vigilia di Fiorentina-Juventus, quella che per Firenze è “la partita”. E se lo zero a zero imposto ai campioni d’Italia non è proprio un’impresa impossibile, comunque è un risultato da cui i viola possono ripartire per dare un nuovo senso alla loro stagione. La squadra gigliata arrivava da due sconfitte su due partite in campionato. Non certo la miglior situazione per affrontare CR7 e compagni. Senza contare, poi, che la Fiorentina non vince in campionato dal febbraio scorso e in casa addirittura dal dicembre del 2018, quando sconfisse l’Empoli. Numeri e statistiche che, associati a quelli della Juve tritatutto in serie A (oltre il 70% di vittorie negli ultimi 8 campionati) , non lasciavano dubbi sul favorito della sfida. Ma anche se nel calcio moderno c’è sempre meno spazio per ‘clamoroso al Cibali’ o per rimonte epiche come quella del 4 a 2 viola del 20 ottobre del 2013, e che i numeri, quelli del fatturato in primo luogo, contano più dell’entusiasmo e del sostegno di 40 mila spettatori, oggi il gap tra viola e bianconeri non è stato così evidente.Prima del fischio d’inizio dell’arbitro Irrati i tifosi della Fiorentina presentano una coreografia che coinvolge la Fiesole e la maratona, disegnando con migliaia di bandierine la scritta Firenze in bianco in campo viola. Montella schiera una Fiorentina con più esperienza rispetto al passato recente, dando spazio dal primo minuti all’ex stella del Bayern Franck Ribery in un’inedita coppia d’attacco con Chiesa, novello Ulisse del calcio, per la prima volta messo di fronte alle suadenti sirene estive bianconere. In difesa Caceres fa il suo esordio in una linea a tre con Milenkovic e Pezzella. A centrocampo confermato il talento Castrovilli con Badelj e Pulgar in regia e Lirola e Dalbert sulle fasce. Dalla parte opposta, Sarri, per la prima volta in panchina dopo la polmonite, si affida di nuovo in attacco alla coppia Higuain-Ronaldo con Douglas Costa a completare il tridente delle meraviglie. Danilo, De Ligt, Bonucci e Alex Sandro a far da barriera davanti a Szczesny, mentre in mediana spazio a Khedira, Pjanic e Matuidì. I primi 45 minuti vivono più di agonismo che di idee con tre giocatori, Caceres e Chiesa per la Fiorentina e Pjanic per la Juve, che finiscono nell’elenco dei cattivi. I bianconeri, costretti quasi subito a rinunciare a Douglas Costa, che infortunato lascia il posto all’ex Bernardeschi, fanno la gara, ma trovano la squadra viola ben equilibrata e praticamente non riescono mai a impensierire Dragowski. Anche Ronaldo è ben marcato da Milenkovic. Più incisiva la Fiorentina in ripartenza, anche se la mancanza di un centravanti di ruolo si fa sentire al momento di finalizzare la manovra ben condotta da Castrovilli. Ribery lotta e svaria su tutto il fronte d’attacco, rientrando anche a dare una mano in mediana. Chiesa manca di lucidità. I viola sfiorano comunque la rete quando Ribery al 40′ pesca in area il liberissimo Dalbert che schiaccia di testa ma trova Sczcesny pronto alla respinta. L’estremo difensore bianconero riscatta così l’errore in disimpegno che aveva commesso alcuni minuti prima, sparando il rinvio addosso a Chiesa, con la palla che fortunatamente per la Juve sorvolava la traversa. Al 42′ Sarri è costretto anche a rinunciare a Pjanic, sostituito da Betancur.La ripresa offre un copione analogo con l’unica differenza che a fare la gara adesso sono i viola, anche perché la Juve senza Pjanic sembra priva di idee. Sale in cattedra Ribery che, fino al 21′, quando esce per crampi, trascina l’attacco della Fiorentina e al 13′ compie un recupero su Ronaldo che fa esultare il popolo del Franchi. Il più pericoloso resta Dalbert, che arriva ancora al tiro al minuto 8, trovando ancora una volta i guantoni di Szczesny a dirgli di no. Poi Castrovilli ‘cicca’ il tiro da buona posizione. Anche Chiesa cresce nella ripresa e prova anche a concludere a rete, ma al 19′ la mira è sbagliata. I bianconeri provano qualche ripartenza ma sono davvero pericolosi solo al 29′ quando Khedira, liberato in area da Higuain, invece di concludere in porta cerca Ronaldo permettendo ai difensori viola di allontanare. CR7 si vede poco, ma al 39′ prova la magia con una rovesciata che però si perde sul fondo. E’ l’ultimo sussulto di una gara che rilancia i viola e che mette la Juve nella scomoda posizione di subire il sorpasso dell’Inter di Conte.
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