Foto con il figlio del boss Matrone, Salvini: “Non chiedo la carta d’identità per i selfie”. E l’ex sindaco Aliberti difende il leader della Lega

“Faccio migliaia di foto ogni giorno, non chiedo la carta d’identità a chi mi ferma per strada”. Così il leader della Lega, Matteo Salvini, risponde a chi gli chiede conto e ragione del selfie pubblicato da Michele Matrone, figlio del boss Franchino ‘a belva, sul suo profilo Fb. Sulla vicenda il M5S ha chiesto chiarezza invitando Salvini a relazionare in Commissione antimafia. Matrone (figlio del boss arrestato dopo una lunga latitanza sulle montagne di Acerno nell’agosto del 2012), coinvolto in alcuni processi per associazione per delinquere e estorsione ha pubblicato sui social lo scatto con la didascalia “Con il mio caro amico Matteo”, incassando numerosi like. A farlo diventare virale la difesa di Salvini fatta dall’ex sindaco di Scafati, Pasquale Aliberti, che solo a giugno scorso è tornato a Scafati dopo che il presidente del collegio di Nocera Inferiore che tratta il suo processo per scambio elettorale politico-mafioso ha revocato il divieto di dimora. “Quando ti ho visto in foto, ad un raduno della Lega, in un selfie, a prendere un caffè con Michele Antonio Matrone, con precedenti penali, figlio del più pericoloso boss di Scafati e dell’Agro, ho tremato io per te, per la strumentalizzazione che avrebbero messo in campo cosa che puntualmente è accaduto sui giornali locali questa mattina. Aliberti corre in “soccorso” di Matteo Salvini. Se nel selfie postato in un bar il giovanotto aggiunge “..il piacere di un caffè con un mio amico”, senza che nessun politico locale, della coalizione che tu hai sostenuto alle ultime amministrative, a me ferocemente avverso negli ultimi anni, intervenga, allora siamo in quel clima di omertà che è difficile da sradicare”, continua Aliberti. “Devi sapere e ti invito a leggere -continua- il decreto di scioglimento del Ministro Minniti che nella motivazione principale individua due imprese funebri vicine alla camorra che avremmo favorito perché non pagavano l’affissione dei manifesti funebri da sempre, semplicemente perché avremmo ritardato la procedura di gara: di una delle due imprese risulta essere proprietario, a leggere il suo profilo fb, proprio il tuo amico di caffè… Sono preoccupato per te e la cattiveria che già stamattina hanno cominciato a mettere in campo – scrive infine Aliberti – Ti scrivo perché sono certo che nella tua agenda politica vengono prima gli italiani, magari anche prima degli immigrati ma soprattutto prima di quella montagna di #merda che si chiami camorra, mafia, ndrangheta o sacra corona unita. Ti scrivo semplicemente per chiarire la tua lontananza da quel post di quel figlio del boss che mai ha preso le distanze sconfessando pubblicamente la sua famiglia, suo padre per il camorrista che è o è stato”.

Redazione
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