Vigilantes dei ‘Casalesi’ a Cinecittà: domani gli accusati davanti al gip

E’ stato fissato per domani mattina, dinanzi al gip Campanaro, al tribunale di Santa Maria Capua Vetere, l’interrogatorio di garanzia per rogatoria di Enrico Verso, 56 anni nato a Villaricca  capozona a Parete , cognato del collaboratore di giustizia Raffaele Bidognetti, figlio del boss dei Casalesi Francesco, alias “Cicciotto e Mezzanotte” detenuto al 41 bis. Verso, difeso dall’avvocato Fabio della Corte, è stato arrestato insieme a Salvatore Fioravante ieri, nell’ambito di un blitz dei carabinieri di Aversa su ordinanza della Dda di Napoli a firma del gip Emilia Di Palma e del pm Alessandro D’Alessio. Verso e Fioravante insieme ad altre due persone sono accusi di estorsioni per conto del clan dei Casalesi ai danni di imprenditori e commercianti dell’agro aversano ma le attività illecite si erano estese fino nella Capitale dove è stato sequestrato dai carabinieri, diretti dal tenente colonnello Donato D’Amato, uno dei tre di istituti di vigilanza ‘Roma Security Srl’. A Roma, emerge una figura importante nell’inchiesta, finita all’obbligo di dimora, Carlo Verdone, omonimo del noto attore romano. E lui che chiede i soldi a Verso nell’agosto del 2016 e fondano la nuova società, con guardie armate e va sostenere l’esame per la licenza. Secondo le intercettazioni telefoniche i Casalesi arrivano con questo istituto persino ad aver contratti di vigilanza a Cinecittà per migliaia di euro al mese con degli impresari che hanno lavorato addirittura al colossal Ben Hur e ai film di 007. In un’intercettazione Verdone dice a Verso ‘gli ho fatto firmare un bimestrale da 53mila euro’. Oltre a Verso e Fioravante, la misura cautelare ha colpito Antonio D’Abbronzo di Mugnano di Napoli ma residente a Villaricca, ed Eugenio Di Laura, di Gricignano d’Aversa, residente a Sant’Antimo; per loro il gip ha disposto i domiciliari. Divieto di dimora in Campania, invece, per Carlo Verdone, di Roma, e Vincenzo Siano di Sant’Antimo.

La Redazione
Contenuti Sponsorizzati