Riemerge il progetto dell’Hub turistico Pompei-Scavi

In quest’ultimo paio di mesi Pompei, la Città viva, ha riservato molte sorprese a tutti, per gli eventi che si sono intrecciati, sovrapposti, intersecati senza respiro. Il primo pensiero va necessariamente al JazzitFest. Il successo del jazzitFest è stato grande e indiscutibile, anche se qualcuno – soprattutto tra gli haters del WEB – si affanna a segnalarne gli errori e i passi falsi. Compiacendosene, ovviamente. D’altra parte con gli haters – alleati nel caso specifico con i diffidenti verso le novità e i gelosi dei dei propri piccoli e grandi privilegi – ha dovuto fare i conti anche il Progetto EAV. Esso presenta una dimensione ferroviaria, ma soprattutto urbana, di grande rilievo non solo per il Centro Città ma anche per la intera “periferia” nord di Pompei.Tale periferia è stata trascurata negli ultimi cinquant’anni, sebbene estesa per oltre la metà del territorio comunale. Priva di un apparato stradale degno di tal nome, essa è stata fino a oggi costretta a vivere raggrumata intorno ai traffici pedonali, veicolari e commerciali della antica Via Nolana. Quest’ultima ha visto però moltiplicarsi in progressione geometrica il peso demografico di un territorio agricolo, quello pompeiano, intanto divenuto un’estesa periferia urbana, abitata senza regole e controlli, salvo l’insediamento INA CASA degli anni Settanta del Novecento.
Un territorio, quello pompeiano, gravato di una edilizia in buona parte abusiva, ma anche tranciato dal Centro Città dai binari della ex Circumvesuviana, che costeggiano il Centro Città e le sue case da quando furono realizzati nella prima metà del Novecento. Le alternative alla via Nolana? Praticamente inesistenti.
In primis: c’è la Via Crapolla, la quale – partendo dalla località Tre Ponti – finisce in un imbuto di case abitate indegno di una città civile, dopo avere fatto una serie di slalom ad angolo retto nella (ex) campagna pompeiana.
In secundis: non esiste null’altro. davvero, se si fa eccezione per due strade orientate sulla medesima direttrice Sud-Nord, cioè dal mare a Nola attraverso Pompei e i paesi vesuviani.
Delle due però una si trova al confine con Torre Annunziata, all’incrocio di località Pasella, l’altra al confine con Scafati, lungo la Via Capone. Cioè di fatto fuori dal “core” del territorio pompeiano.
Soltanto dopo avere analizzato questo dato di fatto oggettivo va giudicato il Progetto EAV.
Esso gran cosa non è, ma forse è la migliore cosa che poteva passare il convento di un territorio massacrato dall’Abusivismo e dalla Speculazione Edilizia. E il Progetto EAV ha un pregio urbanistico indiscutibile: quello di avere proposto il raddoppio della Via Lepanto, attraverso la creazione di una strada che costeggia i binari della ex Circumvesuviana. Ma il Progetto EAV ha anche previsto – oltre che la riqualificazione totale di Via Nolana – anche il suo raddoppio proponendo una sua parallela nel cuore della Crapolla. E ampie aree pedonalizzate intorno al santuario. A noi basta questo per riconoscere la necessaria sufficienza a una tale previsione di riassetto territoriale e cinematico del territorio pompeiano.
Per quanto riguarda l’abusato slogan “Salviamo la Casa Borrelli” invece pensiamo che il sacrificio della piccola e disastrata cappella ubicata sul fronte ovest del fabbricato dell’Ospizio Borrelli, non sia affatto una previsione vessatoria per gli anziani ospiti. Essa serve ad ottimizzare il sottopasso carrabile fondamentale per “scavalcare” i binari della ex Circumvesuviana.
Tra l’altro, secondo lo stesso progetto EAV, la cappella dovrebbe essere demolita e traslata sul fronte opposto dle fabbricato, a Est, verso Scafati, aprendosi a un vero utilizzo pubblico fino a oggi mancato. E’ vero che che gli anziani saranno costretti ad abbandonare la “loro” Casa Borrelli per il periodo dei lavori di ristrutturazione dell’intero fabbricato, ma dopo essere stati collocati in altre struttura con il contributo economico del Comune di Pompei.
Il vero dramma è purtroppo quello della quindicina di addetti ai servizi di assistenza degli anziani. La solidarietà di questo giornale va a loro insieme all’auspicio per soluzioni lavorative alternative.
Concludendo, noi diciamo sì al Progetto EAV, anche se esso si attua con il ricorso a sottopassi carrabili. Sui cosiddetti sottopassi pedonali si può convenire. Ma basta navigare in Internet per vedere una ricca gamma di sovrapassaggi pedonali di design originale che arricchiscono il panorama urbano. E invece da parte di comitati e grupppi di cittadini fioccano denunce, ricorsi e quant’altro utile soltanto a sabotare il Progetto EAV, che fortunatamente sta andando avanti.
In questo periodo di deriva collettiva l’obbiettivo vero dei Comitati vari – veri o falsi che siano – sembra essere l’interramento, anzi l’affossamento, del futuro di Pompei. Non è bastata l’amara esperienza dell’HUB Turistico perso per la sconsiderata azione di un Sindaco che minacciò di incatenarsi per protesta contro il Progetto di HUB Turistico. Ma la Storia in certi momenti accelera e travolge. E’ di questi giorni una notizia che ci conforta. Riguarda il rilancio del Progetto dell’HUB Turistico cioè il Nodo di interscambio ferro/ferro in località Pompei Scavi, dove si incrociano a quote diverse i binari della ex Circumvesuviana con i binari delle ex Ferrovie FFSS. Esso prevede anche una variante alla Via Plinio e ampie aree pedonalizzate. Per intenderci un riassetto territoriale e un nuova Stazione. Diciamo…un mini-HUB!
Ma va bene così, rispetto al niente che abbiamo rischiato. Conoscendo il Sindaco Amitrano pensiamo di poter escludere che… egli si voglia incatenare per questo HUB riesumato. E che, essendo oltretutto sano di mente, egli si disponga a favorire al meglio questo potenziamento della accoglienza turistica di Pompei. Il nuovo HUB dovrebbe consentire il collegamento diretto da Roma fino a Pompei Scavi di turisti e passeggeri in vetture di treni di Alta Velocità. Insomma possiamo finalmente tirare un sospiro di sollievo se guardiamo al prossimo futuro di Pompei, sotto l’aspetto cinematico urbano e territoriale. Ma sappiamo bene che c’è tanto altro da fare…per esmpio il Museo Pompeiano in Centro Città. Ma su questo argomento torneremo. Presto.

 Federico L.I. Federico

La Redazione
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