Il giornlista e scrittore ha curato la traduzione in napoletato di “Medicamina faciei femineae” (l’Arte del trucco) di Publio Nasone, un piccolo in versi considerato un antico tutorial sulla preparazione casalinga dei cosmetici e sull’arte del truccarsi. Arricchito dalla presentazione di e dalla prefazione di Pietro Gargano arriva il libreria “Ll’arte ‘e se pittà” (64 pagine al prezzo di 5 euro) edito da Arte’m.
scrisse questo circa duemila fa ed è giunto sino a noi incompleto e frammentario. La trasposizione in versi di Avvisati ha testo latino e italiano con a fronte la traduzione napoletana e può considerarsi un piccolo vademecum su vizi, cultura e virtù della buona società dell’epoca. In questo trttato si evince un aspetto di trasgressivo e controcorrente, oltre che estremamente moderno per i tempi, che sfida il pensiero comune dando suggerimenti sul come trasformare il viso, e offre le proporzioni per la messa a punto di ricette casalinghe.
spiega: “dal mondo miceneo, dall’egitto, dal mondo siro-fenicio erano giunte essenze e ricette che influenzarono profondamente le culture locali nei campi della cosmesi, della farmacopea, della cucina, degli usi funerari e religiosi … la domanda di profumi … stimolò una produzione di imitazione che a sua volta spinse gli agricoltori delle fertili pianure campane a convertire parte della loro capacità produttiva verso coltivazioni (olio, fiori, erbe) che rifornissero efficacemente di materie prime la nuova industria…”
Nel libriccino è anche presente un’appendice con citati i profumi più famosi e le piazze sulle quali si potevano trovare, da Capua a Pompei, passando per Pozzuoli, i nomi delle donne rimaste famose per averli usati (Poppea e Cleopatra, tra le altre) e un dizionario che chiarisce e rende maggiormente comprensibile la bellezza dei termini e delle espressioni napoletane.



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