Pompei. Eravamo stati buoni profeti. Avevamo scritto sulle colonne di questo giornale proprio ieri – poche ore prima dell’incontro pubblico voluto dalla Amministrazione Comunale che esso risultava tardivo, troppo tardivo. E così la presentazione del Progetto ex EAV è stata preda di minoranze urlanti e sbraitanti. Intanto l’acqua dei pozzi della informazione corretta era stata avvelenata.Succede ogni volta che Pompei si trova oggetto della destinazione di grandi opere con fondi pubblici che le piovono addosso grazie agli Scavi e al Santuario. E in questo caso certamente di più grazie al Santuario perché per gli Scavi si prevede ormai un ruolo intercomunale, segnato dalla prossima nascita del Maximall a Torre Annunziata. Lo andiamo scrivendo da tempo inascoltati. Pompei Città se la deve cavare con il Santuario e, noi aggiungiamo, con un Museo Archeologico Pompeiano in centro città.Torniamo però al naufragio dell’incontro pubblico di ieri che ha visto l’EAV e il Sindaco di Pompei letteralmente in fuga tra vituperi e insulti. Solo verbali fortunatamente.Cronache della Campania aveva ricordato il fallimento di altre precedenti iniziative di grande impatto territoriale, come la Circumarcheologica trent’anni fa e l’Hub Ferroviario i pochi anni fa. Esse avrebbero cambiato volto e storia della Città di Pompei contemporanea. E avevamo espresso il nostro timore che si gettasse ancora un’altra volta l’acqua sporca della politica con il bambino del progresso territoriale.Avevamo ricordato le troppo numerose presenze di haters, gli odiatori per vocazione e per scelta, gli odiatori professionali e nonostante tutto, i quali  inquinavano le file di persone in buona fede che si trovavano a militare sotto una stessa bandiera. Una bandiera civica senza colore politico che riuniva persone che per la prima volta in vita loro uscivano allo scoperto dopo avere fatto per una vita i fedeli portatori d’acqua in periodo elettorale.  

Queste tante persone in buona fede, ma anche no, erano quasi tutte provenienti dalle aree a monte della linea ferrata della ex Circumvesuviana, dalla zona Crapolla soprattutto. Ma anche dalla via Nolana. Esse erano male informate da certa stampa poco consapevole, da  tecnici speculatori e poco attenti,  da certa politica politicante che andava a nozze con le fake news e con l’atmosfera preelettorale. E si facevano portare occasionalmente sugli scudi dai cittadini mobilitati per i propri obiettivi.Insomma c’era di tutto un po’ nella folla vociante e nervosa che si era trovata riunita presso la sala eventi ipogea dell’Hotel Resort della storica via Acquasalsa, ribattezzata di recente insulsamente Viale Unità d’Italia dalla medesima Politica Politicante cinica e bara, come certi destini. Il nervosismo nella sala dell’albergo ieri pomeriggio si tagliava a fette e a nulla valeva la presenza discreta ma numerosa della Polizia  e dei Carabinieri. Le forze dell’ordine erano state evidentemente mobilitate anche dalla nota assenza dei Vigili Urbani che continuano senza tregua – ma anche senza scrupoli verso la Città – la loro battaglia per il giusto compenso delle ore di “straordinario” come si dice in sindacatese.

Tanto alto era il livello di nervosismo nella platea, ma anche tanto basso era il livello del tavolo dei relatori, capeggiati dal Sindaco Amitrano e costituito da tecnici del Comune di Pompei e, in particolare dell’EAV. Questi ultimi malcapitati hanno relazionato sul Progetto proiettando il video già inflazionato sul WEB e noto anche alle pietre. Scelta improvvida che ha dato la stura a una serie di interruzioni abbaiate verso il tavolo dei Relatori che, quando interpellati nel merito da qualche cittadino, non si sono destreggiati con efficacia, opponendo questioni di principio circa la “neutralità” tecnica delle scelte progettuali.  E da qui urla e grida triplicate, le quali hanno reso l’incontro sostanzialmente inutile e, sotto certi aspetti, controproducente per tutti gli attori: EAV, Amministrazione Comunale e lo stesso Comitato “No Sottopassi”. Da quest’ultimo non è emersa una – che fosse una almeno – proposta, se non l’azzeramento della iniziativa e l’interramento totale della linea ferrata circumvesuviana. Insomma la solita solfa del quando se e quando poi, suonata con disarmante ingenuità.

Precisiamo subito che la bassezza del livello dei relatori non derivava da scarse conoscenze- che pure ci sono state – ma dal fatto che i relatori erano più pronti alla polemica che alla serena e puntuale illustrazione delle problematiche poste dai troppo vocianti e urlanti cittadini pompeiani riuniti sotto la bandiera siglata “No Sottopassi” a indicare la “mission” che li teneva uniti.O disuniti per lo meno in due tronconi, o anche più, visto che due sono stati i documenti, troppo lunghi e verbosi in verità, che sono stati letti tra urla, applausi e qualche invettiva di troppo verso il Sindaco e l’Amministrazione comunale in carica, l’EAV e la Regione, con mitragliate ad alzo zero. Ai due documenti si sono aggiunti poi interventi singoli di scarsa efficacia e poco comprensibili nel merito e nell’atmosfera surriscaldata.

A nessuno degli intervenuti – a favore o contro, dal tavolo dei relatori o dalla platea degli astanti – è venuto in mete per esempio di ricordare che la Relazione del progetto recita più o meno che  “le opere hanno la caratteristica di configurarsi slegate le une rispetto alle altre in modo da creare delle situazioni indipendenti che, in caso di nuovi obiettivi ed esigenze della collettività, possano essere assolutamente adattabili e svincolate”. Questa a noi pare una dichiarazione di intenti che chiarisce la realizzabilità futura di nuovi interventi e nuove filosofie progettuali. Anche a bocce ferme. Ma bisognava dirlo e intendersi. Al Consigliere Regionale Casillo, di suo peraltro ingegnere dei trasporti e delegato di De Luca per la questione EAV – che poteva dare delucidazioni qualificate e di prospettiva – è stato però impedito di parlare. Mai vista prima a Pompei cosa simile. Deprecabile e inammissibile. Non aggiungiamo altro. In breve: non è emersa almeno una proposta ipotetica di ricorsi a sovrapassaggi invece che a sottopassaggi in qualche caso. Né si è accennato a soluzioni particolari e speciali per l’unico passaggio a livello vero e impegnativo. Quello di via Nolana, accanto alla antica Parrocchia del Salvatore e a pochi passi dalla Stazione esistente. Esso merita una o più soluzioni integrative l’una dell’altra, compreso il passaggio a raso temporizzato. Chiaro il messaggio che parte dalle colonne di questo giornale?

Federico L.I. Federico

La Redazione
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