La Biblioteca dei Girolamini di Napoli,riapre le porte al pubblico

Giovedì 30 maggio, alle 11, la Biblioteca dei Girolamini di Napoli, riapre le porte al pubblico in occasione della presentazione ufficiale del catalogo degli incunaboli, i più antichi libri a stampa conservati fra le proprie mura, in un sontuoso volume corredato da illustrazioni a colori.La giornata sarà aperta dai saluti di Gaetano Manfredi, Rettore dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, Presidente CRUI, Arturo De Vivo, Prorettore dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, Guido Trombetti, già Rettore dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, Edoardo Massimilla, Direttore del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, Vito De Nicola, Direttore del Complesso Monumentale dei Girolamini di Napoli, e Andrea Mazzucchi, Direttore della Scuola di Alta Formazione in Storia e Filologia del manoscritto e del libro antico.

Nel pomeriggio di giovedì è in programma il seminario di studi ‘Books and their owners – Libri, lettori, provenienze’ promosso dalla “Scuola di Alta Formazione in Storia e Filologia del manoscritto e del libro antico”, che vedrà i studiosi italiani e stranieri discutere sul tema della circolazione libraria tra Rinascimento ed Età Moderna e sullo studio degli incunaboli.

Il catalogo, anche se parziale, è il primo risultato della Scuola di Alta formazione diretta da Andrea Mazzucchi, docente dell’Ateneo federiciano e istituita nel 2017 sulla base di una convenzione tra l’Università degli Studi Federico II di Napoli e il Ministero dei Beni e delle Attività culturali, come risposta ai gravi fatti che nel 2012 hanno privato la Biblioteca di una porzione sostanziosa del suo patrimonio librario, imponendone una dolorosa, quanto inevitabile, chiusura.”Un percorso tanto suggestivo quanto atteso tra le pieghe della più antica biblioteca napoletana, che delinea modalità e diacronie nella formazione del fondo librario dei Girolamini e disvela inediti episodi di circolazione libraria tra XV e XIX secolo”, sottolinea Andrea Mazzucchi.

Il volume, frutto dell’impegno dei venti allievi della Scuola coordinati da Giancarlo Petrella, docente di Storia e conservazione del Patrimonio librario alla Federico II, restituisce un primo segmento del secolare patrimonio, disvelando agli studiosi e alla collettività, per la prima volta in assoluto, ventisette degli oltre cento incunaboli che le fonti storico-bibliografiche testimoniano si conservassero sugli scaffali del complesso Oratoriano, fondato nel 1586 e aperto al pubblico già nel 1617, tanto da assumere un ruolo di primo piano nella vita culturale cittadina e divenire un punto di riferimento anche per gli studiosi laici, tra i quali Giambattista Vico.

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Redazione Cronaca

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