“Dal carrozzone Sma, puntualmente foraggiato con milionate di soldi pubblici in occasione di ogni bilancio regionale, ecco spuntare un altro esempio dell’intramontabile “sistema del compare e del compariello”. Come riportato da Fanpage.it, per la partecipata regionale ha ottenuto almeno due incarichi di consulenza l’attuale candidato sindaco di Casoria Raffaele Bene. Nulla da eccepire, se non fosse che la poltrona della presidenza dell’Organismo di Vigilanza di Sma sia occupata, per una singolare coincidenza, dalla consorte di Bene, Francesca Del Prete. Non bastasse, un incarico recente sarebbe stato affidato anche alla sorella di un candidato in corsa proprio per lo stesso aspirante primo cittadino. Un singolare intreccio in una città che già esprime lo stesso presidente di Sma, il casoriano Giuseppe Esposito, imposto su quella poltrona dal consigliere regionale e luogotenente cittadino del Pd Tommaso Casillo”. E’ quanto dichiarano i consiglieri regionali M5S Maria Muscarà e Tommaso Malerba e la candidata sindaco M5S di Casoria Elena Vignati.
“Già al centro di un’inchiesta della Procura di Napoli, da sempre in default, tenuta in vita con sistematiche ricapitalizzazioni a opera della giunta De Luca, il carrozzone Sma ha continuato a distribuire incarichi e consulenze, spesso senza neppure ottemperare agli obblighi di pubblicazione. E’ proprio grazie a una nostra segnalazione sulla mancata pubblicazione di dati e informazioni sul sito di Sma Campania Spa – ricorda Muscarà – che l’Autorità nazionale anticorruzione ha avviato un’attività di vigilanza affinché sia data attuazione agli obblighi di pubblicazione, ad esempio, di dati su bandi e gare, incarichi dirigenziali o di altro tipo”.
Trapiantato a Bergamo il cuore che si era reso disponibile per il piccolo Domenico
Era una speranza fragile, durata pochi giorni, poi svanita davanti al responso della medicina. Il cuore che si era reso disponibile per Domenico, il bambino di due anni di Nola già sottoposto a un trapianto lo scorso dicembre, non poteva essere impiantato di nuovo. Il verdetto era arrivato il 18 febbraio dall’Heart Team riunito all’Ospedale Monaldi, che aveva chiarito come l’organismo del piccolo non fosse in grado di sopportare un secondo intervento così invasivo.
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Ma quel cuore non ha smesso di battere per qualcuno. A centinaia di chilometri di distanza, l’organo ha riacceso una speranza concreta per un altro bambino, compatibile e in cima alla lista d’attesa. L’intervento è stato eseguito con successo all’Ospedale Papa Giovanni XXIII, uno dei principali centri italiani per i trapianti pediatrici.
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Era una speranza fragile, durata pochi giorni, poi svanita davanti al responso della medicina. Il cuore che si era reso disponibile per Domenico, il bambino di due anni di Nola già sottoposto a un trapianto lo scorso dicembre, non poteva essere impiantato di nuovo. Il verdetto era arrivato il 18 febbraio dall’Heart Team riunito all’Ospedale Monaldi, che aveva chiarito come l’organismo del piccolo non fosse in grado di sopportare un secondo intervento così invasivo.
Ma quel cuore non ha smesso di battere per qualcuno. A centinaia di chilometri di distanza, l’organo ha riacceso una speranza concreta per un altro bambino, compatibile e in cima alla lista d’attesa. L’intervento è stato eseguito con successo all’Ospedale Papa Giovanni XXIII, uno dei principali centri italiani per i trapianti pediatrici.
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