Prime iscrizioni nel registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Milano sull’incidente sul lavoro che ieri ha causato due morti a Pieve Emanuele, nel Milanese, dove due operai che lavoravano in un cantiere vicino alla ferrovia sono rimasti schiacciati da una lastra. Salvatore Borriello, 47 anni di Torre del Greco e il suo collega Salvatore Palumbo, 55 anni, di Ercolano. Erano dipendenti della Cefi di Casoria. Da quanto si è saputo, nell’indagine, coordinata dal pm Maura Ripamonti del dipartimento guidato dall’aggiunto Tiziana Siciliano, sono state iscritte al momento due persone, i responsabili della Cefi, ditta di Casoria che aveva avuto l’appalto da Rfi per costruire una barriera che isolasse i binari ed evitasse che i tanti lavoratori in transito alla stazione di Pieve Emanuele camminassero lungo la ferrovia per poi dirigersi attraverso i campi verso il vicino polo industriale di Siziano. L’accusa nei loro confronti è di omicidio colposo. Al vaglio delle indagini, condotte dalla squadra di polizia giudiziaria e dalla Polfer, ci sono anche altre posizioni e ci potrebbero essere a breve altre iscrizioni.
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Determinanti le immagini di videosorveglianza e i servizi di osservazione. Sequestrati indumenti e un cutter usato durante il colpo. Proseguono gli accertamenti per identificare il complice.
Quartieri Spagnoli, sigilli al tesoro del gruppo Esposito-Masiello-Saltalamacchia
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Due ragazze di 23 e 24 anni del tutto estranee ai fatti, sono state soccorse al CTO. I Carabinieri della Compagnia Centro indagano per ricostruire la dinamica e identificare i responsabili dello scontro



