Naufragio Concordia, sette anni dopo…

L’ex comandante Francesco Schettino studia legge in carcere e cerca di fare pratica sportiva mentre sconta la condanna definitiva a 16 anni a Rebibbia. Gregorio De Falco, consegnato alla storia come suo alter ego di fatto, per via del celebre richiamo ‘Vada a bordo c…’, e’ passato alla politica dove appena alcuni giorni fa e’ stato espulso dal Movimento 5 Stelle nelle cui file e’ stato eletto come senatore in Parlamento. Anche la moldava Domnica Cermotan, che era in plancia di comando vicino al comandante mentre la nave fini’ sugli scogli, annuncio’, ben prima di De Falco, di volersi buttare in politica nel suo Paese. Ma di lei, che pure agli atti del processo risulta aver percepito un risarcimento di 30mila euro come parte offesa, si sono perse le tracce. Questi, sette anni dopo il naufragio della Concordia, i destini di alcuni dei protagonisti (a vario titolo) del disastro del Giglio, mentre l’isola si appresta a commemorare le 32 vittime con iniziative domenica 13 gennaio. Se Schettino mai piu’ potra’ risalire al comando di una nave – l’ex comandante affida un’estrema speranza al ricorso alla Corte di Giustizia europea per il quale i suoi avvocati stanno aspettando la data dell’udienza – gli uomini del suo equipaggio, anche quelli della plancia, hanno proseguito le loro carriere marittime, magari in modo un po’ defilato. Sparito invece ‘dai radar’, poi, l’ineffabile timoniere indonesiano Jacob Rusli Bin accusato da Schettino di aver equivocato i suoi comandi nei metri decisivi per rimediare alla rotta errata: le autorita’ lo rintracciarono nel Sud Est Asiatico ma poi non si presento’ al processo dove era co-imputato. Si gode la pensione l’ex procuratore capo di Grosseto Francesco Verusio, mentre proseguono in varie forme il loro lavoro, i magistrati del suo pool di inquirenti che ricostruirono interamente la vicenda – Maria Navarro, Alessandro Leopizzi e Stefano Pizza -, cosi’ come l’inappuntabile giudice del tribunale di Grosseto Giovanni Puliatti, che guido’ il collegio del primo processo al solo imputato Schettino, l’unico a scegliere il rito ordinario. Silenziosi i parenti delle vittime. I gigliesi, domenica, non si aspettano la loro presenza: come gia’ gli anni scorsi preferiscono stare appartati col loro dolore. Tra loro forse potrebbe esserci Kevin Rebello, il fratello del cameriere indiano Russell Rebello il cui corpo venne trovato 1000 giorni dopo.

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Redazione Cronaca

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