adolfo greco
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Castellammare. Trema la politica stabiese. A far paura sarebbe il secondo filone dell’Operazione Olimpo che questa volta riguarderebbe volti noti della politica “nostrana”. A quanto risulta dai vari verbali di interrogatori da circa 20 anni ad oggi, sarebbe onnipresente nelle dichiarazioni dei pentiti il nome dell’ “amico degli amici”, Adolfo Greco. In carcere da più di 20 giorni, Greco avrebbe da sempre condizionato la società civile e la scena politica cittadina e del circondario stabiese. Le indagini dell’Operazione Olimpo, almeno a quanto si evince dai verbali, si fermano al 2016, anno in cui pare fu lo stesso Adolfo ad imporre al figlio di non candidarsi a Sindaco della città delle acque. Secondo alcune indiscrezioni il rampollo di casa Greco, reduce delle dimissioni da consigliere comunale di opposizione assieme ad altri 12 consiglieri comunali tra i quali l’attuale parlamentare Antonio Pentangelo, l’attuale Sindaco di Castellammare di Stabia, Gaetano Cimmino ed il suo Presidente del Consiglio Vincenzo Ungaro, avrebbe cercato di imporre la sua candidatura a sindaco, fino a quando in una riunione ristretta con il padre-dominus Adolfo e qualche amico della ristretta cerchia Greco gli fu imposto di non candidarsi nemmeno alla carica di consigliere: ‘Dobbiamo rimanere dietro le quinte, non dobbiamo dare nell’occhio – avrebbe motivato la scelta Adolfo al figlio Luigi’. Personaggi noti in città, oggi come allora, e personaggi che ritornano sempre nelle quasi mille pagine di verbale dell’informativa della sezione Anticrimine che ha dato il via all’operazione Olimpo. Dell’attuale amministrazione comunale stabiese non ci sarebbe nessun politico ma forse soltanto perché pare che il filone politico dell’inchiesta sia tutt’ora in corso, ma ci sono persone vicine agli attuali amministratori. E’ proprio il caso di un “fratello d’arte” che entra a pieno titolo nelle pagine dell’informativa. Si tratta del fratello di un politico molto vicino all’attuale Sindaco di Castellammare. Il fatto che lo vede coinvolto, al netto degli innumerevoli “omissis”, lo accosterebbe all’imprenditore della camorra Liberato Paturzo. Congelando l’evento, si deve tornare indietro al gennaio 2014. Alcuni indagati legati al clan D’Alessandro scoprono le microspie che gli investigatori hanno piazzato nei vari ambienti a loro usuali per poterli tenere sotto controllo e reperire informazioni utili all’indagine. Subito, gli indagati si attivano presso un delaer telefonico stabiese compiacente e complice (il suo nome è tra i 39 indagati) ma purtroppo qualcuno chiede troppe informazioni al telefono ed il dealer naturalmente sa di rischiare. Con operazioni definite fittizie, l’uomo tenta di deviare le indagini facendo due passaggi tramite operatori telefonici: il primo è quello di cambiare gestore (avrebbe pensato di non essere più intercettato, ndr) per poi cambiare anche intestatario del numero a lui in uso. Dalle indagini risulta che il nuovo intestatario del numero in uso al dealer era il fratello del politico oggi al comando di Palazzo Farnese e persona molto vicina al Sindaco Gaetano Cimmino, come del resto molto vicino a Cimmino è stato proprio il Greco (in pubblico Luigi, ma nelle retrovie e nelle riunioni “delicate” Adolfo). Le scene degli abbracci tra Luigi Greco e il sindaco Cimmino  subito dopo la vittoria elettorale sono state diffuse nei giorni scorsi sui social stabiesi.

10.continua


Di La Redazione



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