A maggio scorso, un ragazzo di diciannove anni di Boscoreale è stato aggredito da quattro persone tra i quali un giovane vicino al clan Gallo-Limelli-Vangone, ed era stato salvato dall’intervento del padre quarantasettenne, a sua volta picchiato. Il raid punitivo, poi, si era chiuso con lo scippo di due catenine d’oro e la rapina di uno scooter. I quattro aggressori erano stati arrestati, adesso sono stati condannati a pene tra i tre e i quattro anni di reclusione. Il branco era capeggiato dal ventenne Marco Raffaele Falanga, detto “lo scopone”, figlio del boss Felice “’o castagnaro”, del clan Gallo-Limelli-Vangone. In flagranza di reato per la doppia aggressione e per rapina aggravata, i carabinieri della stazione di Boscoreale, sotto la guida del comandante Massimo Serra, avevano arrestato anche Carmine Angelo Perna, pregiudicato di ventiquattro anni e gli incensurati Gennaro Prete (24 anni) ed Emanuele Cirillo (18 anni).
A bordo di un’auto noleggiata, i quattro avevano raggiunto l’abitazione del diciannovenne e atteso il suo rientro a casa. Poi il pestaggio violento. Il giovane era riuscito a farsi sentire dal padre che intervenendo era stato malmenato anch’egli malmenato dai quattro. “Volevano sparare”, hanno raccontato le due vittime ma per fortuna è stata solo una minaccia. Dopo l’aggressione presero lo scooter e le due catenine e scapparono. Il raid punitivo sarebbe scattato per una presunta relazione tra la vittima e la compagna di uno dei quattro.  Lo scooter fu in seguito ritrovato e restituito al legittimo proprietario. Padre e figlio si sono costituiti parte civile al processo, concluso ieri con la condanna in abbreviato per gli aggressori.

Regina Ada Scarico
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