Camorra e rifiuti, chiesto oltre mezzo secolo di carcere

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Diciotto anni di carcere per Cipriano Chianese. Questa la pena richiesta dal procuratore generale nel corso della sua requisitoria nell’ambito del processo per l’inquinamento della discarica Resit tra Parete e Giugliano, gestita, secondo la Procura Antimafia, dal clan dei Casalesi.
Stamattina il pg ha chiesto la rideterminazione delle pene per alcuni degli imputati tra cui proprio Chianese, condannato in primo grado a 20 anni, per l’ex sub commissario di governo per l’emergenza in Campania Giulio Facchi la richiesta è stata di 4 anni e mezzo a fronte dei 5 anni e mezzo del primo grado. Pena in aumento per Gaetano Cerci con la richiesta di 18 anni a fronte dei 16 del primi grado. Chiesta la conferma delle pene tra i 5 ed i 6 anni per i fratelli Elio, Generoso e Raffaele Roma, imprenditori del settore.
Il processo si concluderà alla fine di novembre. Nel collegio difensivo sono impegnati gli avvocati Emilio Martino e Giuseppe Stellato. Tra le parti civili costituite al processo l’avvocato Gianni Zara

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