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Napoli, cerca di fare il ‘cavallo di ritorno’ della macchina del caffè a un barista di Giugliano: denunciato 29enne di Scampia

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Napoli.I Carabinieri della Stazione di Varcaturo hanno denunciato in stato di libertà per ricettazione un 29enne di Scampia incensurato. Il giovane è stato bloccato nel corso di un servizio di osservazione, organizzato nei pressi del parcheggio del centro commerciale Auchan di via San Francesco a Patria, mentre stava cercando di vendere una macchina per caffè, rubata ad un esercizio commerciale di via Ripuaria insieme ad altre 5 la notte del 14 ottobre. L’appuntamento con il ladro era stato fissato dal titolare dell’esercizio commerciale derubato, un 33enne di Giugliano in Campania che dopo il furto aveva visto le sue macchine per caffè esposte su un annuncio di vendita online. Il commerciante aveva finto di essere interessato ed aveva concordato l’incontro. Poi aveva avvisato i Carabinieri. In seguito a perquisizione della abitazione del 29enne, i militari hanno rinvenuto altre 3 macchine da caffè, provento del furto.

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Doveva essere un pomeriggio di coriandoli e sorrisi, si è trasformato in uno dei ricordi più dolorosi per una famiglia. È accaduto a Ischia, durante la festa di Carnevale organizzata dal Comune in piazzetta San Girolamo, dove una bambina affetta da una grave disabilità cognitiva, epilessia severa e ritardo importante è stata insultata da un’altra madre davanti a decine di persone.

Secondo quanto raccontato dalla mamma della piccola, la bambina, che non parla ed esprime le emozioni in modo coerente con la propria condizione, stava vivendo la festa con entusiasmo. Quando è felice alza la voce, ride forte, accarezza chi le è vicino. Un modo di comunicare che sarebbe stato interpretato come una minaccia per il figlio di un’altra donna presente all’evento.

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Napoli, morto dopo un intervento: mezzo milione di risarcimento ai familiari

di Vincenzo Scarpa 18 Febbraio 2026 - 17:18 17:18

Un risarcimento superiore ai 500mila euro per la morte di un paziente sottoposto a un intervento chirurgico rivelatosi fatale. È quanto stabilito dal Tribunale di Napoli, che ha condannato una struttura dell’Asl partenopea riconoscendo gravi responsabilità sanitarie nella gestione del caso.

Secondo quanto ricostruito in sede giudiziaria, l’uomo era stato sottoposto a un intervento addominale ritenuto erroneamente indicato ed eseguito con modalità operative critiche. A questo si sarebbe aggiunta una gestione post-operatoria definita «gravemente carente». Il paziente avrebbe poi sviluppato un grave scompenso metabolico che ha preceduto il decesso.

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