Finisce in procura il divieto imposto alle donne a stare lontane dalle prime dieci file della Curva Nord della Lazio

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Il volantino, a firma dei capi ultra’ biancocelesti, e’ alla base dell’informativa che la Digos ha inviato ai magistrati di Piazzale Clodio. Sono stati identificati due responsabili, due capi della tifoseria biancoceleste, e il reato che si potrebbe configurare e’ quello di discriminazione razziale, in cui rientra la discriminazione di genere. Ma l’informativa ora e’ al vaglio della magistratura. Gli investigatori hanno passato al setaccio le immagini delle telecamere dello stadio Olimpico, che avrebbero immortalato la distribuzione del volantino durante l’esordio in campionato sabato scorso contro il Napoli. Nel foglio distribuito sugli spalti, il sedicente “direttivo Diabolik Pluto” definiva la curva “un luogo sacro”, “un ambiente con un codice non scritto da rispettare”. “Le prime file, da sempre – si leggeva nel volantino -, le viviamo come fossero una linea trincerata. All’interno di essa non ammettiamo donne, mogli e fidanzate, pertanto le invitiamo a posizionarsi dalla 10/ma fila in poi”. Un messaggio che in brevissimo tempo ha fatto il giro del web e che ha scatenato anche l’ira di un gruppo di tifose biancocelesti, il cui messaggio oggi e’ stato diffuso sui social. “Siamo indignate – affermano -. Anche noi prendiamo le distanze da quei laziali che non danno il giusto valore alla Nord con comportamenti poco adeguati, come prendiamo le distanze da quei laziali che con questi gesti non si ricordano che sono stati messi al mondo da una Donna”. Intanto Suor Paola, storica sostenitrice laziale, annuncia che nella prossima gara casalinga nelle prime dieci file, seduta tra i tifosi laziali, ci sara’ lei. “Se non possono andare altre donne ci andro’ io”, annuncia. Sull’accaduto e’ intervenuto anche il commissario straordinario della Figc, Roberto Fabbricini, che ha definito l’episodio “una battutaccia estiva”. “Quando tutti parliamo di uno stadio che deve tornare ad essere accogliente, ad ospitare le famiglie – spiega -, si propone di ghettizzare delle persone. Mi sembra davvero una sciocchezza”. Non e’ la prima volta che la curva della Lazio finisce nella bufera. Nella passata stagione comparvero in curva Sud, l’area riservata ai tifosi della Roma, alcuni adesivi antisemiti che mostravano una foto di Anna Frank con la maglietta giallorossa. Gli autori del gesto, i tifosi biancocelesti che in quell’occasione furono “ospitati” in curva Sud a causa della squalifica della loro curva, furono identificati, mentre la societa’ fu sanzionata con una multa di 50mila euro.


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