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Da Sant’Elia all’Alba del Paesaggio, il festival di Postiglione

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Quattro giorni ricchi di eventi, escursioni, sport e tradizioni, torna il Festival “Da Sant’Elia all’Alba del Paesaggio”, giunto alla quarta edizione nella splendida cornice dei Monti Alburni, noti oramai a livello internazionale come le Dolomiti del Sud.
Si parte il 2 Agosto con un Julien Hess, svizzero ma figlio adottivo delle vette degli Alburni: lancio con mini-wing dalla vetta della Nuda (1704m s.l.m.) ed atterraggio nel campo sportivo di Postiglione dopo un volo fatto di evoluzioni, correnti, picchiate e risalite. Il 3 e 4 mattina con Oreste Bottiglieri, celebre Guida Alpina, sarà possibile scalare la Falesia dei Briganti in una due giornate di climbing ed adrenalina pura. Il 3 Agosto, all’imbrunire, l’orto di Zi Giovanni Forlano ospiterà la proiezione del film documentario di successo mondiale “Il Sale della Terra”, sguardo del noto fotografo Sebastiao Salgado sull’America Latina, sulle drammatiche condizioni dei popoli africani, sulle condizioni dei lavoratori in giro per il mondo, le grandi migrazioni umane ed infine sugli angoli del pianeta non ancora contaminati dalla modernità. Un momento per gli occhi, ma anche per la pancia con la possibilità di assaggiare “l’acquasala r’ li munti”, le “frese spunzate” nell’acqua e condite con pomodori locali, olio paesano ed origano degli Alburni, il tutto annaffiato, ovviamente, dal vino bianco delle cantine postiglionesi. Dopo il climbing mattutino, il 4 agosto è la volta della salita su Campo D’Amore, luogo tra i più suggestivi degli Alburni a cui si legano leggende, amori, lavori e storie che si perdono nella notte dei tempi. Si parte alle 17.00 attraverso l’antica mulattiera del Cantariello, scavata dai pastori transumanti secoli addietro, fino ad arrivare sul pianoro dove verrà allestito il bivacco. Intorno al fuoco Bruno Morcaldi, brigante postiglionese, racconterà di schioppettate, di amori, di briganti e di re, di leggende e di racconti, di canti antichi e poemi della terra. A notte fonda Andrea Stravino, di Alburni Trekking, farà volgere lo sguardo dei presenti all’immenso oceano di stelle che dall’alto delle cime alburnine è possibile osservare limpidamente, fino quasi a toccarle. Un omaggio a Stephen Hawking, recentemente scomparso, “dalle singolarità sino ad arrivare ai buchi neri”. Col sole nascente tra le cime, gli escursionisti saluteranno l’astro solare in un momento di Yoga e riflessione interiore con Michela De Risi e Marina Pirandello di Ludosya.
Sarà poi il momento della musica ad alta quota: il Duo Arechi, sax e chitarra, farà risuonare la propria musica dal pianoro di Campo d’Amore sino a valle, dove pian piano si risveglia il borgo di Postiglione. Prima di scendere in paese, per chi non è ancora sazio della bellezza della catena montuosa degli Alburni, c’è la possibilità di scoprire ed esplorare i luoghi più suggestivi circostanti, accompagnati dal CAI Salerno e dal biologo Vinicio Vecchio. Il festival si chiude, poi, il 5 Agosto al tramonto: i FruitJoy Big Band all’ombra del pioppo secolare “Il Chiuppone” daranno vita ad uno show musicale divertente, coinvolgente e pieno di note che cala il sipario su quello che nel corso degli anni è diventato un punto di riferimento di escursionisti, amanti della natura e della montagna, famiglie e sportivi. L’edizione 2018 mette in campo un nuovo format: ad ogni giorno è associato un animale della fauna locale che ricalca le attività proposte: il nibbio, il geco, la volpe, la cicala. Ai partecipanti la mutazione preferita in base all’attività svolta. Da Sant’Elia all’Alba del Paesaggio è un evento totalmente gratuito che ha lo scopo di valorizzare un territorio splendido, avvicinando ed emozionando chiunque abbia il desiderio di vivere un feeling speciale con la roccia, con le stelle, con la musica, con il cibo, con le tradizioni. L’evento è organizzato dal Comune di Postiglione, in collaborazione con la Regione Campania, il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano ed Alburni, la Provincia di Salerno, la Comunità Montana Alburni, il Cai Salerno, La Croce Rossa sezione di Serre ed il Nucleo della Protezione Civile sezione di Postiglione. Per informazioni è possibile contattare il numero 3389435191 oppure collegarsi alla pagina Facebook@albadelpaesaggio.

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Calcio Napoli

Maradona: Marchesi, Cabrini sbaglia, Diego poteva stare a Napoli

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 “Mi dispiace che siano state dette quelle cose su Maradona: lui poteva stare bene solo a NAPOLI e non in altre città”. Lo dice, ai microfoni di “Radio Anch’io Sport” di Rai 1, il primo allenatore italiano di Diego Armando Maradona, Rino Marchesi.

Il riferimento è all’opinione, poi corretta, espressa da Antonio Cabrini. “Da noi -dice Marchesi- Diego si è trovato molto bene. Più che la città” a far del male al Pibe de Oro “è stata gente che gli si avvicinava con altri intenti”. Imparagonabili, dice poi, Maradona e Platini, entrambi allenati da Marchesi: “Platini era un fuoriclasse, Maradona è stato un genio, un fenomeno”. Con Maradona “l’approccio è stato subito positivo, con stima, simpatia. Dal primo giorno ci siamo trovati subito in sintonia anche sul modo di lavorare, sulle modalità di ritiro, sull’alimentazione. Da lì questa stima si è protratta per tanti anni”. Ha spiegato Rino Marchesi. “Quello che mi stupì di più di lui fu la qualità della forza fisica, aveva capacità reattiva, forza nelle gambe e sul tronco, aveva il baricentro basso e sapeva difendersi molto bene, anche se portava un po’ i postumi della caviglia rotta da Goikoetxea”. Marchesi allenò anche Platini alla Juventus: “Era tornato dal Mondiale in Messico con molti problemi fisici. Non era il solito Platini, fece solo due gol ininfluenti, ma ovviamente considerando quello che aveva fatto prima era un fuoriclasse. Per Maradona parliamo di un genio, un fenomeno, di quelli che si vedono raramente”, ha proseguito. Sulle recenti polemiche sul rapporto tra Maradona e Napoli: “Mi spiace siano state dette quelle cose. Diego a Napoli si è trovato molto, molto bene”, ha aggiunto Marchesi. “Forse più che la città, gli ha fatto male la gente che gli si avvicinava con altri intenti. Non dimentichiamo che Diego era anche un ragazzo molto generoso”, ha concluso.

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