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Attualità

Jorit, la mamma esulta: ‘Non ha perso il suo buonumore’

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jorit


“Sono felice. Ho gia’ parlato con attraverso il telefono dell’avvocato del consolato italiano che ha seguito la vicenda”. Cosi’ al telefono la signora Jeannina, mamma di Agoch, lo street artist italiano rilasciato poco fa dalla polizia israeliana assieme ad altri due ragazzi, dopo il fermo di ieri con l’accusa di aver imbrattato e danneggiato la barriera di difesa nella zona di dove ha riprodotto il volto dell’attivista ragazza palestinese Amed Tamimi. “Ho sentito contento e ha fatto anche una battuta. E’ provato dall’esperienza, ma non ha perso il buonumore che lo contraddistingue sempre”, ha detto mamma Jeannina. Il rimpatrio del giovane artista e dei compagni sara’ organizzato dal consolato italiano nelle prossime ore. “Jorit e’ finalmente libero. E’ stato rilasciato dalle autorita’ israeliane. Ora potra’ fare rientro in Italia. Lo aspettiamo assieme ai suoi genitori con cui siamo stati in costante contatto in queste ore”. Cosi’ il sindaco di Quarto, , appena appresa la notizia del rilascio dello street artist che risiede nel comune flegreo con la famiglia. L’amministrazione del comune flegreo sin dalle prime ore successive alla notizia del fermo di Jorit Agoch aveva stabilito un costante contatto con la Farnesina ed il consolato italiano a Tel Aviv per monitorare la situazione e rassicurare i familiari.  “La liberazione di Jorit e il suo rientro a NAPOLI nelle prossime ore ci fa tirare un sospiro di sollievo. Rimane la straordinaria umanita’ che la nostra gente ha dimostrato nello stringersi attorno ad uno dei suoi figli. Abbiamo lanciato un appello perche’ per noi gli artisti non vanno mai incarcerati quando esprimono le loro idee. Una straordinaria adesione arriva ancora adesso da tutta la Campania. In poche ore tanti artisti, rappresentanti istituzionali, imprenditori e cittadini hanno gia’ aderito al nostro appello. Tra gli altri gli il vicepresidente della Regione Campania Fulvio Bonavitacola e il vicesindaco del comune di NAPOLI Raffaele Del Giudice, a dimostrazione dell’unita’ delle due istituzioni nel far fronte a un episodio cosi’ grave”. Cosi’ il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli e il conduttore radiofonico Gianni Simioli, promotori dell’appello pubblico per la liberazione di Jorit.

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Calcio

Maradona, omaggio della Serie A: lutto e video sui campi

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 maradona serie A

La Serie A in blocco rendera’ omaggio a Diego Armando Maradona. Il week end di campionato, per la nona giornata, sara’ interamente dedicato al campione argentino scomparso.

Le squadre scenderanno in campo con una fascia nera al braccio sinistro e sara’ effettuato prima del calcio d’inizio di ogni partita un minuto di silenzio durante il quale saranno proiettate immagini di Maradona e sugli spalti vuoti sara’ proiettato il messaggio “Ciao Diego”. L’immagine sara’ proiettata anche al 10′, per rendere omaggio alla sua maglia, che il Napoli ha ritirato.

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Calcio

Maradona, l’Osservatore Romano: ‘Non era uno sportivo, era un genio’

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maradona osservatore romano

‘Riflessioni sul genio’. Si intitola così il lungo editoriale di Andrea Monda, direttore dell’Osservatore Romano, dedicato a Maradona. “Era grasso. Un calciatore grasso, un ossimoro vivente. La sua forma fisica il più delle volte non era ‘a posto’, una contraddizione stridente per uno sportivo, soprattutto in questi ultimi anni in cui il calcio si è trasformato sempre più in uno sport ‘muscolare’, quasi un videogioco, ma Diego Armando non era uno sportivo, era un genio. Un genio è sempre fuori forma, fuori posto, perché spinge più in là l’orizzonte delle possibilità, allarga il perimento della disciplina che pratica”, inizia il foglio d’Oltretevere. “In realtà il genio non pratica ma incarna, vive, in una parola gioca – continua – Lo espresse bene John McEnroe quando parlando della differenza tra lui e Ivan Lendl disse: ‘I play tennis, he works tennis’. Maradona giocava a calcio, anzi ‘a pallone’. Gira in rete un video in bianco e nero che lo ritrae in un malmesso campo di terra, con un pallone malconcio che palleggia, deve avere 12-13 anni, e chi lo ha pubblicato ha (genialmente) messo in sovra-impressione la frase definitiva di Borges: ‘Ogni volta che un bambino prende a calci qualcosa per strada lì ricomincia la storia del calcio’. È la poesia del ‘pallone di stracci’ tanto cara a Papa Francesco. Maradona ha fatto la storia del calcio rimanendo quel ragazzino che palleggia, per citare Stevenson sull’arte, ‘con la serietà con cui gioca un bambino’. Niente di più serio del gioco; il gioco è il contrario dello scherzo. L’artista geniale sa giocare, perché si mette in gioco e mette tutto se stesso in quel giocare-giocarsi. Chi lo ammira, chi ammira un dribbling di Maradona o una volée di McEnroe parla infatti di semplicità, di naturalezza perché ‘lo scultore pensa in marmo’ come sottolineava Oscar Wilde. Tutto viene naturale al genio, quasi senza fatica. E con questa scioltezza, a volte quasi irritante, il genio compie lo strano miracolo di tenere insieme due spinte opposte: risalire alla sorgente di una disciplina artistica, riscoprendone l’essenza, e allargarla, forzarla verso nuove frontiere. È creativo perché è come se tornasse alla dimensione della creazione, a quella condizione delle origini e riporta tutto a ‘come doveva essere’. È come quando due giovani si innamorano e uno dice all’altra: è come se ti conoscessi da sempre. L’originario e il nuovo si toccano nel gesto creativo del genio”.

“Il genio di una particolare ‘arte’ (può essere lo sport come la musica, la filosofia come il governo della Chiesa, la teologia come la matematica o la politica…) – aggiunge – con il suo gesto realizza sempre una cosa nuova che però è al tempo stesso la realizzazione piena dell’antica promessa insita in quell’arte. Fedeltà e tradimento paradossalmente coincidono nel gesto artistico dei grandi geni. Abbiamo citato McEnroe nel tennis, ma pensiamo ad Alì nella boxe o a Dylan nella musica: essi ‘tradiscono’ ma proprio così realizzano in pieno la loro arte.

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