AGGIORNAMENTO : 16 Febbraio 2026 - 04:54
10.8 C
Napoli
AGGIORNAMENTO : 16 Febbraio 2026 - 04:54
10.8 C
Napoli

Omicidio dei sette secondi: chiesto l’ergastolo per i killer

SULLO STESSO ARGOMENTO

Ascolta questo articolo ora...
Caricamento in corso...

Doppio omicidio in sette secondi.Arrivano le richieste di condanna per l’ex boss di Miano, oggi pentito, Antonio Lo Russo e i suoi fedelissimi.

Ieri mattina la procura antimafia ha invocato 16 anni di carcere, in merito all’assassino di Salvatore Scognamiglio e Salvatore Paolillo, per Lo Russo e 14 anni per Raffaele Liberti.Nessuno sconto per gli esecutori materiali del delitto.

Infatti il pm ha chiesto l’ergastolo per Luciano Pompeo e Vincenzo Bonavolta.Nonostante la scelta del rito abbreviato le condanne sono tutt’altro che “basse”.

E’ stato chiesto dalla pubblica accusa il carcere a vita per gli esecutori materiali del delitto.Lo Russo e Liberti potrebbero cavarsela con 16 e 14 anni di reclusione in ragione del loro status di collaboratori di giustizia.

Con la sentenza, attesa per la fine del prossimo settembre, calerà il sipario sui uno dei delitti più clamorosi che il clan dei “capitoni” abbia commesso nel corso della sua lunga storia.L’omicidio di Scognamiglio e Paolillo ha lasciato il segno nelle pagine di cronaca per la chirurgica velocità con cui fu messo a segno.

Infatti il duplice agguato si consumò nel giro di appena sette secondi e ‘fissato’ nelle immagini del sistema di videosorveglianza.Secondo le indagini coordinate dal Dda della Procura di Napoli, il duplice omicidio, il 5 agosto 2011, maturò all’interno del clan lo Russo, di cui le vittime facevano parte, a causa di dissidi interni legati alla scelta di Salvatore Lo Russo, padre del boss Antonio, di collaborare con la giustizia.

Secondo diversi collaboratori di giustizia, fu Mario Lo Russo, zio di Antonio, una volta appresa la notizia della scelta di collaborare del fratello, a dire che il nipote Antonio non poteva continuare ad avere il comando del clan e che al suo posto doveva esserci Salvatore Scognamiglio, poi ucciso.Eliminato Scognamiglio e riaffermata la propria forza, Antonio Lo Russo, benchè latitante e figlio di un pentito, ha continuato a comandare il clan fino al suo arresto, a Nizza, nell’aprile del 2014.

LEGGI ANCHE

Bimbo trapiantato, la madre chiede aiuto al Papa

di Redazione 15 Febbraio 2026 - 18:27 18:27

Il piccolo Tommaso, ricoverato in Terapia intensiva all’Ospedale Monaldi dal 23 dicembre dopo un trapianto cardiaco risultato compromesso da un danno all’organo in fase di espianto, versa in condizioni giudicate incompatibili con un nuovo intervento. Secondo i medici dell’Ospedale Bambino Gesù, il bambino presenta «controindicazioni contingenti maggiori», tra cui «emorragia cerebrale e infezione attiva associata…

Continua a leggere

Napoli, sequestrato il Parking Vittoria al Rione Sirignano

di Gustavo Gentile 15 Febbraio 2026 - 17:27 17:27

È stato disposto lo scorso 13 febbraio il sequestro dello stabile che ospita il Parking Vittoria, al Rione Sirignano, a Napoli. Il provvedimento arriva dopo le denunce presentate dal deputato Francesco Emilio Borrelli, che nelle scorse settimane aveva documentato la situazione con alcune dirette effettuate sul posto, a seguito delle segnalazioni dei residenti. Le immagini…

Continua a leggere

Camorra, l’ombra di Walter Mallo dietro lo scontro tra i Luongo e i Filippini a San Vitaliano

di Giuseppe Del Gaudio 15 Febbraio 2026 - 16:06 16:06

Il potere criminale, a Napoli e provincia, non si ferma davanti alle sbarre. Viaggia attraverso smartphone illegali, si nutre di "imbasciate" portate da compagni di cella fidati e si consolida attraverso alleanze trasversali tra clan distanti geograficamente, ma uniti dalla comune vita detentiva. L’ultima inchiesta della DDA di Napoli sul cartello degli Aloia-Covone-Luongo scoperchia un…

Continua a leggere

REDAZIONE
PUBBLICITA
PUBBLICITA

Primo piano

PUBBLICITA