Non era Mariapia Principe l’obiettivo dell’agguato in piena regola avvenuto la notte scorsa a Cava de’ Tirreni. La giovane di ventuno anni che lunedì sera, in compagnia del fidanzato e dei genitori di lui, beveva un caffè davanti a uno dei bar in piazza Abbro, quando è stata raggiunta da un proiettile esploso da una calibro 9×21. Il proiettile l’ha colpita all’altezza della zona pubica, si è fermato nella zona dell’anca e per rimuoverlo i chirurghi dovranno sottoporla a un intervento delicato e per questo motivo l’operazione è stata rinviata. Solo oggi si deciderà se portarla in sala operatoria dopo aver valutato le sue condizioni generali.
Tutto in una manciata di secondi. In queste ore gli agenti del commissariato di polizia, diretti dal vicequestore Marzia Morricone stanno cercando di ricostruire la vicenda per capire innanzitutto se la giovane Mariapia fosse o meno il bersaglio. Ieri Mariapia è stata interrogata dai poliziotti nel reparto di chirurgia dell’ospedale Santa Maria dell’Olmo ma, considerato lo choc che ha subito, Mariapia non è riuscita a fornire alcun elemento utile alle indagini. Indizi certi sono arrivati dagli stessi testimoni che hanno parlato di una Punto di colore grigio. Al suo interno ci sarebbe stato un solo uomo che avanti al bar, dove Mariapia era ferma con il fidanzato Salvatore Siani e i genitori di questi, avrebbe rallentato per poi abbassare il finestrino e far partire il colpo che ha raggiunto la ragazza. A differenza di quanto trapelato nelle prime ore, pare che l’attentatore avesse il volto scoperto e che dunque sarebbe riconoscibile. Un particolare che indirizza in qualche modo le indagini. Con ogni probabilità chi ha sparato voleva farsi riconoscere, forse per un regolamento di conti. Tutti dettagli che i filmati delle telecamere in zona, anche quelli dei negozi e locali, potrebbero fornire.
Esclusi moventi passionali, gli inquirenti si sono soffermati sulla famiglia del fidanzato della giovane Mariapia: lo scorso anno, la signora Giovanna è stata arrestata per coltivazione e spaccio di sostanze stupefacenti. Gli inquirenti quindi lavorano anche sull’ipotesi di un regolamento di conti. Ma gli accertamenti sono scattati anche per la famiglia di Mariapia che, nata a Scafati, dall’età di quindici anni convive con il fidanzato e la sua famiglia. Il papà Ciro Principe, nome noto nel mondo del karaoke e degli spettacoli nei locali, è agli arresti domiciliari per problemi fiscali, legati alla sua attività radiofonica.
Cava, non era Mariapia l’obiettivo della sparatoria in piazza Abbro
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