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Terzigno. “Scendi che voglio parlarti”: una discussione durata pochi secondi, poi le ha puntato la pistola in fronte ed ha esploso un unico colpo. , il 35enne che stamane ha ucciso Immacolata Villani è ora in fuga. Quello di stamane doveva essere un chiarimento dopo che circa due settimane fa, in una violentissima lite tra la coppia con i familiari di lui a dargli man forte, Imma aveva aveva avuto la peggio e quel braccio ingessato ne è la testimonianza, anche se lei nella denuncia presentata il 4 marzo scorso aveva sostenuto di essere caduta accidentalmente. Ma quella lite sembra sia stato l’episodio clou dei dissidi tra la donna e il marito e che avevano determinato in la volontà di lasciare la casa dove viveva con l’uomo e andare a vivere a casa del padre, in Masseria Amati a Terzigno, dove Giuseppe Villani abita. Stamane, come sempre, Imma – così era conosciuta tra amici e parenti – aveva accompagnato la figlia che frequenta la terza elementare al plesso Boccia. Era in auto con la compagna del padre, quando che da tempo si aggirava davanti alla scuola in sella ad  una Vespa, le si è avvicinato. Le ha chiesto di scendere: “Scendi ti devo parlare”. Pochi metri più avanti, si è consumata la tragedia , poi lui le ha puntato la pistola in fronte ed ha sparato. La ragazza è stata soccorsa subito dalle mamme e dalla donna che era con lei. Era sanguinante, è stata adagiata sul marciapiedi. Mentre il 35enne, arrivato fuori alla scuola con un casco sotto al quale aveva un cappellino calato sulla fronte, è scappato da via Pini. Gli inquirenti hanno sequestrato una lettera di qualche giorno fa, dai toni minacciosi, nella quale c’è una frase emblematica: “Mi farò giustizia da solo”. Una frase che alla luce di quanto è accaduto è più che un presagio. Davanti alla scuola, le mamme atterrite hanno assistito a quella immane tragedia: “In pochi attimi è morta – dice una signora che ha assistito alla scena – abbiamo chiamato l’ambulanza ma aveva già il volto pieno di sangue, l’ambulanza è arrivata molto dopo. Ma non c’era già nulla da fare”. La donna che era con Immacolata Villani, la compagna del padre, ha riconosciuto l’assassino. Era lui ha detto subito dopo ai carabinieri. In queste ore, le forze dell’ordine stanno ascoltando numerosi testimoni per ricostruire quanto accaduto nei giorni scorsi. Ma l’attenzione è appuntata su per il quale è stato diramato un ordine di cattura dalla Procura di Nola. In tarda mattinata si sono levati in volo gli elicotteri dei carabinieri. Il cellulare dell’uomo risulta spento, sapeva che avrebbe ucciso la moglie e quindi probabilmente si era già preparato una via di fuga.
“Sono sconcertato, non ho parole per quello che e’ successo. Come Comune di Terzigno abbiamo fatto tanto in termini di prevenzione sui casi di femminicidio. Evidentemente non basta dobbiamo fare ancora di più”. Cosi’ il sindaco di Terzigno Francesco Ranieri commenta la tragica esecuzione di Immacolata Villani uccisa stamattina, presumibilmente dal marito, dopo aver accompagnato la figlia di nove anni a scuola. E’ stato proprio il sindaco a dare l’allarme ai carabinieri poco dopo le 8.20: “Una morte assurda – dice – che ci riporta alla memoria quella di Vincenza Avino, uccisa dal compagno, con modalità del tutto simili, nel settembre del 2015. Sappiamo che c’erano dei problemi nella coppia ma nulla può spiegare l’enormità di quello che e’ successo. Come Comune – ha concluso – abbiamo attivato i nostri servizi sociali per essere di sostegno alla piccola che ha solo nove anni e che non sa ancora quello che e’ successo alla mamma”.

 Rosaria Federico

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