Camorra, l’amico di Cepparulo: ‘Colonna forse ucciso al posto mio, io sono riuscito a scappare’. IL RACCONTO

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Sono stati gli stessi testimoni oculari del duplice omicidio di Raffaele “Ultimo” Cepparulo e dell’innocente Ciro Colonna a raccontare agli investigatori cosa accadde il pomeriggio del 7 giugno 2016 nel circoletto di via Cleopatra nel lotto 0 di Ponticelli. Umberto De Luca Bossa, gestore e titolare del circoletto (che è indagato nell’inchiesta) il giorno seguente spiegò agli investigatori:

” … omissis … Ed è proprio in occasione dell’agguato che ero all’esterno del circolo, nel piazzale antistante di fianco al Centro Abbronzante “Maracaibo “. In mia compagnia mia zia DE LUCA BOSSA Anna. All’interno vi erano Colonna Ciro, che giocava a calcio balilla con una ragazza sedicenne, tale Francesca. Non conosco il cognome di quest’ultima. Seduto nei pressi della cassa vi era invece Raffaele Cepparulo . … omissis … Un soggetto, vestito con un giubbino nero e con un cappuccio, con il volto chino, è entrato nel locale dicendo “Questa è una rapina, non vi muovete!”. La ragazza che era all’interno, presa dal panico ha raggiunto l’ingresso principale, avvicinandosi a noi, Spaventati siamo scappati via in direzione del centro scommesse EuroBet. Dopo qualche secondo, non immediatamente dopo l’ingresso del soggetto nel locale, abbiamo sentito numero colpi d’arma da fuoco. Francesca, la minore che giocava al biliardino con Ciro, nella concitazione mi ha detto che dalla porta posteriore fosse entrato un secondo uomo. . .. omissis . . . Mentre raggiungevo il centro scommesse, nel voltarmi velocemente ho notato l’assassino uscire dal locale. A piedi, da solo, ha svoltato sulla strada attigua alla chiesa, scappando verosimilmente dalla scalinata nei pressi del Sert. Dopo aver atteso qualche minuto all’interno dell ‘Eurobet, ho raggiunto nuovamente il piazzale. A terra riverso con la faccia al suolo vi era Ciro. Attorno a lui c’erano tantissime persone. Quello che potuto notare era l’assenza di sangue. Tutti pensavano che fosse svenuto. Solo dopo averlo voltato ci siamo resi conto che al centro del petto vi fosse il foro di entrata di un proiettile”.
Dunque De Luca Bossa riferiva della presenza e posizione delle varie persone all’interno del suo locale – Colonna Ciro giocava a bigliardino con la ragazza, mentre Cepparulo era nei pressi della cassa; aveva visto entrare un primo uomo dalla porta principale ( da cui lo stesso si sarebbe allontanato), mentre dalla ragazza aveva appreso che altro soggetto era entrato dal retro. Umberto De Luca Bossa però riferiva un particolare di rilievo, ovvero della presenza della zia Anna De Luca Bossa.
Invece Ciro Chiarolanza  detto limone che era l’amico di Cepparulo, con cui solitamente frequentava quel circolo sentito due volte dagli investigatori avrebbe spiegato, si era visto costretto ad allontanarsi per un po’ dalla zona, in quanto temeva di essere anche lui bersaglio designato di quell’azione – non avrebbe più frequentato il circolo ipotizzando che Cepparulo, inviso ai gruppi criminali napoletani dei Vastarella, Sibillo e Rinaldi, fosse stato “venduto” proprio da qualche frequentatore del circolo. E ha raccontato che la sera prima dell’omicidio lui e Cepparulo avevano dormito in un’abitazione tra Qualiano e Mugnano, cosa che facevano poiché per Cepparulo non era sicuro trovarsi nel suo luogo di provenienza “le case nuove” ove in effetti lo avevano già “cercato” i nemici.

” … omissis … Prima dell’agguato io stavo giocando a bigliardino con De Luca Bossa Umberto e vincevo lasciandolo a zero. Non ricordo se su mia richiesta o su quella di Umberto facemmo aprire la porta sul retro del circoletto in quanto faceva caldo. Detta porta molto più piccola di quella sul davanti, di solito era chiusa, ma uno di noi chiese di aprirla per il caldo, ora non ricordo bene chi fu. In quel frangente nel circoletto c’eravamo io, Umberto, Raffaele che giocava a carte con Ciro CIAMBRIELLO, un bravo ragazzo di Ponticelli che lavora e non ha nulla a che fare con il crimine che Raffaele frequentava nel circoletto. Finita la partita a bigliardino finii di giocare le palline rimaste con COLONNA Ciro e Francesca, mentre Raffaele era dietro al bancone da solo. Ad un certo punto notai che sulla porta era presente una persona con una felpa di colore bluettone del tipo che si chiudono ed hanno gli occhiali per vedere. Questa persona aveva tutta la felpa chiusa in modo che si potessero vedere solo gli occhi e si guardava attorno mentre era sull’uscio del circoletto dove rimase qualche minuto. Non so se sono in grado di riconoscere questa persona, ma sono sicuro che avesse gli occhi chiari e forse guardando gli occhi e la corporatura potrei avere la sensazione di somiglianza. Ad un certo punto è entrata all’interno del locale dicendo “fermi tutti, questa è una rapina”. In principio pensai che fosse uno scherzo di qualcuno di Ponticelli in quanto non vidi la pistola fino a quando questi non alzò l’arma che impugnava nella mano destra. Era una pistola a tamburo cromata argento, credo una 357 o una 38 a canna lunga, preciso di conoscere le armi per cui sono abbastanza sicuro di ciò che dico. Alla vista della pistola mi defilai lungo la parete del circoletto per guadagnare le spalle del rapinatore. Mentre ero alle spalle del rapinatore ed ero prossimo alla porta principale del circoletto, riuscivo ad uscire di soppiatto ed ho sentito uno sparo. Così di corsa sono scappato e mi sono rifugiato a casa della mia ex suocera. Mentre scappavo ho sentito esplodere altri colpi d’arma da fuoco, ma non so dire chi li abbia sparati. Sono rimasto li fino a quando sono arrivati i poliziotti, quando sono sceso e dalla parte di dietro mi sono messo tra la gente che guardavano. Poi me ne sono andato prima che arrivasse la madre di Raffaele. Nel momento che ho sentito lo sparo non ho visto più niente ed ho pensato solo a scappare, pertanto una volta a casa della mia ex suocera, affacciandomi alla finestra ho saputo che Raffaele era morto da mia suocera che era scesa nel frattempo e dalle persone ivi giunte. Dopo sono scappato con lo stesso scooter con cui io e Raffaele eravamo giunti a Ponticelli, l’ho parcheggiato per strada nella zona di Porto di Massa, e sono andato a prendere il traghetto per Ischia immediatamente. omissis A Ponticelli si dice che un altro killer era entrato dalla porta di dietro del circoletto. In particolare si racconta che il killer che ho visto io ha sparato il primo colpo addosso a Raffaele, colpendolo sul corpo e poi scappando immediatamente via, mentre quello che è entrato da dietro gli ha sparato diversi colpi di pistola compreso quelli mortali alla testa. Non ho saputo chi ha sparato a COLONNA Ciro e come sia successo, in quanto il giovane era un bravo ragazzo, non vorrei che lo hanno scambiato per un’altra persona, presumibilmente me, che doveva essere uccisa nell’agguato insieme a Raffaele. Dopo l’omicidio di Raffaele non ho più frequentato le persone del circoletto perché sono sicuro che loro hanno venduto Raffaele ed ho timore che possano vendere anche me, in quanto credo che anch’io potessi essere vittima predestinata dell’agguato”. A proposito di Anna De Luca Bossa  invece aveva precisato che la donna era “a casa sua. Non era fuori al circo letto, fuori c’era solo Umberto che era poco distante dall’ingresso del circoletto a mangiare le patatine. … omissis … solo Raffaele aveva la barba lunga. Ciro COLONNA ed io non avevamo la barba, a me non cresce proprio. CIAMBRIELLO Ciro aveva un po’ di barba ma era corta ed incolta, come se non si rasasse da pochi giorni.”
Ascoltato una seconda volta ha raccontato:” … omissis … Io non ho sentito o notato alcun veicolo con cui i killer sono giunti. Sono convinto che gli assassini sono arrivati a piedi e sono andati via a piedi in quanto anche dopo che mi sono rifugiato a casa della mia ex suocera …omissis…, non ho sentito alcun veicolo andare via dal luogo. Presumo che i killer avessero un ‘auto rubata parcheggiata vicino la vecchia scuola abbandonata, perciò sono arrivati e andati via a piedi da quel luogo. Presumo tale condotta perché so che a Ponticelli le auto rubate sono soggette a meno controlli delle forze dell’ordine rispetto ai motorini i cui conducenti indossano il casco, e presumo che l ‘auto fosse li parcheggiata in quanto da quel parcheggio si arrivava facilmente al circoletto e poi da li l ‘auto poteva scappare facilmente evitando controlli delle forze dell’ordine .. “.

Renato Pagano

2.continua

@riproduzione riservata

 

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