

Cinquantasei persone, quasi tutte del provincia di Napoli e in particolare della zona stabiese e dei Monti Lattari, sono stati rinviati a giudizio dalla Procura di Lagonegro con l’accusa di truffa ai danni di una nota compagnia assicurativa. In pratica intestavano le loro auto, attraverso una serie di documenti falsi, a persone inesistenti e in qualche caso addirittura decedute, pur di risparmiare sulla polizza assicurativa. Con la complicità di undipendente-talpa all’interno della compagnia assicurativa gli automobilisti-furbetti sarebbero riusciti a far risultare di essere residenti in provincia di Potenza, abbattendo di oltre il 50% la quota assicurativa per l’auto da versare. Ma, in realtà, vivevano e circolavano tra Napoli e la provincia.
Secondo gli inquirenti il gruppo avrebbe “falsificato e alterato il contratto e il contrassegno assicurativo dell’auto in modo da riprodurre dei cloni”.
Oltre alla dipendente “infedele” al centro dell’inchiesta c’è anche un uomo della zona dei Lattari che avrebbe svolto il ruolo di procacciatore di clienti. In pratica il “mediatore” che avrebbe inoltrato i documenti contraffatti alla compagnia assocurativa.
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