Napoli. Baby gang e arresti: nessuna clemenza secondo l’Arcivescovo Crescenzio Sepe con i giovani che hanno sbagliato. “Credo che pagare la pena, il fio di quello che hanno compiuto possa essere anche un’occasione di trasformazione per questi ragazzi che probabilmente non hanno avuto un minimo di aiuto nè dalle loro famiglie, nè dalla scuola nè dalla chiesa per crescere nella loro vita”. Ha detto l’Arcivescovo di Napoli, cardinale Crescenzio Sepe, in relazione all’operazione che ha portato alla scoperta della baby gang che lo scorso 12 gennaio ha pestato il giovane Gaetano all’uscita della stazione della metropolitana di Chiaiano. Dal cardinale Sepe anche l’appello “a tutti coloro che sono istituzionalmente impegnati a fornire un’educazione ai giovani affinchè ci si impegni veramente e con tutte le forze perchè – ha affermato – il fenomeno della violenza giovanile è esploso ma potrebbe non arrestarsi qualora preventivamente non riuscissimo a mettere in campo tutte le misure per evitare simili episodi”.
L’Arcivescovo di Napoli si è soffermato anche sulla sua permanenza in servizio dopo l’invito ricevuto da Papa Francesco a proseguire il suo mandato per altri due anni, oltre il compimento del suo 75esimo anno di età: “Vado avanti fino a che il Signore mi dà la forza” ha sottolineato Sepe. “Quando, al termine di un colloquio cordiale e familiare, ho salutato il Papa dicendogli che lo avrei disturbato il 2 giugno per consegnargli la mia lettera di dimissioni – ha raccontato Sepe – il Santo Padre mi ha detto: ‘Portala ma tu dovrai restare almeno altri due anni e poi vedremo’. Il Papa – ha concluso il cardinale – mi ha detto che se sono in buona salute devo andare avanti”.
L’Arcivescovo Sepe sulle baby gang: “Pagare la pena è un occasione di trasformazione e di crescita”
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