Incidenti stradali, i numeri drammatici dell’Aci: a Napoli 30 morti, 3123 feriti e 2300 incidenti nel 2016

Peggiora la condizione della sicurezza stradale a Napoli che, nell’arco di un anno, ha visto un deciso incremento degli incidenti, dei morti e dei feriti.
Secondo gli ultimi dati ACI-Istat, nel 2016, nel solo comune di Napoli si sono verificati 2.300 incidenti stradali che hanno causato 30 morti e 3.123 feriti. Rispetto all’anno precedente, che pure era stato contrassegnato da un preoccupante aumento della mortalita’ stradale, risultano in crescita sia i sinistri (+6%) che le loro conseguenze in termini di decessi (+7,1%) e di lesioni (+5,9%).
In pratica, nel territorio urbano partenopeo ogni 4 ore si rilevano un incidente e 1,4 feriti, mentre ogni due settimane si registrano 1,2 morti. In base ai costi generali medi per sinistro stradale, calcolati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, si puo’ stimare, sul solo comune di Napoli, un costo sociale annuo per gli incidenti con lesioni a persone pari a 200 milioni di euro: in pratica, i sinistri pesano su tutti i napoletani per un costo medio pro capite pari a 207 euro all’anno.
Non migliora la tendenza se si sposta lo sguardo a livello provinciale: nell’area metropolitana di Napoli, infatti, lo scorso anno sono stati rilevati 5.140 incidenti (+5,5% rispetto al 2015), con 91 morti (+5,8%) e 7.373 feriti (+5,9%).
Anche in questo caso, si tratta di valori che si discostano sensibilmente dalla media nazionale. Nel periodo considerato in Italia si sono registrati 175.791 sinistri stradali (+0,7%) da cui sono derivati 3.283 morti (-4,2%) e 249.175 feriti (+0,9%). Rispetto all’obiettivo europeo del dimezzamento del numero delle vittime della strada nel decennio 2010-2020, il nostro territorio, cosi’ come la stessa Italia, mostra un deciso ritardo.
Benche’, infatti, i morti dal 2010 al 2016 risultino in diminuzione del 20% nel comune di Napoli, dell’11% nella provincia partenopea e del 20,2% in Italia siamo, comunque, lontani dalla media del 5% annuo che si dovrebbe tenere per giungere all’obiettivo finale del 50% nel 2020.
La guida distratta, dovuta soprattutto all’uso del cellulare da parte dei conducenti, e’ la principale causa degli incidenti registrati sia nel comune di Napoli che nella sua provincia (rispettivamente, 28,9 e 30,4 per cento), ma e’ l’alta velocita’ la maggiore responsabile dei sinistri mortali (50,0% nel comune di Napoli e 47,1% nella sua provincia).
Il venerdi’ e’ il giorno con il piu’ elevato numero di morti (8 su scala comunale e 21 in ambito provinciale), mentre la fascia oraria piu’ a rischio e’ quella notturna (dalle 22 alle 6) con 8 decessi nel comune di Napoli e 27 nell’area metropolitana. Il 29,7% delle vittime ed il 40,8% dei feriti rilevati nella provincia partenopea hanno meno di 30 anni.
Tali percentuali scendono, rispettivamente, al 20 ed al 39,4 per cento nel comune di Napoli. Riguardo ai veicoli coinvolti, i piu’ esposti si confermano i mezzi a due ruote: nel comune di Napoli il 47 per cento delle vittime e’ un centauro, mentre a livello provinciale spicca l’elevato rischio di mortalita’ delle biciclette (6,91).
Dopo Napoli, il comune dell’area metropolitana con il maggior numero di incidenti e feriti e’ Pozzuoli (rispettivamente 199 e 314); quello con la piu’ elevata quantita’ di morti e’ Giugliano in Campania (11). “L’aumento generale dei dati relativi all’incidentalita’ stradale nel nostro comune – commenta il Presidente dell’Automobile Club Napoli, Antonio Coppola – dimostra una chiara insensibilita’ dell’Amministrazione municipale per la salute dei suoi cittadini che, invece, dovrebbe tutelare.
I sinistri non sono soltanto una causa di comportamenti scorretti o imprudenti dei conducenti, ma anche la conseguenza di carenze infrastrutturali, di pessime condizioni delle strade e di una maldestra organizzazione/gestione della mobilita’ urbana. A pagare dazio sono soprattutto le utenze deboli come i motociclisti, i ciclisti ed i pedoni.
Si consideri che nell’arco di un anno le vittime della strada con 65 anni ed oltre sono piu’ che raddoppiate. Poco o nulla si fa in termini di educazione, formazione e sensibilizzazione soprattutto dei giovani, nonostante il Codice della strada imponga di utilizzare a fini di sicurezza ed educazione stradale la meta’ dei proventi delle multe.
Leggermente migliore e’, invece, il quadro della sicurezza stradale su scala regionale che vede una sensibile flessione del numero dei morti, ma un’allarmante crescita dei sinistri e dei feriti, per un costo sociale di oltre un miliardo di euro annuo”.

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