Home Blog Pagina 89

Rione Sanità: il patto della droga, i «rider» dello sballo e la settimana imposta ai pusher

Nel dedalo di vicoli del Rione Sanità, il mercato della droga non ammetteva liberi professionisti. O pagavi il pizzo per poter vendere, o compravi la merce esclusivamente da loro. L’ordinanza cautelare firmata dal gip Simona Capasso fotografa in modo nitido il totale predominio del gruppo Savarese, alleato dei Mazzarella, sulle piazze di spaccio del quartiere.

Un controllo asfissiante e capillare, che garantiva casse sempre piene. Il denaro, un fiume ininterrotto generato dalla vendita di hashish e marijuana, aveva una destinazione precisa: il “Sistema”. Serviva a pagare le “mesate” (gli stipendi agli affiliati) e a sostenere le costose parcelle degli avvocati per i sodali finiti in carcere.

“La settimana” e il monopolio delle forniture

Gli investigatori hanno scoperto un modello di business criminale articolato su due livelli. Il primo era l’estorsione pura e semplice: i gestori delle piazze di spaccio dovevano versare una quota fissa periodica, la cosiddetta “settimana”.

Il secondo livello era, di fatto, un monopolio commerciale imposto con la forza. Ad alcuni spacciatori, infatti, il clan non chiedeva il pizzo fisso, ma imponeva una regola aurea: la droga doveva essere acquistata solo ed esclusivamente dalle provviste dell’organizzazione.

È il caso di Salvatore Frattini (non raggiunto da misura cautelare in questa indagine ma colto in flagranza di reato a maggio 2021). I pedinamenti dei Carabinieri hanno accertato che Frattini veniva rifornito regolarmente, soprattutto in vista dei weekend, dai corrieri del clan: Salvatore Matrone, Vincenzo Peluso e Luis Antonio Amodio.

“Una maglietta” per dire hashish: il lessico criptico dei pusher

Nelle migliaia di ore di intercettazioni ambientali e telefoniche, la parola “droga” non viene pronunciata mai. Gli affiliati parlano un dialetto ermetico, un codice a uso e consumo dei clienti abituali. Lo stupefacente diventa “un’imbasciata”, “la solita”, o addirittura “una maglietta”.

Ma come facevano a quantificare le dosi richieste senza farsi scoprire? Lo ha rivelato agli inquirenti una cliente, Giada, fermata dalla polizia proprio dopo aver acquistato della marijuana.
«Per un’intesa tra me e lo spacciatore,» ha messo a verbale la donna, «per sapere quante dosi avrei voluto prendere, lui mi chiedeva: “In quanti siete?”. E io rispondevo: “Siamo in cinque”.»

La piazza itinerante di Salvatore Verdicchio

La figura più emblematica di questa inchiesta è Salvatore Verdicchio. Egli incarna una doppia veste: è “titolare” di una lucrosa piazza di spaccio di droghe leggere, ma allo stesso tempo è vittima di estorsione, costretto a pagare il clan Savarese per poter “lavorare”.
Gli affari di Verdicchio andavano così bene che, intercettato, si lamentava di dover assumere dei collaboratori, arrivando a ipotizzare paghe di «circa 10 euro all’ora» per i suoi garzoni.

Verdicchio aveva messo in piedi una vera e propria agenzia di “rider” della droga. Non si aspettava il cliente in un punto fisso, si andava da lui. Per farlo, utilizzava un “telefono dedicato” (l’utenza terminante in 256), che passava di mano in mano tra i suoi complici, in particolare Alessandro Aprea e Simone Quagliarella.

Le cimici della polizia registrano i frenetici scambi tra Verdicchio e il suo collaboratore Amodio. Le conversazioni, apparentemente senza senso, nascondono la pianificazione delle consegne:
Amodio: «Oh, ti sta cercando un amico mio… ma tu stai zero a zero?» (Hai finito la roba?)
Verdicchio: «No, tengo la busta, l’ho levata da mezzo…»
Amodio: «Quante sono?»
Verdicchio: «Cinque… ma parliamone da vicino.»

Il servizio era orientato al cliente, tanto che gli acquirenti non si facevano scrupoli a chiamare il “telefono dedicato” per lamentarsi della qualità della merce. In una conversazione registrata, un cliente protesta vivacemente con il pusher:
Cliente: «Senti, sempre il solito… ma l’altra volta, fratello mio, mi è venuto il mal di testa!»

Scooter e telefoni condivisi: l’azienda dello spaccio

La solidità della rete di Verdicchio è dimostrata dalla logistica. Oltre a condividere il telefono di servizio, i pusher condividevano i mezzi di trasporto. Le telecamere piazzate dagli investigatori tra via Antonio Villari e i gradini San Nicandro immortalano Alessandro Aprea mentre cede droga a un acquirente. Aprea, in quel momento, è alla guida di uno scooter: il motorino è intestato proprio a Salvatore Verdicchio.

Quando squillava il telefono, la macchina si metteva in moto.
Cliente (Alberto,): «Senti, uno se puoi…»
Verdicchio aggancia e chiama subito il suo “rider”, Simone Quagliarella:
Verdicchio: «Simone, vai dirimpetto a Mina, ci sta una lavanderia…»

Un sistema oliato, veloce, che non conosceva crisi, fino all’intervento delle forze dell’ordine che, incrociando i dati delle telecamere, i sequestri in strada e le voci captate dalle cimici, ha smontato pezzo per pezzo la holding dello sballo del rione Sanità.

A volte, i clienti si lamentavano persino della qualità della merce. In una conversazione emblematica, un acquirente protesta vivacemente con il pusher per gli effetti collaterali dell’hashish appena comprato: «Senti, sempre il solito… ma l’altra volta, fratello mio, mi è venuto il mal di testa!».

Oltre al telefono, i pusher condividevano i mezzi logistici. Le telecamere piazzate dagli investigatori all’incrocio tra via Antonio Villari e i gradini San Nicandro immortalano Alessandro Aprea mentre cede droga a un uomo non identificato. Aprea è alla guida di uno scooter: il motorino risulta intestato proprio al suo capo, Salvatore Verdicchio.

 Il “mercato vincolato” di Salvatore Frattini

Se Verdicchio pagava la “settimana” per gestire in autonomia i suoi affari, per Salvatore Frattini le regole d’ingaggio con il Sistema erano diverse. Frattini gestiva una fiorente piazza di spaccio con la collaborazione di Valentina Peluso (madre di Vincenzo Peluso, altro indagato chiave).

Secondo la ricostruzione della Procura, Frattini non era costretto a pagare una tangente fissa. Il suo “pizzo” consisteva nell’obbligo assoluto di rifornirsi in via esclusiva dalle provviste del clan. Una sorta di patto di ferro che garantiva ai Savarese-Mazzarella lo smercio all’ingrosso e a Frattini la protezione per operare al dettaglio.

I contatti telefonici tra Frattini e gli organici del sodalizio (registrati a partire da ottobre 2020 e intensificatisi tra febbraio e marzo 2021) seguivano un ritmo preciso: si concentravano quasi esclusivamente nei giorni di fine settimana, il venerdì o il sabato. Era il segnale che Frattini aveva bisogno di fare magazzino per prepararsi al picco di vendite del weekend.

I corrieri del clan e le vendite al dettaglio

Alle operazioni di approvvigionamento della piazza di Frattini erano preposti affiliati di peso: Salvatore Matrone, Vincenzo Peluso e Luis Antonio Amodio. Le comunicazioni intercettate erano telegrafiche: brevi accordi per incontri imminenti volti alla consegna della “merce” in cambio di mazzette di contanti.

Una volta ricevuto lo stupefacente dai grossisti del clan, Frattini e la Peluso lo smistavano a una fitta rete di clienti fidelizzati. L’ordinanza elenca una lunga lista di acquirenti (tra cui Diego Esposito, Ciro Maddaluno, Vincenzo Gallucci, Claudio Montano e Alfonso Ferrigno).

A blindare l’impianto accusatorio non ci sono solo le voci captate dai militari, ma i sequestri mirati operati sul campo. Proprio seguendo i rifornimenti effettuati dal corriere Salvatore Matrone, i Carabinieri del R.O.N.Inv. hanno organizzato servizi di osservazione e pedinamento che si sono conclusi con il recupero della droga. Un episodio su tutti: il 16 marzo 2021, le forze dell’ordine fermano il cliente Ciro Di Pasquale, trovandogli addosso 4,7 grammi di hashish appena acquistati dalla rete di Frattini.

La corsa di Salvatore Frattini si fermerà il 20 maggio 2021, giorno del suo arresto in flagranza di reato. E sebbene la Procura non abbia richiesto per lui una nuova misura cautelare all’interno di questa specifica ordinanza, il suo fascicolo rappresenta uno spaccato fondamentale per comprendere come, al rione Sanità, nulla si muovesse senza il benestare del clan.

L’oroscopo del 5 marzo 2026 a cura di Paolo Tedesco

0

Cari amici, ben ritrovati. Oggi, 5 marzo 2026, la Luna in Vergine forma un aspetto teso con Giove in Gemelli, creando un’atmosfera di “grandi idee ma poca praticità”. Attenzione: oggi potremmo sentirci ispirati a progetti faraonici, ma il rischio è di perdere di vista i dettagli fondamentali. Nel contempo, Venere in Ariete ci spinge a essere più diretti e sinceri in amore. Il consiglio? Usate la mente analitica della Luna in Vergine per mettere ordine, ma non frenate l’entusiasmo che Giove vi regala. L’equilibrio è la chiave.

♈ ARIETE (21 marzo – 19 aprile)

Amore: Grazie a Venere nel tuo segno, sei magnetico e intraprendente. Se sei single, potresti fare colpo su qualcuno con la tua schiettezza. In coppia, evita di essere troppo impulsivo: le tue parole sono appuntite oggi, ma il cuore è d’oro.
Lavoro: Energia alle stelle! Sei pieno di iniziativa, ma attenzione a non pestare i piedi ai colleghi. La Luna in Vergine ti chiede di rivedere un progetto, non prenderla come una critica.
Salute: Un po’ di stress fisico, ma niente che una camminata veloce non possa smaltire.
Finanze: Ottime intuizioni per guadagni rapidi, ma evita investimenti impulsivi.

Consiglio astrologico del giorno: indossa un capo rosso per amplificare il tuo coraggio, ma conta fino a dieci prima di rispondere.

♉ TORO (20 aprile – 20 maggio)

Amore: La giornata è propizia alla tenerezza. Sei più bisognoso di coccole e stabilità. Con la Luna in Vergine, un gesto pratico (come cucinare per lui/lei) vale più di mille parole.
Lavoro: Momento di riflessione. Potresti sentirti un po’ lento rispetto al ritmo frenetico intorno a te. Usa la tua proverbiale pazienza per sistemare le cose lasciate in sospeso.
Salute: Bene, ma attenzione alla gola: proteggiti dagli sbalzi di temperatura.
Finanze: Quadro stabile. Giornata no per spese folli. Meglio risparmiare.

Consiglio astrologico del giorno: circondati di cose belle, un fiore sulla scrivania ti aiuterà a trovare l’armonia.

♊ GEMELLI (21 maggio – 20 giugno)

Amore: Giove nel tuo segno ti rende espansivo e affascinante. Tuttavia, la Luna ti rende un po’ dispersivo. Rischio di fare promesse che non potrai mantenere. Concentrati su una persona alla volta.
Lavoro: Mille idee, ma poche realizzabili subito. Il consiglio è di appuntare tutto e iniziare solo la cosa più urgente. Ottimo per networking e contatti nuovi.
Salute: Nervi tesi. Troppa caffeina potrebbe peggiorare l’ansia da prestazione.
Finanze: Piccole entrate extra da collaborazioni. Non sperperare subito.

Consiglio astrologico del giorno: usa un’agenda per organizzare i pensieri; oggi è il tuo migliore alleato.

♋ CANCRO (21 giugno – 22 luglio)

Amore: Sensibile e un po’ lunatico. La Luna (che ti governa) è in Vergine e ti porta a fare paragoni o a soffermarti su piccole mancanze del partner. Cerca di vedere il bicchiere mezzo pieno.
Lavoro: Ambiente competitivo. Difendi le tue idee senza fare la guerra. La tua diplomazia naturale ti salverà.
Salute: Benissimo se riesci a gestire le emozioni. L’intestino è il tuo punto debole oggi: via libera a cibi leggeri.
Finanze: Qualche piccolo intoppo burocratico da risolvere con calma.

Consiglio astrologico del giorno: una tisana alla camomilla la sera per ritrovare la pace interiore.

♌ LEONE (23 luglio – 22 agosto)

Amore: Caldo e passionale. Vuoi essere al centro dell’attenzione del partner e lo ottieni. Per i single, sguardi magnetici. Attenzione solo alla gelosia: potresti vedere nemici dove non ci sono.
Lavoro: Giornata di grande creatività. Se fai un lavoro artistico o di comunicazione, spacca! Ma attenzione alla politica: oggi non hai voglia di compromessi.
Salute: Pieno di vitalità. L’ideale per iniziare un’attività fisica intensa.
Finanze: Investimenti azzeccati, specialmente in ambito estetico o di immagine.

Consiglio astrologico del giorno: concediti un momento di lusso, anche piccolo, per sentirti all’altezza della tua regalità.

♍ VERGINE (23 agosto – 22 settembre)

Amore: La Luna è nel tuo segno, rendendoti più introspettivo del solito. Hai bisogno di analizzare i sentimenti. Sei un po’ freddo? Il partner potrebbe fraintendere. Spiegati con dolcezza.
Lavoro: Giornata super produttiva. La tua mente analitica è al top e riesci a vedere errori che nessuno coglie. Sei prezioso per il team.
Salute: Bene, ma la Luna accentua le tue ipocondrie. Non cercare su internet i sintomi del raffreddore!
Finanze: Recuperi crediti o sistemai vecchie pendenze. Ottimo!

Consiglio astrologico del giorno: fai una lista delle cose che ti rendono felice e leggila stasera. Staccati dalla perfezione.

♎ BILANCIA (23 settembre – 22 ottobre)

Amore: Venere, la tua signora, in Ariete ti rende un po’ combattivo. Vuoi armonia, ma oggi la cerchi litigando? Paradossale, vero? Cerca la mediazione, sei un maestro in questo.
Lavoro: Collaborazioni proficue. Ottimo per lavorare in team. Potresti dover fare da paciere tra due colleghi in conflitto.
Salute: Tutto nella norma, ma attenzione alla pelle. Proteggiti dal sole se sei all’aperto.
Finanze: Qualche spesa per l’estetica o il piacere personale. Te la puoi permettere.

Consiglio astrologico del giorno: ascolta musica classica per ritrovare il tuo equilibrio interiore.

♏ SCORPIONE (23 ottobre – 21 novembre)

Amore: Intensità magnetica. Se sei in coppia, potresti vivere un momento di profonda intimità. Se single, attrazione fatale, ma occhio a non essere troppo possessivo.
Lavoro: Segreto e determinato. Lavori su progetti che tieni nascosti o che richiedono riservatezza. Fai bene a non fidarti di tutti oggi.
Salute: Energia profonda, quasi nervosa. Scarica la tensione con uno sport che richiede concentrazione.
Finanze: Occhio alle spese comuni e alle eredità. Potresti dover condividere delle risorse.

Consiglio astrologico del giorno: trasforma l’intensità in creatività: scrivi, dipingi, crea.

♏ SAGITTARIO (22 novembre – 21 dicembre)

Amore: Voglia di evasione e di novità. Se la relazione è routine, oggi ti pesa. Porta il partner in un posto nuovo. Per i single, ottimo per flirtare con stranieri o durante un viaggio.
Lavoro: Idee innovative e progetti di espansione. Vuoi fare tutto e subito. La Luna ti frena, ma a ragione: controlla le scadenze prima di lanciarti.
Salute: Fegato sotto stress per eccessi. Via libera a cibi leggeri e tanta acqua.
Finanze: Attento ai viaggi: potresti spendere più del previsto. Fissa un budget.

Consiglio astrologico del giorno: prepara una valigia, anche se è solo ideale. L’orizzonte è la tua meta.

♑ CAPRICORNO (22 dicembre – 20 gennaio)

Amore: Apparentemente distaccato, ma interiormente molto presente. Oggi mostri amore attraverso la responsabilità e la cura concreta. Il partner lo apprezzerà se saprà leggerti.
Lavoro: Sei il pilastro del gruppo. La Luna in Vergine premia la tua precisione. Ottimo per chiedere un aumento o mostrare le tue competenze ai piani alti.
Salute: Ossa e denti: fai attenzione. Potresti sentirti più rigido del solito, allungati un po’.
Finanze: Gestione oculata. Oggi potresti ricevere una somma che aspettavi da tempo.

Consiglio astrologico del giorno: concediti una piccola pausa dal lavoro: la meritocrazia funziona, ma anche tu devi ricaricarti.

♒ ACQUARIO (21 gennaio – 19 febbraio)

Amore: Amore libero e anticonvenzionale. Oggi potresti avere bisogno di più spazio personale. Spiegarlo al partner è fondamentale per non farlo sentire escluso.
Lavoro: Innovazione e tecnologia sono dalla tua parte. Ottimo per chi lavora nel sociale o con il pubblico. Idee geniali, anche se un po’ eccentriche.
Salute: Circolazione. Non stare fermo troppo a lungo, muoviti durante la giornata.
Finanze: Guadagni da attività di gruppo o innovative. Attenzione agli amici: oggi meglio non mischiare soldi e affetti.

Consiglio astrologico del giorno: connettiti con il mondo, ma stacca la spina dai social per un’ora. Respira.

♓ PESCI (20 febbraio – 20 marzo)

Amore: Sognante e romantico come piace a te. Oggi però la Luna ti chiede concretezza: magari va bene sognare, ma ricordati l’anniversario! Piccola distrazione possibile.
Lavoro: Sensibilità artistica alle stelle. Se fai un lavoro creativo, sei inarrestabile. Ma se fai un lavoro d’ufficio, potresti sentirti un pesce fuor d’acqua. Chiedi aiuto ai colleghi più terra-terra.
Salute: Piedi e sistema linfatico. Una bella camminata a piedi nudi sull’erba (se possibile) ti farebbe benissimo.
Finanze: Qualche piccola perdita per distrazione. Controlla il resto e lo scontrino.

Consiglio astrologico del giorno: fai un bagno caldo la sera per sciogliere le tensioni e ritrovare la tua dimensione onirica.

 Commento Finale di Paolo Tedesco

Cari amici, il 5 marzo 2026 ci pone di fronte a una sfida affascinante: conciliare il desiderio di espansione (Giove) con la necessità di ordine (Luna in Vergine). In un mondo che ci spinge a correre, a fare, a essere “di più”, le stelle oggi ci ricordano che la vera forza sta nei dettagli, nella cura, nella precisione. Non disperdete l’energia in mille rivoli: scegliete una direzione, anche piccola, e percorretela con attenzione.

In amore, Venere in Ariete ci invita a essere autentici, a toglierci la maschera. Può creare qualche scintilla, ma il fuoco dell’onestà è l’unico che scalda davvero il cuore. E allora, buon giovedì a tutti, e ricordate: l’astrologia non è un destino scritto, ma una mappa per navigare meglio le nostre possibilità. A domani!

Ucciso a sprangate in casa Mario Ruoso, storico patron di TelePordenone

Un omicidio brutale, consumato nelle prime ore del mattino all’interno del proprio appartamento. Così ha perso la vita Mario Ruoso, 87 anni, noto imprenditore pordenonese e storico fondatore dell’emittente TelePordenone.

Il suo corpo senza vita è stato rinvenuto nel pomeriggio all’interno dell’attico al settimo piano in cui viveva, situato proprio di fronte alla concessionaria d’auto di sua proprietà.

L’aggressione all’alba

Secondo i primi rilievi, l’omicidio si sarebbe consumato in un arco temporale piuttosto ristretto, presumibilmente tra le 7 e le 8 del mattino. Un dettaglio agghiacciante è emerso sin dai primi istanti: Ruoso era già completamente vestito e pronto per uscire, abitudine che manteneva quotidianamente per recarsi nel suo salone d’auto nonostante l’età avanzata.

La dinamica delineata dagli inquirenti suggerisce un’aggressione improvvisa e feroce. L’anziano sarebbe stato stordito da un primo colpo inferto con un oggetto contundente privo di scanalature, probabilmente una spranga o un arnese simile. Cadendo, avrebbe urtato violentemente il capo contro lo spigolo di un mobile. A quel punto, l’assassino avrebbe infierito con inaudita violenza, colpendolo ripetutamente alla testa fino a provocarne il decesso.

Una scena raccapricciante

Chi è intervenuto sul posto ha descritto la scena con una parola inequivocabile: “mattanza”. A lanciare l’allarme è stato il nipote dell’imprenditore che, non riuscendo a mettersi in contatto telefonico con lo zio, ha deciso di recarsi personalmente nell’attico, facendo la macabra scoperta.

Il sopralluogo, iniziato intorno alle 16.30, è durato oltre tre ore e ha visto l’intervento del medico legale Antonello Cirnelli e degli agenti della Polizia Scientifica, supportati dai colleghi giunti da Padova. Il procuratore Pietro Montrone ha confermato che la morte risale a diverse ore prima del ritrovamento del cadavere.

Caccia all’arma del delitto e analisi delle telecamere

L’arma utilizzata per il brutale pestaggio non è stata rinvenuta, nonostante le minuziose ricerche condotte sia all’interno dell’abitazione che nelle aree adiacenti. L’orario in cui si è consumato il delitto potrebbe aver agevolato la fuga dell’omicida, che avrebbe agito in un momento di scarsa affluenza nella zona.

Al momento, non risulta la presenza di testimoni oculari. Le indagini, coordinate dal procuratore Montrone e dal sostituto procuratore Federica Urban, si stanno concentrando sull’acquisizione e l’analisi dei filmati delle telecamere di videosorveglianza pubbliche e private presenti nell’area, nella speranza di individuare movimenti sospetti riconducibili all’aggressore.

Sono in corso anche le audizioni dei vicini di casa e dei collaboratori dell’imprenditore, sebbene, fino a questo momento, non sembrino essere emersi elementi decisivi per imprimere una svolta alle indagini. Gli inquirenti mantengono il massimo riserbo sulle indagini e, al momento, dichiarano di non escludere alcuna pista riguardo al movente di un omicidio che ha scosso profondamente la comunità pordenonese.

Castellammare, processo ai «Fasani»: acquisite le dichiarazioni dei pentiti

Castellammare – Prosegue senza soste il processo a carico della famiglia Fontana dell’Acqua della Madonna, noti come i “Fasani”, imputati per vicende legate alla gestione di una parte dei pontili nel porto di Castellammare di Stabia.

Il procedimento si celebra davanti al collegio D del Tribunale di Torre Annunziata e ruota, tra gli altri aspetti, attorno a presunte estorsioni ai danni della famiglia Valanzano.

I collaboratori pronti a deporre

Nell’udienza odierna erano attesi due collaboratori di giustizia: Pasquale Rapicano e Renato Cavaliere, collegati in videoconferenza da località riservate.

I due avrebbero dovuto rispondere alle domande della Direzione distrettuale antimafia di Napoli e dei difensori, chiarendo la propria conoscenza dei fatti contestati, in particolare in relazione alle presunte pressioni estorsive ai danni dei Valanzano.

Un passaggio ritenuto significativo nell’economia dibattimentale, considerato il peso che le dichiarazioni dei collaboratori possono assumere in procedimenti di criminalità organizzata.

La strategia delle difese

Dopo una lunga consultazione, i legali degli imputati hanno però scelto una strada diversa: prestare il consenso all’acquisizione dei verbali di interrogatorio già resi dai due collaboratori, rinunciando così alla loro escussione in aula.
Fontana Francesco, detto “il Chicco”, è difeso dall’avvocata Olga Coda del foro di Castellammare, mentre Fontana Maurizio è assistito dall’avvocato napoletano Raffaele Pucci.

I difensori hanno definito la decisione «la scelta più opportuna in questo momento storico di un processo delicato e in continua evoluzione», sottolineando la natura strategica della rinuncia all’esame diretto.

Il rinvio ad aprile

Il collegio ha quindi disposto il rinvio del processo al 22 aprile. Nella prossima udienza è prevista l’escussione degli imputati, fase che potrebbe rappresentare un ulteriore snodo centrale nell’istruttoria dibattimentale.

Piazza San Francesco di Paola, pestaggio in pieno giorno: arrestato 37enne per tentato omicidio

Momenti di terrore nella mattinata di oggi in piazza San Francesco di Paola, dove un uomo è stato arrestato dalla Polizia di Stato con accuse pesantissime: tentato omicidio, lesioni personali, danneggiamento ai beni della Pubblica Amministrazione e resistenza a pubblico ufficiale.

In manette è finito un 37enne originario del Ghana, irregolare sul territorio nazionale e con precedenti di polizia.

L’aggressione e l’intervento dei poliziotti

L’allarme è scattato a seguito di una segnalazione giunta alla Sala Operativa che indicava la presenza di una persona riversa al suolo. Sul posto sono intervenuti gli agenti dei Commissariati Vicaria-Mercato e Decumani, impegnati nel servizio di controllo del territorio.

Una volta arrivati in piazza, i poliziotti si sono trovati davanti a una scena drammatica: il 37enne, in evidente stato di agitazione, stava colpendo con calci e pugni un uomo ormai privo di sensi. Gli agenti sono riusciti a bloccarlo non senza difficoltà.

Determinanti, nella ricostruzione dell’accaduto, anche le testimonianze di alcune persone presenti, che hanno riferito come l’indagato avesse poco prima aggredito con estrema violenza la vittima.

La corsa in ospedale

L’uomo ferito è stato soccorso e trasportato d’urgenza all’ospedale Ospedale Vecchio Pellegrini, dove è stato ricoverato in pericolo di vita. Le sue condizioni sono apparse fin da subito gravissime.

La violenza non si è fermata neppure dopo l’arresto. Una volta accompagnato negli uffici di polizia, il 37enne ha continuato a dare in escandescenza, colpendo ripetutamente con calci la portiera posteriore dell’auto di servizio e danneggiandola.

È stato necessario un ulteriore intervento degli agenti per immobilizzarlo al termine di una colluttazione.

Al termine delle formalità di rito, l’uomo è stato tratto in arresto e messo a disposizione dell’autorità giudiziaria.

De Siervo premia Vergara: «È uno dei talenti emergenti della Serie A»

ROMA – «Il lavoro duro, l’attesa densa di aspettative, l’emozione dell’esordio, le prime gioie e poi la consacrazione: tutto questo è stata la sintesi della stagione, fino a questo momento, di Antonio Vergara». Con queste parole l’amministratore delegato della Lega Serie A, Luigi De Siervo, ha annunciato il riconoscimento assegnato al giovane centrocampista azzurro, definendolo una delle sorprese più luminose del campionato.

Per il ragazzo cresciuto a Frattamaggiore, indossare la maglia del Napoli rappresenta molto più di un traguardo professionale. «Per un ragazzo cresciuto a Frattamaggiore scendere in campo con la maglia del Napoli e sotto la guida di Antonio Conte è un sogno che si avvera», sottolinea De Siervo, evidenziando il percorso di crescita che ha portato Vergara a imporsi in una piazza esigente.

Il dirigente della Lega insiste sulla maturità mostrata dal calciatore: «Vergara è stato bravissimo a farsi trovare pronto e convincere un tecnico vincente e un pubblico esigente come quello napoletano con prestazioni di crescente qualità e una personalità fuori dal comune». Parole che certificano la definitiva consacrazione del giovane talento.

La stagione del centrocampista azzurro è stata un crescendo di fiducia e responsabilità, fino alla consacrazione come “Rising Star della Serie A Enilive”. Un riconoscimento che non premia soltanto le qualità tecniche, ma anche la capacità di reggere la pressione e di incidere in un contesto competitivo ai massimi livelli.

Carburanti, il gasolio vola fino a 2,5 euro in autostrada: scatta l’allarme speculazioni

ROMA – Gli effetti della guerra in Iran e in Medio Oriente arrivano direttamente alla pompa di benzina. I prezzi dei carburanti tornano a salire e il diesel, in alcuni tratti autostradali, tocca quota 2,5 euro al litro. Un balzo che riaccende polemiche e timori per l’impatto sull’inflazione e sui costi del trasporto.

Secondo le rilevazioni diffuse dalle associazioni dei consumatori, la benzina in modalità self service si attesta a 1,693 euro al litro, mentre il gasolio sale a 1,753 euro. Ma è lungo la rete autostradale che si registrano i picchi più alti, con cifre che sfiorano livelli record. Assotir segnala rincari del diesel «che vanno dai 10 centesimi in Lombardia ai 24 centesimi in Sicilia» e denuncia «problemi di approvvigionamento di carburante in Campania e in Lombardia».

Le associazioni parlano apertamente di speculazioni. Adoc sottolinea che «il Paese dispone di riserve stoccate che dovrebbero ammortizzare queste oscillazioni», mentre il Centro di formazione e ricerca sui consumi propone una riduzione immediata dell’Iva sui carburanti. Anche il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, rassicura sulla tenuta delle scorte: «Siamo nella condizione di essere abbastanza sicuri quantitativamente. Siamo il Paese che ha lo stoccaggio più alto d’Europa, abbiamo fonti di approvvigionamento diversificate».

Il settore dell’autotrasporto è tra i primi a sentire il contraccolpo. Cna Fita calcola un aggravio di circa 2.400 euro l’anno per ogni tir, cifra che potrebbe crescere di altri 13mila euro se il conflitto dovesse protrarsi. «Non è accettabile osservare rincari alla pompa su scorte di carburante acquistate e raffinate mesi addietro», afferma il sindacato, chiedendo «un credito d’imposta straordinario» finanziato con l’extragettito Iva.

Ancora più netta la posizione di Conftrasporto: «Il trasporto sta pagando prima di tutti il conto del conflitto». L’associazione ricorda che «alcuni Paesi, come la Spagna, si sono già mossi per contenere i prezzi» e sollecita «la sospensione immediata dell’Ets per il trasporto e misure straordinarie del governo a sostegno del sistema logistico».

Sul fronte istituzionale, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha convocato per venerdì 6 due riunioni della Commissione di allerta rapida sui prezzi, presieduta da Benedetto Mineo, noto come “Mister Prezzi”. Un tavolo sarà dedicato all’andamento dei mercati energetici, l’altro alle possibili ricadute sull’inflazione.

Out Lobotka e McTominay, ma il Napoli ritrova De Bruyne e Anguissa per il Torino

NAPOLI – Per due che si fermano, due che rientrano. Alla vigilia della sfida contro il Torino, anticipo della ventottesima giornata di campionato, il Napoli ritrova pedine fondamentali nel cuore del campo. Antonio Conte dovrà fare a meno di Lobotka e McTominay, entrambi alle prese con problemi muscolari, ma può finalmente riabbracciare Kevin De Bruyne e André-Frank Zambo Anguissa dopo lunghissime assenze.

Se per Anguissa, fuori dall’inizio di novembre, il rientro era nell’aria, quello di De Bruyne sorprende per tempistiche e modalità. Il centrocampista belga era fermo dal 25 ottobre, quando nel match contro l’Inter al Maradona si era procurato una grave lesione al bicipite femorale della coscia destra calciando un rigore. Operazione chirurgica, riabilitazione ad Anversa e poi il ritorno in città la scorsa settimana. Le sue condizioni sono apparse subito ottimali, tanto da consentirgli di aggregarsi al gruppo senza lavoro differenziato.

Entrambi partiranno inizialmente dalla panchina, ma l’idea è quella di concedere minuti preziosi per ritrovare ritmo gara. Conte vuole riaverli al massimo della condizione per costruire lo sprint finale verso un posto nella prossima Champions League. Tra le note positive c’è anche il progressivo miglioramento di Romelu Lukaku, decisivo a Verona con il gol allo scadere che ha rilanciato le ambizioni azzurre. L’attaccante belga potrebbe trovare spazio anche contro i granata, magari in coppia con Hojlund, formando un tandem fisico e offensivamente incisivo.

Per la formazione iniziale, poche sorprese rispetto alla gara del Bentegodi: Gilmour prenderà il posto dell’infortunato Lobotka in un assetto che dovrebbe ricalcare quello visto nell’ultima uscita. Ma con il pieno recupero di De Bruyne, Anguissa e McTominay, Conte potrebbe presto archiviare il 4-3-2-1 adottato per necessità e tornare al 4-3-3 pensato fin dal ritiro estivo.

Torino, D’Aversa avverte: «A Napoli partita dura ma affascinante»

0

TORINO – «La storia di questa stagione dice che il Toro dopo una vittoria ha avuto tanti periodi negativi: vogliamo evitare questi alti e bassi». Roberto D’Aversa non usa giri di parole alla vigilia della trasferta di venerdì sera sul campo del Napoli. Il tecnico granata sa che la sfida del Maradona rappresenta un banco di prova importante per misurare ambizioni e solidità mentale.

«Ci aspetta una partita difficile ma bella da giocare», prosegue l’allenatore in conferenza stampa, consapevole del valore dell’avversario e dell’atmosfera che attende i suoi. A due giorni dal match le scelte non sono ancora definitive: «Non ho ancora fatto scelte di formazione e di sicuro sarà una partita diversa rispetto alla Lazio. Gli azzurri ci aggrediranno forte, penso non solo ai titolari ma anche alle soluzioni dalla panchina».

Tra D’Aversa e Antonio Conte esiste un legame personale, ma l’allenatore del Torino preferisce tenere il focus sul campo: «Penso che sia scorretto parlare del nostro rapporto, si affrontano due squadre che portano in campo undici scudetti». Un richiamo alla storia e al peso delle maglie, che secondo il tecnico deve essere uno stimolo e non un freno.

Arrivato da appena una settimana dopo l’esonero di Baroni e con un contratto fino al termine della stagione, D’Aversa evita qualsiasi discorso personale sul domani: «Nella mia testa ho solo l’obiettivo di squadra, voglio raggiungerlo il più in fretta possibile». Parole che suonano come un messaggio chiaro allo spogliatoio: niente distrazioni, niente calcoli, solo continuità.

Benevento: presunto furto da 20mila euro, assolta cassiera di Apice

APICE – Era accusata di essersi appropriata di circa 20mila euro sottraendoli alla titolare dell’attività commerciale in cui lavorava come cassiera, con l’aggravante di aver agito con destrezza, abusando del proprio ruolo e provocando un danno patrimoniale rilevante. Ma per il Tribunale di Benevento quelle accuse non hanno retto al vaglio dibattimentale.

La vicenda giudiziaria si è conclusa con l’assoluzione della 39enne di Apice, difesa dall’avvocato Vittorio Fucci. La titolare dell’esercizio commerciale, costituitasi parte civile e assistita dall’avvocato Elena Cosina, aveva presentato querela sostenendo che la dipendente si fosse impossessata degli incassi derivanti dalla vendita di sigarette, consumazioni e gratta e vinci.

Secondo l’impostazione accusatoria, la donna avrebbe trattenuto parte degli introiti omettendo di versarli regolarmente in cassa, lasciando temporaneamente il denaro in zone non direttamente controllate per poi appropriarsene. Le veniva inoltre contestato di aver registrato importi inferiori rispetto agli scontrini emessi e di aver utilizzato la voce “cambio monete” al posto dell’emissione del titolo fiscale, così da mascherare l’ammanco. Condotte che, sempre per l’accusa, sarebbero state poste in essere eludendo il sistema di videosorveglianza.

Un quadro che avrebbe delineato un furto pluriaggravato, aggravato dall’abuso della qualità di cassiera e dalla presunta destrezza nell’aggirare i controlli. Ma al termine del processo il Tribunale ha accolto le tesi della difesa, pronunciando sentenza di assoluzione nei confronti della 39enne.

Monaldi, denuncia interna contro Oppido: «Urla, umiliazioni e clima di paura e sfiducia»

Una lettera firmata dal personale infermieristico, dagli OSS e dai tecnici della Sala Operatoria dell’ospedale Monaldi di Napoli (Azienda ospedaliera dei Colli) e indirizzata ai vertici aziendali, a partire dalla direttrice generale Anna Iervolino, mette nero su bianco “una situazione di estrema gravità” che, secondo i firmatari, da tempo starebbe compromettendo il benessere degli operatori e la sicurezza dell’assistenza ai pazienti. La missiva è datata 27 gennaio 2026.

La lettura pubblica a Nola

A portare il contenuto della lettera all’attenzione dei cronisti, fuori dal Duomo di Nola, è stato l’avvocato Francesco Petruzzi, legale dei genitori del piccolo Domenico Caliendo, il bambino di due anni morto il 21 febbraio scorso al Monaldi dopo un trapianto di cuore. Il legale ha letto alcuni stralci del documento.

“Non ci sentiamo più sicuri di collaborare”

Nella lettera, ha spiegato Petruzzi citando i passaggi letti, i professionisti del Monaldi descriverebbero un clima di “sfiducia reciproca”, legato a una “gerarchia medico-centrica” e a una “comunicazione assente”, che avrebbe generato una percezione di insicurezza tra infermieri, OSS e tecnici.

Nel testo si afferma inoltre che i firmatari “non si sentono attualmente più sicuri di collaborare” con il dottor Guido Oppido e che alcune accuse rivolte al personale (“totalmente incuranti dei bisogni dei pazienti”) non sarebbero “più accettabili e tollerate dall’intera équipe”.

Le condotte contestate: urla, umiliazioni e linguaggio offensivo

Secondo quanto riportato nella lettera e letto dal legale, il personale segnalerebbe comportamenti “sistematici e quotidiani” attribuiti a Oppido: urla e aggressività verbale, umiliazioni e svalutazioni pubbliche delle competenze, linguaggio offensivo e denigratorio, bestemmie e imprecazioni, oltre ad atteggiamenti intimidatori che avrebbero finito per inibire la comunicazione all’interno dell’équipe.

Il documento menzionerebbe anche “reazioni ostili e aggressive” in contesti formali di confronto, con un riferimento a un incontro del 24 novembre 2025, e un “mancato ascolto e considerazione”. I fatti descritti, si legge, si verificherebbero soprattutto in sala operatoria.

Gli effetti sul personale e l’ipotesi trasferimento

Nella parte finale, sempre stando alla lettera, la frequenza di tali episodi avrebbe creato un clima di lavoro caratterizzato da paura, tensione costante e perdita di fiducia reciproca nel gruppo multiprofessionale.

I firmatari parlano di ricadute sul personale, con ansia persistente, tremori e difficoltà di concentrazione durante le attività, in un quadro di stress e burnout. L’équipe, conclude il passaggio citato, avrebbe valutato “in maniera congiunta” anche la possibilità di chiedere il trasferimento.

La mamma di Domenico: «Spero non sia l’ultimo giorno in cui lo pensiamo»

Nola – Una cattedrale gremita, un silenzio carico di commozione e poi le parole, spezzate ma ferme, di una madre. Sono quelle di Patrizia Mercolino, che dall’altare del Duomo ha salutato per l’ultima volta il figlio, il piccolo Domenico Caliendo, al termine della cerimonia funebre celebrata nella Cattedrale di Nola.

«Ci sta abbracciando tutti»

«Oggi se si è mossa tutta questa folla è solo grazie a Domenico, al suo sorriso, ai suoi occhioni e alla sua dolcezza», ha detto la donna, rivolgendosi alle centinaia di persone presenti.

«In questo momento ci sta abbracciando tutti. Spero non sia l’ultimo giorno che lo pensiamo, che possiamo serbarlo in un angolo del nostro cuore. Ti amo, cuore di mamma».
Parole accolte da un lungo e commosso applauso, che ha attraversato la navata della chiesa trasformandosi in un abbraccio collettivo alla famiglia.

Nel corso dell’intervento, la madre ha voluto ringraziare le istituzioni presenti. Tra queste, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha preso parte alla funzione religiosa, il prefetto di Napoli, il presidente della Regione Campania, il sindaco di Nola e il sindaco di Napoli, oltre agli altri rappresentanti delle amministrazioni locali.

Un ringraziamento particolare è stato rivolto anche alle autorità ecclesiastiche: il vescovo di Nola, monsignor Francesco Marino, e il cardinale Mimmo Battaglia, arcivescovo di Napoli, presenti insieme ai sacerdoti della diocesi.

Un addio che unisce la città

La partecipazione corale della comunità ha segnato una giornata di lutto condiviso per Nola e per l’intero territorio. Una folla composta, riunita attorno al dolore di una famiglia e al ricordo di un bambino che – come ha sottolineato la madre – «con la sua dolcezza sta abbracciando tutti».

L’ultimo saluto a Domenico tra dolore e rabbia: «Chi ha sbagliato deve pagare»

Nola– Un lungo, straziante applauso ha rotto il silenzio di una Piazza Duomo colma di persone, mentre la piccola bara bianca di Domenico Caliendo usciva dalla Cattedrale di Nola. Un addio segnato dal contrasto tra la tenerezza dei palloncini bianchi, liberati sulle note di “Guerriero” di Marco Mengoni, e le grida di sdegno che hanno invocato verità per una morte che scuote l’intero Paese.

«Giustizia, giustizia!» e «Chi ha sbagliato pagherà», ha urlato la folla, dando voce al dolore per la scomparsa del bambino di soli due anni e mezzo, deceduto al Monaldi di Napoli dopo un trapianto di cuore compromesso da un errore fatale nella catena del freddo.

L’omelia e il richiamo all’umiltà

Durante la celebrazione, il Vescovo di Nola, Monsignor Francesco Marino, ha pronunciato parole durissime sull’errore umano e sulla responsabilità professionale. «Se tutti possiamo sbagliare, questa dolorosa vicenda deve insegnarci l’umiltà di non sentirci mai onnipotenti, anche quando siamo molto competenti», ha ammonito il presule. Un richiamo diretto alla tragedia clinica: «I miracoli li fa solo il Signore; quando ci sentiamo troppo sicuri di noi stessi diventiamo fallaci».

Sulla bara, una maglietta con la scritta “Ciao Mimmo” ha testimoniato l’affetto di una comunità che si è stretta attorno ai genitori, Antonio e Patrizia. Tra i banchi della Cattedrale era presente anche il calciatore del Napoli, Pasquale Mazzocchi, che al termine del rito ha voluto abbracciare personalmente i familiari.

Una compostezza che interroga l’Italia

Nonostante la rabbia della piazza, la famiglia Caliendo ha affrontato l’esequie con un silenzio dignitoso che ha colpito profondamente i presenti. Don Raffaele Afiero, parroco della chiesa di Maria Santissima della Stella, ha sottolineato questo aspetto ai microfoni di LaPresse: «La famiglia ha vissuto questo immane dolore con una grandissima compostezza. Da mamma Patrizia arriva un insegnamento di vita coerente con la fede per tutta l’Italia».

Mentre i palloncini salivano in cielo, resta aperta l’inchiesta sulla conservazione e il trasporto dell’organo, per dare risposte a quella richiesta di giustizia che oggi ha fatto tremare le mura della Cattedrale di Nola.

Bordoni: Subito dopo il referendum lavorare sul candidato sindaco

Roma– La scelta del candidato sindaco del centrodestra per sfidare il sindaco uscente, Roberto Gualtieri, a metà del 2027. Che potrebbe essere Antonio Rinaldi, candidato dal Carroccio, o un altro nome che potrebbe arrivare da Fdi. L’impegno della Lega e del Governo per finanziare alcune opere nella Regione Lazio e a Roma.

E infine l’impegno a favore della quarta pista dell’aeroporto dell’aeroporto di Fiumicino. Sono questi i temi di cui il segretario regionale della Lega, Davide Bordoni, ha parlato nel corso di un’intervista con l’agenzia Dire. Ecco, a seguire, un estratto del suo intervento.

Il candidato sindaco del Centrodestra

“Rinaldi? Se un candidato vale può rappresentare la coalizione anche se viene da un partito che in termini di numeri è più piccolo. Ad oggi siamo ancora in tempo. Subito dopo il referendum bisogna lavorare sul nome del candidato del centrodestra. Roma è centrale nel panorama nazionale- ha esordito Bordoni nell’intervista- Inutile dire che quindi è opportuno iniziare a ragionare su questo tema per tempo.

Le volte scorse il centrodestra è arrivato in ritardo e questo non può più essere ripetuto. Come Lega abbiamo voluto dare uno scossone a tutto il centrodestra con Rinaldi. Perché adesso è necessario fare delle scelte, sul nome ma anche sulle strategie e sul programma. Quella di Rinaldi, economista e professor universitario, ex parlamentare europeo e presidente della Trevi, è una candidatura non coordinata ma è vera, di impegno civile per la sua città e per questo si è anche dimesso dal suo precedente incarico.

Potrebbe andare molto bene: lo abbiamo messo sul tavolo del centrodestra e ora chiediamo di avere tempi certi per decidere. Non è possibile scegliere il candidato sindaco negli ultimi mesi come successo negli ultimi anni, quando non siamo riusciti come centrodestra a porre l’accento nonostante consensi importanti. Dobbiamo imparare dagli errori del passato. Ora siamo disponibili ad ascoltare le altre proposte ma sbrighiamoci”.

I finanziamenti per i cantieri di Roma

“Noi- ha spiegato Bordoni- ci presenteremo agli elettori con i compiti fatti. Il centrodestra e la Lega al Governo ha dimostrato con i fondi per il Gibuleo, il Pnrr e altri strumenti come la riforma di Roma Capitale, di volere bene alla città. Penso anche al lavoro fatto per le metropolitane o a quello fatto da Anas. Molti cantieri targati Comune devono ancora iniziare mentre quelli fatti dal ministero e da Anas sono tutti terminati, da piazza Pia a ponte di Tor Vergata. Penso infine ai 200 milioni spesi per rifare le strade.

Insomma, il Governo ha lavorato bene sulla città. Dobbiamo quindi continuare e comunicare quello che abbiamo fatto. Perché il sindaco è stato molto bravo a pubblicizzare le iniziate fatte dal Governo, e questo nonostante lo spirito di collaborazione che ancora esiste. C’è bisogno infine di lavorare per il potenziamento dei servizi e della macchina amministrativa e per la sicurezza del territorio, con le forze dell’ordine ma anche con i vigili”.

I cantieri per le opere trasportistiche del Lazio

“Nella nostra Regione ci sono opere ferme da anni- ha detto ancora Bordoni parlando, questa volta, delle opere regionali. Domani (oggi, ndr) saremo a Latina per presentare la nuova Cisterna-Valmotone. Iniziano gli espropri e i lavori grazie al commissario straordinario mentre la scorsa settimana eravamo a Rieti dove abbiamo sbloccato la nuova Salaria. In questo Salvini è stato bravo perché ha sbloccato tante situazione incancrenite, penso anche al nodo di scambio del Pigneto. E c’è anche il tema della stazione ad alta velocità di Frosinone”.

Lo sviluppo di Fiumicino

“Sviluppare l’aeroporto vuol dire far crescere la città e la regione- ha concluso Bordoni rispondendo a una domanda- Siamo assolutamente favorevoli alla quarta pista a Fiumicino e anzi dobbiamo lavorare affinché l’aeroporto ospiti sempre più persone. Oggi siamo tra i 50 e i 55 milioni.

Con la quarta pista arriverà a 100. Su Ostia voglio invece ricordare che c’è un importante finanziamento della Regione per riqualificare l’area del lungomare. Può essere un occasione di rilancio. Ma c’è anche un problema drammatico: se ci sono stabilimenti abbandonati e concessioni che si rinnovano solo per un anno ecco che l’offerta turistica diventa drammatica e le persone vanno da un’altra parte. Dobbiamo evitare di avere 30 o 40 stabilimenti abbandonati”.

Napoli, coppia di spacciatori sorpresa in casa al Cavone: arrestati con cocaina e bilancino

Nel pomeriggio di ieri, gli agenti del Commissariato Dante della Polizia di Stato hanno sferrato un colpo decisivo contro una coppia di napoletani dediti al traffico illecito di stupefacenti.

Si tratta di un uomo di 50 anni, con un curriculum criminale pesante che include precedenti specifici per detenzione di sostanze stupefacenti e furto aggravato, e una donna di 57 anni, entrambi residenti nel quartiere Cavone.

L’operazione, parte di un servizio mirato predisposto per arginare il fenomeno dello spaccio nelle zone centrali della città, ha portato al rinvenimento di ingenti quantitativi di cocaina pronti per la vendita e a tutta una serie di indizi che puntano a un’attività strutturata di confezionamento e distribuzione.

Il blitz nell’abitazione: droga nascosta e attrezzi professionali

Tutto è iniziato con un controllo mirato all’interno dell’abitazione della coppia, situata in una delle traverse più battute del quartiere Cavone, area nota per i suoi problemi di microcriminalità e degrado urbano.

Gli agenti, durante perquisizioni accurate e metodiche, hanno scovato due involucri contenenti cocaina pura, per un peso complessivo stimato in diversi grammi, pronti per essere tagliati e distribuiti.

Ma non si è fermati lì: sotto i loro occhi è emerso un bilancino di precisione, strumento essenziale per dosare con esattezza le dosi da vendere, insieme a un vasto assortimento di materiale per il confezionamento – bustine di cellophane, nastro adesivo, forbici e bilancini di riserva.

A completare il quadro inquietante, una telecamera di videosorveglianza puntata strategicamente sulle pertinenze esterne dell’abitazione, in grado di monitorare accessi e movimenti sospetti.

Questo sistema di sicurezza fai-da-te suggerisce una certa organizzazione: non si trattava di un semplice detentore occasionale, ma di individui consapevoli dei rischi e preparati a difendere il loro “business” illecito. Il quartiere Cavone, con i suoi vicoli stretti e le facciate sbiadite, diventa così scenario di un’altra pagina oscura della lotta alla droga a Napoli, dove famiglie intere rischiano di essere travolte dal veleno bianco.

L’allaccio abusivo: un furto alla città intera

Gli investigatori non si sono limitati alla perquisizione interna. Con l’ausilio tempestivo di personale specializzato dell’ENEL, è emerso un ulteriore illecito: l’appartamento era allacciato abusivamente alla rete elettrica pubblica.

Un sotterfugio banale ma efficace, che permetteva alla coppia di eludere i contatori e consumare energia senza pagare un centesimo, a scapito di tutti i cittadini onesti. Questo dettaglio non è secondario: rappresenta un furto quotidiano alla collettività, un abuso che si somma al danno sociale provocato dallo spaccio.

Le immagini delle perquisizioni, ancora fresche nella memoria degli agenti, parlano chiaro: fili tranciati, contatori manomessi e un consumo anomalo che gridava vendetta. L’intervento dell’ENEL ha non solo confermato l’irregolarità, ma ha anche evitato rischi per la sicurezza pubblica, come sovraccarichi o incendi dovuti a installazioni improvvisate.

In un contesto come quello napoletano, dove le risorse pubbliche sono già sotto stress, questi allacci abusivi rappresentano una piaga parallela che alimenta il circuito della criminalità minore, spesso propedeutica a quella organizzata.

Arrestati in flagrante: le norme violate e il destino dei due

Pertanto, non ci sono stati dubbi: i due napoletani sono stati tratti in arresto immediato dal personale operante. L’uomo di 50 anni, già noto alle forze dell’ordine per i suoi trascorsi, e la donna di 57 anni, complice attiva nell’operazione, dovranno ora rispondere di detenzione illecita di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, ex art. 73 DPR 309/1990, aggravata dai precedenti penali del maschio. A questo si aggiunge il reato di furto di energia elettrica, che complica ulteriormente il loro quadro accusatorio.

Il pm di turno ha convalidato gli arresti, disponendo la custodia cautelare in carcere per entrambi, valutando il pericolo di reiterazione e la gravità dei fatti.

Quartieri Spagnoli, blitz dei Falchi: arrestato pusher 23enne

Napoli – Non si ferma la pressione della Polizia di Stato nelle piazze di spaccio dei Quartieri Spagnoli. Nella serata di ieri, l’attenzione dei “Falchi” della Squadra Mobile ha portato all’arresto di un 23enne napoletano, già noto alle forze dell’ordine, incastrato proprio mentre tentava di confondersi tra i vicoli del centro.

Il movimento sospetto in via Girardi

Tutto è iniziato durante un servizio di appostamento in via Girardi. Gli agenti in borghese hanno notato il giovane a bordo di uno scooter: appena uscito da un portone, il 23enne ha infilato con mossa furtiva una bustina nella tasca del giubbotto. Un gesto rapido, che però non è sfuggito all’occhio esperto dei poliziotti, che hanno deciso di intervenire immediatamente bloccando il mezzo.

Dallo scooter al bottino sotto il sedile

Durante il controllo sul posto, il sospetto è diventato certezza. Addosso al giovane è stato rinvenuto un involucro di marijuana, ma la sorpresa maggiore era nascosta nel vano sottosella dello scooter: un mazzetto di banconote di vario taglio, per un totale di 210 euro, ritenuto il provento dell’attività illecita appena svolta.

Il sequestro record nell’abitazione

Convinti che il giro d’affari fosse più ampio, i poliziotti hanno deciso di non fermarsi al controllo stradale e hanno fatto irruzione nell’abitazione dell’indagato. La scelta si è rivelata vincente: ben occultati all’interno della casa, gli agenti hanno scovato altri 510 grammi di stupefacenti.

Oltre mezzo chilo di droga pronta per essere immessa sul mercato illegale che è costata al 23enne l’arresto immediato per detenzione ai fini di spaccio.

Cazzullo e lo scivolone su Sal Da Vinci: quando l’opinione diventa pregiudizio

Caro Aldo Cazzullo, questo è uno scivolone che non ti appartiene

Quando un giornalista qualsiasi scrive una sciocchezza, la cosa finisce lì.
Quando invece a farlo è il vicedirettore del Corriere della Sera, uno dei quotidiani più autorevoli d’Italia, allora il discorso cambia. Perché da una firma come Aldo Cazzullo ci si aspetta molto di più di una battuta che sa di spocchia.

Definire la canzone Sal Da Vinci “la colonna sonora di un matrimonio della camorra” non è solo un giudizio musicale. È uno scivolone. E anche piuttosto clamoroso. E cattivo.

A Festival di Sanremo negli ultimi vent’anni si è cantato di tutto: canzoni altissime, canzoni leggere, provocazioni, nonsense, testi poetici e altri decisamente discutibili. Se davvero si volesse fare un’analisi seria, basterebbe prendere i testi delle ultime due decadi e sottoporli a una semplice analisi semantica per scoprire che il Festival è sempre stato un grande specchio popolare, con tutto il bello e il brutto che questo comporta.

Ma qui il punto non è se una canzone piaccia o meno. Il gusto musicale è soggettivo e nessuno pretende il contrario. Il problema nasce quando il giudizio scivola su un piano che non è più musicale ma culturale – o peggio ancora geografico – con un accostamento che finisce per evocare stereotipi che Napoli e il Sud combattono da decenni.

Ed è proprio questo che sorprende, perché Cazzullo non è un polemista improvvisato. È un narratore di storie capace e riconosciuto. Lo dimostra anche il suo programma su Una giornata particolare, molto apprezzato dal pubblico.
Eppure nessuno si è mai permesso di scrivere che il suo lavoro sia la “brutta copia” di Alberto Angela, né di insinuare che nei suoi racconti storici ci sia una morbosità nel trattare i temi del fascismo o del nazismo. Temi importantissimi della storia italiana, che meritano rispetto e competenza.

Per questo la domanda viene spontanea: perché scrivere una cosa del genere?

Perché un giornalista di quella levatura sente il bisogno di scivolare su una provocazione così facile?
È stato davvero solo un giudizio musicale? Oppure dietro c’è qualcosa di più?

Qualcuno potrebbe persino pensare – maliziosamente – che si stia preparando il terreno per ridimensionare il Festival dopo gli ultimi sviluppi legati al prossimo conduttore Stefano De Martino . Fino a sabato pomeriggio Sal Da Vinci era un cantante apprezzato, poi arriva la vittoria e improvvisamente diventa il simbolo del declino musicale italiano e di Sanremo ? Una coincidenza quantomeno curiosa.

Ripetiamolo: che una canzone non piaccia è legittimo.
Ma passare dal gusto personale a evocare scenari che tirano dentro Napoli, la camorra e l’idea che “chiunque possa fare qualsiasi cosa” è un salto enorme.

Anche perché Cazzullo scrive che “chiunque può fare qualsiasi cosa” e che “persino Sal Da Vinci può vincere Sanremo”.

E allora viene quasi da sorridere:
forse è davvero vero che chiunque può fare qualsiasi cosa.

Se Sal Da Vinci può vincere Sanremo, allora anche Cazzullo può diventare vicedirettore del Corriere e fare televisione.

Solo che nel primo caso c’è una canzone che piace al pubblico.
Nel secondo, purtroppo, c’è solo tristezza per lo scivolone.

Per sempre sì.

Discarica abusiva in area agricola, scatta il sequestro dei Carabinieri a Orta di Atella

Blitz dei Carabinieri nel primo pomeriggio di ieri a Orta di Atella, dove è stata scoperta e sequestrata una discarica abusiva in piena area campestre.

I militari della Stazione locale, con il supporto del Nucleo Forestale di Marcianise, sono intervenuti in un terreno adiacente a via Giovanni Paolo II, procedendo al sequestro penale di un’area di circa 320 metri quadrati trasformata in sito di sversamento illecito.

Cumuli di rifiuti speciali, anche pericolosi

All’interno dell’area sono stati rinvenuti circa 300 metri cubi di rifiuti speciali, sia pericolosi che non pericolosi. Un’enorme quantità di materiali eterogenei accumulati senza alcun controllo: materassi, plastiche, parti di mobilio in legno, scarti edili e guaine bituminose.

Un ammasso incontrollato che, oltre a deturpare il paesaggio rurale, rappresenta un potenziale pericolo per l’ambiente e per la salute pubblica, soprattutto in un territorio da tempo sotto osservazione per il fenomeno delle discariche abusive.

Indagini in corso sui responsabili

L’intervento rientra nell’ambito dei servizi mirati alla tutela ambientale e al contrasto dell’abbandono illecito di rifiuti, attività che prosegue con particolare attenzione nel territorio atellano.

Sono attualmente in corso accertamenti per individuare il proprietario della particella interessata e per risalire agli eventuali responsabili dello sversamento.

Nel frattempo, l’area e i rifiuti sono stati sottoposti a sequestro e affidati in custodia giudiziale al responsabile dell’Ufficio Tecnico Comunale. Informata l’Autorità giudiziaria, che valuterà i provvedimenti di competenza.

Pozzuoli, Francesco Pio, 6 anni, intrappolato in un primo piano senza ascensore

Pozzuoli -Ha sei anni e una forza silenziosa che non si arrende agli ostacoli. Francesco Pio vive a Pozzuoli, in un appartamento al primo piano di un palazzo senza ascensore. Per lui, che a causa di una paralisi cerebrale infantile non può camminare, ogni giorno è una sfida.

Ogni uscita è una piccola impresa: scendere le scale con la carrozzina, trasportare il bimbo, organizzare i tempi e gli spazi. Un rituale che si ripete più volte al giorno, sotto il sole, la pioggia o il freddo.

La denuncia: «La macchina non è attrezzata»

La famiglia, composta da papà Angelo e mamma Ivana, vive con dignità un’esistenza fatta di sacrifici. Angelo lavora dal lunedì al sabato, dalle sei del mattino alle sei di sera. Ivana ha lasciato il lavoro per dedicarsi a tempo pieno al figlio. Ma l’auto che possiedono non è attrezzata. La carrozzina va smontata e rimontata a ogni viaggio, con fatica e rischi. Un’impresa che logora il corpo e lo spirito.

La mobilitazione: Borrelli e Zazzaro al fianco della famiglia

A raccogliere l’appello della mamma Ivana è stato Francesco Emilio Borrelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, che ha rilanciato la raccolta fondi online e nei giorni scorsi si è recato personalmente a casa del piccolo insieme a Titti Zazzaro, esponente dell’esecutivo regionale di Europa Verde.

«Non è un capriccio, ma una questione di dignità», ha spiegato Borrelli. «È il diritto di un bambino di muoversi in sicurezza, senza trasformare ogni spostamento in una prova di forza. Una comunità si misura da come sa prendersi cura dei più fragili. Francesco Pio non deve sentirsi solo».

L’obiettivo: un furgone con pedana per l’autonomia

L’obiettivo della raccolta fondi è acquistare un veicolo con pedana che permetta di salire a bordo senza smontare la carrozzina. Un passo avanti decisivo per l’autonomia e la qualità della vita di tutta la famiglia. «Ognuno può fare la propria parte – ha aggiunto il deputato – anche con una piccola donazione o semplicemente condividendo l’appello. Aiutiamo Francesco Pio a viaggiare verso una quotidianità meno pesante, verso una vita più libera».

Come donare

Per contribuire è attiva una raccolta fondi sulla piattaforma GoFundMe al link:
https://gofund.me/3d0e022b5

Evasione e spaccio sotto casa: 23enne ai domiciliari beccato mentre vende hashish

Carinaro– Ancora un colpo allo spaccio di stupefacenti nell’Agro aversano. I Carabinieri della Stazione di Gricignano di Aversa hanno arrestato in flagranza un 23enne di origine marocchina, già sottoposto agli arresti domiciliari proprio per precedenti reati in materia di droga.L’intervento scattato per movimenti sospetti

L’operazione è maturata nella serata di martedì 3 marzo, durante un servizio mirato di controllo del territorio. I militari, notando movimenti anomali nei pressi dell’abitazione del giovane, sono intervenuti immediatamente. Il 23enne è stato sorpreso fuori dalla propria casa, in chiara violazione delle prescrizioni imposte dall’Autorità giudiziaria.La cessione della dose e il cliente segnalato

In quel momento il giovane stava cedendo un involucro contenente circa 2,5 grammi di hashish a un 45enne residente a Carinaro. L’acquirente è stato identificato sul posto e segnalato alla Prefettura di Caserta come assuntore di sostanze stupefacenti.Le accuse e la nuova misura cautelare

Per il 23enne sono scattate le manette con le contestazioni di evasione e spaccio di sostanze stupefacenti. Al termine delle formalità di rito, su disposizione della competente Autorità giudiziaria, l’arrestato è stato nuovamente collocato agli arresti domiciliari in attesa del rito direttissimo.

L’episodio conferma la pressione costante esercitata dai Carabinieri nel contrasto allo smercio di droga in un’area da tempo attenzionata per fenomeni di microspaccio, anche da parte di soggetti già noti alle forze dell’ordine e ristretti in regime di detenzione domiciliare.