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Napoli, bomba dei Mazzarella danneggia outlet di abbigliamento a Gianturco

Una bomba dei signori del racket ha distrutto questa notte le vetrine  dell’outlet di abbigliamento “Le Griffe Outlet”, con sede in via Brin, all’altezza della fermata della metropolitana. E’ accaudto poco dopo le 4,30. Il forte boato ha svegliato tutto il vicinato. Sul posto sono accorse le forze dell’ordine i i vigili del fuoco per la verifica dei danni e della staticità degli edifici. La deflagrazione ha parzialmente danneggiato la facciata e l’insegna oltre a una tabella in ferro con le scritte delle griffe in vendita. All’interno numerosi i danni alle vetrine e alle controsoffittature. Gli agenti del commissariato Vicaria che stanno conducendo le indagini hanno ascoltato il titolare dell’esercizio commerciale il quale ha riferito di non aver mai ricevuto minacce o richieste estorsive. Ma gli investigatori sono covinti che si tratti di un chiaro segnale intimidatorio da parte dei signori del racket e la pista porta diritto al clan Mazzarella che nella zona ha ingiaggiato da mesi una violenta lotta a suon di stes e e di attentati con i nemici del clan Rinaldi e delle famiglie colelgate. In ballo c’è il controllo delle piazze di spaccio nella zona orientale di Napoli e il racket delle estorsioni a commercianti, imprenditori e ambulanti di tutta la zona.

Avellino, 13enne scomparsa di casa trovata ubriaca su una panchina

E’ stata ritrovata su una panchina in stato di ebbrezza in piazza Libertà ad Avellino, la tredicenne che per alcune ore ha fatto perdere ogni traccia. Ore di preoccupazione vissute dalla famiglia della adolescente della provincia avellinese. Aveva raggiunto ieri pomeriggio il capoluogo per trascorrere qualche ora di svago insieme ad una sua coetanea. Alle undici di sabato sera, dovevano trovarsi entrambe nei pressi del palazzo di giustizia, dove ad attenderle c’era la mamma di una delle due che le avrebbe riaccompagnate a casa. All’appuntamento, però, si è presentata soltanto una delle due ragazze, visibilmente spaventata perché da diverse ore non riusciva più a trovare l’amica. La mamma di quest’ultima, sebbene sotto choc per l’accaduto, ha chiamato il 113 e la ragazzina fortunatamente è stata ritrovata, dagli agenti della squadra Volanti di Avellino, verso le tre della scorsa notte dopo aver perlustrato tutta la città.Era su una panchina, addormentata. Fondamentale è stata la collaborazione di due suoi amici con i quali la ragazzina aveva trascorso il pomeriggio. Loro hanno avvisato la polizia dopo averla lasciata da sola. Agli agenti hanno raccontato di averla abbandonata, spaventati dalle condizioni in cui versava. Gli agenti della sezione Volanti, dopo aver vagliato la loro versione, hanno escluso ogni profilo di responsabilità in quanto hanno fattivamente contribuito e fin da subito alle ricerche della adolescente. Appena trovata è stata trasferita all’ospedale Moscati per accertamenti. I sanitari hanno avviato le cure necessarie e predisposto il ricovero della giovane. Esclusa l’assunzione di sostanze stupefacenti e la possibilità che la ragazzina avesse subito violenze.

Qualiano, amore conteso tra 20enni, rissa tra famiglie: tutti in ospedale e poi ai domiciliari

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Due giovani innamorati di Qualiano osteggiati dalla mamma e dal fratello di lei, una giovane di vent’anni. Sono volati calci, pugni, schiaffi perché contro questa relazione che la giovane ragazza ha instaurato con un ventitreenne vicino di casa. E’ accaduto in via Campana a Qualiano, dopo settimane in cui avevano tentato di allontanarli. Il ragazzo, agli arresti domiciliari per droga, dal canto suo non ha mai smesso di telefonare e cercare la ragazza di cui è innamorato nonostante i parenti di lei gli avessero più volte intimato di interrompere ogni contatto. La vicinanza dei balconi poi ha reso tutto più difficile fin quando l’altra sera la situazione è degenerata. La mamma e il fratello della ragazza, anche lui pregiudicato per reati legati alla droga, decidono di intervenire: bussano alla porta del fidanzato e bastano davvero pochi secondi per dar vita a una rissa. Volano insulti e una volta perso il controllo cominciando a picchiarsi selvaggiamente. La donna e il figlio aggrediscono il giovane, lui tenta di difendersi.
Qualche vicino di casa accortosi della rissa allerta i carabinieri della locale stazione che intervengono subito ma neanche la loro presenza è sufficiente per sedare gli animi. Quando le forze dell’ordine sono riuscite a portare la calma li hanno identificati tutti, compreso la giovane che era rimasta in disparte, con conseguente arresto. Sono finiti tutti e tre in ospedale tra Pozzuoli e Giugliano con escoriazioni e contusioni. Il giovane innamorato è guaribile in sette giorni. Mamma e figlio invece sono stati trasportati al San Giuliano di Giugliano con contusioni multiple guaribili in cinque giorni, lui, mentre per la madre della ragazza sette giorni di prognosi per contusioni e lesioni al viso, al cuoio capelluto e al collo. Ora si trovano agli arresti domiciliari a Qualiano e dovranno aspettare il processo per rito direttissimo.

 

Castellammare, picchia i genitori che gli negano i soldi della droga: arrestato

I carabinieri della compagnia di Castellammare hanno arrestato in flagranza di reato un 54enne del luogo già noto alle forze dell’ordine resosi responsabile di tentata estorsione, lesioni personali e maltrattamenti in famiglia. L’uomo è stato bloccato dai carabinierii ntervenuti d’urgenza nella sua abitazione dove, in evidente stato di ebbrezza alcoolica, aveva aggredito a calci e pugni i genitori conviventi di 85 e 83 anni per farsi consegnare del denaro per l’acquisto di stupefacenti. I genitori, risultati vittime anche di altri episodi dello stesso genere, sono stati portati all’ospedale San Leonardo. i medici hanno riscontrato all’uomo “infrazioni dell’apice delle ossa nasali” guaribili in 15 giorni e alla donna “contusioni multiple” guaribili in 3 giorni. L’arrestato è stato rinchiuso nella casa circondariale di Poggioreale.

Napoli, sorpreso a Barra mentre vendeva cocaina: arrestato 34enne

I Carabinieri della Stazione di Barra hanno arrestato per spaccio e detenzione a fini di spaccio di cocaina e per detenzione di arma da fuoco clandestina e ricettazione della stessa Gennaro Bonavolta, un 34enne di via Villa Bisignano già noto alle forze dell’ordine. L’uomo è stato sorpreso nella sua abitazione mentre cedeva un grammo di cocaina a 2 acquirenti, poi segnalati al Prefetto quali assuntori di droga. La perquisizione del domicilio di Bonavolta, che era stato dotato di un sistema di videosorveglianza con 2 telecamere e un tv monitor per evitare “sorprese”, ha portato al rinvenimento di una busta di cellophane contenente 9 grammi di cocaina, una pistola semiautomatica calibro 45 con 7 cartucce nel caricatore e 220 euro in denaro contante ritenuti provento di attività illecita, nonché di 4 banconote da 20 euro verosimilmente false, un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento in dosi della cocaina. Dopo le formalità di rito l’arrestato è stato rinchiuso nella Casa Circondariale di Poggioreale.

Castellammare, 73enne con meningite in gravi condizioni al Cotugno

E’ ricoverata in gravi condizioni all’ospedale Cotugno di Napoli una donna di 73anni di Castellammare colpita da una grave forma di meningite virale. L’anziana donna era ospite di una casa di cura di Agerola. nella notte tra sabato e domenica è stata trasportata in ambulanza prima all’ospedale san Loenardo di Castellammare poi al centro medico napoletano specializzato in malattie infettive. La diagnosi ha confermata la gravità della situazione. la donna versa in condizioni disperate ed è intubata nel reparto terapia intensiva. Immediate sono scattate sia nell’ospedale stabiese sia nella casa di cura di Agerola, dove era ospite la donna,  le operazioni di profilassi. Quello dell’altro giorno è il quinto caso di meningite che arriva all’ospedale di Castellammare e in città è scoppiato l’incubo meningite.

 

Boscoreale, investito dal treno con la bici: è in fin di vita

Boscoreale. Lotta tra la vita e la morte nel reparto di rianimazione un 26enne marocchino trovato ferito nei pressi dei binari della circum nella tratta che va tra Poggiomarino e la stazione Cangiani.L’uomo, trovato nei pressi dei binari, potrebbe essere stato investito da un treno oppure soltanto sfiorato e scaraventato con la sua bicicletta che è stata trovata accanto al suo corpo. L’allarme è stato dato da un macchinista nella giornata di ieri. L’uomo ha fermato il convoglio, chiamato ed atteso i soccorsi ed è poi ripartito. I primi soccorsi hanno ipotizzato che 26enne fosse morto invece poi si sono accorti che era ancora in vita anche se privo di conoscenza con una profonda ferita alla testa e lesioni su tutto il corpo. Dopo esser stato trasferito all’ospedale di Boscotrecase è stato poi spostato a Napoli e le sue condizioni sono ancora gravi. Sulla vicenda indagano i carabinieri di Torre Annunziata. Dopo aver identificato l’uomo che era senza documenti si cerca di capire la precisa dinamica dell’incidente. Il 26enne aveva un tasso alcolemico abbastanza alto e probabilmente, vagando tra le campagne in stato di ubriachezza, non si è accorto di essere vicino ai binari ed è stato colpito o sbalzato a terra dal passaggio di un convoglio. La zona è priva di telecamere di videosorveglianza, i carabinieri sono andati anche a Napoli, nel terminal di Porta Nolana, per ispezionare i treni transitati nella serata di sabato e domenica alla ricerca di indizi.

Angri, La Finanza sequestra 40mila prodotti di Carnevale non sicuri

La Guardia di Finanza di Nocera Inferiore ha svolto un controllo in un magazzino di Angri, ove sono stati rinvenuti 40 mila prodotti illegali (articoli di carnevale, giocattoli e cosmetici) privi dei necessari certificati di conformità e sicurezza e per la maggior parte destinati ai bambini. Le Fiamme Gialle, oltre a verificare i requisiti di sicurezza della merce esposta, hanno riscontrato la presenza di prodotti contraffatti raffiguranti personaggi del mondo dei cartoni animati, (in particolare astucci, zaini e altri prodotti per la scuola).
Il responsabile è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Nocera Inferiore per vendita di prodotti falsi e segnalato alla competente autorità amministrativa per l’irrogazione delle sanzioni fino a 25 mila euro. L’attività di servizio svolta conferma la presenza della Guardia di Finanza sul territorio a contrasto dei comportamenti in grado di minare la leale concorrenza tra gli operatori del mercato e idi nuocere ala salute dei consumatori e degli utenti.

Il gioielliere: ‘Mi ha puntato la pistola contro, mi sono difeso’

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Frattamaggiore. Luigi Corcione il gioielliere che sabato sera ha ucciso un rapinatore che aveva appena compiuto un colpo con tre complici nel suo negozio è in attesa di essere convocato dai pm della Procura di Napoli Nord, che stanno coordinando le indagini. Come ha spiegato il procuratore capo Francesco Greco gli sarà consegnato un avviso di garanzia,”come atto dovuto” perchè potrà nominare un suo perito di parte per assistere all’autopsia sul corpo di Raffaele Ottaiano, il bandito di Caivano rimasto ucciso nel conflitto a fuoco. Poi sarà il prosieguo delle indagini a stabilire quale sarà l’accusa nei suoi confronti. Il 34enne, che ha rilevato la gestione della gioielleria di corso Durante a Frattamaggiore dal padre ha scambiato poche battute con l’inviato de Il Mattino. “Mi sento male .Non voglio parlare con nessuno. Ma non ho mai sparato a nessuno”. Poi ricorda quello che è accaduto: “All’improvviso è successo tutto”. Era nella sua abitazione con un cugino al piano superiore della gioielleria. dai monitor che ha in casa controlla il negozio. All’interno c’erano la commessa e due giovani clienti. Sono comparsi i banditi, quello con la machera di Hulk (il bandito ucciso Raffaele Ottaiano) aveva anche un mazza in mano. Ha frantumato le vetrine del negozio e ha cominciato a prelevare tutto quello che poteva e metterlo in una grossa busta di plastica. Nel frattempo la commessa e i due giovani clienti sono scappati nel retrobottega. E allora Luigi e il cugino si sono precipitati in strada, Lui si è armato con la pistola, che aveva in casa e lagalmente detenuta. Quando è arrivato fuori al negozio i banditi stavano uscendo. Secondo una ricostruzione non ancora corretta il cugino avrebbe cercato di raggiungere il bandito che ha puntato la pistola e a quel punto che Luigi a fatto fuoco. “Mi sono visto puntare una pistola contro”, ha dichiarato a Il Mattino. Ma sarà l’inchiesta della magistratura e la visione dei filmati delle telecamere a stabilire cosa è successo perchè pare che si sia stato un vero e proprio conflitto a fuoco. Sono stati trovati altri bossoli. Uno ha sfiorato un ambulante che si trovava nei paraggi, altri si sono conficcati nelle vetrine di un vicino negozio di abbigliamento e un altro in quelle di un’agenzia immobiliare. Ora bisogna stabilire quanti colpi sono stati esplosi dalla pistola del gioielliere (di certo quello che ha ucciso Ottaiano) e quanti dal revolver del bandito ucciso. nel frattempo continua la caccia agli altri due complici fuggiti nel trambusto generale degli spari e della cattura del secondo bandito, Luigi Lauro di Crispano. Gli agenti del commissariato di Frattamaggiore che conducono le indagini lo hanno interrogato a lungo ma lui ha detto di non conoscere i nomi degli altri due perchè si tratta di albanesi. Ma è eveidente che li sta coprendo.

 

(nella foto il luogo della sparatoria e nel riquadro il bandito ucciso, Raffaele Ottaiano)

Operaio di Gragnano morto a Positano: chiesta la condanna del titolare della ditta

Il pm ha chiesto nove mesi per un imprenditore sorrentino che si occupa di tendaggi per la morte di Giovanni Celentano, l’operai deceduto l’ottobre del 2013 precipitato da una terrazza dell’hotel San Pietro di Positano mentre si occupava della manutenzione di alcuni tendaggi.
Secondo l’accusa l’uomo non aveva tutte le imbracature di sicurezza necessarie che avrebbero evitato la caduta nel vuoto. L’operaio era intento a smontare una teda quando improvvisamente la scala su cui era salito è scivolata. Celentano fece un volo di circa trenta metri, cadendo sulle rocce della costiera morendo sul colpo. Secondo il pm quella scala non era stata ancorata al muro e lui non aveva le dotazioni di sicurezza che avrebbero dovuto garantire di lavorare senza incidenti. Inizialmente gli indagati erano due, in un primo momento nel mirino della procura finì anche la proprietà dell’albergo ma la posizione è stata poi archiviata. Per recuperare il corpo fu chiesto anche l’intervento di un elicottero dei vigili del fuoco, sul posto giunsero anche i militari della guardia costiera e i carabinieri che hanno eseguito le indagini di rito. L’urto, secondo i rilievi, sarebbe stato fatale e infatti l’uomo è morto sul colpo. Dopo quasi cinque anni questa terribile storia sembra giungere a conclusione. Il prossimo 27 aprile dovrebbe essere emessa la sentenza dei giudici.

Benevento, De Zerbi: ‘Bene solo il primo tempo, poi è venuta fuori la forza della Roma’

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“Abbiamo fatto bene il primo tempo e nella ripresa è venuta fuori la forza, l’esperienza e la tecnica della Roma. Dopo il 2 a 1 dei giallorossi abbiamo un po’ mollato, ma siamo venuti qui cercando di attaccare e non è presunzione, ma necessità: ci dividono molti punti dalle squadre che ci precedono e dobbiamo fare di tutto per accorciare il gap”. Non è ancora rassegnato l’allenatore del Benevento, Roberto De Zerbi, dopo il ko con la Roma all’Olimpico, ma in cuor suo sa che ora i 14 punti di distanza dalla zona salvezza sono davvero tantissimi. “Forse ieri sera dovevamo stare un po’ più compatti in alcune situazioni, non lo siamo stati e abbiamo finito per dare morale ai nostri avversari, chehanno comunque dimostrato di essere più forti di noi”, ha aggiunto il tecnico dei campani.

 

 

Sorrento, ‘problema’ migranti? Ci pensa la Chiesa

Sorrento. Se i comuni non riescono a trovare una sistemazione per i migranti ci pensa la Chiesa. Così l’arcidiocesi di Sorrento-Castellammare di Stabia nelle prossime settimane accoglierà 19 migranti, di cui alcuni bambini, in fuga da territori martoriati dalla guerra. Una parte del gruppo sarà ospitata nell’ex seminario di Sorrento e una famiglia invece troverà ospitalità presso una famiglia di Castellammare di Stabia. I migranti arrivano in diocesi in virtù di un accordo tra lo stato Italiano e la conferenza dei vescovi italiani. I 15 profughi troveranno alloggio in una struttura ad hoc: tre camere matrimoniali ed una grande sala da pranzo con cucina e altre due stanze e relativo bagno. I locali sono stati ristrutturati a spese della diocesi. Con molta probabilità gli “ospiti” saranno assegnati verso le varie parrocchie cittadine dove avranno la possibilità di integrarsi, imparare l’italiano, visitare i luoghi di cultura. Un’intera famiglia, invece, troverà ristoro da una coppia originaria di Castellammare ma residente a Pompei. Si tratta di un medico in pensione e la moglie che hanno deciso di destinare parte della casa, abbastanza grande, alla famiglia migrante. Tutti saranno seguiti, nel loro percorso di integrazione, da un tutor. Poi, una volta autonomi, potranno scegliere se rimanere in Italia, ritornare nel paese di origine o migrare verso altri paesi dell’Europa.

Il giallo di Susy Paci, la donna scomparsa a Napoli

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E’ tuttora “contro ignoti” il fascicolo aperto per la scomparsa di Susy Paci, 49 anni, di Subbiano in provincia di Arezzo, sposata e madre di due figli di 19 e 17 anni, appassionata di social network ed esperta navigatrice online, di cui non si sa piu’ niente ormai da diciotto giorni. Nella tarda serata di ieri si era sparsa la voce che i magistrati napoletani titolari del caso – il procuratore aggiunto che si occupa dei reati contro le fasce deboli, Giuseppe Lucantoni e il sostituto Fabio De Cristofaro – avessero indagato un 45enne napoletano. Ma non e’ cosi’. Ai due pm l’uomo, interrogato nei giorni scorsi, avrebbe consegnato spontaneamente il suo telefonino per i controlli. Il 45enne, un marittimo, single, conosciuto dalla donna sui social, avrebbe riferito di essersi lasciato con Susy Paci, arrivata a Napoli in treno il 23 gennaio scorso, dopo aver passato con lei la notte in un albergo, gia’ il 24 mattina. Da allora non l’avrebbe ne’ vista ne’ sentita. Cio’ che e’ successo dopo resta un mistero. Susy Paci e’ svanita nel nulla e gli investigatori stanno cercando di capire dove sia andata, e chi abbia incontrato. Una prima traccia portava a Salerno ma riscontri certi al momento non ce ne sarebbero. O almeno restano riservati. Dall’interrogatorio reso alla polizia e dalle risultanze emerge che il 45enne avrebbe rimosso Susy Paci dalle amicizie di Facebook (quasi tutte donne di mezza eta’) nei giorni successivi all’incontro, anche se il nome della 49enne aretina resta visibile sul profilo. Determinanti per le indagini potrebbero rivelarsi i dati dei colossi social Facebook, Instagram e Twitter che hanno assicurato risposte entro cinque giorni alla polposta di Arezzo. Secondo quanto raccontato dalla amica del cuore di Susy, tra Paci e il 45enne c’era da tempo un legame virtuale. Sul profilo dell’uomo tante immagini di tramonti riconducibili a community romantiche e di passione, ma niente al momento che possa legarlo alla sparizione della donna. L’inchiesta della procura di Napoli, con impegnate le due squadre mobili e la polizia postale di Arezzo, tiene in considerazione anche altre persone che potrebbero avere avuto legami con Susy Paci e magari esercitato un ruolo in qualche modo determinante nella sparizione della donna. Un allontanamento volontario, all’inizio, che doveva essere seguito dal ritorno secondo il messaggio inviato alle 20,30 del 23 gennaio dalla 49enne al figlio maggiore (“domani torno, resto a dormire da un’amica, vi devo parlare”) sulla cui autenticita’ pero’ il giovane e’ rimasto perplesso e che rimane l’ultima traccia del cellulare della Paci. Da allora nessun uso del telefono, ne’ dei social e tantomeno delle carte di credito. Secondo quanto emerge la 49enne avrebbe messo da parte il denaro utilizzato, poi, almeno nella prima parte della scomparsa.

Nadia Toffa in diretta a Le Iene annuncia: ‘Ho avuto un cancro ma ora sto bene’

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“Noi che siamo malati di cancro, vogliamo essere trattati come persone normali, non come malati. Noi siamo dei guerrieri che combattono la loro guerra”. Nadia Toffa in diretta questa sera ha annunciato che si sta curando con le chemio e con le radio. Emozionata, ha chiesto la normalità ai suoi colleghi conduttori, agli amici, alle persone che incontra per strada. perché vuole sentirsi una persona normale.
Nadia Toffa è tornata alla conduzione de Le Iene e ha deciso di raccontare i suoi ultimi due mesi dopo il malore, spiegando così la natura della sua malattia. “Ho avuto un cancro. In questi mesi mi sono curata: prima ho fatto l’intervento, poi la chemioterapia e la radioterapia. L’intervento ha tolto interamente il tumore, ma poteva esserci una piccola cellula rimasta e quindi ho seguito i consigli del medico e ho seguito le cure previste. Ora è tutto finito: il 6 febbraio ho finito la radio e la chemio”.Le Iene Nicola Savino e Matteo Viviani, al fianco di Nadia Toffa al momento della confessione, sono scioccati, e l’accompagnano con parole di vicinanza. La conduttrice continua il suo racconto: “Non lo sapeva nessuno. Ho pensato tanto a questo momento… Fra di noi c’è sempre stata sincerità”, dice la Iena, rivolgendosi al pubblico, “e quindi voglio condividere con voi quanto successo. Mi sono appuntata alcune cose, a mano, come si faceva a scuola. Sono molto emozionata, non è facile”.

Nicola Savino le chiede se il malore fosse legato al tumore. Nadia Toffa risponde: “La fortuna è stata proprio che dopo lo svenimento ho fatto un accertamento, un check-up completo”. Ma ci tiene a rassicurare tutti: “Ora sto benissimo. E rispetto a quello che mi è successo penso non ci sia assolutamente niente di cui vergognarsi, anzi. Ho solo perso qualche chilo, non mi vergogno neanche del fatto che sto indossando una parrucca, questi non sono i miei capelli. Non vi nascondo che ci sono stati momenti difficili. Quando vedi le prime ciocche di capelli che ti rimangono in mano è un momento molto forte. Mi è venuta in mente Gabriella, la bambina di Taranto che mi aveva raccontato di quanto avesse sofferto quando le erano caduti i capelli dopo che si era ammalata. Gabriella, ti ringrazio, perché ti ho pensato: se ce la fa uno scricciolo come te, allora ce la posso fare anch’io!” E aggiunge: “Mi sento orgogliosa anche di sapere cosa hanno provato le persone che ho intervistato per anni che combattevano contro il cancro, dalla Terra dei fuochi all’Ilva di Taranto”. Parla poi a nome dei malati di cancro, e fa un appello: “Spesso per rispetto si tende ad avere una certa delicatezza con la persona che ha avuto un cancro. Invece vi chiedo normalità: continuate a prendermi in giro, a fare tutto come se non fosse successo niente, perché senza volerlo potreste farmi del male. Anche a voi che mi incontrate per strada: trattatemi come sempre, anche criticandomi se lo ritenete. Non trattateci da malati, noi malati di cancro siamo dei guerrieri, dei fighi pazzeschi!”. E conclude lanciando un monito contro le false cure e i millantatori di guarigioni alternative: “Le uniche cure contro il cancro sono la chemio e la radio. Poi ci sono altre cose che contano: il buonumore, lo stile di vita… Ma non c’è altro che possa curarti che non siano la chemio e la radio”. E la Toffa lancia il suo primo servizio de Le Iene del 2018. Con il suo proverbiale sorriso.

Elezioni, Vitiello: ‘Non sono più iscritto alla Massoneria e non mi ritiro’

“Non sono piu’ iscritto al Goi da un anno e certamente non lo ero al momento di essere candidato. Non remero’ contro il MoVimento ma non ho intenzione di ritirare la mia candidatura e vado avanti per la mia strada nella certezza di essere compreso da chi davvero mi conosce e crede in me”. E’ quanto afferma in una nota l’avvocato Catiello Vitiello, il candidato del M5S nel collegio uninominale di Castellammare di Stabia al centro di polemiche per essere stato iscritto alla loggia massonica napoletana ‘La Sfinge’ collegata al Grande Oriente d’Italia. “Si parla senza sapere e senza conoscere – osserva l’avvocato nella sua nota – accusando una persona in maniera indebita e senza contraddittorio. Ho avuto una breve esperienza in una loggia massonica e si tratta di un periodo che ha caratterizzato solo una parte della mia vita, conclusasi in tempi non sospetti e non per ragioni di opportunismo politico. Quando ho firmato la mia candidatura con il MoVimento 5 Stelle ero in regola con il codice etico che ho letto e studiato come ogni altro adempimento burocratico e, allorquando ho appreso che si precludeva la candidatura a chi fosse iscritto alla massoneria, non ho avuto dubbi sull’opportunita’ di aderire al progetto del premier Luigi Di Maio di apertura alla societa’ civile. Ed io, quarantenne professionista e universitario, ben lontano dal mondo della politica sino a quel momento, ritenevo di incarnare la persona giusta al momento giusto, con tutte le sue esperienze e con le capacita’ necessarie alla causa del MoVimento”. “Questa breve esperienza fa parte del mio passato – spiega – e posso serenamente affermare che ha segnato la mia formazione umana. Quando mi affacciai a questo mondo fui spinto dall’amore per la cultura, per l’arte e per la storia d’Italia, personaggi come Benedetto Croce, Voltaire, Mozart, Wilde, Doyle, Toto’, Fermi, Carducci, Bixio, Beccaria, Mazzini e tanti altri mi hanno determinato a cercare di capire cosa li unisse e il pensiero che hanno condiviso. Dopodiche’, l’impegno non collimava con la mia vita professionale perche’ piu’ cresci e meno tempo hai per gli hobby. La massoneria era un hobby e ritengo che questo non possa marchiare a fuoco un uomo che si e’ contraddistinto per tanto altro. Non sono mai stato bravo a parlare di me perche’ sono stato educato ad evitare sempre e comunque ogni autoreferenzialita’, ma posso dire con serenita’ e certezza di non aver mai rubato, ucciso, truffato, corrotto o concusso”. “Se a questo – prosegue Vitiello – aggiungiamo che oggi non sono iscritto in alcuna loggia, davvero non capisco quale remora si possa avere nei confronti di una persona che ha sempre fatto del sacrificio l’unica strada per la propria carriera: ho studiato tanti anni e continuo oggi a studiare senza mai smettere di provare amore per quello che faccio! E’ giusto prendere le distanze dalle devianze di ogni tipo, come ho sempre fatto del resto anche io sono sempre stato contro ogni estremismo e ritengo che fenomeni politici e sociali che vanno contro l’umanita’ o il singolo individuo vadano respinti con forza e a gran voce in ogni consesso, elettorale o meno che sia. Ma veniamo a noi: quando ho scelto di aderire al MoVimento, l’ho fatto con la consapevolezza di sposare un progetto meraviglioso, caratterizzato da un tipo di politica e di trasparenza che hanno sempre contraddistinto il mio modo di vivere. E, come piu’ volte ho detto, non avrei mai potuto aderire ad alcun altro partito o movimento politico perche’ sono uno dei delusi della politica tradizionale che va senz’altro rinnovata”. “Come candidato in un collegio uninominale – si conclude la nota – io rappresento la societa’ civile e non comprendero’ alcuna esclusione aprioristica e immotivata”. Ma i dirigenti del Movimenti Cinque Stelle vanno giù duro contro Catello Vitiello, il candidato che, secondo Il Mattino, sarebbe legato alla massoneria e annunciano che sara’ “diffidato” dall’uso del simbolo del M5S nella campagna elettorale. Lo si apprende da fonti pentastellate che intervengono in seguito alla nota con cui, il candidato all’uninominale di Castellamare di Stabia, ha annunciato di non volersi ritirare. Catello (Lello) Vitiello, era “oratore”della loggia napoletana “Sfinge” aderente all’obbedienza del Grande Oriente d’Italia, è candidato con il MoVimento 5 Stelle in Campania. Nelle liste, poi, risultano anche un fratello e la moglie di due iscritti al Grande Oriente. ttorale.

Napoli champagne: è il secondo club in Europa per media punti

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Napoli show, Napoli champagne, Napoli stellare, si sono sprecati oggi i complimenti alla squadra di Sarri dopo il secondo tempo di ieri sera contro la Lazio al San Paolo. Gli azzurri si godono il primato dimenticando  una settimana trascorsa tra infortuni e dubbi. Anche se sarri continua a non essere tranquillo alla luce dell’infortunio di Chiriches (dovrà stare fuori un mese) e delle condizioni di Hamsik. Ma grazie a quel secondo tempo da incorniciare che ha portato la ventesima vittoria su 24 partite, uno score che porta il Napoli al secondo posto tra le migliori squadre d’Europa come media punti: con il pari di oggi del Barcellona con il Getafe, infatti, il Napoli ha superato i catalani salendo a una media punti di 2,62 a partita, dietro soltanto al Manchester City a 2,67. Con +12 rispetto allo scorso anno e addirittura +7 sul Napoli del primo scudetto della stagione 87/88. Numeri da record quelli della squadra di Maurizio Sarri, confermati anche dalla splendida prestazione di ieri sera valsa il 4-1 contro la Lazio. Vittoria e tre punti che hanno portato al controsorpasso ai danni della Juventus nella lunga volata al tricolore. Dalle giocate di Insigne e Mertens al dinamismo di Callejon e Allan, tanti gli uomini chiave di questa squadra che ha nel collettivo la sua più grande forza e che è stata capace di reagire anche al brutto infortunio di Ghoulam che venerdì aveva demoralizzato ambiente e giocatori. E proprio il sostituto naturale dell’algerino è stato uno dei protagonisti della vittoria contro i bianco-celesti: il terzino sinistro Mario Rui. Il portoghese è in crescita costante di rendimento e anche ieri ha giocato una partita quasi perfetta, sia in fase difensiva che in quella offensiva, condita anche dal gol del 3-1 (grazie anche alla deviazione di Zielinski), rete che ha messo la gara sui binari giusti.Piede sinistro educato, buona gamba e condizione fisica quasi al top, il giocatore sta dando garanzie su tutti i fronti, risposta perfetta a tutti coloro che non lo ritenevano all’altezza di sostituire lo sfortunato Faouzi. Altro simbolo della rinascita partenopea è senza dubbio Jorginho, forse il calciatore che più di tutti ha beneficiato dell’arrivo di Sarri in panchina. Metronomo della squadra, l’italo-brasiliano è ormai un insostituibile dello scacchiere azzurro e viaggia costantemente sopra l’80% di passaggi riusciti a partita, segno della grande qualità delle sue giocate in ogni zona del campo. Un rendimento altissimo il suo, tale da frenare anche la crescita di un ottimo prospetto come Diawara, uno dei grandi acquisti della scorsa stagione. Ma la vera svolta della gara è arrivata a inizio del secondo tempo con l’ingresso di Piotr Zielinski al posto di un acciaccato Marek Hamsik (causa mal di schiena, problema che sarà valutato nei prossimi giorni): classe, dinamismo e giocate di qualità per il polacco, decisivo sia sul gol di Mario Rui con la deviazione che ha sorpreso Strakosha e sia con l’assist al bacio per il 4-1 finale di Dries Mertens. Una prestazione sontuosa la sua, festeggiata ieri con questo messaggio su Facebook: ” È stato un grande sabato sera. Un gol ed un assist sono una soddisfazione, ma quello che conta di più è la vittoria”. Mario Rui, Jorginho e Zielinski, tre giocatori simbolo di un gruppo forte e coeso guidato da un maestro come Maurizio Sarri, una squadra che fino all’ultima giornata lotterà per quel grande sogno chiamato scudetto.E i numeri esaltano anche Dries Mertens che e’ tornato a segnare con chirurgica precisione ed e’ ora salito a 15 gol in campionato. Unica nota negativa di ieri l’allarme per la schiena di Marek Hamsik che ha dovuto lasciare il campo all’intervallo come spiega oggi lui stesso: “Ho avvertito dolore alla schiena – scrive sul suo sito web – e con Sarri abbiamo deciso di restare negli spogliatoi. Quanto staro’ fuori? Lo staff medico fara’ il massimo”. Hamsik riposera’ sicuramente nel match di Europa League contro il Lipsia in programma al San Paolo giovedi’ e in cui Sarri si prepara a un consistente turnover, anche se gli uomini a disposizione sono contati. Anche per questo il club potrebbe guardare al mercato degli svincolati per aggiungere un terzino di riserva visto che Ghoulam si rivedra’ in campo solo l’anno prossimo. A lui dedica la vittoria il capitano azzurro: “Dedichiamo la vittoria a Ghoulam. Siamo dispiaciuti per l’infortunio, abbiamo giocato anche per lui”, scrive Hamsik. Lo slovacco lascera’ il posto a Zielinski, mentre davanti si prospetta un tridente composto da Insigne, Callejon e Ounas, vista la squalifica di Mertens. E a proposito di attacco, arrivano dall’Olanda nuove, enigmatiche dichiarazioni di Amin Younes, gia’ sotto contratto con il Napoli dal 1 luglio: “Sono felice di essere qui, l’Ajax e’ una squadra speciale per me. Non importa quello che succedera’ in futuro, questo club per me restera’ speciale. Sono curioso di sapere cosa accadra’ in futuro ma ora l’unico obiettivo e’ vincere il campionato”.

Bandito ucciso dal gioielliere, il procuratore Greco: ‘In Italia la legittima difesa deve essere dimostrata da colui che sostiene di essersi legittimamente difeso’

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Continua la caccia all’uomo in tutta la provincia di Napoli e nei comini del casertano vicini a Frattamaggiore dove ieri sera si è comumato una rapina in una gioielleria finita nel sangue con uno dei banditi uccisi dal gioielliere. Domani mattina intanto sarà eseguita l’autopsia sul corpo di Raffaele Ottaiano, il rapinatore 28enne originario di Caivano morto nel conflitto a fuoco con il gioielliere che è stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Napoli Nord per l’ipotesi di omicidio colposo per eccesso di legittima difesa. “Un atto dovuto”, fa sapere il procuratore capo di Napoli Nordo, Francesco Greco, attraverso le agenzie di stampa, il quale non esclude la possibilita’ che possa “trattarsi anche di una ipotesi di legittima difesa. In Italia, deve essere dimostrata da colui che sostiene di essersi legittimamente difeso”.  Ma gli accertamenti della polizia sono continui e tendono a verificare tutte le fasi precedenti e successive alla tentata rapina finita nel sangue. Sono stati acquisiti i filamti delle telecamere della gioielleria ma anche di tuttigli uffici pubblici e privati nella zona in possesso di sistemi di sorveglianza per capire anche il targitto di arrivo dei banditi e quello della fuga degli altri due ricercati. Da quanto è stato accertato, i rapinatori, quattro in tutto, in sella a due scooter, sono entrati in azione nella gioielleria Corcione, in corso Durante, nel centro pedonale della cittadina di Frattamaggiore alle 18,30 mentre nel locale c’erano una commessa e due ragazzini che cercavano un regalo per la festa di San Valentino. Nella gioielleria entrano tre malviventi – il quarto resta in strada a fare da palo –  due hanno una pistola, uno e’ Ottaiano, che sul volto ha una maschera da Hulk, mentre i complici sono travisati con cappellini e sciarpe. E’ subito terrore tra i presenti, una commessa e i due clienti minorenni. Del trambusto si accorge il proprietario della gioielleria, che risiede al piano di sopra. L’uomo, con un’altra persona, corre in strada armato; i malviventi, forse avvertiti dal palo, escono di corsa, senza prelevare nulla, per tentare la fuga, ma si trovano di fronte il gioielliere armato. C’e’ una sparatoria: Ottaiano esplode due colpi, il gioielliere spara una volta e colpisce il bandito che stramazza sul marciapiedi a pochi metri da un negozio di abbigliamento affollato di mamme e bambini. I complici fuggono, ma di li’ a poco Lauro viene bloccato mentre i gli altri due rapinatori, approfittando del fuggi fuggi generale, si allontanano a piedi, facendo perdere le tracce, tra la gente spaventata e tanti bambini sotto choc. Il poliziotto libero dal servizio aveva intuito che era in corso una rapina. L’ispettore, infatti, era in compagnia di un amico quando ha notato due scooter, che da via Camillo Benso Conte di Cavour sfrecciavano a forte velocita’ in direzione del corso Durante, facendo uso anche dei segnali acustic.  Dopo pochi minuti, notando un fuggifuggi tra le persone che in quel momento affollavano corso Durante, ha imposto più volte l’alt al 28enne. Luigi Lauro, che indossava dei guanti in lattice, aveva posizionato lo scooter trasversalmente alla careggiata, in modo da non far passare alcun veicolo, pronto per la fuga. L’esplosione di alcuni colpi d’arma da fuoco in aria per far desistere dalla fuga Lauro non hanno raggiunto l’obiettivo ed è nata una colluttazione tra il poliziotto e il rapinatore che, caduto a terra, ha puntato l’arma che impugnava al volto dell’ispettore.L’ispettore è riuscito a disarmare il 28enne, bloccandolo a terra, accorgendosi in quel momento della presenza sul selciato del corpo di un giovane, poi identificato come Raffaele Ottaiano, 26enne di Caivano , ucciso dal gioielliere. Sono in corso indagini per l’identificazione degli altri due componenti della banda: oltre ai tre rapinatori a bordo di scooter, nei pressi della gioielleria è infatti stata notata una quarta persona che parlava al cellulare. Sequestrati i due ciclomotori, le due pistole, quella del rapinatore arrestato e quella del rapinatore colpito dal gioielliere, del tipo a tamburo calibro 38.Come sempre in casi come questi la Lega alza la voce. “Come si fa a indagare il gioielliere di Napoli che ha ucciso un ladro per omicidio? Non sta né in cielo né in terra. Stava solo facendo il suo lavoro. Esprimo la mia totale solidarietà. Non esiste nell’Italia che ho in testa l’eccesso di legittima difesa”, ha tuonato Matteo Salvini.Ma a dare man forte al leader del Carroccio anche Emilio Di Marzio, candidato alla Camera del Pd. “Uno in meno – ha scritto su facebook- Complimenti al gioielliere e al poliziotto fuori servizio che è intervenuto”.

 

(nella foto il luogo della sparatoria e nel riquadro la vittima Raffaele Ottaiano)

Niente acqua domani per 20mila abitanti di Pozzuoli alta e Arco Felice. LE STRADE INTERESSATE

In ventimila domani mattina rimarranno con i rubinetti a secco per i lavori da effettuare per la sostituzione di un misuratore idrico in localita’ Villa Cariati, via S.Francesco ai Gerolamini.

L’interruzione, come ha comunicato la Societa’ Acqua Campania S.p.A.del Ciclo Integrato delle Acque, si protrarra’ dalle ore 9.30 fino alle 11.30.

L’ufficio tecnico del Ciclo Integrato delle Acque, per mezzo di manovre idriche interne della rete idrica cittadina, ha assicurato, nel limite del possibile, di provare ad assicurare la continuita’ del servizio anche se non puo’ escludere significative riduzioni di portata e pressione idrica.Le zone interessate dalla criticita’ idrica sono localizzate tra Pozzuoli alta ed Arco Felice.

Nel dettaglio: Via Luciano, Rione Gescal, Rione Toiano e l’area tra via Domiziana e viale Europa Unita.

Castellammare, albero crollato sulle tombe del cimitero: la foto è virale sul web

Sono diventate virali sul web le foto postate su un gruppo facebook di Castellammare in cui viene mostrato lo stato di degrado e di abbandono in cui versa il cimitero stabiese. Il forte vento dei giorni scorsi ha fatto crollare un grosso albero su alcune tombe che sono state quasi distrutte. Ma, nonostante siano trascorsi alcuni giorni, nessuno fino ad oggi ha pensao a rimuvere l’abero che si trova adagiato su tre tombe. Solo per un caso fortuito non c’è stata una tragedia perché l’albero era caduto con il cimitero chiuso al pubblico.I commenti negativi sui responsabili di questa situazione si sprecano. Ma intanto l’albero anche oggi domenica continuava a fare bella mostra di se tra le tombe e il degrado del campostanto stabiese aumenta.

La Cavese cade in casa col Cerignola: addio sogni di gloria?

Termina il match al Lamberti con la caduta della Cavese. La squadra aquilotta si è portata in vantaggio con Martiniello ma ha “regalato” la seconda frazione agli avversari capaci di ribaltare con Morra e Longo. I metelliani perdono ulteriore terreno dal Potenza ma soprattutto ora l’importante sarà guardarsi le spalle proprio dal Cerignola. Comincia il match tra il silenzio del Lamberti e dopo tre giri di lancette Massimo sfiora la porta con una conclusione al volo. La risposta degli avversari non si fa attendere, con Russo che approfitta di un errore di Fabbro e conclude di prima, superlativo Bisogno che manda in corner. Al 23’ cross pennellato di Garofalo per la testa di Girardi, ma il centravanti non inquadra lo specchio di testa. Al 37’ miracolo di Maraolo sul colpo di testa da due passi ancora di Girardi. Sul successivo corner di Manzo, il Cerignola non riesce ad allontanare la sfera e Martiniello come un rapace insacca in rete. Sul finire del primo tempo infortunio di Lame costretto ad uscire, Bitetto così opta per il doppio cambio al 43’: Logoluso e Gorzegno per Lame e Massimo. Si passa alla ripresa e le squadre si danno battaglia a centrocampo. Il tecnico Silvestri prova a dare una scrollata ai suoi con un doppio cambio: Morra e Russo L. per Russo S. e Donnarumma. Al 63’ pareggio a sorpresa del Cerignola proprio con il neo entrato Morra che scappa sulla destra con una discesa solitaria ed entrato in area di pallonetto beffa Bisogno in uscita avventata. Tempo dieci minuti e si ribalta il risultato: al 74’ di contropiede lancio dalle retrovie, aggancio perfetto di Longo che scappa sul filo del fuorigioco e beffa nuovamente di pallonetto Bisogno, per la seconda volta incerto nell’uscita. Il tecnico Bitetto tenta le carte Oggiano, Tripoli e De Angelis per Fella, Fabbro e Martiniello per cercare l’assalto finale. Al 95’ espulso Morra mentre l’arbitro lascia correre sul su un sospetto fallo di mano del Cerignola. Finale a nervi tesi con espulsione post gara a Marruocco e a Di Bari.

CAVESE: Bisogno; Lame (43’ Logoluso), Garofalo, Manzo, Fabbro (82’ Tripoli), D’Alterio, Frezzi, Massimo (43’ Gorzegno), Girardi, Fella (79’ Oggiano), Martiniello (88’ De Angelis). A disp.: Marruocco, Marino, Mincione, Favasuli. All. Bitetto

AUDACE CERIGNOLA: Maraolo, Cappellari, Di Bari (88’ Allegrini), Moro, Longo, Louzada (67’ Maiorano), Ciano, Carannante, Russo S. (58’ Morra), Loiodice, Donnarumma (58’ Russo L.). A disp.: Abagnale, Ngom, Matere, Cianci. All. Silvestri

ARBITRO: Michele Giordano di Novara

ASSISTENTI: Andrea Torresan di Bassano del Grappa e Marco Ceolin di Treviso

MARCATORI: 38’ Martiniello (C), 63’ Morra (AC), 74’ Longo (AC)

AMMONITI: Ciano (AC), Gorzegno (C), Manzo (C), Fabbro (C)

ESPULSI: 95’ Morra (AC)

NOTE: A fine partita espulsi Marruocco e Di Bari. Angoli: 2-2. Recupero: 2’ pt, 4’ + 2’ st

Vincenzo Vitale