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La Campania alla Borsa internazionale del turismo di Milano

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La Campania alla Borsa internazionale del turismo di Milano, che fino a martedì accoglierà migliaia di operatori turistici di tutto il mondo, visitatori appassionati di viaggi, stampa nazionale e internazionale specializzata, favorendo l’incontro tra domanda e offerta. Domani, 11 febbraio alle 12.30, nel quartiere espositivo di Fieramilanocity presso lo stand della Regione Campania, si terrà la conferenza stampa di presentazione della strategia turistica regionale per l’anno 2018. “La vocazione turistica della Campania è riconosciuta a livello internazionale, ma la vera grande novità è rappresentata dal cambio di rotta in termini di strategia che l’amministrazione guidata da Vincenzo De Luca vuole tracciare per il turismo nella nostra Regione – ha dichiarato l’assessore allo Sviluppo e promozione del turismo, Corrado Matera – Integrazione tra i grandi centri, zone costiere e aree interne; integrazione dell’offerta paesaggistica, culturale ed enogastronomica; destagionalizzazione dell’offerta turistica di un territorio variegato che offre attrattive tutto l’anno. Questi gli assi portanti della nuova visione del turismo in Campania”. Nello spazio espositivo di 400 metri quadri, che evoca i decumani dell’antica Pompei e ospita 130 tra enti territoriali, operatori turistici e associazioni, sono in programma presentazioni di itinerari e tematismi che si alterneranno ad incontri con i rappresentanti turistici dei territori e percorsi di degustazione dedicati al 2018, anno del cibo e del vino italiano nel mondo. Ogni giorno previste degustazioni a cura di grandi chef stellati. Saranno, inoltre, presenti gli studenti di istituti alberghieri della regione che animeranno i vari momenti delle tre giornate con l’offerta di prodotti tipici campani messe a disposizione delle aziende produttive.

Truffe on line: false case vacanza e phishing, 5 denunciati

Cinque persone sono state denunciate dagli agenti del commissariato di polizia di Gallipoli con l’accusa di avere messo a segno truffe on line. In un primo caso la denuncia riguarda un 26enne della provincia di Caserta che, dopo avere incassato a titolo di caparra 500 euro da alcuni ignari turisti della provincia di Frosinone, si e’ reso irreperibile. I villeggianti, giunti la scorsa estate nella localita’ turistica di Baia Verde, a Gallipoli, hanno scoperto di essere stati truffati non avendo trovato l’appartamento promesso. Il truffatore e’ stato rintracciato dopo alcuni mesi di indagini, malgrado avesse agito sotto falso nome. Un caso analogo ha riguardato un turista romano che lo scorso agosto aveva denunciato una truffa ai suoi danni da parte di una persona che, attraverso una inserzione sul web, si era fatta accreditare 350 euro su un conto corrente bancario a titolo di caparra per la prenotazione in un B&b a Gallipoli, nella zona balneare di Lido San Giovanni. Il tutto si e’ rivelato un raggiro organizzato da un 53enne con precedenti penali, anch’egli della provincia di Caserta, individuato e denunciato dalla polizia. Una donna della provincia di Napoli e’ stata, invece, denunciata per avere truffato, in concorso con il figlio, un uomo di Gallipoli da cui aveva incassato 255 euro attraverso una inserzione on line per la vendita di una scheda telefonica mai recapitata all’acquirente. Infine, al termine di una complessa indagine che ha coinvolto istituti bancari e postali, gestori di telefonia, uffici comunali e altri organi di polizia, e’ scattata una denuncia per truffa e sostituzione di persona nei confronti di una donna rumena di 44 anni residente a Roma. La donna e’ risultata destinataria di cospicue somme di denaro sottratte a ignari titolari di carte prepagate attraverso il metodo del “phishing”. In questo caso l’utente aveva incautamente inserito i propri dati personali e bancari nei campi del falso sito internet, consentendo la sottrazione di circa 600 euro dal proprio conto.

Scavi di Ercolano, domenica il primo InstaMeet

La community di Instagram entra nel Parco archeologico di Ercolano . L’appuntamento e’ domenica 11 febbraio quando gli igers, accompagnati da un esperto del Parco, andranno alla scoperta degli scatti piu’ suggestivi dell’antica citta’ che successivamente posteranno sui canali ufficiali del Parco e della community. Nella stessa giornata tutti i visitatori del sito archeologico potranno andare alla scoperta di ‘Volti e maschere nel Parco Archeologico di Ercolano’, e guidati da un opuscolo in distribuzione alla biglietteria, potranno ritrarre il tema scelto nelle foto che poi posteranno con gli hashtag #ercolano_instameet e #PaErco. ”E’ il virtuale che entra nel reale, nel concreto di questo Parco” dice il direttore Francesco Sirano. ”La ricerca all’interno del sito di un tema specifico – aggiunge – sara’ occasione per questa giornata della scoperta di angoli non visitati del Parco, e la circolazione delle immagini che gli instagramer pubblicheranno sulle loro pagine social permettera’ di far conoscere alla comunita’ piu’ allargata quanto questo sito possa stupire”.

Napoli: rimosso manifesto hot fuori ‘Pausillipon’

E’ stato rimosso il manifesto pubblicitario hot di una marca di abbigliamento esposto a Napoli davanti all’ospedale pediatrico Pausillipon e al centro di numerose polemiche. A decidere sul manifesto al centro di polemiche e’ stato il tavolo inter-assessoriale, coordinato dalla delegata alle Pari Opportunita’ Simona Marino, che ha disposto la rimozione del poster nell’incontro operativo con gli assessori Del Giudice e Panini. Rimozione del manifesto che la Napoli Servizi ha effettuato in mattinata. Il tavolo di lavoro voluto dal sindaco de Magistris – si spiega nella nota del Comune – e’ da tempo a supporto delle azioni di sensibilizzazione e monitoraggio della pubblicita’ e delle immagini lesive della dignita’ non solo delle donne ma di qualsivoglia orientamento di genere contro l’incitamento all’odio ed ad ogni forma di discriminazione e contro la comunicazione omofoba.

San Giuseppe, sigilli ad autolavaggio abusivo, rischi per falda acquifera

Un autolavaggio attivo senza i necessari titoli autorizzativi e i cui residui della lavorazione in una vasca a tenuta stagna, con potenziale compromissione delle falde acquifere. E’ quello scoperto nell’agro di San Giuseppe Vesuviano (NAPOLI) dai carabinieri della stazione forestale di Roccarainola, che hanno posto i sigilli all’attivita’ e denunciato il proprietario di 62 anni dell’autolavaggio posto nell’agro di San Giuseppe Vesuviano. Per lui l’accusa e’ di smaltimento illecito di rifiuti pericolosi e non.

Napoli, i carabinieri Forestali scoprono gruppo criminale dedito al traffico illecito di rifiuti: sequestrata società e 22 autocarri

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Portata alla luce l’esistenza di un’associazione per delinquere operante nell’intera regione Campania e finalizzata ad attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti. Era gestita da 8 soggetti: 2 di nazionalità italiana e 6 cittadini rumeni. L’hanno scoperta i Carabinieri Forestali del nucleo Investigativo di Polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale nel corso di una complessa attività investigativa svolta tra il 2013 e il 2014 su delega della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. I militari ora hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione di misure cautelari reali emessa dal GIP di Napoli a carico di una società della provincia di Napoli operante nella gestione di rifiuti speciali (metalli ferrosi e non) e di 22 autocarri utilizzati per tale scopo dagli indagati sui quali con la compiacenza di un consulente ambientale associato venivano rilasciate autorizzazioni dall’Albo Nazionale Gestori Ambientali.

Juve Stabia, Caserta: ‘Contro il Fondi per portare a casa i 3 punti’

il tecnico della Juve Stabia, Fabio Caserta, anticpa i temi della gara di domani contro il Fondi:” La condizione dei ragazzi è buona, come anche il morale. Quando dai tutto, come domenica, devi essere tranquillo e continuare a lavorare, nonostante non sia arrivata la vittoria. Prima della sosta sapevamo che il campionato è lungo. C’è qualcuno che è un po’ acciaccato, qualcuno dei nuovi deve recuperare la condizione, deve ambientarsi, capire i carichi di lavoro e imparare quello che noi chiediamo. È il caso specialmente di Melara, lo faremo rientrare gradualmente e dargli il tempo materiale per riprendere il ritmo partita. Tra i nuovi è quello che è stato più fermo, ma si sta inserendo bene. Fanno piacere gli attestati di stima dell’Atalanta o delle grandi per Mastalli, ma lui pensa solo alla Juve Stabia fino a giugno. Il Fondi ha un organico di tutto rispetto, anche se non è partito bene, hanno diversi giocatori esperti che hanno militato nelle categorie superiori, come Vastola e Corvia. Sappiamo che sono una squadra attrezzata per centrare i playoff, al di là della loro situazione di classifica. Per la Juve Stabia è un partita importante, come tutte del resto, cercando di tornare a casa con i 3 punti. Quando parlo di squadra matura, intendo una squadra che capisca i propri pregi e i propri difetti, per migliorarli, dobbiamo essere più furbi nel chiudere le partite e nel capire che quando non si può vincere, bisogna non perdere. Al momento non siamo così maturi, ma con il lavoro confido di arrivare a questa maturità. Il modulo è solo un numero, a me interessa di cattiveria agonistica di squadra, per fare il salto di qualità che potrebbe portarci a toglierci delle belle soddisfazioni. Lisi dava equilibrio, anche se non era quello dell’anno scorso. Il 4-2-3-1 ha bisogno di esterni che diano il massimo durante tutta la gara. Ci darà una mano anche chi ha giocato meno. Parliamo spesso con la squadra, i calciatori devono pensare che l’allenatore sia uno di loro, con il rispetto dei ruoli; a Simeri dico di stare tranquillo. Sento dire che Simeri è fuori ruolo, io invece credo che dipende dalla testa di un calciatore, credo possa fare l’esterno, come Mandzukic nella Juventus, che a volte ha fatto anche il terzino. È lo spirito di una squadra che vuole vincere la cosa importante. Abbiamo visto anche Strefezza, che è bassino, fare il centravanti. La tranquillità è la cosa più importante, non bisogna pensare agli errori fatti, altrimenti non se ne esce più. Bisogna avere la fame per crescere sempre più, i calciatori devono capire che Castellammare è la via per salire nelle categorie superiori. Se sudano la maglia io non li rimprovererò mai. Simeri, come chiunque altro, deve capire ed analizzare gli errori per migliorare. Solo chi non opera, non sbaglia, in generale e non solo nel calcio. Se vedo che un attaccante della Juve Stabia sbaglia, ma rincorre tutti, non dico nulla, mi imbestialisco se vedo che giochicchia”.

Ivano Cotticelli

Napoli: anche Albiol tra i convocati per la sfida con la Lazio

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Finalmente una buona notizia per Maurizio Sarri e per il Napoli che per la sfida di questa sera contro la Lazio recupera tre pedine importanti come Hysaj, Albiol e soprattutto Dries Mertens, tutti e tre convocati dal tecnico toscano. I tre avevano tenuto col fiato sospeso tifosi e tecnico  per il big match di stasera allo Stadio san Paolo di Napoli contro la terza forza del campionato ovvero la Lazio di Inzaghi. Importante per il tecnico toscano anche il recupero di Albiol al centro della difesa anche se lo spagnolo non è al 100 per cento. Questa la lista completa: Reina, Rafael, Sepe, Albiol, Chiriches, Mario Rui, Hysaj, Koulibaly, Maggio, Tonelli, Jorginho, Allan, Diawara, Hamsik, Rog, Zielinski, Machach, Callejon, Mertens, Insigne, Ounas.

Portici, cocaina a casa di una coppia e addosso a un loro ‘ospite’: arrestati

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I carabinieri della compagnia di Torre del Greco ieri sera hanno arrestato in flagranza 3 soggetti di Portici. Si tratta di Mario D’Alessio, Antonio Dell’Aquila di 36 e 50 anni, entrambi già noti alle forze dell’ordine nonché e di Annunziata Monsurrocco di 44 anni, incensurata, moglie di Dell’Aquila. A seguito di una perquisizione a casa Dell’Aquila i militari dell’arma hanno rinvenuto e sequestrato 107 grammi di cocaina mentre addosso a D’Alessio, trovato in casa della coppia, sono stati trovati circa 8 grammi di cocaina. Oltre allo stupefacente è stato rinvenuto e sequestrato anche materiale per il confezionamento in dosi. La donna è stata rinchiusa nella casa circondariale di Pozzuoli, gli uomini invece in quella di Poggioreale.

Torre Annunziata, serra artiginale per la cannabis in una botola sotto il bagno: arrestato. IL VIDEO

I Carabinieri dell’aliquota Operativa della Compagnia di Torre Annunziata nel corso di servizi antidroga hanno arrestato per detenzione di stupefacente a fini di spaccio e detenzione illegale di materiale esplosivo Fabiano Tammaro, un 23enne del corso Vittorio Emanuele III.A seguito di perquisizione nella sua casa, i militari hanno scoperto che un in locale al quale si accedeva attraverso una botola nel pavimento del bagno era stata realizzata una serra per coltivare cannabis: c’erano 100 grammi di marijuana in confezioni e materiale per il confezionamento ma anche le lampade per simulare il ritmo giorno notte e far crescere più velocemente le piante.Nel sottotetto dello stabile, invece, era nascosta una grossa bomba carta, un vero e proprio ordigno di fabbricazione artigianale del peso di 1,800 chilogrammi, per la rimozione in sicurezza del quale sono dovuti intervenire gli artificieri antisabotaggio del Comando Provinciale di Napoli. L’arrestato è stato rinchiuso a Poggioreale.

Napoli, ‘racket della merendina’ a scuola: alunno costretto a cambiare scuola

Per bullismo ed estorsione alla scuola media Della Valle di Posillipo, la vittima è costretta a cambiare scuola. Estorsione, tra un alunno e l’altro, che sarebbe stata consumata quotidianamente da due compagni di classe. La Procura dei minori ha deciso di denunciare e convocare due ragazzini che all’epoca dei fatti non erano ancora quattordicenni: sono accusati di aver imposto il racket di “un euro al giorno” o della “merenda” ad un proprio compagno di classe, tanto da costringerlo a lasciare scuola, a chiedere il trasferimento in un altro istituto dove raggiungere il diploma di scuola media.
Alla fine 2016, inizio del 2017 i due ragazzini, come riporta Il Mattino, sono stati raggiunti da inviti a comparire con l’accusa di estorsione e di atti di bullismo, altri minori sono stati invece accusati di essersi limitati a consumare atti persecutori, come picchiare, strattonare o dileggiare il proprio compagno di classe.
Le accuse mosse dal pm della Procura minorile Francesco Cerullo sono: “I due minori, mediante più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, usando minaccia, consistente nel prospettare nei confronti dello studente omissis aggressioni fisiche fuori scuola, qualora si fosse rifiutato, si facevano consegnare dal predetto quotidianamente la somma di un euro o in alternativa la metà della merenda che egli portava, così conseguendo un ingiusto profitto con altrui danno”.
Racket da un euro o pizzo della merenda, secondo l’ordine imposto da un ragazzino figlio di un uomo già noto alle forze dell’ordine ma anche percosse, come il pugno alla tempia che ha lasciato per qualche istante paralizzato la vittima. Una scena talmente brutta da spingere un altro ragazzino della stessa classe della vittima dei bulli a tentare di intervenire. Stando alle indagini, si tratta dell’unico ragazzino che ha tentato di aiutare il proprio compagno in difficoltà, in un momento in cui l’aula era senza docente.
Scrive il pm della Procura dei Colli Aminei, a proposito dell’accusa di atti persecutori: “Lo studente omissis veniva insultato reiteratamente, mentre un altro indagato (responsabile dell’estorsione da un euro e della merenda) colpì il predetto con un pugno alla tempia, aggressione consumata grazie all’intervento di un suo complice, che aveva impedito ad un terzo compagno di dividere i due, recando molestia alla parte offesa in modo da cagionare nella stessa un grave e perdurante stato di paura che lo costringeva a cambiare scuola”.

Camorra a Nocera: chiesto il processo per 11 del clan Cuomo

Per la Dda di Salerno quello dei Cuomo di Nocera sarebbe un clan e per questo che ha chiesto il rinvio a giudizio per i due fratelli Michele e Luigi Cuomo, ritenuti e capi e altri nove affiliati con l’accusa di associazione per delinquere di stampo camorristico, nonostante sia il Riesame sia la Cassazione abbiano cancellato tale ipotesi accusatoria dalle ordinanze di arresto che colpirono tutti lo scorso anno con il blitz “Un’altra storia”. Il 14 marzo il gup  del Tribunale di Salerno deciderà sull’eventuale processo anche per Mario Passamano, Antonio De Napoli, Domenico Rese, Luigi Vicidomini, Leontino Cioffi, Marco Iannone, Raffaele Mellone, Mario Comitini e Mario Tortora.

L’indagine riguardava 37 persone, facenti parti di tre gruppi criminali  che si erano contesi a suon di agguati le piazze di spaccio di Nocera. Poi c’era stata la cena della pace e quindi erano arrivati gli arresti con la ma­xioperazione “Un’altra storia” . Attraverso una serie di intercettazioni telefoniche si riuscì a ricostruire  la guerra tra gruppi di spacciatori  a Nocera Inferiore esplosa nell’autunno scorso con una serie di agguati e di stese e il coinvolgimento di killer del clan D’Amico di San Giovanni a Teduccio. Contrapposizione che si era acuita lo scorso autunno tra i gruppo dei fratelli Cuomo e quello dei Passamano e dei D’Elia  e di Marco Iannone di Piedimonte.Michele Cuomo, con un passato nel clan di Sandro Contaldo, è anche accusato di aver gestito per due anni i parcheggi nella Fiera dell’Agro. L’organizzatore dell’evento lo avrebbe scelto per “quieto vivere”, su richiesta di Cuomo, perché la sua presenza significava “lavorare tranquillamente”. O per il pestaggio di un capoverdiano, accusato di aver rubato il cellulare al figlio piccolo di Luigi Cuomo, e pestato a sangue una sera, fin dentro casa. C’è poi la droga, per un periodo oggetto di contesta tra i gruppi di Cuomo e D’Elia, e ora contestata anche per singoli episodi di cessione, tra cocaina, hashish e marijuana, agli indagati.

 

Fonderie Pisano, notificati gli avvisi di conclusione indagine agli indagati

Salerno. Si è proceduto alla notifica dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari per i coamministratori delle fonderie, Mario Pisano, Guido, Ugo, Renato, Ciro Pisano ma anche nei confronti dei tecnici Luca Fossati che ha redatto relazione tecnica allegata all’istanza di rilascio dell’Aia ed Antonio Setaro, dirigente regionale del settore ecologia. Le ipotesi di reato contestati vanno dallo scarico di acque reflue inquinanti, emissioni nocive in atmosfera, danneggiamento di beni pubblici, violazione di normative antincendio e sicurezza sul posto di lavoro. Per i tecnici invece abuso d’ufficio, falsità materiale ed ideologica in atto pubblico. Secondo l’accusa i due tecnici avrebbero “intenzionalmente procurato ai titolari delle fonderie Pisano un ingiusto vantaggio patrimoniale rilasciando il decreto Aia (149/2012) sia perchè illegittimo sia perchè fondato su documenti che contenevano false attestazioni”. Il prossimo 15 marzo, invece, è prevista l’udienza in cui il tribunale del riesame dovrà nuovamente decidere sulla questione inerente al sequestro-dissequestro dopo che la Cassazione ha annullato il provvedimento di dissequestro affermando che la decisione deriva non solo da un difetto di motivazione ma anche di criticità ambientali evidenziate dalla procura nel ricorso. Sull’inquinamento ambientale provocato dalle fonderie secondo la procura i controlli che l’Arpac di Salerno avrebbe effettuato sarebbero viziati tanto è vero che per le ultime ispezioni fu dato mandato all’Arpac di Caserta. Secondo le accuse, i dipendenti della sede salernitana ARPAC avrebbero affermato circostanze contrarie al vero.

Picchia e minaccia l’ex amante del marito anche davanti ai carabinieri: arrestata

Una donna di Qualiano, quarantesette anni, è stata arrestata con l’accusa di atti persecutori ai danni di una giovane donna, amante di suo marito.  Secondo la donna, la ragazza di ventidue anni è colpevole del tradimento di suo marito e per più di un anno la giovane è stata costretta a subire angherie, ingiurie, molestie e persecuzioni di vario genere. A nulla è servita la rottura della relazione clandestina, le persecuzioni non si sono mai interrotte fino all’epilogo dell’altra sera, quando è stata arrestata per atti persecutori, lesioni personali e danneggiamento.
L’ennesima lite tra le due è avvenuta in via San Francesco a Patria. La donna, come riportato da Il Mattino, aveva avvicinato la giovane alla ricerca di un nuovo chiarimento, ma è bastato poco per far scoppiare la rabbia e la gelosia incontrollata della donna. Tra gli insulti, la moglie comincia ad aggredire anche fisicamente la ragazza, danneggiandole l’auto. La ventiduenne per sfuggire all’ira della rivale, sale in macchina e si dirige verso la stazione dei carabinieri che è poco distante. La donna la insegue e la presenza dei militari non placa la sua ira: continua a minacciarla fino a quando le forze dell’ordine non eseguono l’arresto. La giovane a seguito dell’aggressione è stata accompagnata all’ospedale San Giuliano di Giugliano, tre giorni di prognosi per aver riportato varie contusioni alla spalla sinistra e al volto.
La ragazza ha poi raccontato che da più di un anno veniva perseguitata dalla donna con pedinamenti, appostamenti, controlli, molestie telefoniche e aggressioni fisiche, malgrado la relazione clandestina fosse terminata da qualche tempo.

Perdita di acqua in casa, incendiano i locali della Municipalità a Ponticelli: denunciate due donne

Napoli. Da giorni sollecitavano l’intervento dei tecnici comunali per le perdite d’acqua nell’appartamento in cui vivono nel quartiere Ponticelli. Le piogge degli ultimi giorni avevano provocato un allagamento. L’acqua si era infilata nelle pareti entrando di fatti nell’abitazione. Però nessuno era intervenuto. Così le due donne hanno deciso di fare irruzione negli uffici comunali e minacciare i dipendenti. Il passaggio dalle parole ai fatti è stato breve. Le due, mamma e figlia, hanno sparso del liquido infiammabile sui pavimenti e sulle scrivanie occupate dai dipendenti terrorizzati. Poi hanno cercato di accendere il fuoco. Tanto panico tra i dipendenti ma anche tra i presenti in attesa di sbrigare le proprie pratiche. Sul posto è giunta una pattuglia dei carabinieri e un’autobotte dei vigili del fuoco. I carabinieri hanno identificato le due donne, sono state portate negli uffici della compagnia di Poggioreale. Hanno spiegato tutta la storia ed il motivo che le ha portate al clamoroso gesto. La donna più anziana è stata denunciata a piede libero con l’accusa di interruzione di pubblico servizio, danneggiamento e minacce aggravate a pubblico ufficiale.

Boscoreale: finisce ai domiciliari il pusher seriale del Piano Napoli

Boscoreale. Finisce ai domiciliari Giovanni Padovani, pericoloso pluripregiudicato del vesuviano nonché gestore, per l’accusa, di una fiorente piazza di spaccio con base operativa al Piano Napoli di Via Passanti Scafati, tristemente famosa come la Scampia del vesuviano. Niente carcere, nonostante sia stato beccato per ben 3 volte nell’arco di un anno con quantitativi tutt’altro che modici ed appartenga alla “famosa” famiglia Padovani. Beccato a commettere nuovamente sempre lo stesso reato: quello di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Il Padovani, primogenito di Salvatore Padovani, fratello di Carlo, il Signore della droga del vesuviano è riuscito comunque ad ottenere gli arresti domiciliari grazie alla difesa dell’avvocato Gennaro De Gennaro. L’ultimo arresto era avvenuto nella serata di Giovedì quando i carabinieri di Boscoreale sotto la direzione operativa del maresciallo Serra avevano dato luogo ad una perquisizione capillare e porta a porta dei vari isolati.In quella circostanza all’isolato 25 avevano rinvenuto sulla persona del pregiudicato sostanza stupefacente del tipo crack, suddivisa in 20 dosi e pronta ad essere ceduta. Secondo i carabinieri, durante il fermo del Padovani erano sopraggiunti diversi acquirenti per acquistare droga ma avendo riconosciuto le forze dell’ordine si erano velocemente dileguati. Ieri si è tenuta la direttissima dinanzi al giudice del tribunale di Torre Annunziata. La Procura aveva chiesto il carcere per il pericoloso pregiudicato che nell’ arco di un anno era stato arrestato altre due volte ed era stabilmente inserito in un grosso contesto di spaccio. I militari hanno precisato che dopo l’arresto erano stati aggrediti verbalmente dai familiari del giovane. Il giudice del rito direttissimo ha ritenuto la misura adatta per evitare la reiterazione del reato. Il giovane ha potuto così far ritorno presso la propria abitazione.

Pedopornografia, in rete anche le foto delle sorelline o rubate dai telefoni portati in riparazione: 37 indagati

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Ci sono ben 37 indagati in tutta  Italia di cui tre in provincia di Napoli nell’inchiesta della polizia postale di Salerno che ha scoperto un vasto giro di diffusione in rete di materiale pedopornografico in rete attraverso il portale del darkweb denominato “la Bibbia 3.0”. In alcuni casi qualcuno ha diffuso in rete anche le foto della sorellina minore di 12 anni, dell’ex fidanzato o c’è stato chi come un tecnico di computer e smartphone ha rubato le foto dai supporti informatici portati in riparazione.E cosi stamane ufficiali di PG in servizio presso la Polizia Postale e delle Comunicazioni, hanno completato l’esecuzione di trentasette decreti di perquisizione personale, domiciliare e informatica nei confronti di diversi soggetti, operanti sull’intero territorio italiano, nonché il sequestro delle conversazioni effettuate attraverso un noto sito internet, disposti dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Salerno, all’esito di una complessa attività di indagine condotta in ordine ai delitti di divulgazione e di detenzione di materiale pedopomografico.
Da tempo la Polizia Postale e delle Comunicazioni era sulle tracce degli ideatori dell’archivio informatico, denominato “La Bibbia”, alimentato da immagini pedopornografiche acquisite (a volte anche mediante sottrazione dai socia} network) con diverse modalità.
Le perquisizioni disposte dalla Procura di Salerno in 14 Regioni (Campania, Lazio, Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Puglia, Sicilia, Calabria, Marche, Abruzzo, Toscana, Liguria, Trentino Alto Adige e Veneto) hanno impegnato circa 200 Ufficiali di PG della Polizia Postale coordinati dal Centro Nazionale di Contrasto alla Pedopornografia on line del Servizio Polizia delle Comunicazioni di Roma.
In particoiare, la complessa anività investigativa -interamente svoita daUa Sezione di Salerno della Polizia Postale, a seguito di segnalazione di un cittadino relativa alla presenza, nel deepweb, di un archivio denominato “labibbia3.0”, contenente ingente materiale pedopornografico – culminava nel rinvenimento, nella catalogazione dei files illeciti e nella individuazione di coloro che, nel tempo, avevano costituito, divulgato e implementato le cartelle informatiche. Si tratta di circa cinquanta persone che, mediante chat private, erano solite scambiare materiale pedopornografico, al fine di arricchire l’archivio (attualmente giunto alla versione 5.0).
Le investigazioni hanno consentito di appurare che “La Bibbia” è un maxi archivio telematico contenente migliaia di file di fotografie e video ritraenti donne, prevalentemente adolescenti, che si mostrano nude e in pose provocanti. Il materiale è catalogato minuziosamente: ogni cartella ha, infatti, un titolo per agevolare la consultazione, quali : “Bagasce con nome e cognome”, “Bagasce senza nome”, “Le Instacagne”, “Non sapevo che fossi minorenne” In alcuni casi, poi, sono riportati tutti gli elementi utili per la identificazione del soggetto ritratto (nome, cognome, numero di telefono, indirizzo e-mail, città di residenza e così via); in altri, non sono pubblicate informazioni private; in altri, ancora, le fotografie sono state acquisite da social come Instagram. A conclusione delle investigazioni, è stato possibile ricostruire l’apporto dato all’archivio infonnatico da tutti i partecipanti alla chat, identificando coloro che inviano: le fotografie dell’ex fidanzata, della sorella minore di 12 anni, le fotografie estrapolate dai supp0rti tecnici (telefoni e computer) da riparare in quanto tecnico di un centro assistenza, le immagini sottratte dai profili pubblici di ragazze minorenni contribuendo, così, all’implementazione delle cartelle dell’archrv10 pedopornografico.
Le condotte illecite contestate agli indagati non possono, però, semplicemente essere ricondotte alla sola creazione del più grande archivio pedopornografico e pornografico sul territorio nazionale – rinvenibile tanto nel deep web tanto nel web in chiaro – ma anche nell’annientamento psicologico delle giovani vittime ritratte nelle foto e nei video. L’obiettivo ulteriore degli indagati, consisteva, infatti, nel rendere possibile, attraverso l’identificazione, ogni forma di molestia e di gogna mediatica. Per quanto emerso dall’analisi delle conversazioni gli internauti oltre a fornire il materiale pedopomografico inviavano ogni informazione utile all’individuazione della vittima.
Le attività eseguite su tutto il tenitorio nazionale hanno confermato le iniziali ipotesi investigative consentendo la denuncia di 33 persone per il reati di detenzione di materiale pedopomografico, l’arresto in flagranza, per il reato di detenzione di ingente quantità di materiale pedopomografico, di 2 indagati e un arresto per produzione, traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti o psicotrope oltre al sequestro di centinaia di supporti informatici contenenti migliaia di file pedopomografici che saranno sottoposti ad analisi tecniche.

Bomba dei signori del racket: terrore nel Vesuviano

Una potente bomba carta è stata fatta esplodere nella notte in via Gramsci a San Sebastiano al Vesuvio. L’ordigno ha  mandato in frantumi le vetrata della farmacia la Farmacia Finelli e ha divelto la serranda di un’agenzia Immobiliare adiacente comprese le insegne dei due negozi. Danni anche a due auto in sosta e alla palazzina, dalla quale si sono staccati gli intonaci. tabnta paura per gli abitanti che si sono precipitati in strada. sul posto i carabiieri e i vigili del fuoco per le stime dei danni e la verifica alla staticità dell’edificio e per fare i primi rilievi per le indagini. I danni maggiori li ha subiti l’agenzia immobiliare che sarebbe il vero obiettivo della bomba. Il titolare , così come quello della farmacia, sono stati ascoltati dai carabinieri ai quali hanno riferito di non aver avuto mai minacce ne richieste estorsive. Ma per gli inquirenti il segnale è chiaro: si tratta di un bomba messa dai signori del racket. Le indagini si concentrano sui clan Arlistico-Terracciano di Pollena Trocchia e sul clan Piscopo di Massa di Somma. Di recente alcuni noti pregiudicati delle due cosche criminali sono tornati in libertà dopo aver scontato gli anni di carcere e quindi potrebbero approfittare del vuoto di potere che c’è in questo peirodo sotto il vesuvio con il tramonto dei Sarno e soprattutto del clan Vollaro. Ma gli inquirenti non escludono che dietro vi sia la mano e la sete espansionistica del nuovo reggente del clan Mazzarella che ha già “conquistato” San Giorgio a Cremano e Portici.

Caffè, cornetto e marijuana: in manette i barman-pusher di Ischia porto

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Ischia. Caffè, cornetto e marijuana: un’offerta allettante per i consumatori di droghe leggere dell’isola di Ischia. Il continuo via vai di giovani dal bar di Ischia porto dove i due barman si davano da fare arrotondando lo stipendio con la vendita di droga era stato notato dai carabinieri della compagnia di Ischia coordinati dal capitano Andrea Centrella. La notte scorsa i militari hanno effettuato una perquisizione nelle rispettive abitazioni in collaborazione con i militari della stazione di Barano. E l’intuizione si è rivelata giusta perchè sono stati sequestrati 510 grammi di hashish, già divisi in dosi pronte ad essere cedute, 520 grammi di marijuana e tutto l’occorrente per il taglio ed il confezionamento delle quantità minime da cedere ai clienti. In mattinata i due sono stati trasferiti al carcere di Poggioreale dove resteranno rinchiusi in attesa della convalida da parte del gip. Si tratta del ventottenne, U.N., e del ventinovenne D.V., entrambi  camerieri in un bar di Ischia Porto.
Sempre sull’isola di Ischia i carabinieri agli sbarchi del porto di Casamicciola, hanno arrestato il ventinovenne napoletano V.M.. L’uomo, incensurato e disoccupato è stato trovato in possesso di bene 243 grammi di hashish divisi in diverse stecche, più tutto il materiale per il confezionamento. Per lui sono scattate gli arresti domiciliari.

Detenuto appicca incendio nel carcere di Fuorni: 4 agenti intossicati

Salerno. Nuovi disordini all’interno del carcere di Fuorni: quattro agenti sono finiti in ospedale per una intossicazione. E’ accaduto l’altra sera nel reparto isolamento dove un detenuto di origini magrebine ha dato fuoco ad alcuni oggetti all’interno della sua cella. Gli agenti intervenuti hanno dovuto far ricorso  alle cure dei medici dell’ospedale Ruggi di Salerno per aver inalato il fumo che si stava sprigionando dalla cella mentre hanno spento l’incendio. Il magrebino già a Poggioreale nei mesi scorsi aveva aggredito alcuni agenti ed era stato trasferito da pochi giorni a salerno in isolamento. Il pronto intervento degli agenti penitenziati ha evitato che le fiamme si propagassero e quindi che le conseguenze fossero ancora più gravi. Sulla vicenda è intervenuto il segretario nazionale del Sappe, Emilio Fattorello: “Non possiamo esimerci, ancora una volta,dal denunciare lo stato di tensione che si vive all’interno della casa circondariale di Salerno dove si susseguono eventi critici che ricadono con effetti negativi sulla incolumità degli stessi detenuti e del personale che opera senza idonei mezzi basti pensare che l’incendio è stato domato a fatica con un solo estintore in quanto la sezione detentiva in questione non è fornita da un idrante. Il detenuto autore dell’incendio è particolarmente violento infatti anche a Salerno si è reso responsabile di aggressioni nei confronti dei colleghi trattasi di soggetto Giudicabile per reati comuni furto ed altro”. Anche i sindacati Uilpa, Uspp, Cisl e Cnpp della provincia di Salerno in una nota esprimono tutta la loro preoccupazionenei confronti degli agenti penitenziari: “Il personale di polizia è sempre di meno causa mancato turn over e personale sempre più anziano e consumato, da una logorante attività lavorativa, sempre più attenzionata dalle cronache nazionali e regionali. Ma in tutto questo, gli organi preposti, continuano a far finta di nulla, giustificando spesso, che questi episodi, sono frutto di una naturale conseguenza lavorativa, dimenticando spesso, che come la conseguenza lavorativa, esiste innanzitutto, il diritto del lavoratore, dove esplicita in modo inequivocabile, che tutti I lavoratori, hanno il diritto, di esercitare la loro funzione professionale in sicurezza, salubrità dei luoghi do lavoro e con giusti ed equilibrati, carichi di lavoro. Chiediamo un incontro urgente con il provveditore dell’amministrazione penitenziaria della Campania, per cercare una soluzione al problema dell’organico e della dotazione sicurezza. La direzione di Fuorni ha chiesto 70 agenti e il provveditore, sostiene, che i numeri dell’organico, sono esatti. Chiediamo pubblicamente, che l’amministrazione penitenziaria della Regione Campania, si prenda le sue responsabilità”.

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