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Zeman verso i Cinque Stelle: senza essere ministro

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Ci sarà anche Zdenek Zeman mercoledì a Pescara per la presentazione del programma Sport del Movimento 5 Stelle. Lo si apprende da fonti parlamentari M5S. Saranno presenti anche i parlamentari Alessandro Di Battista, Simone Valente, Gianluca Vacca e l’ex campione di nuoto Domenico Fioravanti, candidato con il Movimento. “Non sarà Zeman però il nostro candidato ministro dello Sport”, viene precisato dalle stesse fonti.

Il diesse beccato con la droga: arrestato Solla

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Nel mondo del calcio dilettanti casertano Raffaele Solla, anni 40, è notissimo:attualmente fa il direttore sportivo a San Nicola la Strada, campionato di Prima Categoria. Ma dalle pagine calcistiche in queste ore i suoi connotati, foto comprese, son passate in cronaca. I carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Caserta l’hanno arrestato nel pomeriggio, dopo averne perquisito l’autovettura fermata dai militati dell’arma. La perquisizione ha portato al rinvenimento di 15 grammi di cocaina e di circa 6mila euro in contanti.

Fca:Pomigliano;due principi incendio in reparto montaggio

Due principi d’incendio si sono verificati tra ieri e oggi nell’unita’ operativa di montaggio dello stabilimento Fca di Pomigliano d’Arco, provocando la momentanea sospensione delle attivita’ in attesa del ripristino delle condizioni ambientali. I due principi di incendio non hanno provocato danni agli impianti, ne’ agli operai. Sugli episodi avvenuti in fabbrica, i responsabili della sicurezza di Fim, Uilm, Fismic, Ugl e Associazione quadri e capi, chiedono un incontro urgente con i responsabili aziendali per la sicurezza e la direzione “per conoscere e valutare le cause che hanno determinato tali eventi”. I sindacalisti, in una nota, sottolineano che dopo l’evento di ieri sera hanno sollecitato “lo stato di manutenzione di tutte le cabine”, ma che stamattina si sarebbe verificato il secondo episodio in una diversa cabina di prova su rulli per le auto, asserendo anche l’inspiegabilita’ del ”mancato funzionamento dei rilevatori fumi con relativa segnalazione acustica all’interno delle cabine”. Secondo l’azienda, invece, non “risultano malfunzionamenti” del sistema di allarme che “ha funzionato regolarmente”, tanto che l’unita’ di emergenza si e’ subito attivata e sul posto e’ arrivata, sia ieri sera che stamattina, l’autobotte del vigili del fuoco interna allo stabilimento, procedendo al raffreddamento ed alla pulizia delle cabine. Perplessita’ sul funzionamento dell’impianto di emergenza, sono state espresse anche dal responsabile della sicurezza della Fiom, Mario Di Costanzo. “Nei prossimi giorni – ha affermato – chiederemo un incontro non solo per capire le cause, ma anche il perche’ del mancato funzionamento dei sistemi di emergenza, che avrebbero potuto provocare conseguenze gravi”.

Cantone: ‘Vigilanza Anac solo su ecoballe, non su Sma’

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Nel settore rifiuti in Campania “la vigilanza collaborativa dell’Anac con la Rezione riguarda sogli gli appalti per lo smaltimento delle ecoballe. Non abbiamo vigilanza collaborativa sulla Sma” e quindi sui lavori dello smaltimento dei fanghi”. Lo ha specificato il presidente dell’Anac Raffaele Cantone interpellato dai cronisti a margine di un seminario sulle strategie di contrasto alla corruzione organizzato alla Luiss. “Su Sma -ha detto- non abbiamo un ruolo attivo. Abbiamo fatto un’ispezione con la guardia di finanza un po’ di tempo fa a seguito di una segnalazione e abbiamo girato tutto alla procura di Napoli”. Cantone e’ tornato anche sui video di Fanpage. “Quei filmati, che per altro mi destano perplessita’ per il metodo con cui sono stati realizzati, dimostrano che dove non ci sono regole, dove ci sono gli affidamenti diretti, a farla da padrone e’ la criminalita’ organizzata”, ha sottolineato Cantone riferendosi in particolare ai tentativi rimettere mano al nuovo codice appalti. “L’affidamento diretto – ha detto – e’ l’anticamera dell’infiltrazione della criminalita’ organizzata”.

Scafati: dal 26 febbraio ‘fruit and salad school games’

L’evento, che iniziera’ il 26 febbraio a Scafati, presso l’I.C. “Tommaso Anardi” e’ una vera e propria campagna di sensibilizzazione per il consumo di frutta e verdura nelle scuole primarie. Sono 26 le tappe previste e coinvolgono scuole distribuite tra la Campania e la Sicilia. Ogni giornata prevede la competizione tra le varie classi degli istituti coinvolti: la classe vincente in ogni istituto disputera’ poi la finalissima per aggiudicarsi il titolo di campione “Fruit and salad school games 2018”. Anche A.O.A. (Associazione Ortofrutticoltori Agro, nella rete di Fedagri – Confcooperative Campania) – insieme ad Alma Seges, La Deliziosa e Terra Orti – e’ per il secondo anno tra i partecipanti di Fruit and Salad School Games. “Siamo orgogliosi che una nostra Organizzazione dei produttori si faccia promotrice di una campagna di sensibilizzazione di consumo di frutta e verdura di questa portata. E’ importante indirizzare i ragazzi verso uno stile di vita piu’ sano e far conoscere loro non solo le eccellenze campane, ma anche l’impegno e la tradizione delle imprese alle quali stanno a cuore il made in Campania e il mangiare sano” ha detto il presidente della Fedagri – Confcooperative Campania, Alfonso Di Massa.

Turbativa d’asta ad Aosta, condannato impresario casertano

Il gup di Aosta Giuseppe Colazingari ha condannato a otto mesi di reclusione e a 400 euro di multa (pena sospesa) un impresario di 45 anni, Giovanni Ferrara, di Trentola Ducenta (Caserta). Era accusato di turbativa d’asta nell’ambito di un appalto del Comune di Aosta. Disposto inoltre un risarcimento di 5.000 euro alla parte civile (assistita dall’avvocato Andrea Balducci) e il pagamento delle spese di costituzione. I fatti riguardano la gara d’appalto da 183 mila euro, dell’autunno 2015, per l’installazione di barriere antirumore in corso Ivrea. Con la ditta Secom Ferrara srl, l’uomo aveva fatto la miglior offerta. Ma il ribasso del 33,3% proposto era stato giudicato anomalo dagli uffici, che avevano quindi chiesto di presentare i giustificativi delle voci di prezzo. Per la procura, l’impresario aveva fornito un preventivo contraffatto: avrebbe modificato quello che un fornitore aveva proposto alla Secom per altri lavori e con oggetto diverso, cambiando anche il numero progressivo.

Gori: top utility 2018 per la categoria “Rete Sud”

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E’ Gori “la migliore tra le utility nel Mezzogiorno. Ieri e’ avvenuta l’assegnazione del premio nell’ambito di TOP UTILITY – l’iniziativa promossa orma da sei anni da Althesis – alla presenza dei vertici dell’azienda che si occupa del servizio idrico integrato sul territorio dell’Ambito Distrettuale Sarnese Vesuviano. Quello assegnato a GORI, che ha superato in finale altre prestigiose aziende quali Abbanoa, Acquedotto pugliese, Asia NAPOLI e RAP Palermo, e’ un premio speciale tenuto a battesimo da Utilitalia tra le aziende di servizi del Mezzogiorno firmatarie del recente accordo Rete Sud”. “TOP UTILITY – si sottolinea – e’ un gruppo di esperti di riferimento nel settore delle public utility che valuta le performance delle aziende dei servizi di pubblica utilita’, riconosce le eccellenze, cogliendo le dinamiche competitive e indirizzando le policy nazionali. Il premio a GORI, ritirato dal presidente Michele Di Natale e dall’amministratore delegato Claudio Cosentino, e’ stato assegnato con una motivazione importante e cioe’ “per aver ottenuto i migliori risultati nell’insieme delle diverse aree aziendali tra le utility attive nel Mezzogiorno, in un contesto complesso e articolato”. Un riconoscimento che tiene conto degli sforzi della GORI per migliorare le proprie performance operative, l’attenzione a clienti e territorio, la sostenibilita’ ambientale, grazie anche agli investimenti tecnologici”. “Il premio e’ anche uno stimolo per la nostra azienda, affinche’ possa diventare un punto di riferimento positivo per altre realta’ del Sud che in questo territorio si occupano di servizi pubblici essenziali” afferma il Presidente del CdA di GORI, Michele Di Natale. “E’ un premio che ci rende molto orgogliosi – dichiara Claudio Cosentino, Amministratore Delegato di GORI – La squadra GORI, in questi anni, ha lavorato tantissimo ed e’ a loro che va dedicato questo premio. Il miglioramento del servizio, che e’ l’obiettivo principale di un gestore, richiede tante risorse umane e finanziare. Sono questi gli elementi sui quali GORI sta puntando per puntare ad essere tra le migliori aziende nazionali”.

Morto per una polmonite a 29 anni: aperte due inchieste

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Lino Maltese, un ventottenne di Ischia, e’ morto dopo essere stato ricoverato per polmonite all’ospedale isolano Rizzoli. Sposato e padre, era lo zio di una bimba di appena 12 mesi deceduta al Santobono di Napoli per meningite fulminante. La direzione dell’ospedale isolano ha disposto l’invio di un campione da analizzare al laboratorio del Cotugno, nosocomio di Napoli specializzato in malattie infettive. La procura ha nel frattempo disposto il sequestro della salma e l’esame autoptico. La Direzione aziendale, sottolinea una nota dell’Asl Napoli 2 Nord, ha avviato verifiche. “Dai primi accertamenti parrebbe che il giovane, anche in ragione di problematiche preesistenti, si trovasse gia’ in una condizione clinica delicata al momento del ricovero, verificatosi nelle prime ore della mattina del 22 febbraio – spiega la nota – l’immediato ricovero nel reparto di medicina e il successivo trasferimento in rianimazione, causato dall’improvviso aggravamento delle sue condizioni, non hanno potuto evitare l’esito infausto. L’azienda sta valutando l’eventualita’ di realizzare ulteriori approfondimenti circa le procedure messe in atto”.”Si faccia piena chiarezza sulla morte di Lino Maltese, il ventottenne ischitano morto di polmonite al Rizzoli di Ischia”. A chiederlo il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, componente della Commissione sanità, per il quale “la chiarezza che chiediamo sempre in casi del genere, questa volta è ancor più necessaria visto che il giovane ischitano è lo zio di una bimba morta al Santobono per meningite”. “Bisogna capire se le due morti sono in qualche modo collegate e se non è stato fatto tutto quanto necessario per evitare questa doppia tragedia” ha aggiunto Borrelli per il quale “fare al più presto chiarezza è un dovere verso una famiglia così duramente provata”.

Via chat la foto di Buffon morto in un incidente: ma è un virus che formatta gli smartphone. Lanciato l’allarme

Da oggi sta girando via sociali sui telefonini la foto di Buffon morto in un incidente. Si tratta di un virus che formatta lo smartphone. Alcuni tifosi di calcio ci sono cascati e hanno avuto problemi con i loro telefonini. La notizia, vista la ampia diffusione che ha avuto è stata rilanciata anche dai Tg nazionali. Gli esperti invitano gli utenti a non aprire la notizia visto che si tratta di un virus e invitano tutti attraverso il passaparola della rete di non accettare la chiamata di +39-347-6301066 è un virus che formatta il tuo cellulare. Attenti è molto pericoloso e crea problemi agli smartphone.

Napoli, funicolare Centrale: ancora uno stop per un guasto

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“Oramai non si contano più gli stop, determinati dai guasti alla funicolare Centrale – stigmatizza Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari e del Comitato per il Trasporto pubblico -. Anche oggi l’impianto si è fermato per circa due ore, a partire dalle 14,15. Tantissime le persone appiedate con passeggeri fatti scendere alle fermate intermedie al manifestarsi dei primi problemi. Al momento non sono stati resi noti i motivi del fermo, dal momento che il disservizio è riportato sulla pagina ufficiale dell’azienda napoletana di mobilità, sul social network Facebook con la sola indicazione ” Funicolare Centrale temporaneamente sospesa ” e circa due ore dopo con l’avviso: ” Funicolare Centrale ripristinata”.

“Andando indietro nel tempo – aggiunge Capodanno – non mi risulta che, in passato, si siano verificati stop in un numero così elevato e con tale frequenza, generati da fermi improvvisi, nel periodo successivo alla ripresa del servizio, in occasione di lavori di ammodernamento o di revisione realizzati sugli impianti funicolari partenopei. Neppure quando, a cavallo tra gli anni ’80 e ’90, alla scadenza della cosiddetta vita tecnica, che la norma fissa, per questo tipo d’impianti in 60 anni, la stessa funicolare Centrale fu oggetto di un totale restyling “.

“A questo punto – ribadisce Capodanno – credo che le giuste preoccupazioni e perplessità, espresse da più parti e in diverse occasioni, anche per quando riguarda le modalità esecutive dei lavori e quelle dei successivi collaudi, dovrebbero ricevere una risposta dagli organi competenti, attraverso le necessarie verifiche e le opportune indagini, promosse dagli uffici a tanto deputati, tese a fare chiarezza ma, soprattutto, a garantire che l’importante impianto a fune, fondamentale per il collegamento tra il Vomero e il centro cittadino, possa funzionare con la necessaria affidabilità e sicurezza, senza dunque essere al centro di guasti frequenti quanto improvvisi e di conseguenti fermi, come quelli che si sono verificati in questi ultimi mesi. Guasti e fermi che fanno montare la giusta rabbia e la palese indignazione, a ragione dei notevoli disagi patiti dai viaggiatori in queste occasioni “.

Napoletani scomparsi in Messico, la Procura di Jalisco accusa: ‘Raffaele Russo usava un nome falso’

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Uno dei tre italiani scomparsi alla fine di gennaio nello Stato di Jalisco, nell’ovest del Messico, avrebbe utilizzato un’identità falsa, facendosi passare per cittadino messicano. A rivelarlo sono fonti dell’Ufficio del procuratore di Jalisco, che hanno riferito che Raffaele Russo si sarebbe registrato con un falso nome in alcuni hotel e che si faceva chiamare generalmente Carlos Lopez. Secondo le autorita’ messicane, Russo, 60 anni, scomparso insieme al figlio Antonio e al nipote Vincenzo Cimmino, aveva precedenti in Italia per frode e si dedicava alla vendita di generatori elettrici apparentemente tedeschi ma che in realta’ erano stati fabbricati in Cina. La procura locale sospetta che i tre potrebbero essere stati rapiti dal Cartello di Jalisco Nuova Generazione, la piu’ importante organizzazione criminale del Messico. La famiglia dei tre napoletani ha chiesto alle autorita’ italiane e messicane di indagare vicino al luogo in cui sono scomparsi. La procura di Jalisco ha intanto messo sotto inchiesta 33 poliziotti di Tecalitlan, a 700 km da Citta’ del Messico, dove e’ stato localizzato l’ultimo messaggio inviato dai tre italiani scomparsi. In quel messaggio, due di loro avrebbero detto di essere stati fermati dalla polizia locale. Le autorità statali hanno sottolineato le differenze tra quanto riferito dai parenti dei tre scomparsi napoletani a Tecalitlán e le loro attività reali Dopo la scomparsa di tre italiani nella parte meridionale di Jalisco e il presunto coinvolgimento della polizia municipale Tecalitlan infatti, il pubblico ministero ha annunciato che i 33 membri della polizia sono stati disarmati ma non arrestati e che lo Stato si prenderà cura delle funzioni preventive demarcazione. Gli ufficiali saranno obbligati a frequentare le strutture dell’Accademia di polizia a Guadalajara.

La Procura di Jalisco ha anche smentito l’arresto dei tre poliziotti della polizia locale di Tecalitlan coinvolti nella scomparsa dei tre napoletani che si trovavano in quella Regione a 700 chilometri da Città del Messico e di cui si sono perse le tracce da 24 giorni. Ieri dal paese Sud Americano attraverso le agenzie di stampa internazionali era rimbalzata la voce dell’arresto dei tre e della fuga del capitano della polizia locale perché colpevoli di aver fermato prima Raffaele Russo e poi il figlio Antonio e il nipote Vincenzo Cimmino e poi di averli consegnati nelle mani della banda del Cartel Jalisco Nueva Generación. Ma se da un lato la Procura smentisce ci sono i familiari dei poliziotti che intervista dalla Tv messicana si sono lamentati che non hanno notizie dei loro congiunti da due giorni. Un mister sempre più fitto e nel quale continuano a rincorrersi voci e accuse. I familiari dei tre napoletani chiedono chiarezza e parlano di speculazioni da parte delle autorità messicane nei confronti dei tre scomparsi. Continuano a ribadire l’estraneità dei loro familiari con il mondo della criminalità organizzata. Ma in Messico stanno lavorando su eventuali collegamenti tra Raffaele Russo e alcuni narcos di Napoli e provincia arrestati negli ultimi tre anni. Si tratta solo di supposizioni senza prove che stanno creando tensioni e malumori in Italia. La Farnesina continua a mantenere un profilo basso. Ieri è stato arrestato ieri a Guanajuato, nello stato del Queretaro un italiano accusato di vendere generatori contraffatti. Le autorità non hanno diffuso il nome dell’arrestato che, secondo alcuni organi di stampa locali sarebbe della provincia di Napoli ma non avrebbe alcun legame con i tre napoletani scomparsi.

Rubava le offerte dei fedeli nella cattedrale di Salerno, denunciato un pregiudicato di Potenza

Salerno. Furti nella cattedrale di Salerno: denunciato un pregiudicato di Potenza. Nel corso della mattinata il personale dell’Ufficio Prevenzione Generale – Sezione Volanti – diretto dal vice questore aggiunto Giuseppina Sessa hanno denunciato Giovanni Sollazzo cinquantanovenne pregiudicato della provincia di Potenza, accusato di ripetuti furti presso la cattedrale del Duomo di Salerno.
Gli agenti in servizio di volante, alle ore 9 sono intervenuti presso la cattedrale Duomo di Salerno, su richiesta del parroco e di uno dei sacristi, che avevano notato la presenza di un uomo che stava armeggiando vicino alla cassetta dove viene riposto il denaro offerto da fedeli e turisti per l’ingresso alla cripta. L’uomo, intanto allontanatosi, è stato rintracciato nei pressi di un secondo luogo di culto in corso Garibaldi. Riconosciuto come colui che aveva tentato di asportare le banconote dalla cassetta all’interno della cattedrale, è stato accompagnato presso gli uffici della Questura per i primi approfondimenti d’indagine. Il personale ha visionato le immagini del sistema di videosorveglianza della cattedrale risalendo anche a quelle dei giorni addietro, potendo così stabilire le responsabilità dell’uomo anche per le sottrazioni dei giorni precedenti lamentate dal parroco.
L’uomo è stato denunciato per il tentato furto di oggi e per quello consumato il 16 febbraio.
Nei suoi confronti, inoltre, è stata applicata la misura di prevenzione del divieto di ritorno nel comune di Salerno.

Baby gang, controlli alle ‘Case nuove’ di Napoli: sequestrato un coltello

Napoli. Nell’ambito dei servizi di controllo della Polizia di Stato denominati “progetto sicurezza giovani”, volti al contrasto del dilagante fenomeno delle “baby gang”, gli agenti della sezione “Falchi”, della VI sezione Criminalità diffusa della Squadra Mobile, nella serata di ieri, hanno svolto mirati servizi nel complesso edilizio le “Case Nuove” in Via Michelangelo Ciccone.
L’attenzione dei poliziotti è stata subito attratta da un gruppetto di giovanissimi che, poco dopo le 22,30, s’intratteneva in strada.
Sottoposti a controllo 10 ragazzi, di età compresa tra i 14 ed i 19 anni, uno dei quali, un neo quindicenne, è stato trovato in possesso di un coltello a scatto, della lunghezza di 19 centimetri.
Il giovane è stato denunciato al Tribunale per i Minorenni, in stato di libertà, perché responsabile del reato di porto abusivo di arma ed è stato affidato al padre.

Napoli: ufficializzato l’arrivo di Milic

Hrvoje Milic è un nuovo calciatore del Napoli. Superate le visite mediche, il terzino sinistro croato ha firmato un contratto fino al giugno con la società partenopea. Numericamente l’ex Olympiakos andrà a rinfoltire la batteria dei laterali bassi dopo il secondo infortunio occorso a Ghoulam, con tanto di stagione finita per l’algerino. L’ufficialità è stata data – come sempre accade in casa azzurra – dall’ormai classico tweet presidenziale.

Spaccio agli studenti della Riviera di Chiaia: un 22enne arrestato dalla polizia di Napoli

Napoli. Pusher a domicilio nel quartiere Chiaria: la Polizia del commissariato S. Ferdinando ha arrestato Francesco Rinaldi, 22 anni, delle ‘Case nuove’ con pregiudizi di polizia. Il giovane consegnava stupefacente previo accordi telefonici. Il giovane è stato seguito e arrestato ieri pomeriggio, dopo essere giunto in via Riviera di Chiaia a bordo di una Fiat Panda.
Dopo aver parcheggiato l’auto in doppia fila, si è allontanato a piedi in direzione di Via Arco Mirelli, fermandosi vicino ad un gruppetto di studenti che stavano uscendo da scuola. Nell’attimo in cui si è concretizzato lo scambio droga-soldi, prontamente, gli agenti sono intervenuti bloccandolo, trovandogli tra le mani una banconota da 50 euro.
Gli acquirenti, approfittando del sopraggiungere di altri studenti che avevano terminato le lezioni, sono riusciti a confondersi tra loro, dileguandosi. Rinaldi è stato trovato in possesso anche della somma di 215 euro suddivisa in banconote di vario taglio.
Quando i poliziotti gli hanno chiesto dove abitava, il giovane ha dichiarato l’indirizzo di residenza e non quello dove effettivamente era domiciliato.
Ma gli agenti sono riusciti a individuare il suo appartamento rinvenendo e sequestrando, all’interno di un mobile del bagno uno zainetto contenente 77 dosi di marijuana già confezionate, due buste contenenti marijuana ancora da suddividere ed un bilancino di precisione.
Nel mentre era in corso l’attività di polizia giudiziaria, Rinaldi ha ricevuto sul suo telefono cellulare numerose telefonate e, ad una di queste, rispondeva un poliziotto fissando un incontro con l’interlocutore, che richiedeva una dose di marijuana.
Triste sorpresa per l’acquirente, un ventenne del Pallonetto di S. Lucia, anch’egli studente quando, nel posto convenuto, ossia in Piazza Carolina, si è avvicinato alla moto dei poliziotti offrendo loro una banconota da 10 euro per l’acquisto di una dose di marijuana.
L’attività di polizia si è conclusa con l’accompagnamento in carcere di Rinaldi, responsabile dei reati di spaccio e detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, oltre alla segnalazione alla competente Autorità del ventenne.

L’infermeria della morte: condannata a 30 anni

Laura Taroni, infermiera del pronto soccorso di Saronno (Varese), è stata condannata dal Tribunale di Busto Arsizio (Varese) a 30 anni, come aveva chiesto l’accusa, in abbreviato per gli omicidi del marito Massimo Guerra e della madre, Maria Rita Clerici, di cui è accusata in concorso con l’amante e medico Leonardo Cazzaniga.

Cazzaniga, ex direttore del pronto soccorso di Saronno, è stato rinviato a giudizio dal Gip del Tribunale di Busto Arsizio (Varese) per nove morti in corsia e per l’omicidio, in concorso con l’amante infermiera, del marito e della madre della donna. Cazzaniga è stato anche rinviato a giudizio per la morte del suocero di Taroni, Luciano Guerra, posizione per la quale l’infermiera è stata assolta in abbreviato, su richiesta della stessa accusa.

Serie D, Sarnese: Pisaniello nuovo acquisto

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La  Sarnese ha raggiunto l’accordo con il calciatore Luigi Pisaniello. Il centrocampista, classe ’96, svincolato, ex Grosseto (serie D) e Sessana (Eccellenza Campana) è già disponibile per la trasferta di Manfredonia.

Aversa, arrestati il prete esorcista, un dirigente della polizia e i genitori di una vittima

Aversa. Riti esorcisti e violenze sessuali, finisce in carcere il parroco Michele Barone, agli arresti domiciliari un dirigente della polizia di stato e una coppia. Stamani, gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Caserta, su disposizione della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, ha dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Gip nei confronti di Michele Barone, 42 anni, sacerdote appartenente alla diocesi di Aversa, finito in carcere; Luigi Schettino, 40 anni di Caserta, dirigente della Polizia di Stato ai domiciliari; Cesare Tramontano, 51 anni, ai domiciliari e Lorenza Carangelo, 48 anni, ai domiciliari. Questi ultimi sono i genitori di una delle vittime.
Le indagini, dirette dalla Procura e affidate alla Squadra Mobile della Questura di Caserta, hanno consentito di stigmatizzare un contesto criminale inquietante, che vede quale protagonista il sacerdote Michele Barone, appartenente alla diocesi di Aversa. Questi, agendo senza l’autorizzazione del Vescovo diocesano e, dunque, in totale spregio delle regole e delle prescrizioni dell’organizzazione clericale, ha perpetrato su numerose donne – tra le quali la minore T.A. e la giovane C.R. – medievali e brutali riti esorcisti, le cui modalità esecutive hanno concretizzato permesso alla procura di ipotizzare le accuse di violenza sessuale aggravata e maltrattamenti in famiglia.
In particolare, Barone, ingenerando nelle giovani donne la convinzione di essere possedute dal demonio, ha carpito la loro buona fede e le ha sottoposte a trattamenti disumani e profondamente lesivi della loro integrità psicofisica, nonché della loro dignità. Infatti, nel corso di “quotidiani” riti di liberazione e purificazione dell’anima, sia T.A., sia C.R., nonché, numerose altre vittime, sono state violentemente percosse, brutalmente ingiuriate costantemente minacciate e costrette a subire, contro la loro volontà, atti sessuali, consistiti in palpeggiamenti in zone erogene, nella sottoposizione forzata a denudazione e nella aberrante prassi di dormire, nude, insieme al prete e alla sua amante. Inoltre, sempre su indicazione del sacerdote, le giovani donne sono state costrette a sospendere i trattamenti farmacologici cui erano in precedenza sottoposte per gravi patologie da cui erano affette e, addirittura, sempre a seguito di dictat del prelato, hanno sospeso la normale alimentazione e si sono nutrite, per mesi, con flebo di glucosio e/o latte e biscotti. Le attività investigative hanno consentito, altresì, di accertare la perpetrazione di ulteriori ipotesi di violenza sessuale aggravata, perpetrate dal BARONE ai danni di S.F., la quale, sempre in virtù di una profonda manipolazione psicologica subita a seguito dell’interlocuzione col sacerdote e in evidente condizione di inferiorità fisica e psicologica rispetto allo stesso, è stata costretta, in più circostanze, a compiere e a subire atti sessuali, con la minaccia che, nell’ipotesi di rifiuto, sarebbe stata certamente “punita” dalla Madonna, da San Michele e da altri Angeli e Santi.
Le ordinanze cautelari hanno, altresì, riguardato, Tramontano e Carangelo, genitori della minore T.A., i quali hanno partecipato a numerosi episodi di maltrattamento, contribuendo consapevolmente e volontariamente alla realizzazione dei feroci soprusi ai danni della figlia.
Cesare Tramontano, infine, in concorso con il dirigente della Polizia di Stato Luigi Schettino – anch’egli sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari – ha cercato, insieme a Barone, di costringere la sorella di T.A. a ritirare l’esposto presentato presso il commissariato di Chiaiano e volto a denunciare le gravissime condotte perpetrate ai danni della minore.
Schettino, adepto della setta riconducibile a don Michele Barone, è stato ritenuto responsabile, in concorso, anche dei maltrattamenti subiti da T.A., non avendo impedito il protrarsi della condotta criminosa, pur avendone piena contezza e avendo l’obbligo giuridico di impedire l’ulteriore protrazione dell’evento criminale.
Le indagini, sono state condotte attraverso l’escussione di numerose persone informate sui fatti, l’acquisizione di documentazione sanitaria, la realizzazione e l’acquisizione di videofilmati – anche oggetto di servizi di trasmissioni televisive – e intercettazioni telefoniche e ambientali.

Napoli, bombe a mano e pistole recuperate dalla polizia a San Giovanni a Teduccio

Prosegue, senza tregua, l’azione di contrasto della Polizia di Stato contro la criminalità diffusa nel quartiere San Giovanni a Teduccio. Ancora una volta, stamane, si è svolta una massiccia operazione di controllo straordinario del territorio, che ha visto la partecipazione di numerosi agenti del Commissariato di P.S. San Giovanni-Barra, del Reparto Prevenzione Crimine Campania, dell’Ufficio Prevenzione Generale, del IV Reparto Mobile, della Polizia Scientifica, della sezione Cinofili, della sezione Artificieri, della squadra dei tagliatori dei Vigili del Fuoco, oltre ad una pattuglia della Polizia Locale.
Effettuate numerose perquisizioni all’interno dell’edilizia conosciuta come il “Bronx di San Giovanni”, che hanno portato al ritrovamento, in un box sul quale sono in corso indagini per accertarne il possesso: di 2 bombe a mano da guerra, perfettamente funzionanti, di fabbricazione della ex Jugoslavia, del tipo M75 e M91;
due pistole Glock, complete di caricatore e rifornite di munizionamento, una delle quali con il colpo in canna; ben 103 proiettili di vario calibro; sei passamontagna, due caricatori per pistole, uno scalda-collo, due caschi integrali da moto, due pettorine con la scritta “Polizia”, due paia di manette, due porta-placche ed una fondina per pistola.
All’interno, invece di altro box, in uso ad una 48enne del luogo, sono state rinvenute 25 centraline per autovetture ed una moto Honda NC750, risultata rubata nel 2016 in Cava dei Tirreni. La 48enne è stata denunciata, in stato di libertà, perché responsabile di ricettazione di oggetti ed arnesi atti al furto di autovetture, il box è stato sequestrato penalmente. Rinvenuta, in un’area adiacente, aperta, anche un’autovettura Fiat 500, priva di targhe ed oggetto di furto nel quartiere Posillipo, nel luglio 2017.
Il veicolo, dopo gli accertamenti di rito, è stato restituito dai poliziotti al legittimo proprietario. Nel corso dei servizi sono stati sottoposti a controllo ben 22 box e garage.
Effettuate numerose perquisizioni domiciliari, oltre a specifici controlli a persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale.

Castellammare, esonda il Sarno in via Ripuaria: malati oncologici bloccati in casa

Intrappolata in casa dopo l’esondazione del fiume Sarno, una coppia di malati oncologici ha lanciato un Sos sui social: “Ho bisogno di recarmi in clinica per un esame prenotato da sei mesi e alla mia compagna deve essere somministrato un farmaco salvavita. Aiutatemi a uscire di casa”. L’appello e’ stato raccolto dal popolo del web che si e’ attivato per mobilitare i volontari della Protezione civile del Comune che hanno trasportato fuori dall’area allagata l’uomo e la sua compagna con la bambina di due anni. Ora si trova nella clinica di Pompei e la sua compagna e’ riuscita ad ottenere la somministrazione del farmaco salvavita. Due storie che diventano piu’ drammatiche ogni volta che il fiume Sarno esonda nel suo tratto finale a Castellammare di Stabia. Non e’ la prima volta che accade e l’uomo non e’ l’unico abitante di via Ripuaria ammalato oncologico che deve chiedere aiuto per poter uscire o entrare in casa. “Vi prego, lo chiedo alle istituzioni. Fate qualcosa. Aiutateci a vivere senza questo incubo degli allagamenti”.

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