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Camorra: su terreni confiscati a clan Casalesi nasce fattoria sociale

Sui terreni confiscati ai bossi dei Casalesi a Santa Maria la Fossa (Caserta) nascerà la Fattoria sociale “Meta”. Il Ministero dell’Interno, nell’ambito del Pon Legalità Fesr-Fse 2014-2020, ha finanziato il progetto di rifunzionalizzazione dell’ex allevamento bufalino e dei terreni agricoli confiscati a Francesco Schiavone, detto Cicciariello, e Aniello Bidognetti per la nascita della fattoria sociale “Meta” per un totale di 1,4 milioni di euro. L’intero complesso agricolo, per complessivi 5 ettari, in completo stato di disuso e abbandonato, fu assegnato nell’anno 2011 con un bando pubblico indetto da Agrorinasce all’associazione “Nero e non solo onlus”, che svolge attività di servizio a favore degli immigrati e rifugiati. Nel corso degli anni l’associazione “Nero e non solo” ha avviato i terreni agricoli alla coltivazione di grano, canapa ed altri prodotti agricoli e, negli ultimi anni, ha avviato un allevamento di elicicoltura per il solo fine alimentare. Nel complesso agricolo sono stati realizzati diversi campi di lavoro volontario, realizzati in collaborazione con la Cgil Caserta e l’Arci, che hanno migliorato il complesso agricolo, ma nulla potevano per la demolizione di locali divenuti ormai completamente inagibili. 

​ Il progetto di valorizzazione dei beni confiscati alla camorra predisposto da Agrorinasce e il Comune di Santa Maria La Fossa, in collaborazione con l’Associazione “Nero e non solo”, ha l’obiettivo di valorizzare l’intero complesso agricolo con un’operazione di completa rifunzionalizzazione dell’area, che include la demolizione di tutti i locali fatiscenti e le stalle inagibili, e la ricostruzione della fattoria unicamente sull’area confiscata a Schiavone, con la realizzazione di un allevamento di chiocciole Helix per fini alimentari e cosmetici e la coltivazione degli altri terreni agricoli confiscati alla camorra. ​ “​Il progetto di valorizzazione dei beni confiscati alla camorra finanziato dal Ministero dell’Interno è una nuova sfida partecipativa ed ecologica dell’intera nostra comunità, partita da una riflessione sulla cura del paesaggio e dell’agricoltura in opposizione alla piaga dell’​e​comafia,​ ​che è alla base dell’idea progettuale dello studio di architettura Centola e Associati​”, dichiara il sindaco di Santa Maria La Fossa, Antonio Papa. ​”​L’idea di realizzare la facciata della Fattoria con la coltivazione verticale di ortaggi e fiori con 2.700 vasetti quanti sono gli abitanti del Comune ​- spiega il sindaco – ​è il segno tangibile di un bene che è ritornato ad essere di tutti noi fossatari. Continuiamo orgogliosi insieme ad Agrorinasce nella nostra opera di riqualificazione del territori​o”.​​ L’intervento, dichiara l’amministratore delegato di Agrorinasce Giovanni Allucci, “va proprio nella direzione di realizzare un progetto di accoglienza e di integrazione lavorativa degli immigrati regolari, come già avviene in molte imprese agricole e di allevamento del territorio, creando armonia tra i lavoratori italiani e stranieri e realizzando prodotti alimentari di eccellenza. Ringrazio il Ministero dell’Interno per aver creduto nella nostra proposta progettuale e i partner che hanno voluto essere accanto a noi già in questa fase di progettazione. Come in altri casi, costruiremo una rete istituzionale accanto l’Associazione ‘Nero e non solo'”.

La Procura di Santa Maria Capua Vetere dichiara guerra agli inquinatori

In data 12 aprile 2018, la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, in virtù della grave situazione di degrado
ambientale preesistente nella Provincia di Caserta, causata tra l’altro dagli smaltimenti illegali di rifiuti speciali pericolosi e non, con conseguenti danni al territorio, ha emanato una direttiva volta a sensibilizzare le attività di rilevazione e di contrasto agli abbandoni indiscriminati di rifiuti da parte della Provincia di Caserta e dei Comuni ricompresi nel proprio circondario, al fine di potenziare l’azione di contrasto. Occorre, infatti, porre un argine a tale fenomeno con azioni mirate per una efficace azione di contrasto attraverso una stretta collaborazione istituzionale da parte dei singoli Comuni e della Provincia, proprio in ragione della loro diretta conoscenza diretta del territorio. Ed infatti, le difficoltà che si possono
incontrare sono proprio quelle relative all’individuazione, nei rispettivi territori, talora estesi, dei luoghi ove maggiormente si concentrano le attività di deposito o di abbandono incontrollato di rifiuti. Pertanto, sia la Provincia di Caserta che i Comuni sono stati invitati ad eseguire una geolocalizzazione dei luoghi dove più frequentemente avvengono i depositi o abbandoni incontrollati di rifiuti. Non solo, ma occorre altresì procedere in detti siti, attraverso le ditte preposte al servizio di smaltimento, ad un’analisi – ove possibile – della qualità del rifiuto che consenta di distinguere se si tratti di
un rifiuto urbano o di un rifiuto derivante da un’attività economica. In tale ultimo caso, va individuata la tipologia del rifiuto, al fine di poterlo attribuire ad una determinata attività produttiva. Ciò consente, infatti, d’individuare la fonte inquinante e, pertanto, la singola attività produttiva (dichiarata o anche al nero) di tale rifiuto, il cui esito verrà comunicato alla Procura della Repubblica per il tramite della Polizia Locale.
Ulteriore attività di prevenzione e di contrasto del fenomeno dell’abbandono incontrollato dei rifiuti può essere quella dell’utilizzo dei sistemi di video controllo (ai fini dell’accertamento degli illeciti ambientali), peraltro già adottata da parte di qualche Ente comunale. Si tratta di apparati mobili cosiddette. “foto trappole”, senza l’utilizzo di cartelli informativi, il cui controllo può essere remotizzato a distanza. Tale utilizzo rientra nell’esercizio delle attività demandate alla polizia giudiziaria ai sensi dell’alt. 55 c.p.p..I singoli Comuni e l’Ente Provincia, per quanto di propria competenza, sono stati invitati a valutare la possibilità di installare detti apparecchi mobili nell’ambito dei rispettivi territori in specie nei luoghi di maggiore allarme.
Le Polizie Locali e Provinciali (presso le quali possono essere remotizzate le visualizzazioni delle risultanze delle immagini riprese da tali apparecchiature) provvederanno agli opportuni monitoraggi e relazioneranno a questa Procura della Repubblica. In tal modo, il patrimonio conoscitivo verrà acquisito da quest’Ufficio e posto a disposizione della
Polizia Giudiziaria operante, con auspicabile miglioramento dell’azione di contrasto ai crimini ambientali.

Il Nuovo suona Giovane 2018. Dario De Luca & Oscar Montalbano 4et feat. Sebastian Peszko in concerto per l’ultimo appuntamento

Sarà affidato all’estro e all’improvvisazione di Dario De Luca & Oscar Montalbano 4et feat. Sebastian Peszko, in programma sabato 21 aprile 2018 alle ore 21.00 al Teatro Nuovo di Napoli, l’ultimo appuntamento de Il Nuovo Suona Giovane 2018, rassegna musicale per le giovani generazioni, presentata dal Teatro Pubblico Campano, diretto da Alfredo Balsamo, in collaborazione con Progetto Sonora.
territori del jazz, nelle sue varie declinazioni, nel cantautorato nostrano e in svariate atmosfere della world music internazionale.
Sul palco, a chiudere la II edizione della rassegna, saranno quattro talentuosi strumentisti di jazz manouche. Dario De Luca e Oscar Montalbano alle chitarre, Gianfranco Coppola al contrabbasso, con la partecipazione straordinaria di Sebastian Peszko alla viola, daranno vita ad ambientazioni gipsy, ritmi tzigani, cadenze coinvolgenti e sonorità della Parigi anni ’30.
Rileggeranno, secondo i loro originali arrangiamenti e nella tipica formazione del 4et di jazz manouche, alcuni standard della tradizione sulla scia del grande chitarrista Django Reinhardt, ideatore e più noto esponente del genere, che è riuscito a fondere l’antica tradizione musicale zingara del ceppo dei Manouche con il jazz americano. Il frutto di quest’unione è una felice ed eclettica miscela che coniuga sonorità e creatività espressiva dello swing anni ’30 con il filone musicale del valse musette francese, insieme a virtuosismo e improvvisazione tzigani. La piacevolezza dell’ascolto e la cadenza trascinante rendono assai fruibili questi pezzi, per un pubblico ampio, scortato in ‘scenografie’ musicali che oltrepassano barriere di luoghi e tempi.Questo il bagaglio artistico che porteranno Dario De Luca e Gianfranco Coppola sul palco del Teatro Nuovo, frequentatori abituali di tali repertori e cofondatori dell’interessante formazione napoletana degli Araputo Zen.
In tal senso non fa difetto nemmeno il chitarrista Oscar Montalbano, protagonista di spicco della scena manouche nostrana, la cui competenza filologica per il genere si manifesta in modo evidente con toni freschi e avvincenti che non disdegnano incursioni nello swing degli albori. Valore aggiunto di sapore internazionale, infine, dà al 4et la presenza del violista, violinista e compositore polacco Sebastian Peszko, le cui creazioni combinano musica classica, improvvisazioni jazz, gypsy swing e world music.
Il costo del biglietto per l’intera serata musicale è di dieci euro, comprensivo di aperitivo.

Al via gli Incontri Internazionali del Cinema di Sorrento. Tra gli ospiti, Alessandro Gassman, Claudio Bisio, Angela Finocchiaro

Con l’anteprima di Youtopia di Berardo Carboni prende il via mercoledì 18 aprile la quarantesima edizione di “Incontri Internazionali del Cinema di Sorrento”, in programma fino al 22 aprile. Madrine d’eccezione della serata inaugurale saranno Matilda De Angelis e Donatella Finocchiaro, protagoniste della pellicola diretta da Carboni in sala dal 25 aprile per Koch Media, che presenteranno il film al pubblico di Sorrento (ore 20.30, Cinema Tasso). Insieme a loro, saluteranno il pubblico in sala anche il regista Berardo Carboni e Luca Lionello, tra gli interpreti del film.
Altra imperdibile anteprima nella serata inaugurale degli “Incontri” sarà Molly’s Game diAaron Sorkin (ore 22.30, Cinema Tasso). Il film, debutto alla regia di Sorkin nelle sale italiane dal 19 aprile per 01 Distribution, racconta la storia vera di Molly Bloom, interpretata da Jessica Chastain, atleta di fama mondiale diventata in seguito organizzatrice di un giro di poker clandestino milionario frequentato dai nomi più ricchi e potenti di Hollywood.
Focus di quest’anno è un omaggio al Regno Unito, con grandi protagonisti e anteprime made in UK. Ospite d’onore sarà Rupert Everett che incontrerà il pubblico sabato 21 aprile (ore 18.00, Chiostro di San Francesco) e presenterà il suo The Happy Prince – L’ultimo ritratto di Oscar Wilde, nelle sale con Vision Distribution (sabato 21 aprile ore 20.30, Cinema Tasso).
Imperdibile sarà l’incontro con Daisy Goodwin, creatrice della serie tv Victoria andata in onda su laF (canale 139 Sky) e tratta dal suo omonimo romanzo (sabato 21 aprile ore 12.00, Chiostro di San Francesco). La sezione Incontri UK ospiterà inoltre Ben Hecking con il suo Provenance (giovedì 19 aprile ore 20.30, Cinema Tasso), accompagnato dall’attrice protagonista Charlotte Vega, Saul Dibb con Journey’s End (venerdì 20 aprile ore 22.00, Cinema Tasso) e Simon Hunter con Edie (domenica 22 aprile ore 20.30, Cinema Tasso).
Sfileranno sul tappeto rosso di Sorrento anche Hanif Kureishi, Edoardo De Angelis, Ferzan Ozpetek, Gianni Amelio, protagonisti di“Ciak Incontra”, tre appuntamenti a cura del mensile di cinema CIAK durante i quali verrà affrontata la tematica del al centro di questa edizione, e poi ancora il registaIvan Silvestrini style=”color: Claudio Bisio, Rocco Hunt, Lino Guanciale, Maurizio Nichetti, Irene Vetere, Francesco Procopio, Pietro Ragusa, Christian Ginepro, Alessio Sakara che presenteranno in anteprima Arrivano i prof (venerdì 20 aprile ore 19.30, cinema Tasso), commedia distribuita da 01 Distribution in sala dal 1 maggio. Attesi a Sorrento anche Alessandro D’Alatri e Alessandro Gassman, regista e interprete della seconda stagione de I bastardi di Pizzofalcone che saluteranno il pubblico sabato 21 aprile (ore 16.30 – Chiostro di San Francesco). Durante i giorni della manifestazione, Sorrento ospiterà presso il Cinema Tasso la mostra fotografica Napoli tra finzione e realtà – Retroscena de I Bastardi di Pizzofalcone: una serie di immagini realizzate da Anna Camerlingo che raccontano il set ma anche la città di Napoli. La mostra fotografica è realizzata nell’ambito del progetto “Nuove Strategie per il Cinema in Campania” programmato e finanziato dalla Regione Campania con i fondi POC 2014-2020 ed è curata da Film Commission Regione Campania, in collaborazione con Rai Fiction e Clemart.
Altra sorpresa per il pubblico di Sorrento, sempre i materia di serialità televisiva, sarà la proiezione in esclusiva mondiale delle prime immagini della seconda stagione de I Medici, la serie prodotta la Lux Vide, incentrata sull’ascesa politica di Lorenzo il Magnifico. A presentare le immagini in anteprima sarà Luca Bernabei, CEO di Lux Vide.
Si parlerà di cinema e serie tv anche all’incontro Non è la fiction (giovedì 19 aprile ore 18.30), durante il quale Riccardo Tozzi, CEO e fondatore di Cattleya, dialogherà con Mario Gianani, produttore per Wildside, Barbara Salabé, President & Managing Director Warner Bros e con gli sceneggiatori Barbara Petronio e Stefano Sardo della trasformazione del drama dal cinema alla serialità, nonché durante l’incontro THE SOFA LABYRINTH – A “Sala e salotto” story (venerdì 20 aprile ore 12.00) che verterà soprattutto sulle attitudini dello spettatore. All’incontro interverranno: Nicola Maccanico (AD di Vision Distribution), Riccardo Tozzi (CEO e fondatore di Cattleya), Michele Casula (Ergo research), Giovanni Brunelli (Tim Vision), Barbara Salabé (President e Managing Director Warner Bros.) e Francesco Dicola (Director of Sales and Marketing The Space)
Gli Incontri Internazionali del Cinema di Sorrento sono promossi  e sostenuti dal Comune di Sorrento, organizzati da Cineventi con la direzione artistica di Remigio Truocchio, con il sostegno della Regione Campania e in collaborazione con la Film Commission Regione Campania.

Fidatevi Tour: I Ministri alla Casa della Musica, sabato 28 aprile

Ha preso il via dall’Estragon di Bologna l’atteso Fidatevi Tour (organizzato da Magellano Concerti), durante il quale i Ministri presenteranno al pubblico il nuovo album di inediti “Fidatevi”, pubblicato lo scorso 9 marzo per Woodworm/Artist First, oltre a eseguire i loro più grandi successi. Una serie di undici concerti in alcuni dei più prestigiosi club italiani: sabato 28 aprile arrivano in esclusiva per la Campania alla Casa della Musica di Napoli (Posto unico: 17,39 € + diritti di prevendita, in vendita su www.ticketone.it e su www.go2.it).
“Guardandosi intorno, fidarsi è probabilmente la cosa più stupida che oggi si possa fare – affermano i Ministri –Eppure, guardandoci indietro, ci rendiamo conto che tutto quello che veramente conta nelle nostre vite è stato costruito sulla fiducia – quella che abbiamo dato e quella che abbiamo.”
Il nuovo disco è stato anticipato dal primo omonimo singolo “Fidatevi”, seguito da “Tra le vite degli altri”, brano che apre la tracklist del nuovo album e parla di chi, per seguire i propri sogni, deve lasciare la via maestra nonostante le pressioni e la disapprovazione di chi ha attorno. Nonostante – appunto – le vite degli altri.
“La tecnologia, nei dischi e nei concerti, sta dando possibilità incredibili a chiunque voglia far musica e dir la propria – ed è una cosa bellissima. Ma il fatto, com’è ancora per noi, di salire su un palco e sapere che tutto, ma veramente tutto quello che succederà, dipende solo dalle tue dita e dalla tua voce, sapere che dopo un attimo esisterà quello che un attimo prima non esisteva, e che nonostante i tuoi sforzi di controllarlo sarà sempre diverso da quello che avevi previsto, be’ questo non c’è tecnologia che lo possa restituire. Difatti si chiama anche, semplicemente, vita.” – affermano I Ministri a proposito dei tour.
Per maggiori informazioni: 081 72 84 523 – concerti@veragency.com 

Mugnano, occupazione abusiva di suolo pubblico, boom di controlli

Occupazione abusiva di suolo pubblico, boom di controlli. Già nei giorni scorsi gli agenti della polizia municipale, su richiesta dell’Amministrazione Sarnataro, hanno avvitato una serie di accertamenti nei confronti delle attività commerciali per verificare se le norme in materia di occupazione di suolo pubblico siano rispettate. “Riscontri di questo genere sono stati eseguiti sin dal nostro insediamento – spiega l’assessore al ramo Vincenzo Massarelli – In questi giorni si sta procedendo con delle verifiche capillari. Si tratta di normale amministrazione per garantire l’ordine pubblico e il rispetto delle norme igienico sanitarie”. Diversi i verbali e le sanzioni che sono stati emanati dai caschi bianchi verso i negozi privi dei necessari permessi per esporre la merce all’esterno dei locali. “Non abbiamo nulla contro i commercianti – dichiara il sindaco Luigi Sarnataro – ma non possiamo tollerare l’occupazione non consentita di metri e metri di marciapiede. Spesso i cittadini, in primis i disabili o le mamme con bambini, sono costretti a camminare sulla carreggiata, rischiando anche di essere investiti. Invito, per tanto, tutti gli esercenti non in regola a richiedere i necessari permessi o a spostare la merce”.

Concluso il 4° Trofeo FISR Centro Sportivo Sant’Antimo

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Con la giornata di  domenica 15 aprile presso il centro sportivo della cittadina a nord di Napoli cala il sipario su una delle iniziative di maggior successo per il pattinaggio artistico campano.Il trofeo arrivato alla sua 4° edizione, è stato organizzato dall’associazione sportiva dilettantistica Rotellare in collaborazione con la Federazione Italiana Sport Rotellistici Comitato Regionale Campania nelle giornate del 29 e 30 marzo e in quest’ultimo week end.L’iniziativa, che sempre più catalizza l’interesse di praticanti e simpatizzanti del pattino a rotelle ha registrato un ulteriore aumento in termini di partecipazione rispetto alle edizioni precedenti;  le società campane, infatti, non hanno fatto mancare il proprio apporto dimostrando ancora una volta la necessità di confrontarsi in maniera utile e costruttiva al fine di una crescita di tutto il movimento ma soprattutto dei singoli atleti conteggiando cosi ben oltre 20 sodalizi federali e oltre 400 unità per un’età compresa tra i 5 e i 13 anni che si sono affrontati con un programma tecnico specifico per principianti e una novità, l’aggiunta di una gara promozionale rivolta alla “Solo Dance”.I risultati hanno sicuramente confermato una scelta giusta ma atipica, come quella di suddividere le due date a distanza di quasi un mese. Molto difficile da far comprende ma sviluppata in maniera ponderata per gestire al meglio il grande flusso di partecipanti e soprattutto migliorare in maniera sensibile il processo organizzativo, questo è stato il commentano dei dirigenti della società organizzatrice al termine dei lavori che ammettendo attraverso la voce del Presidente Pina Chiummo è andata ben oltre le nostre aspettative.

Le giornate si è conclusa con la distribuzione dei vari gadget offerti generosamente dagli sponsor ma soprattutto con le premiazioni di tutti i singoli sportivi avvalorando ancora una volta l’importanza dei veri principi che lo sport insegna; partecipare è già una vittoria a oltre essere omaggiati con i gadget dei vari sponsor.

 

 

 

Vesuvio, da rischio ad opportunità: il 20 aprile incontro al MAV di Ercolano

Rischio vulcanico, idrogeologico, sismico: tre minacce sul territorio – particolarmente preoccupanti in Campania – le cui eventuali conseguenze possono però essere prevenute e arginate grazie all’apporto professionale dei tecnici e degli ingegneri, avvalendosi delle più moderne tecnologie e facendo squadra con le amministrazioni locali e territoriali.Quali sono le strategie da adottare? E’ l’interrogativo a cui vuole dare risposte l’Ordine degli Ingegneri di Napoli, presieduto da Edoardo Cosenza, che organizza nel territorio vesuviano un ciclo di convegni sul tema “Convivere con i rischi naturali”.Venerdì 20 aprile a Ercolano si approfondisce il tema “Vesuvio: opportunità e sviluppo”. Appuntamento dalle ore 15 al Mav, Museo Archeologico virtuale (via IV Novembre, 44).Docenti e tecnici si confrontano con gli amministratori locali per fare il punto sulle attuali normative in tema di rischi e sulle scelte operative per fronteggiarli. Sono partner dell’iniziativa: l’Associazione ingegneri di Torre Annunziata, l’Associazione Vitruvio, l’Associazione Ingegneri del Comprensorio Stabiese, l’Ordine degli Architetti della Provincia di Napoli, il Collegio dei Geometri della Provincia di Napoli, il Collegio dei Periti Agrari della Provincia di Napoli.Le questioni legate al Vesuvio, non verranno analizzate solo sul versante dei rischi, ma anche con attenzione al potenziale di sviluppo di un comprensorio unico al mondo, sia dal punto di vista paesaggistico che naturalistico, ma fortemente urbanizzato, soprattutto per effetto di scelte risalenti all’immediato dopoguerra. Introduce il tema Gennaro Annunziata, Consigliere dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Napoli.Seguono gli interventi istituzionali di: Rosa De Luca (Presidente Associazione Vitruvio), Biagio Scognamiglio (Presidente del Collegio provinciale dei Periti Agrari), Maurizio Carlino (Presidente del Collegio provinciale dei Geometri), Salvatore Visone (Presidente dell’Ordine degli Architetti di Napoli), Agostino Casillo (Presidente del Parco Nazionale del Vesuvio), Ciro Buonajuto (Sindaco di Ercolano).Segue una sessione tecnica – moderata dal Direttore del quotidiano Metropolis, Raffaele Schettino – con relazioni di: Giulio Zuccaro (Università Federico II di Napoli), Edoardo Cosenza (Presidente dell’Ordine degli ingegneri di Napoli), Ciro Cacciola (Direttore del Mav), Rossella Barile (Direttore facente funzioni del Parco Nazionale del Vesuvio), Michele Maddaloni (Consigliere delegato della Città metropolitana di Napoli), Gioacchino Acampora (dell’Associazione Vitruvio). Agli ingegneri in regola con le firme di controllo verranno assegnati tre crediti professionali.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Napoli, derubano smartphone e portafogli a una turista: arrestati tre migranti

 

I carabinieri del nucleo radiomobile di Napoli hanno arrestato 3 cittadini nordafricani, senza fissa dimora e già noti alle forze dell’ordine, per furto con destrezza: Kadi bl Khoja, 21enne di origine tunisina, Mohamed Semicha, 18enne e Mohamed Nazim Boulmaali, 22enne, questi ultimi di origini algerine. I tre avevano sottratto lo smartphone e il portafogli, contenente documenti, carte di credito e contante, dalla borsa di una turista 50enne kirghisa a passeggio lungo il corso Garibaldi insieme ad un’amica. In zona erano di pattuglia i motociclisti del nucleo radiomobile che hanno notato i 3 e si sono messi al loro inseguimento: uno è stato bloccato in piazza Principe Umberto, altri 2 hanno corso per un po’ ma sono stati raggiunti dagli “scorpioni” in via Rosaroll e immobilizzati. La refurtiva è stata recuperata e restituita alla vittima che, per altro, tra pochi giorni rientrerà a casa e avrebbe incontrato diverse difficoltà senza i propri documenti. Gli arrestati sono in attesa del giudizio direttissimo.

Ottaviano, truffò una società di noleggio auto in Austria: arrestato

I carabinieri di Ottaviano hanno eseguito un mandato di arresto europeo emesso per truffa aggravata dall’autorità giudiziaria austriaca nei confronti di Antonio Alfonso Carillo, un 29enne del luogo.Nel 2017 noleggiò un’auto in Austria senza riconsegnarla e portandosela in Italia; la utilizzò anche per tentare truffe nel territorio italiano e oltralpe. Dopo le formalità è stato tradotto in carcere.

Casoria, consegnava la droga al bar: arresto pusher 26enne

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Ieri sera gli agenti del Commissariato di P.S. Afragola hanno arrestato Bassolino Giovanni , di 26 anni , con precedenti di polizia, per il reato di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.Gli agenti, a seguito di un’attività diretta alla prevenzione e repressione del fenomeno delle detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, hanno notato che in Casoria alla via Monte Matese, nei pressi di un bar , un’autovettura modello Smart con a bordo il 26enne.In particolare i poliziotti hanno accertato che lo spacciatore, raggiunto il bar, rimaneva a bordo dell’auto in attesa degli acquirenti.Infatti, immediatamente gli si avvicinava un giovane che gli consegnava la somma di 5 euro in cambio di una dose di hashish.Gli agenti hanno prontamente bloccato i due e rinvenuto nelle tasche del 26enne la somma di 70 euro quale provento dell’attività di spaccio e una dose di marjuana. Al Bassolino sono state anche contestate infrazioni al CDS, in quanto guidava senza aver mai conseguito la patente e il veicolo risultava privo della copertura assicurativa. L’uomo è stato immediatamente arrestato.

Sgominata a Forcella la banda del gioco delle 3 campanelle: 4 denunciati

Napoli. Ieri sera gli agenti della Polizia di Stato dell’UPG, sezione Nibbio, hanno denunciato 2 uomini rispettivamente di 37 e 47 anni per truffa.I poliziotti, nel corso del servizio di controllo del territorio, mentre transitavano in corso Umberto, nei pressi della Chiesa Santa Maria Egiziaca a Forcella, hanno notato un gruppo di 7 persone, che, alla loro vista, tentavano di allontanarsi a piedi. Gli agenti, prontamente intervenuti, hanno bloccato quattro persone. I poliziotti hanno accertato che una coppia era stata raggirata e truffata attraverso il noto gioco delle tre campanelle. Gli uomini dell’UPG hanno appurato che le due vittime, mentre passeggiavano su Corso Umberto, incrociavano un gruppo di persone che giocavano alle tre campanelle. Sono stati avvicinati da un uomo che con vari artifizi li ha convinti ad avvicinarsi al banchetto per tentare la fortuna; il complice ha materialmente preso la mano di una delle vittima dirigendola verso la campanella che secondo lui sarebbe stata vincente. La coppia, convinta a giocare, ha puntato la somma di 40 euro. I poliziotti hanno denunciato all’Autorità Giudiziaria in stato di libertà i due uomini. Le vittime sono rientrate in possesso di quanto avevano scommesso. Il banchetto e le campanelle sono state sequestrate.

Anziano contromano sulla Statale: poliziotto libero dal servizio evita una strage

Ieri, poco prima delle 12.00, un poliziotto, libero dal servizio, in forza al commissariato di P.S. di Polizia Pianura, mentre percorreva a bordo della propria moto la SS 87nc, ha notato che nella carreggiata opposta viaggiava un’autovettura FIAT Panda.Il poliziotto, prontamente, percorrendo il lato giusto della statale, affiancava, pur diviso dal guardrail, l’autovettura, cercando in tutti i modi di attirare l’attenzione dell’anziano alla guida, sbracciandosi, urlando e utilizzando il clacson.Dopo circa un paio di chilometri l’anziano autista si accedeva del poliziotto, che gli intimava di fermarsi, costringendolo, di fatto, a rallentare.

Durante il tragitto diverse auto che percorrevano in maniera regolare la carreggiata riuscivano ad evitare miracolosamente l’impatto frontale grazie alle segnalazioni dell’agente, che continuava a viaggiare a bordo della moto rasente al guardrail nell’altra carreggiata.Dopo non pochi chilometri il conducente della FIAT Panda arrestava la marcia corsia di sorpasso e contromano; il poliziotto, dopo aver lasciato la propria moto in una piazzola di emergenza, saltava sul guardrail, faceva rallentare il traffico veicolare proveniente dal giusto senso di marcia in modo da far evitare l’ostacolo imprevisto.

Il poliziotto si qualificava dunque all’anziano guidatore quale appartenente alla Polizia di Stato, chiedendogli di spostarsi dal posto conducente per porsi alla guida della Fiat Panda. In tutta sicurezza quindi compiva manovra d’inversione di marcia, parcheggiando il veicolo nella piazzola di emergenza poco distante e consentendo al traffico veicolare di riprendere regolarmente.Il poliziotto provvedeva altresì ad allertare la Stradale, che redigeva verbale di contestazione al codice della strada ex art. 143, con sospensione/ritiro della patente all’anziano, e a rintracciare i familiari dell’anziano 80enne.L’uomo, di Sant’Anastasia, si era recato in quella zona per svolgere delle commissioni per il figlio e all’imbocco della SS87 era stato tratto in inganno dalla segnaletica, poiché coperta da alcuni tir in transito. Poco dopo il figlio ha raggiunto il padre, ringraziando vivamente il poliziotto per quanto fatto.

Crollo a Torre Annunziata: indagini concluse, sedici persone indagate

Torre Annunziata. Crollo in via Rampa Nunziante: concluse le indagini per la vicenda che causò la morte di otto persone. La Procura della Repubblica di Torre Annunziata, tramite la Compagnia dei Carabinieri di Torre Annunziata ed il locale Commissariato Ps, ha eseguito la notifica dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di sedici soggetti a vario titolo coinvolti nella vicenda del crollo del palazzo di Via Rampa Nunziante il 7 luglio 2017 che portò alla morte di otto persone. Le indagini svolte dalla Procura, dai Carabinieri e dalla Polizia, corroborate dalle consulenze tecniche sulle cause del crollo e sulla legittimità urbanistica dei lavori, hanno permesso di delineare un quadro chiaro in ordine alle responsabilità, sia relativamente al crollo che agli abusi urbanistici e ai connessi falsi in atto pubblico rilevati. La consulenza tecnica redatta dai professori Nicola Augenti e Andrea Prota ha consentito di accertare che causa del crollo sono stati i lavori di manutenzione straordinaria eseguiti da Velotto Gerardo al secondo piano del palazzo in assenza di qualsivoglia titolo abilitativo, tramite la demolizione di tramezzi divisori che, sovraccaricando il maschio murario al secondo piano, nonché indebolendo in modo significativo detto maschio in quanto la compagine muraria veniva privata in più punti di elementi lapidei (pietre di tufo), cagionavano lo schiacciamento dei maschi murari che costituivano il muro perimetrale esterno a nord, prospiciente la ferrovia. Le indagini hanno disvelato il ruolo di direttore dei lavori di fatto rivestito dall’architetto Massimiliano Bonzani. Quest’ultimo, inoltre, insieme all’architetto Manzo Aniello e all’architetto Giacomo Cuccurullo (deceduto nel crollo) sono ritenuti responsabili del crollo (crollo preceduto dalla comparsa di lesioni lungo i paramenti oltre che nello spessore dei maschi murari), in quanto, nonostante la sussistenza di uno stato di dissesto evidente e di una situazione pericolosa dei luoghi a loro nota (anche in relazione alle loro conoscenze tecniche), ponevano e/o facevano porre in opera presidi di assicurazione (quali isolati puntelli metallici, “spallette” di mattoni pieni) chiaramente insufficienti al consolidamento delle strutture e, ignorando e/o sottovalutando tali segnali di pericolo imminente manifestatisi per tempo, non ponevano in essere le opere di assicurazione necessarie ad evitare il crollo, né disponevano o facevano disporre, segnalando la suddetta situazione di pericolo ai Vigili del Fuoco, lo sgombero dell’immobile, così da evitare il decesso di Cuccurullo Giacomo, Laiola Adele, Cuccurullo Marco, Aprea Giuseppina, Guida Pasquale, Duraccio Anna, Guida Francesca e Guida Salvatore. Analogamente, è stata ritenuta la responsabilità di Cuomo Robe1io, amministratore, a conoscenza dell’illegittimità di tali lavori di manutenzione straordinaria e dell’esecuzione in corso dei medesimi, il quale ometteva di richiedere a Velotto Gerardo l’esibizione dei titoli abilitativi, nonostante diversi condomini avessero segnalato l’esecuzione di lavori di notevole rilevanza realizzati con martello pneumatico azionato per diverse ore del giorno e, conseguentemente, ometteva di verificare la portata degli stessi e di adottare i necessari provvedimenti a tutela della incolumità dei condomini e di terzi e /o di inoltrare la doverosa segnalazione agli organi competenti. Più nel dettaglio, Velotto Gerardo ed il direttore di fatto dei lavori Bonzani Massimiliano, con la collaborazione materiale di un operaio Pasquale Cosenza, eseguivano lavori illegittimi di manutenzione straordinaria ed effettuavano la demolizione dei tramezzi divisori inizialmente presenti nella zona nord-ovest del secondo piano ed in particolare del tramezzo divisorio presente in adiacenza alla trave emergente in cemento annata; in tal modo sovraccaricando il maschio murario al secondo piano, compreso tra il primo e il secondo vano della facciata nord rispetto ai pesi sopportati sino a quel momento, indebolendo in modo significativo detto maschio in quanto la compagine muraria veniva privata in più punti di elementi lapidei (pietre di tufo), con la conseguenza di ridurre la sezione reagente dell’elemento portante e di minare l’integrità della predetta compagine muraria. Tali lavori cagionavano lo schiacciamento dei maschi murari che costituivano il muro perimetrale esterno a nord, prospiciente la ferrovia; schiacciamento che aveva origine con la rottura per presso­flessione deviata del suddetto maschio murario (quello compreso tra il primo e il secondo vano della facciata nord) il cui collasso determinava un sovraccarico progressivo dei maschi adiacenti. I lavori non furono sospesi, fermati o impediti né dall’amministratore del palazzo, Roberto Cuomo, a conoscenza dell’illegittimità di tali lavori di manutenzione straordinaria e dell’esecuzione in corso dei medesimi, nonostante diversi condomini avessero segnalato l’esecuzione di lavori di notevole rilevanza realizzati con martello pneumatico azionato per diverse ore del giorno, né dagli architetti Bonzani, Manzo ed il deceduto Cuccurullo Giacomo, i quali, nonostante il fenomeno di crollo fosse stato preceduto dalla comparsa di lesioni lungo i paramenti (interno ed esterno), oltre che nello spessore dei maschi murari, nonostante la sussistenza di uno stato di dissesto evidente e di una situazione pericolosa dei luoghi a loro nota anche in relazione alle loro conoscenze tecniche, nei giorni immediatamente antecedenti al crollo ponevano e/o facevano porre in opera presidi di assicurazione (quali isolati puntelli metallici, “spallette” di mattoni pieni) chiaramente insufficienti al consolidamento delle strutture e, ignorando e/o sottovalutando tali segnali di pericolo imminente manifestatisi per tempo, non ponevano in essere le opere di assicurazione necessarie ad evitare il crollo, né disponevano o facevano disporre, segnalando la suddetta situazione di pericolo ai Vigili del Fuoco, lo sgombero dell’immobile che avrebbe evitato il decesso di otto persone tra cui il Cuccurullo e la sua famiglia. Le indagini e la consulenza redatta dal prof, Alberto Coppola hanno permesso di accertare anche l’illegittimità dei lavori edilizi al primo piano (che, però, nessuna rilevanza hanno avuto sul crollo) ed al secondo piano (lavori che hanno comportato il crollo del palazzo). Dalle investigazioni è emerso altresì un allarmante quadro in ordine alle falsità ideologiche commesse dai proprietari degli appartamenti per attestare la legittimità urbanistica del palazzo e dei lavori da effettuarsi. L’arch. Massimiliano Bonzani (attualmente sottoposto alla misura interdittiva dall’esercizio della sua professione per mesi dieci proprio per i falsi commessi) ha reiteratamente attestato in atti a sua firma (SCIA, DOCFA, etc.) che il palazzo fosse legittimo dal punto di vista urbanistico, mentre l’intero fabbricato risulta realizzato in assenza di titolo abilitativo, risultando agli atti solo una licenza edilizia rilasciata in data 5.06.1957 per una villetta bifamiliare, composta da una piccola rimessa padronale, un piano rialzato con due vani e accessori e da un piano superiore con quattro vani; edificio completamente diverso da quello realizzato. Lo stesso dicasi per i proprietari Vitiello Rosanna, Bonifacio Ilaria, Manzo Aniello, Cirillo Emilio, Cuomo Roberto e Lafranco Fortunato Massimiliano, i quali nella S.C.l.A. del 23.03.2016 prot. N. 1564 attestavano falsamente che l’intervento riguardava un immobile legittimato in quanto realizzato giusta licenza edilizia cui è seguita regolare autorizzazione di Abitabilità n. 2613 del 25 maggio 1959; i medesimi, in concorso con Cirillo Mario, quale reale interessato e destinatario dell’appartamento formalmente promesso in vendita a Cirillo Emilio, e con l’architetto Bonzani, mediante tale falsa attestazione, nonché attestando falsamente che i lavori interessati dalle variazioni catastali erano te1minati in data 18 marzo 2016, inducevano in errore in ordine alla corretta rappresentazione dello stato di fatto dell’immobile il funzionario del catasto che procedeva ad effettuare le variazioni catastali sulla base delle false attestazioni contenute nei DOCFA e nelle allegate planimetrie dello stato dei luoghi; attestazioni risultate mendaci atteso che da un controllo a campione effettato dall’Agenzia delle Entrate emergeva che lo stato dei luoghi non corrispondeva alle planimetrie allegate ai DOCFA in quanto gli appartamenti risultavano ancora strutturati e divisi come in data antecedente alla presentazione della relativa istanza di variazione. I reati di falso ideologico in atto pubblico sono stato altresì contestati a Buongiovanni Rita, Buongiovanni Giuseppe, Buongiovanni Donatella, Amodio Roberta, che in qualità, dapprima, di promittenti venditori e, poi, di venditori dell’immobile interessato dal crollo in favore di Vitiello Rosanna, Bonifacio Ilaria, Manzo Aniello, Cirillo Emilio, Cuccurullo Marco, Cuomo Roberto, e Lafranco Fortunato Massimiliano, attestavano falsamente nel contratto preliminare di vendita stipulato davanti al notaio Domenico di Liegro in data 20 luglio 2015 e nel contratto definitivo rogato il 21 aprile 2016 davanti al medesimo notaio, che l’intero corpo di fabbrica era stato realizzato in epoca antecedente al settembre 1967 in conformità alla normativa vigente; attestazione non veritiera, atteso che l’intero fabbricato risulta realizzato in assenza di titolo abilitativo, risultando agli atti come detto solo una licenza edilizia rilasciata in data 5 giugno 1957 per una villetta bifamiliare, composta da una piccola rimessa padronale, un piano rialzato con due vani e accessori e da un piano superiore con quattro vani, edificio completamente diverso da quello realizzato, e che i dati indicati con riferimento alla licenza edilizia (25 maggio 1959 n. 2613) in realtà erano relativi alla autorizzazione alla abitabilità. 

Operazione ‘Paga globale’, arrestato un imprenditore napoletano e sei professionisti campani

Parma. Nell’ambito dell’operazione denominata ‘Paga Globale’, i militari del comando provinciale della guardia di finanza di Parma hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di misura cautelare personale con contestuale emissione di decreto di sequestro preventivo, emessa dal giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Parma, su richiesta della Procura della Repubblica di Parma, nei confronti di un sodalizio criminoso dedito alla frode fiscale ed alla truffa ai danni dello Stato. L’ordinanza in questione ha portato all’arresto, in custodia cautelare in carcere, di un imprenditore di origini campane che operava nel territorio parmense nel settore dell’impiantistica industriale, e di altre sei persone, finite agli arresti domiciliari, coinvolte a vario titolo nella vicenda. Tra questi ultimi figurano cinque professionisti, di stanza nel napoletano ma operanti nel territorio parmense, che avevano messo a disposizione dell’imprenditore campano le proprie competenze per scopi fraudolenti. Le indagini, condotte dalla tenenza della guardia di finanza di Fidenza e coordinate e dirette dalla Procura della Repubblica di Parma, sono nate da un’attività di verifica fiscale avviata nei confronti di due distinte società, riconducibili all’imprenditore arrestato. L’esame preliminare della documentazione contabile ed extracontabile ha portato alla luce, sin da subito, un meccanismo artificioso e fraudolento posto in essere ai danni dell’Inps: uno schema criminoso, spiegano gli inquirenti, che prevedeva il sistematico e illecito ricorso agli istituti della malattia e dell’ammortizzatore sociale del contratto di solidarietà. Infatti, i lavoratori dipendenti, pur risultando assenti per malattia o inseriti nel programma di riduzione dell’orario di lavoro, continuavano a lavorare nei medesimi giorni in cui sarebbero dovuti essere a riposo, percependo lo stipendio con un sistema di retribuzione ufficioso definito ‘paga globale’. In sostanza, il lavoratore veniva retribuito, a prescindere dalle previsioni del contratto nazionale di categoria del settore, con una paga oraria forfettaria: le buste paga ufficiali erano regolarmente predisposte con l’inserimento delle ore da contratto sindacale, mentre la retribuzione effettiva veniva calcolata sulla base dei fogli di lavoro, con le ore effettivamente svolte. Con tale modus operandi, quindi, a farne le spese era lo Stato, sia in quanto erogatore, al posto del datore di lavoro, di indennità non dovute, sia perché incamerava meno tasse a titolo di trattenute fiscali e previdenziali. A perderci, tuttavia, sono stati anche gli stessi dipendenti i quali, pur percependo nell’immediato una retribuzione più alta, non hanno maturato la giusta contribuzione ai fini pensionistici.
Per contro, con tale stratagemma, la società era riuscita, nel tempo, a contabilizzare indebitamente ingenti crediti erariali grazie all’anticipo, per conto dell’Inps, delle indennità economiche di malattia e contratto di solidarietà. Questi crediti, fittizi e non spettanti, venivano successivamente utilizzati per compensare i debiti tributari e, conseguentemente, non versare le altre imposte dovute all’amministrazione finanziaria (quali ritenute alla fonte, Iva e imposte sui redditi). I dipendenti, peraltro, a loro insaputa, erano stati anche sottoposti a licenziamento collettivo e collocati in mobilità, per poi essere immediatamente riassunti da un’altra società riconducibile alle stesso imprenditore: in questo modo, grazie alla consulenza dei professionisti compiacenti, l’imprenditore ha potuto accedere alle agevolazioni previste per l’assunzione di lavoratori in mobilità, pagando meno di un quinto dei contributi previdenziali effettivamente dovuti. L’attività di indagine, sviluppata mediante intercettazioni telefoniche e ambientali, pedinamenti, appostamenti ed esame documentale, oltre alla truffa ai danni dello Stato, ha consentito di svelare un sistema criminoso “ampio e collaudato” nel quale l’imprenditore, grazie al contributo di vari professionisti ed alla costituzione di una serie di società succedutesi nel tempo, era riuscito a costruirsi una realtà contabile totalmente artefatta.
Gli espedienti posti in essere per suffragare l’attività, spiegano gli inquirenti, spaziavano dalla simulazione di operazioni straordinarie (affitto di rami d’azienda) all’emissione ed annotazione di fatture per operazioni inesistenti (avvalendosi di numerose società cartiere, tutte facenti capo ad un ulteriore soggetto, finito a sua volta agli arresti domiciliari), passando per l’indebita fruizione di agevolazioni fiscali e la compensazione di tributi con crediti Iva inesistenti. Nel giro di un paio d’anni, gli illeciti hanno fruttato oltre 2,6 milioni di euro. Nell’ambito dell’indagine, inoltre, gli inquirenti hanno accertato anche un episodio di usura, posto in essere da uno dei professionisti coinvolti nella vicenda, nei confronti di un imprenditore del parmense. In particolare, a seguito della querela sporta dall’usurato, sono stati svolti accertamenti documentali e bancari, che hanno consentito di accertare l’applicazione di un tasso usurario del 117% su un prestito di 10.000 euro, concesso per sopperire ad una momentanea mancanza di liquidità. Gli esiti delle attività investigative hanno indotto l’autorità giudiziaria all’emissione, oltre che dell’ordinanza di custodia cautelare, anche di un provvedimento di sequestro preventivo finalizzato alla confisca diretta e, in alternativa, per equivalente, di beni mobili, immobili, quote societarie e disponibilità liquide delle società coinvolte e dei solidali fino alla concorrenza dei tributi evasi, pari a 2,3 milioni. Contestualmente all’ordinanza di custodia cautelare, sono state eseguite, su disposizione della Procura della Repubblica di Parma e con l’impiego di circa 100 militari del comando provinciale Parma e dei reparti del corpo territorialmente competenti, circa 30 perquisizioni locali, in provincia di Parma, Napoli, Salerno, Modena, Reggio Emilia, Roma e Crotone, nei confronti dei 26 indagati per truffa ai danni della Stato e frode fiscale. 

Spaccio, i carabinieri arrestano un 23enne di Villaricca

Napoli. Un 23enne di Villaricca è stato bloccato dai carabinieri di Qualiano, impegnati in un servizio di osservazione su via del dogma, alla guida di una Fiat punto e perquisito. addosso aveva 2 involucri di marijuana del peso complessivo di 21 grammi e 85 euro in contante, verosimile provento illecito; a casa, si è scoperto durante la successiva perquisizione domiciliare, 30 bustine di cellophane e un tritaerba. Arrestato per detenzione di stupefacente a fini di spaccio, del giudice è stato tradotto ai domiciliari in attesa del giudizio direttissimo. 

Napoli: a Torino ci saranno solo i tifosi azzurri non campani

Il settore ospiti dello Juventus Stadium sarà aperto per la sfida di domenica contro il Napoli. Lo ha ufficializzato il Casms: la trasferta sarà vietata ai residenti in Campania, pur se possessori di Tessera del Tifoso, ma sarà aperta agli appassionati della squadra di Sarri delle altre regioni d’Italia. Unico requisito necessario: la Tessera del Tifoso del Napoli.

Minaccia la mamma con un coltello: voleva i soldi per la droga. Arresto ad Ottaviano

Ottaviano. Maltrattava la mamma per ottenere i soldi della droga. Ma dopo l’ultima aggressione la donna ha chiamato i carabinieri. Sul posto sono intervenuti i militari dell’aliquota radiomobile della Compagnia di Torre Annunziata. Così per un 26enne di Ottaviano sono scattate le manette. Deve rispondere di tentata estorsione, maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. Il giovane aveva minacciato la mamma con coltello e l’aveva strattonata per estorcerle il denaro che avrebbe speso in droga. Il giovane è stato arrestato e condotto nel carcere di Poggioreale. La vittima, che subiva da mesi ma non aveva mai sporto denuncia, è stata visitata presso l’ospedale di Boscotrecase e medicata per le lesioni riportate. I carabinieri sono intervenuti nell’abitazione dopo una telefonata fatta dalla madre. I militari lo hanno bloccato e disarmato mentre minacciava la donna con un coltello e l’aveva strattonata procurandole diverse ferite.

Moto sospette: ristoratore, preso dalla paura, spara colpi di pistola contro quattro persone

Parete. Sparatoria a Parete, in provincia di Caserta. Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri, Federico Falco di 50 anni ha esploso diversi colpi di pistola in aria mentre si trovava all’interno del cortile di casa dei genitori in via Matteotti, con un’arma legalmente detenuta. L’uomo avrebbe sparato per paura all’arrivo di quattro persone a bordo di due moto che, dall’esterno dell’abitazione, a suo dire gli avrebbero puntato una pistola contro. Non si registrano feriti. I Carabinieri stanno eseguendo un’ispezione per verificare eventuali danni da proiettili vaganti. Il 50enne è proprietario di un ristorante e di uno stabilimento balneare sul litorale domizio. Ai carabinieri Falco ha raccontato di aver visto quattro uomini giungere a bordo di due moto all’esterno dell’abitazione; uno gli avrebbe puntato l’arma contro, e a quel punto Falco avrebbe sparato quattro volte in aria con la sua calibro 38 legalmente detenuta. L’uomo non ha riferito di minacce o intimidazioni di matrice camorristica. I carabinieri hanno effettuato un sopralluogo nelle strade del centro per accertare la presenza di proiettili. La scorsa vigilia di Natale, un ragazzo di 14 anni fu ferito alla testa proprio da un proiettile vagante mentre era sulla strada principale del paese con gli amici. Il responsabile di quel gesto non è stato ancora individuato, ma intanto il minore, dopo mesi di ospedale, si è ripreso ed è tornato a casa. 

Mala milanese, Vallanzasca chiede la libertà condizionale e la semilibertà: il ‘bel Renè torna in aula

Milano. Renato Vallanzasca, protagonista della mala milanese e condannato a 4 ergastoli e 296 anni di carcere, ha avuto un “cambiamento profondo”, “intellettuale ed emotivo”, “non potrebbe progredire con altra detenzione” e dunque si ritiene che “possa essere ammesso alla liberazione condizionale”, ossia possa concludere la pena fuori dal carcere in regime di libertà vigilata. Lo scrive l’equipe di osservazione e trattamento del carcere di Bollate in una relazione depositata dalla difesa al Tribunale di Sorveglianza che deve decidere sull’istanza di liberazione condizionale e la semilibertà avanzata dalla difesa del ‘Bel Renè’. Nel fascicolo al vaglio dei giudici del Tribunale di Sorveglianza c’è anche un rapporto disciplinare nei confronti della guardia penitenziaria che ebbe una discussione, lo scorso agosto, nel carcere di Bollate con Renato Vallanzasca, protagonista della mala milanese tra gli anni ’70 e ’80. La semilibertà gli era stata revocata nel 2014 dopo che era stato arrestato in un supermercato per rapina impropria di oggetti di poco valore. Durante un permesso premio era stato sorpreso da un vigilante dell’Esselunga di viale Umbria a Milano mentre avrebbe tentato di rubare due paia di boxer, delle cesoie e del concime per le piante per un valore di circa 70 euro. Episodio che gli è valso una condanna a 10 mesi per tentata rapina impropria e soprattutto il ritorno al regime carcerario. Nell’agosto del 2017, poi, Vallanzasca è tornato a far parlare di sè. Questa volta per l’aggressione di un agente a Bollate, nell’area colloqui, in presenza di altri detenuti e familiari. La direzione del carcere ha avviato accertamenti per ricostruire i fatti, un “alterco” più che vivace tra l’ex bandito della ‘ligera’, la mala milanese, e il poliziotto penitenziario. L’Osapp, sindacato degli agenti, aveva detto che il Bel Rene’ aveva “scagliato” una borsa piena sulla gamba del poliziotto penitenziario, che “per il trauma ha dovuto lasciare il servizio”, mentre tra i presenti ci sono stati “attimi di tensione”. E il segretario dell’Osapp, Leo Beneduci aveva colto l’occasione per segnalare “i limiti” di determinati “modelli ‘custodiali'” troppo “permissivi”. Il difensore di Vallanzasca, l’avvocato Davide Steccanella, oggi ha chiesto ai giudici di acquisire “copia del rapporto disciplinare” stilato dal carcere di Bollate su quell’episodio che inquadrerebbe in maniera del tutto diversa l’operato dell’agente. I giudici si sono riservati di decidere nei prossimi giorni se concedere o meno a Vallanzasca la misura alternativa al carcere. Vallanzasca è tornato in aula davanti ai giudici della Sorveglianza (udienza a porte chiuse) che, dopo l’acquisizione di questo nuovo documento a lui favorevole, dovranno decidere nei prossimi giorni. “Confido – ha spiegato l’avvocato Davide Steccanella – che il Tribunale accolga un’istanza che alla luce di quanto scrive il carcere di Bollate (in una relazione, ndr) appare del tutto legittima dopo mezzo secolo di carcere”.
La lite dell’agosto scorso tra Vallanzasca e un agente carcerario di Bollate è comunque ben lontana dalle sommosse di cui il ‘bel René’ è stato protagonista negli anni ’70-’80 e per le quali venne trasferito da un istituto all’altro. Nato nel 1950, due mogli, un’infinità di storie sentimentali vere o presunte, 4 ergastoli e 296 anni di reclusione, è diventato un personaggio per la sua ‘carriera’ criminale, l’amore per la bella vita e le belle donne. Ha 18 anni quando entra nel giro dei malavitosi del quartiere Comasina. A 22 il primo arresto per una rapina in un supermercato: condannato a 10 anni, fugge corrompendo un agente. Nel 1976 il salto di qualità, la lotta col clan di Turatello. Poi il sequestro di Emanuela Trapani, figlia di un imprenditore, e dell’imprenditore del legno Rino Balconi. Latitante, a ottobre uccide a un casello l’agente della polstrada Bruno Lucchesi. Pochi giorni dopo ammazza un medico, Umberto Premoli, pare per rubargli l’auto e continuare la fuga. Il 6 febbraio 1977 in una sparatoria a Dalmine vicino Bergamo, uccide due agenti della stradale: ferito ad una gamba viene arrestato nove giorni dopo. Nell’aprile 1980 tenta di evadere da San Vittore, poco tempo dopo partecipa alla rivolta nel carcere di Novara e uccide il detenuto Massimo Loi, facendone trovare la testa in una cella. Nel 1984 nuova mancata fuga da Spoleto. Ci riesce tre anni dopo a Genova con un’evasione rocambolesca dall’oblò della nave con cui stava per essere trasferito all’Asinara. La fuga dura alcune settimane. Ne tenterà un’altra nel 1995 da Novara. A partire dal 2010 più volte, non senza polemiche, ottiene l’ammissione al lavoro esterno, per poi rientrare in carcere nel 2014 dopo il tentativo di furto al supermercato.