Torre del Greco.A provocare la morte di Antonio Scafuri non solo i gravi traumi subiti a seguito dell’incidente stradale, probabilmente a contribuire anche l’utilizzo di sostanze stupefacenti “che hanno avuto un ruolo concausale nel determinismo dell’evento”. Il 23enne di Torre del Greco è deceduto il 17 agosto del 2017 dopo una notte di agonia tra il pronto soccorso dell’ospedale Loreto Mare e Pellegrini dove era stato trasportato per effettuare ulteriori accertamenti.
Secondo le conclusioni del collegio dei periti nominato dal Tribunale di Napoli una delle concause che hanno determinato il verificarsi dell’evento è stata l’assunzione di sostanze stupefacenti. Le conclusioni medico-legali depositate presso la cancelleria del Tribunale parlando di uno shock traumatico in una persona che aveva assunto sostanze. Le lesioni riportate dal 23enne a seguito dell’incidente, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, avrebbero avuto “un ruolo preponderante nel determinare il decesso di Scafuri”. La vicenda suscitò anche l’attenzione del Ministero della Salute perché si parlava di un presunto caso di malasanità. Ma il collegio dei specialisti cancella ogni dubbio. “ I medici del Loreto Mare – scrivono ancora i periti – praticarono esami di laboratorio e strumentali, suturarono le ferite e procedettero alla stabilizzazione dei parametri vitali mediante farmaci ed emotrasfusioni. Procedettero, inoltre, al trasferimento di Scafuri al presidio ospedaliero Pellegrini al fine di sottoporre il paziente ad un’indagine arteriografia, risultata poi negativa per lesioni vascolari. Per cui riteniamo – aggiunge il collegio di periti – che il comportamento degli stessi non presentò momenti di censura e che non possono riconoscersi condotte dei sanitari, che ebbero in cura la persona durate le fasi del ricovero, aventi un ruolo causale o concausale nel determinare l’esito fatale”. Per la morte del ragazzo risultano iscritti nel registro degli indagati sette persone tra medici e personale in servizio al pronto soccorso del Loreto Mare oltre all’automobilista che era alla guida del veicolo che urto’ contro la moto condotta da Scafuri.
Torre del Greco, i periti: “Antonio aveva assunto droga prima dell’incidente”
In Vitro, esposizione di Antonello Matarazzo alla Gallery di Saviano a cura di Raffaella Barbato
“Il nostro tempo preferisce l’immagine alla cosa, la copia all’originale, la rappresentazione alla realtà, l’apparenza all’essere. Ciò che per esso è sacro, non è che l’illusione, ma ciò che è profano, è la verità. […] Il consumatore reale diventa consumatore di illusioni. La merce è questa illusione effettivamente reale, e lo spettacolo la sua manifestazione generale. […] Il feticismo della merce raggiunge dei momenti di eccitazione fervente (G. Debord); è sulla inadeguatezza dell’uomo contemporaneo dominato dalla superfetazione della materia/immagine, sull’azzeramento incalzante che minaccia la ricerca estetica anestetizzata – ed anestetizzante – al servizio del capitalismo, l’urgenza di creare nuovi elementi di disturbo, di cui l’uomo necessita per destarsi alla simpatia simbolica e rivelatrice dell’arte, che si ispira la riflessione proposta da Antonello Matarazzo – scrive la curatrice Raffaella Barbato – in questo nuovo lavoro video installativo; l’artista attraverso l’inquietudine percettiva offerta dell’uso di immagini in semi movimento, interroga i temi della e della caducità relazionale, conseguenza della dilagante bulimica dipendenza da corpi/immagini svuotate di senso. L’inedito lavoro, proposto in questa nuova personale campana dal titolo IN VITRO, è costituito da piccole gabbie/reliquiari, articolate nello spazio secondo una ragionata relazione, volta a creare una sorta di simbolica , costituita da icone dal sapore olografico, grazie alla composizione costituita da livelli sovrapposti (3D); epitaffi in cui uomo e natura si alternano in un continuum di interferenze e cortocircuiti visivi”.
In dialogo e completamento con l‘istallazione una serie di video – segni in movimento -, che rinviano al nucleo centrale della ricerca di Antonello Matarazzo, che si fonda da sempre sull’equivocità percettiva tra immagine fissa e immagine in movimento – micromovimenti delle immagini fotografiche – attraverso il sapiente uso delle tecniche del morphing e del warping, prescelte come trait d’union tra pittura, video e video-installazioni, e come strumenti di indagine del mondo introspettivo.
Sabato 19 maggio – ore 20.30 – il lavoro dell’artista sarà interrogato dalle contaminazioni musicali e performative di Elizabete Balčus (musicista e performer lettone), che con le sue note sperimentali ci guiderà in un viaggio di suggestioni onirico-surrealistiche e neo-psichedeliche; un’improvvisazione di ispirazione teatrale e che si fonde magicamente con il free-jazz, il beat elettronico, elementi di musica da camera, distorsioni audio e la sua voce ipnotizzante che interagirà direttamente con l’installazione proposta da Matarazzo. Il progetto a cura di Raffaella Barbato, supportato dalla concessione del Matronato della Fondazione Donnaregina di Napoli, in esposizione fino alla fine di maggio, negli spazi indipendenti della SAACI/Gallery di Sabato Angiero, dopo la preview campana, farà tappa a Palazzo Tupputi, in Puglia, con la coordinazione dell’associazione Cineclub Canudo / Avvistamenti e la curatela di Bruno Di Marino, e successivamente a Roma, presso la Galleria Pio Monti.
Antonello Matarazzo, pittore, regista e video artista, esponente del Medialismo. Ha lavorato come costumista e aiuto regista al Teatro Bellini di Catania. Dal 1990 è impegnato nella ricerca nel campo delle arti visive. Dal 2000, data del suo cortometraggio d’esordio, The Fable (18° Bellaria Film Festival) – prodotto da Fuori Orario (Raitre) – i suoi video sono stati accolti da numerosi festival cinematografici italiani e internazionali, alcuni dei quali come la Mostra Int.le del Nuovo Cinema di Pesaro, il Festival Internacional de Cine de Mar del Plata di Buenos Aires hanno proposto sue retrospettive. Nel 2013 il Festival Signes de Nuit di Parigi gli dedica un Regard Specifique. Realizza inoltre video musicali e documentari a carattere artistico. Latta e Cafè (4° Festival Int.le del Film di Roma), prodotto per la Filmauro da Luigi e Aurelio De Laurentiis, viene riconosciuto di “Interesse culturale” dalla Direzione Cinema del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. L’album Canti, ballate e ipocondrie d’amore di Canio Loguercio e Alessandro D’Alessandro, per il quale Matarazzo firma il video ufficiale – distribuito da Squilibri Editore – vince la Targa Tenco 2017. Il nucleo della sua ricerca si fonda sull’equivocità tra immagine fissa e movimento, il trait d’union tra pittura, fotografia e video-installazioni è costituito dall’inclinazione nell’indagare aspetti introspettivi e antropologici. Questa caratteristica del suo lavoro fa sì che in molte Università, tra cui quelle di Pisa, Brera e Cambridge, le sue opere vengano mostrate in seminari e workshop a scopo didattico. La RaroVideo nel 2014 ha pubblicato un’antologia completa dei suoi lavori dal titolo “Antonello Matarazzo, Video e Installazioni”, a cura di Bruno Di Marino, per la collana “Interferenze” di Gianluca e Stefano Curti Editori. Il lavoro di Antonello Matarazzo è stato presentato nella 53° e 54° edizione della Biennale Arte di Venezia.
Camorra, estorsioni nel Casertano e nel Benevetano: presi 5 del nuovo clan Massaro
Nel corso della mattina odierna, i carabinieri della compagnia di Maddaloni con l’ausilio di militari del comando provinciale della guardia di finanza di Benevento, su disposizione della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, hanno dato esecuzione all’ordinanza applicativa della misura cautelare in carcere, emessa dal gip presso di Napoli, nei confronti di cinque persone indagate per associazione per delinquere di tipo mafioso ed estorsione aggravata. Si tratta di Vincenzo Carfora, detto ‘o’cantante’, 49 anni, residente a Forchia (BN); Vincenzo Iannucci Barbato, detto ‘enzuccio’, classe 42 anni, residente a Castelvenere (BN); Michele Lettieri, detto ‘o’napulitano’, 54 anni, residente a Pignataro Maggiore (CE); Enzo Ruotolo, 43 anni, residente in San Felice a Cancello (CE); Giovannina Sgambato, detta ‘a sparatora’ ‘a vecchiarella’ ‘a signora’, 68 anni, residente a San Felice a Cancello (CE). Per gli inquirenti i cinque rappresentano oggi il potere camorristico sul territorio dell’agro maddalonese/sanfeliciano. L’inchiesta ha avuto anche altri cinque indagati che, a vario titolo, hanno in qualche modo compartecipato con i primi alla realizzazione delle attività illecite.
Il provvedimento restrittivo scaturisce dall’impianto accusatorio acquisito nel corso dell’attività investigativa avviata, sotto la direzione del Sostituto Procuratore Luigi Ladolfi, nel mese di settembre 2015 dai carabinieri del nucleo operativo di Maddaloni, espletata in particolare attraverso l’esecuzione di un mirato e stringente monitoraggio intercettivo, sia telefonico che ambientale, integrato e implementato da aderenti servizi di osservazione dinamica, ma anche da verifiche, controlli, perquisizioni e/o ispezioni. Le prove hanno consentito di individuare un’organizzazione camorristica attiva sul territorio Casertano, nei comuni di San Felice a Cancello e Santa Maria a Vico in particolare, e in alcuni comuni della Valle Caudina, quale Forchia (BN), Arpaia (BN) e Paolisi (BN), costola dello storico ‘clan Massaro’, scompaginato a seguito di una serie di arresti e conseguente scelta collaborativa maturata dai suoi principali elementi verticistici. Gli inquirenti hanno ricostruite diverse attività estorsive in danno di imprenditori e operatori commerciali, poste in essere dagli indagati avvalendosi della forza intimidatrice e della condizione di assoggettamento e omertà derivante dalla partecipazione alla compagine camorristica. Grazie all’organica e stabile partecipazione al sodalizio degli altri indagati, Lettiere e Sgambato – per l’accusa – avrebbero rivitalizzato l’egemonia e il controllo camorristico nella Valle di Suessola, oltre ad aver intrattenuto legami con il clan ‘Pagnozzi’ attivo nella confinante Valle Caudina, in linea a quanto succedeva in passato sotto la reggenza Massaro, con particolare riferimento alla definizione dei rispettivi ambiti territoriali di competenza.
Cinema. Ferzan Ozpetek con ‘Napoli Velata’ apre il Festival Internazionale di Mosca alla sua quarantesima edizione
Quarantesima edizione del Festival Internazionale di Mosca, in programma dal 19 al 26 aprile. A dare il ia ai festeggiamenti, Ferzan Ozpetek con “Napoli velata”, pellicola in concorso ma anche invitato come film di apertura. Il Festival prosegue con altri due film italiani in gara,”Riccardo va all’inferno” di Roberta Torre e “Hanaa” di Giuseppe Carrieri (Concorso Documentari) e si prolunga con altri sei titoli nelle sezioni collaterali, per un totale record di nove film. Una presenza forte in un festival storico, vetrina privilegiata per un mercato e una platea rilevanti. Numerosi gli invitati italian: da Ferzan Ozpetek a Massimo Ranieri che torna a Mosca (dove presentò “La macchinazione”) con Roberta Torre e il compositore delle musiche di “Riccardo” Mauro Pagani, a Matteo Botrugno e Daniele Coluccini che furono invitati con il loro primo film, “Et in terra pax” e ora accompagnano “Il contagio”. Completano la delegazione Giuseppe Carrieri e nella Giuria Internazionale Paolo Del Brocco. In programma altri titoli: “Gli sdraiati” di Francesca Archibugi, “The leisure seeker” di Paolo Virzì e “Land” di Babak Jalali. Da mesi era stato programmato un tributo ai Fratelli Taviani, che con Mosca da anni condividono un rapporto di scambio e di apprezzamento del pubblico. All’indomani della scomparsa di Vittorio Taviani il tributo assume una valenza di ulteriore senso per il pubblico del festival, che avrà modo di vedere o rivedere San Michele aveva un gallo, tratto da un racconto di Tolstoj, riflessione di poetica lucidità sulle contraddizioni dell’utopia socialista, con un memorabile Giulio Brogi, e il recente “Una questione privata”, dal capolavoro di Beppe Fenoglio, racconto di resistenza e di gioventù, fresco e urgente come un’opera prima.
“Il cinema italiano è sempre stato ospite d’onore al Festival di Mosca. L’immenso Federico Fellini è stato premiato due volte, Luchino Visconti è stato in Giuria; e ancora Michelangelo Antonioni, Tonino Guerra, Bernardo Bertolucci, Pietro Germi, Damiano Damiani, i fratelli Taviani hanno presentato i loro capolavori al pubblico russo sin dagli anni ’60. Pier Paolo Pasolini, invece, è stato vittima della censura fino alla Perestrojka. Anche gli autori contemporanei contano su un pubblico di ammiratori affezionati a Mosca, per questo siamo felici del ritorno di maestri affermati come Ferzan Ozpetek e Roberta Torre e di giovani promesse come Matteo Botrugno, Daniele Coluccini e Giuseppe Carrieri.” – commenta Peter Shepotinnik, responsabile delle selezioni italiane per il Festival.
Teatro civile: ‘Il Sindaco Pescatore’ al Teatro San Carlo. La vera storia di Angelo Vassallo, interpretato da Ettore Bassi
Martedì 24 aprile alle ore 17.30, il Teatro di San Carlo apre le porte agli studenti e ai giovani, attraverso i dirigenti scolastici, il servizio Politiche per l’infanzia e l’adolescenza e le associazioni giovanili, a un evento di alto valore civile: lo spettacolo teatrale “Il Sindaco Pescatore”. Interpretato da Ettore Bassi per la regia di Enrico Maria La Manna, lo spettacolo racconta la vera storia di Angelo Vassallo, tratto dall’omonimo libro di Dario Vassallo. Un momento di confronto intorno alle tante esperienze di città che da Sud a Nord resistono alla criminalità per difendere le bellezze delle proprie terre dal malaffare e dal degrado ambientale. L’evento teatrale sarà preceduto da un dibattito cui prenderanno parte, tra gli altri, il Sindaco di Napoli , Luigi de Magistris, il Procuratore Nazionale Antimafia Federico Cafiero de Raho, il Presidente ANCI Antonio Decaro ed il Presidente della “Fondazione Angelo Vassallo” Dario Vassallo. Il teatro, quindi, come strumento di protagonismo civile per raccontare storie di persone e di luoghi che rappresentano, tra l’altro, il punto di partenza per una rinascita culturale e politica dei nostri territori.
Napoli, ‘Mi sono arrabbiato col parcheggiatore e ho sparato’: la confessione del pistolero del Chiatamone
Napoli. Ha confessato il pistolero del Chiatamone: temeva di essere arrestato e ha giocato in contropiede, presentandosi insieme al suo avvocato alla caserma “Pastrengo”. “Sono stato io a sparare in aria l’altra domenica in via Chiatamone”, ha detto ai carabinieri della compagnia Napoli Centro che lo interrogavano.
“Mi sono arrabbiato molto con il parcheggiatore per lo scooter che gli avevo affidato pagando e mi era stato rubato; così mi sono procurato una pistola nella zona della Stazione Centrale di piazza Garibaldi, sono tornato e ho fatto fuoco. Ma non volevo far male a nessuno”. Una confessione che gli ha permesso di evitare il rischio di un fermo nei suoi confronti, tornando così a casa da uomo libero. E’ stato denunciato per porto e detenzione di pistola e spari in luogo pubblico. E’ lui che una settimana fa aveva seminato il panico tra la Movida del Lungomare facendo fuoco a ripetizione contro un parcheggiatore abusivo reo di non avergli saputo “guardare” il motorino che gli aveva lasciato in custodia in via Chiatamone mentre mangiava una pizza con la sua fidanzata in un ristorante del Lungomare. I carabinieri lo hanno identificato grazie ai filmati del sistema di video sorveglianza pubblico e grazie anche ad alcune immagini di negozi di via Chiatamone. Tutta la scena del crimine era stata immortalata dalle telecamere compresa l’auto e il numero di targa.
Ha 22 anni, come riporta Il Roma, è incensurato e lavora come parrucchiere.
Le indagini continuano perché si deve identificare chi ha fornito la pistola al parrucchiere e un eventuale complice nella sparatoria.
Ai domiciliari l’uomo che ha causato l’incidente mortale sulla statale tra Cava e Nocera
Un impatto mortale provocato dalla guida distratta di un uomo di quarantasette anni di Cava de’ Tirreni: la sua automobile si è scontrata con la Fiat Punto su cui viaggiava Raffaele Rossi, il ragazzo di diciassette anni rimasto ucciso, e i suoi amici. L’uomo è attualmente in stato di fermo presso la sua abitazione e il sostituto procuratore, Tania Amoruso, ha chiesto al giudice per le indagini preliminari la convalida del fermo. L’udienza – con interrogatorio si terrà domani davanti al giudice per le indagini preliminari Alfonso Scermino – verrà celebrata con l’accusa di omicidio stradale.
Secondo quanto ipotizzato dagli inquirenti, anche grazie ai rilievi effettuati sul luogo dell’incidente, il quarantasettenne avrebbe invaso l’altra corsia scontrandosi con la vettura che sopraggiungeva in senso opposto. All’esame degli investigatori ci sono anche le analisi cliniche effettuate immediatamente dopo l’incidente per stabilire se l’uomo guidava in stato di ebrezza o sotto gli effetti di droghe.
È atteso anche l’esito dell’esame autoptico sul corpo di Raffaele Rossi, morto nell’impatto. Sono peggiorate le condizioni di Gaetano, il giovane che era alla guida della Punto: ieri è stato sottoposto ad un nuovo intervento chirurgico per ridurre la pressione dell’edema cerebrale. Respira meglio ma le condizioni generali restano critiche. Sta leggermente meglio, invece, Emanuele ma la prognosi resta riservata. Migliorate, infine, le condizioni di salute degli altri due ragazzi ricoverati per una serie di fratture negli ospedali di Cava de’ Tirreni e di Salerno.
Ieri sera don Gerardo Coppola, parroco della chiesa di Orta Loreto, frequentata da Raffaele e dai suoi amici, ha organizzato in ospedale una veglia di preghiera “per l’affetto che ci legava a lui”. Tantissimi i giovani che si sono accalcati nel cortile della sala mortuaria per seguire il rito religioso. Raffaele, insieme agli amici coinvolti nell’incidente, era molto attivo nella comunità che anima la parrocchia di Sant’Antonio.
Sgominata la banda che ricettava Rolex rubati: sei arresti tra Napoli e la Puglia
Riciclavano e ricettavano orologi contraffatti di prestigiosi brand internazionali come Rolex ed Omega e li rivendevano in tutta Italia e in diversi Stati europei: con questa accusa sei persone sono state arrestate nelle province di Brindisi, Taranto e Napoli e altri 9 soggetti sono stati segnalati all’autorita’ giudiziaria. Le misure sono state eseguite dagli uomini del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Brindisi, su disposizione del Gip locale. L’ordinanza cautelare si fonda un’indagine svolta dalle Fiamme Gialle con il coordinamento della Procura della Repubblica di Brindisi che ha permesso di smantellare la banda. I particolari dell’operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa, che si terra’ alle ore 10:30 di oggi, presso la Caserma “A. Apruzzi” via Nicola Brandi n. 12, sede del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Brindisi.
Delitto di Ravello: ai domiciliari Vincenza Dipino
Arresti domiciliari per Vincenza Dipino, la 57enne di Ravello accusata dell’omicidio della scafatese Patrizia Attruia, per motivi di gelosia torna a casa. E’ la clamorosa decisione accolta dai giudici dopo la decisione della Corte d’Assise d’Appello che aveva ridotto da 23 a 9 anni di carcere la sua condanna riconoscendole un ruolo secondario nell’omicidio. La richiesta avanzata da suoi legali di fiducia, gli avvocati Stefania Forlani e Marcello Giani, riporta a casa la donna che era in carcere dal marzo del 2015. Andrà ad abitare , molto probabilmente, nella stessa casa dove si è consumato il delitto. Resta in carcere invece il suo compagno Giuseppe Lima che è diventato il principale responsabile di quell’omicidio e per il quale nel processo che si sta celebrando con il rito abbreviato il pm Giancarlo Russo ha chiesto 30 anni di carcere. un omicidio passionale dettato dalla difficile convivenza di un “Ménage à trois” nella casa di Ravello dove la scafatese Patrizia Attruia aveva trovato ospitalità: la donna fu uccisa e fu ritrovata in una cassapanca. La Dipino si accusò dell’omicidio ma come hanno stabilito i giudici dell’appello quella confessione fu “forzata” per salvare Lima del quale la donna era succube e innamorata. E ora dopo tre anni di carcere torna a casa.
Delitto di Buonabitacolo: anche un calcio in faccia alla vittima dopo le coltellate
Dopo aver ucciso l’amico a coltellate e, mentre il corpo del giovane Antonio Pascuzzo è in una pozza di sangue sull’asfalto, Karol gli infligge anche un calcio al viso. Potrebbe essere questa la macchia nera ritrovata sul volto della vittima durante l’esame autoptico il quale ha confermato che la morte è avvenuta il 6 aprile, giorno della sua scomparsa. Secondo quanto ricostruito dai militari di Sala Consilina i due quella sera si sarebbero incontrati dopo aversi dato appuntamento. Karol Lapenta arriva armato di coltello colpisce Antonio e poi lo trascina per circa 50 metri in un canale senz’acqua. La bicicletta viene gettata da una finestra all’interno della palestra in disuso. Sulle modalità nessun dubbio da parte degli inquirenti, ci sono invece dubbi sul luogo del delitto. I carabinieri hanno fin da subito escluso la pista passionale, probabilmente il movente è da ricercare nello spaccio di sostanze stupefacenti. Probabilmente un ordine non pagato ha fatto scattare la follia omicida del giovane. L’arma del delitto è stata ritrovata. Il coltello usato da Karol Lapenta è stato preso dalla macelleria nella quale lavora il giovane e dopo averlo usato l’ha rimesso nella disponibilità della macelleria. “ Si è definito sempre un amico – ha esclamato con rabbia e commozione il papà di Antonio Alexander – e spesso veniva a casa nostra, suonava e chiedeva di lui. Invece si è dimostrato un animale, una persona malvagia. Non credo che abbia agito da solo ha detto più volte e temo che abbiamo voluto dimostrare qualcosa a qualcuno”.
Nico, autopsia choc: qualcuno potrebbe avergli dato sostanze chimiche
“Morte come conseguenza di altro delitto”, è questo il reato ipotizzato carico di ignoti per la morte di Nico Marra, il 20 enne di Chiaia morto per una caduta da un dirupo a Positano nella notte da il sabato e la domenica di Pasqua. Il ragazzo si era detto che ubriaco era uscito dalla discoteca intorno alle 4 di notte, abbandonato dagli amici e dalla ragazza che era con lui e poi aveva perso l’orientamento fino ad incamminarsi, sotto la pioggia, lungo il sentiero che porta al vecchio cimitero di Positano. Da quel momento si persone le tracce visive da parte delle telecamere del sistema di video sorveglianza pubblico del centro costiero. Il ragazzo sarà ritrovato morto quasi due giorni dopo giù nel vallone a 70 metri di profondità con la testa fracassata e le ossa rotte dalla caduta. E anche se si è pensato fin dal primo momento che si è trattato di un maledetto incidente gli investigatori non hanno voluto chiudere il fascicolo d’inchiesta. A giusta ragione, perchè gli esami tossicologici, anche se non ancora completi fanno emergere un quadro preoccupante dal punto di vista investigativo. I risultati non ancora ufficiali dell’autopsia eseguita dal professore Pietro Tarsitano della Federico II e dalla tossicologa Pascale Basilicata evidenzierebbero la presenza, nel sangue di Nico, di sostanze chimiche non ancora tipizzate. Gli espetti hanno chiesto un’altra settimana di tempo prima di consegnare la relazione finale nelle mani dei magistrati. ma qualcosa non quadra. Il ragazzo avrebbe ingerito o qualcuno gli avrebbe fatto ingerire qualcosa che avrebbe alterato le sue condizioni psicofisiche . Secondo quanto accertato finora ci sarebbero tracce di alcol nel suo corpo ma non in grandi quantità: Nico aveva bevuto ma, probabilmente, non era tanto ubriaco come hanno tutti voluto far credere. Quello stato di tristezza (lo hanno visto nella discoteca Music on the rocks dove era stato con amici e amiche) mista a rabbia era dovuto ad altro. Così come quel suo stato di appannamento mentale. Niente di ufficiale per il momento ma i due esperti nominati dalla Procura di Salerno, titolare del caso, vogliono vederci chiaro. Si pensava che dopo i funerali, dopo gli appelli del padre rivolto ai giovani a non bere e a non buttare via la vita e dopo la serata ricordo dei giorni scorsi si era detto e scritto tutto sulla storia e sulla morte di Nico. ma alla luce di quanto sta emergendo sono ancora molti i capitoli da scrivere.
Diritti Tv: la Lega sempre più preoccupata
“La Lega di Serie A, appreso da notizie stampa del provvedimento di sospensione del bando pubblicato da Mediapro sui diritti del campionato di Serie A per il periodo 2018/21, si limita a osservare che è interesse generale del calcio e dei suoi appassionati, in considerazione dei valori economici e anche sociali in gioco, una definizione rapida di qualsivoglia controversia fra le parti”. Lo scrive la Lega Serie A in una nota, aggiungendo che “nessun ulteriore giudizio può essere espresso non conoscendo allo stato i contenuti degli atti di cui si legge nelle agenzie”.
Vietato il web al marito: la donna può abbandonarlo per legge
Non commette abbandono di tetto coniugale la moglie che sorprende il marito a navigare sul web in cerca di relazioni con altre donne, perchè è una “circostanza oggettivamente idonea a compromettere la fiducia tra i coniugi e a provocare l’insorgere della crisi matrimoniale all’origine della separazione”. Lo sottolinea la Cassazione respingendo il ricorso di un ex marito che voleva addebitare la causa della separazione alla moglie per violazione dell’obbligo di coabitazione dopo che la signora se ne era andata di casa, piantandolo in asso su due piedi, appena scoperto che lui cercava altri incontri sul web. L’uomo chiedeva anche di eliminare l’ obbligo di contribuire con 600 euro al mese al mantenimento della moglie, una signora benestante e molto più giovane, ma gli ‘ermellini’ hanno confermato l’assegno. Con questa sentenza, la Suprema Corte ha convalidato il verdetto emesso dalla Corte di Appello di Bologna che aveva equiparato la navigazione sui siti d’incontri alla violazione dell’obbligo di fedeltà.
La nuova tentazione: esorcismi col cellulare
(ANSA) – ROMA, 16 APR – Crescono le richieste di esorcismi e la Chiesa si attrezza: sono da qualche anno più numerosi i sacerdoti autorizzati a fare questi riti e la formazione è a livello universitario. Non ci sono infatti più solo i riti magici o la stregoneria da contrastare. “Il padre della menzogna è sempre più ricercato e questa maggiore ricerca viene potenziata da internet e dai social network”, spiega p. José Enrique Oyarzun, pro direttore dell’istituto ‘Sacerdos’ tra gli organizzatori del corso “Esorcismo e preghiera di liberazione” in corso all’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum. Sono arrivati a Roma oltre 250 sacerdoti provenienti da 51 Paesi del mondo.
Tra i nuovi temi da esplorare quello della pedofilia, “fermo restando la responsabilità delle persone”, precisa p. Pedro Barrajon, professore di teologia. La prima testimonianza è stata quella del card. Ernest Simoni, albanese, quasi novantenne, forse l’unico, o tra i pochi, cardinale esorcista. “Faccio quattro-cinque esorcismi al giorno con il cellulare”, ha rivelato.
Auguri: da Papa a Papa…
“Benedetto XVI ha festeggiato oggi il suo 91/mo compleanno insieme al fratello Georg in un clima tranquillo e familiare”. Lo comunica la Sala stampa vaticana. In serata, viene spiegato, “la banda musicale della Guardia Svizzera Pontificia suonerà alcuni brani al Monastero Mater Ecclesiae in onore del Papa Emerito”. “Questa mattina presto – si aggiunge -, Papa Francesco ha offerto la Santa Messa per Benedetto XVI e in seguito gli ha inviato i suoi auguri personali”.
Caso Rubin: condanne per Fede e Minetti
Il sostituto pg di Milano Daniela Meliota ha chiesto la conferma delle condanne per l’ex direttore del Tg4 Emilio Fede e per l’ex consigliera lombarda Nicole Minetti, rispettivamente a 4 anni e 10 mesi e a 3 anni di reclusione, nel processo d’appello ‘bis’ sul caso ‘Ruby bis’ con al centro l’accusa di favoreggiamento della prostituzione per le serate nella villa di Silvio Berlusconi ad Arcore. Procedimento scaturito dal rinvio ad un nuovo appello della Cassazione.
Il pg nell’intervento, oltre a chiedere di respingere una questione di illegittimità costituzionale del reato di favoreggiamento della prostituzione presentata dalle difese, ha spiegato che Fede (accusato anche di tentata induzione) favorendo la prostituzione per l’ex Cavaliere voleva “guadagnarci” in termini economici e di “posizione” e aveva il compito di portare “merce nuova” a villa San Martino.
Minetti, invece, aveva il ruolo “fondamentale” di fornire “abitazioni” alle ragazze.
Premio Pulitzer: va ai “nemici” di Trump
Il New York Times e il Washington Post hanno vinto il Pulitzer per il giornalismo di politica interna: sono premiati per le inchieste sull’influenza di Mosca sulla campagna elettorale americana e le sue ripercussioni sull’elezione di Donald Trump, che spesso definisce i due quotidiani “fake news”.
Onu: gli ispettori Opac verso Duma
Gli ispettori dell’Opac raggiungeranno Duma, teatro del presunto attacco chimico attribuito alle forze del regime siriano, mercoledì. Lo annuncia il ministero della Difesa russo, secondo quanto riferisce l’agenzia Tass.
“Le Nazioni Unite hanno dato agli ispettori dell’Opac tutte le necessarie autorizzaioni”: cosi’ il portavoce del Palazzo di Vetro, Stephane Dujarric, ha replicato alla versione di Mosca secondo cui gli ispettori non sono ancora entrati a Duma perche’ manca il via libera alla loro missione da parte del dipartimento della sicurezza del segretariato dell’Onu. “Stiamo supportando il team di ispettori il massimo possibile”, ha aggiunto il portavoce.
E’ bufera su Siria e Russia dopo le rivelazioni del capo dell’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche, il quale ha confermato che il lavoro di ispezione a Duma non è potuto cominciare, perché Russia e Siria ritengono non ci siano le “condizioni di sicurezza”.
“Armi chimiche sono state usate contro uomini, donne e bambini a Duma. Le notizie sul fatto che gli ispettori dell’Opac hanno bisogno di un pass speciale dell’Onu sono completamente false. La Siria e la Russia devono fermare la campagna di disinformazione e consentire l’accesso senza restrizioni alle aree dell’attacco”, afferma la portavoce del Dipartimento di Stato Heather Nauert.
‘Per grazia ricevuta’, i figli della signora Angela insieme ai fujenti a Giugliano
Una manifestazione di fede e di amore. Così si può sintetizzare quello che hanno fatto i figli della signora Angela Silvestre di Giugliano. L’otto aprile scorso i ragazzini hanno preso parte alla celebrazione in onore della Madonna dell’Arco accodandosi al gruppo dei fujenti. I bimbi anche loro scalzi e con grandi stemmi con il volto della Madonna hanno compiuto il percorso fin sotto casa. Un percorso particolare e ricco di significato per i piccoli. Infatti i figli della signora Angela hanno voluto così ringraziare la Madonna per la grazia ricevuta dalla mamma che durante il parto cesareo dell’ultimo figlio ha rischiato di morire insieme con il nascituro. Ora, dopo che il neonato è stato in rianimazione e dopo che la signora ha superato i suoi problemi, i suoi figli hanno voluto ringraziare la Madonna dell’Arco per la grazia ricevuta trascinandosi a piedi nudi insieme con i fujenti.
Presentata “Sarco”, la macchina per il suicidio (VIDEO)
Alla fiera degli articoli funerari tenutasi ad Amsterdam, l’australiano Philip Nitschke, attivista schierato a favore dell’eutanasia, ha presentato la sua ultima creazione. Si tratta di una vera e propria macchina della morte chiamata “Sarco”, termine derivante da sarcofago. Si può testare indossando degli occhiali per la realtà virtuale, per vivere un’esperienza realistica, la stessa che vivrebbe chi decide di uccidersi, poco prima di premere il bottone di “fine vita”. Un articolo che ha fatto già molto discutere. In realtà, spiega il suo inventore, basta un pulsante per far riempire la capsula di azoto. E in poco tempo, dopo una prima sensazione di vertigini, si perderà coscienza, fino a morire. Entro circa un minuto avverrebbe la morte. “E’ un dispositivo che permette di morire alle persone che vogliono morire – ha detto Nitschke, già ribattezzato il “Dr. morte” per la sua battaglia nel voler legalizzare l’eutanasia”. “Non dovrebbe essere solo un privilegio per le persone molto malate, ma un diritto umano. Se si ha il dono prezioso della vita, ognuno dovrebbe poter decidere quando darlo via e farla finita”. Il sarcofago ancora non è in vendita, ma mancherebbe davvero poco per la commercializzazione di questo oggetto. Il prezzo dovrebbe aggirarsi intorno ai 7.500 dollari. IL VIDEO






