Il piccolo Alfie Evans e’ morto. Lo hanno annunciato entrambi i genitori su Facebook.Tom e Kate hanno scritto su Facebook. “Il mio gladiatore ha posato lo scudo e ha spiccato il volo alle 2.30”, ha scritto il padre, Tom Evans, dicendosi “completamente distrutto”. “Ti amo, ragazzo mio”, ha aggiunto. Un ultimo disperato appello era arrivato nella notte via Facebook, ai sostenitori dell’Alfie’s Army, a mandare “preghiere” e “100 profondi respiri al nostro guerriero”. E’ arrivato da Sarah Evans, zia del piccolo Alfie, il segnale della crisi fatale per il bambino, dopo una giornata trascorsa ieri apparentemente senza novita’, con i genitori, Tom e Kate, ormai rassegnati alla fine delle speranze di un trasferimento in Italia e impegnati a dialogare con i medici dell’ospedale Alder Hey di Liverpool sulla possibilita’ di riportarlo a casa.
Camorra: scarcerato anche Giuseppe Inquieto accusato di aver costruito il bunker di Zagaria
E’ stato scarcerato nella serata di ieri l’imprenditore di Aversa, Giuseppe Inquieto, arrestato il 12 aprile scorso insieme con il fratello Nicola perché sospettati di essere i prestanome del boss Michele Zagaria.
Nicola era stato arrestato a Pitesti in Romania, dove secondo le accuse aveva costruito un verto e proprio impero economico fatto da centinaia di immobili che rappresentavano la “cassaforte” del clan Zagaria, ma anche lui giovedì pomeriggio era stato scarcerato dall’Alta Corte di Cassazione e giustizia della Romania.
Dovrà essere processato prima per un diverso reato per il quale si era macchiato a Pitesti, ovvero un omicidio colposo legato alla morte di un operaio avvenuta in una delle aziende di Inquieto. La custodia cautelare con mandato europeo ha validità un mese ma prima dell’estradizione la legislazione rumena prevede che debbano chiudersi prima i procedimenti commessi in quello Stato, per consentire poi l’estradizione (a meno che non si disponga una consegna temporanea).
L’autorità giudiziaria vuole che Inquieto chiuda il conto prima di concedere all’Italia l’estradizione. I due fratelli inquieto, secondo le accuse contenute nelle 324 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Federica Colucci, avrebbero favorito la latitanza del boss Michele Zagaria ( il boss fu arrestato nel 2010 in casa di Vincenzo Inquieto, in via Mascagni a Casapesenna).
Giuseppe avrebbe costruito il bunker dentro il quale fu trovato “capastorta” mentre Nicola avrebbe riciclato i soldi del boss in Romania. Nell’inchiesta “Transilvania” sono indagati a piede libero anche gli imprenditori caseari Salvatore Nobis, il fratello Giovanni insieme con la moglie Rita Fontana e il figlio Mario.
Ad accusarli una decina di pentiti tra cui Massimiliano Caterino, ex braccio destro di Zagaria, Generoso Restina, Luigi Cassandra, Attilio Pellegrino, Benito Natale, Pietropaolo Venosa, Salvatore Venosa, Raffaele Venosa e Michele Barone. Ora alla luce delle due scarcerazioni l’inchiesta “Transilvania” e sul clan Zagaria attende le contromosse della Dda di napoli pronta a presentare ricorso sulle due scarcerazioni.
Camorra, stesa nella notte alla Sanità: attacco al clan Savarese
Ancora una sparatoria a Napoli. La scorsa notte alle 23 e 45 in via Cristallini, nel cuore del rione Sanita’. La segnalazione e’ arrivata con una telefonata anonima che ha avvisato le forze dell’ordine che qualcuno in sella ad uno scooter era passato a folle velocita’ e fatto fuoco in aria. A terra sono stati ritrovati quattro bossoli che sono stati repertati. In zona abitano boss del gruppo dei Savarese che alleati dei Sequino sono in contrasto con i Vastarella-Mauro che controllano la parte piu’ alta del rione dedita allo spaccio di sostanze stupefacenti. La sparatoria potrebbe essere la risposta a un attacco avvenuto il giorno della Liberazione in via Anticaglia nel cuore del centro storico di Napoli, quest’ultima organizzata in risposta a un altro agguato avvenuto di notte a Porta San Gennaro. La tensione e’ altissima tra due cosche da da mesi si contendono in territorio a suon di stese, ovvero rais con colpi di pistola in aria organizzate con lo scopo di intimorire. Nel rione Sanita’ ci sono state decine di stese da una parte all’altra. Il ‘confine’ tra gruppi criminali si sta spostando coinvolgendo altri rioni, dove sono andati ad abitare boss che volevano cosi’ evitare di restare coinvolti nelle fibrillazioni.
Malagò: ‘Chi vincerà lo scudetto? Penso il Napoli’
“Chi vince lo scudetto? Penso lo vincerà il Napoli. Se si può ribaltare il 5-2 di Liverpool? E’ molto complicato, però tutto si può fare. Negli sport, anche in quelli individuali, tuttavia, accade che ci sono giocatori magari meno forti, ma riescono ad adattarsi al tipo di gioco dell’altra squadra. Sicuramente, almeno questo si è visto nella partita d’andata, quel tipo di gioco è molto complicato”. Cosi’ Giovanni Malagò, presidente del Coni, che é intervenuto alla trasmissione condotta da Fiorello, su Radio Deejay. Il numero uno dello sport italiano ha inoltre ribadito, che “fatti come quelli di Liverpool non devono mai più accadere. Mai. Certi fatti discreditato la società, la squadra, l’immagine di tutto il calcio. Sono veramente molto arrabbiato”. “La partita poteva anche andare in modo diverso, ma protagonista di questa serata sarebbe comunque stato questo drammatico episodio. Peggio ancora: ci sono forti preoccupazioni per la partita di ritorno”, conclude.
Terrorismo, indagini sulle chat e sulle telefonate del gambiano arrestato a Licola
I contatti telefonici e in chat recuperati dal cellulare di Alagie Touray, il 21enne immigrato del Gambia arrestato con l’accusa di legami con l’Isis, sono all’esame degli esperti antiterrorismo del Ros e della Digos. Gli investigatori – in collaborazione con gli apparati di intelligence, anche di altri paesi – tentano di ricostruire l’eventuale rete jiadista che potrebbe aver progettato un attentato con un’auto lanciata sulla folla, secondo quanto riferito dallo stesso gambiano nel corso di un interrogatorio (gli avrebbero proposto in cambio di soldi di mettere in atto l’azione terroristica, anche se – ha riferito l’immigrato agli inquirenti – lui in ogni caso era non era intenzionato ad accettare l’incarico). In particolare, gli inquirenti stanno tentando di individuare il contatto libico che sembrava impartire ordini invitando per telefono il gambiano a realizzare la missione. A dare il numero di cellulare di Touray allo sconosciuto libico ”certamente legato all’Isis” (come e’ scritto nell’ordinanza del gip Isabella Iaselli) sarebbe stato un tale Batch Jobe, amico di Touray che vive in Gambia. A far ritenere agli investigatori – coordinati dal procuratore di Napoli Giovanni Melillo, dall’aggiunto Rosa Volpe e dal pm Gianfranco Scarfo’ – che la minaccia fosse concreta, anche se non si conoscono ne’ i tempi ne’ il luogo del presunto attentato, e’ il video, recuperato sempre dal cellulare sequestrato al gambiano, in cui Touray giura fedelta’ al Califfo del terrore, Al Baghdadi recitando in arabo una determinata formula (“Giuro di prestare fedelta’ al Califfo dei musulmani Abu Bakr Al Quaraishi Al Baghdadi, nei momenti difficili e facili, nel mese di Rajab giorno 2 e Allah e’ testimone di quello che dico”). In numerosi attentati avvenuti in Europa e negli Stati Uniti i terroristi hanno infatti giurato fedelta’ al Califfo dell’Isis, come evidenziato nell’ordinanza cautelare, e cio’ rappresenta un serio motivo per non sottovalutare la minaccia. Il giudice nel capitolo dedicato alle esigenze cautelari accenna al ”pericolo del compimento di un atto terroristico nella zona napoletana quale attuale ed imminente” per quanto gli inquirenti invitino alla prudenza per evitare allarmismi.
Castellammare, pioggia di multe contro tavolino selvaggio in Villa Comunale
Castellammare. Pioggia di multe e di sequestri contro tavolino selvaggio in villa Comunale. In serata una task force dei vigili urbani, stabiesi guidati dal comandante Antonio Vecchione e su disposizione dei commissari prefettizi, ha effettuato un controllo a tappeto a tutti i bar e i locali che hanno già piazzato, complice il bel tempo, tavolini e gazebo in villa comunale di fronte ai loro esercizi commerciali. Molti sono stati quelli trovati senza alcuna autorizzazione e per questo multati e fatti sgomberare. L’operazione ha ricevuto il plauso di molti cittadini che si erano visti privare dello spazio per passeggiare. ma anche il malcontento dei gestori dei bar in attesa del famoso regolamento che disciplini l’apertura di spazi ricettivi sulla villa comunale ma anche sull’arenile.
Ciro Serrapica
Arzano, dopo le frizioni in maggioranza si pensa a un ‘Governo di Salute Pubblica’
Arzano. Dopo le frizioni in maggioranza, la città fa quadrato intorno al sindaco Fiorella Esposito che a più riprese avrebbe paventato il suo abbandono. Possibile nascita di un governo di “Salute Pubblica”. Dopo la riunione infuocata tra le varie anime della maggioranza, dove il gruppo degli “scissionisti” fuoriusciti da De.mA e la lista di ABC, avrebbero imposto l’out out alla compagine di governo con una serie di richieste “irricevibili”. Sul tavolo, almeno dalle indiscrezioni che trapelano, la “testa” di due dirigenti, due assessorati forti e una serie di atti che andrebbero a snaturare l’approvazione del REC. Proposte e richieste che alla luce delle numerose indagini e fari accesi della Prefettura, appaiono non solo compromissive di una limpida azione di governo voluta dal sindaco Fiorella Esposito, ma addirittura dannose ed indirizzate a favorire i “soliti noti” che in città da oltre un ventennio determinano sistematicamente vita e morte della amministrazioni. Ed ecco che la politica si interroga e forse decide finalmente di fare fronte comune contro l’avanzata socialista con l’idea di rilanciare un governo di “Salute Pubblica” che fermi sul nascere la politica del “ricatto”. Senso di responsabilità che sarebbe condiviso anche dal mondo dell’informazione per porre un argine alla “mala politica”.
Raffaele Desiani
Alluvione di Sarno, a 20 anni dalla tragedia. tre giorni di dibattiti
– A vent’anni dalla alluvione del 5 maggio 1998, la citta’ di Sarno dedica tre giorni per ricordare le 137 persone sepolte dalle colate di fango nella frazione di Episcopio e nelle zone di San Vito-Sant’Eramo. Tre giorni di commemorazione con la partecipazione di istituzioni civili, religiose e militari. Si comincia venerdi’ 4 maggio (ore 11) inaugurando – nei nuovi spazi espositivi di Villa Lanzara – la mostra “Una luce per Sarno”, curata da Ernesto Terlizzi, che raccoglie lavori pittorici e fotografici di 165 artisti tra i quali Carla Accardi, Renato Barisani, Andrea Botto, Francesco Bruno, Pablo Echaurren, Daniele e Omar Galliani, Mimmo Jodice, Ernesto Treccani, Ernesto Tatafiore e Marco Lodola. A corredo delle opere, i testi di critici d’arte, di scrittori e giornalisti (Lucia Annunziata, Gillo Dorfles, Fabrizia Ramondino). Scritti e opere, ispirati alla tragedia di Sarno, furono donati a Terlizzi nei mesi subito successivi all’alluvione e poi custoditi dal Comune di Angri che non aveva pero’ mai provveduto a trovare un allestimento espositivo permanente per la mostra. Alla cerimonia d’inaugurazione parteciperanno Vincenzo Trione, professore di Storia dell’Arte contemporanea allo Iulm di Milano; Geo Nocchetti, giornalista Rai; Antonio Manzo, direttore del quotidiano “La Citta'” di Salerno. Nel pomeriggio, ad Episcopio (ore 16,30), nell’aula magna del Liceo “T. L. Caro”, studenti, scouts, componenti del “Forum dei Giovani” incontreranno la giornalista Mirella Armiero de “Il Corriere del Mezzogiorno” e gli autori sarnesi di opere in prosa, in versi, teatrali, di saggistica e docufilm sulla tragedia del ’98. Al termine dell’incontro, in corteo i giovani si sposteranno nel Duomo di Episcopio per partecipare al concerto dell’orchestra del Liceo “A. Galizia” di Nocera Inferiore.
Incidente sulla Statale del Vesuvio, morto motociclista
Anas comunica che, a causa di un incidente avvenuto al km 1,800, e’ stata chiusa al traffico la carreggiata in direzione Cercola della strada statale 268 “del Vesuvio”, all’interno del territorio comunale di Pollena Trocchia, in provincia di Napoli. Nell’incidente, le cui cause sono in corso di accertamento, una persona e’ deceduta. Il traffico e’ deviato. Sul posto sono presenti le squadre Anas e le forze dell’ordine per la gestione del traffico e per consentire la riapertura della strada nel piu’ breve tempo possibile. . Anas, società del Gruppo FS Italiane, raccomanda prudenza nella guida e ricorda che l`evoluzione della situazione del traffico in tempo reale è consultabile sul sito web www.stradeanas.it oppure su tutti gli smartphone e i tablet, grazie all`applicazione ”VAI” di Anas, disponibile gratuitamente in ”App store” e in ”Play store”. Inoltre si ricorda che il servizio clienti “Pronto Anas” è raggiungibile chiamando il numero verde gratuito, 800 841 148.
“Maximall Pompei”: io sorgo tu muori. Sarà il più grande centro commerciale del Sud Italia. Ma era proprio necessario costruirlo?
“Mors tua vita mea” – “Morte tua, vita mia”. Al di là del tono drammatico del senso letterale, la locuzione di origine mediovale si usa quando all’interno di una competizione o nel tentativo di raggiungere un traguardo ci può essere un solo vincitore: il detto indica cioè che il fallimento di uno costituisca requisito indispensabile per il successo di un altro. Ebbene sotto tanti aspetti mai come oggi questa espressione viene comunemente usata per descrivere efficacemente un comportamento connotato da caratteri opportunistici. Era il 16 Gennaio del 1998 il presidente del Consiglio Romano Prodi approva il decreto di riforma del settore commerciale abolendo lelicenze e le 14 tabelle merceologiche, chiunque potrà aprire un negozio fino a 300 metri quadri, e vendere ciò che vorrà: alimentari e non. Un dramma per molti, la gioia per altri. Il parere vincolante delle Regioni resta su quelli di superfice superiore ai 2000 metri quadri. Qui entrano in gioco i centri commerciali. Prodi in persona era presente all’inaugurazione del “Vulcano Buono” circa 13 anni fa a Nola, al quale ne sono seguiti altri: nel 2012 La “Cartiera”; nel 2015 inaugurato il Parco Commerciale Maximall Oplonti di Torre Annunziata. Ombre su realtà già esistenti. “Cattedrali del consumismo” che occupano aree provocando inevitabilmente danni ambientali perchè quasi sempre vengono costruiti su terreni fertili e “ammazzano” le piccole attività. Vita mia morte tua… appunto. In questo spaccato di tessuto sociale, stretto nella morsa da una crisi economica immortale l’anno prossimo dovrebbe aprire i battenti “Maximall Pompei”. I lavori sono iniziati a fine 2017 è si presenterà come uno dei centri commerciali più grandi del Sud Italia. La maxi struttura si inserisce in una più vasta operazione di riqualificazione urbana del territorio che va dal porto turistico di Castellammare di Stabia a quello di Torre Annunziata: 200 negozi, otto sale cinematografiche, una struttura alberghiera a quattro stelle con 120 camere doppie, 24 ristoranti di vario genere e nazionalità, un parcheggio di quasi 4 mila posti auto. Il centro della struttura sarà un enorme anfiteatro per eventi a fare da cornice un gigantesco parco urbano con giardini, prati, alberi e una fontana danzante collocata dentro la Piazza Food, che richiamerà nello stile e nel design la famosissima e vicina piazza del Plebiscito, simbolo della città partenopea. Un investimento da oltre 150 milioni di euro che sorgerà su un area di più di 200.000 metri quadrati.
Ovviamente in tanti saranno già in “pole position” per accaparrarsi il posto di lavoro; trovare la “maniglia giusta” per entrare nel mondo della neo- schiavitù. Così chiamata la generazione di lavoratori, in gran parte giovani che, grazie alla liberalizzazione delle aperture approvata dal governo Monti, lavora sette giorni su sette ( salvo riposo infrasettimanale) per 365 giorni l’anno esclusi Natale e Capodanno ma solo per i dipendenti dei superstore presenti nelle strutture. Vivendo oltretutto con ansia la situazione perchè i contratti sono atipici e a tempo determinato, vincolati da regole precise per ogni settore. Precari insomma con prospettive incerte per il futuro. Spcciati dagli amministratori locali come ancore di salvataggio per i comuni economicamente in crisi, grazie all’infame patto di stabilità, riferendosi alla creazione di nuovi posti di lavoro, sono molti gli elementi che, messi insieme, denotano un quadro “clinico” della realtà con parametri sotto tanti aspetti bassissimi come quelli che portano alla “morte” delle piccole botteghe creando nuova disoccupazione.
foto:web
Anziano travolto a Varcaturo da un trattore guidato da un operaio della Regione: aperta un’inchiesta
Giugliano. Un anziano agricoltore della zona di Varcaturo è morto nel pomeriggio di oggi per una tragica fatalità. la vittima si chiamava Antonio Raiola e aveva 82 anni. E’ stato travolto da un trattore guidato da un operaio della regione Campania intento ad effettuare dei lavori di bonifica e ripulitura in un terreno attiguo alla sua abitazione. L’anziano aveva chiesto ai lavoratori la cortesia di ripulire con il mezzo cingolato anche davanti alla sua causa. Per cause in via di accertamento il mezzo di è ribaltato e ha schiacciato l’anziano che è morto sul colpo. Sul posto la polizia che ha aperto un’inchiesta su disposizione della Procura di Napoli Nord, che ha disposto il sequestro del mezzo meccanico.
I Cinque Stelle attaccano: ‘Telenovela difensore civico, la Regione rischia il danno erariale’
“Con la sentenza di oggi del Consiglio di Stato, che annulla la nomina di Francesco Eriberto D’Ippolito a difensore civico della Regione Campania, si scrive una nuova puntata di una telenovela che non conosce fine. Una vicenda dalla quale emergono due dati ineludibili. L’uno, che negli ultimi otto anni il Consiglio regionale, tra componenti di maggioranza e buona parte dei membri delle opposizioni, ha puntualmente violato le disposizioni dettate con sentenze dei giudici amministrativi, assumendo comportamenti volutamente illegittimi pur di attenersi ad una logica spartitoria che una logica spartitoria che non tiene conto di titoli e professionalità acquisiti. L’altro, che a farne le spese sono i cittadini di questa regione, privati di una figura fondamentale e costretti a pagare di tasca propria le spese legali per sentenze che hanno puntualmente dato torto alla Regione Campania. Una tale condotta non poteva non portare alla decisione dei giudici di nominare un commissario ad acta e che rischia oggi di far ravvisare per la Regione un’ipotesi di danno erariale. Oltre ad aver costretto l’ente a resistere in giudizio per otto anni, con la sistematica condanna al pagamento degli oneri processuali, è infatti evidente anche la perdita di un valore immateriale, essendo stato negato ai cittadini campani il diritto di rivolgersi a un difensore. Ma è chiaro che sia per questa maggioranza che per quella che l’ha preceduta, poco o per nulla ha contato l’interesse dei cittadini a fronte di quello di piazzare gli amici sulle poltrone che contano”. E’ quanto denunciano il capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle Gennaro Saiello e la consigliera regionale M5S e presidente della Commissione Trasparenza Valeria Ciarambino.
“Un comportamento reiterato di superficialità e negligenza che il Movimento 5 Stelle ha sistematicamente denunciato e lo ha fatto anche in occasione della nomina di D’Ippolito, l’8 febbraio scorso quando, con una procedura assolutamente irrituale, è stato convocato un consiglio monotematico senza passare per la Conferenza dei capigruppo, pregiudicando di fatto la posizione delle opposizioni. E’ paradossale che sarà un commissario ad acta a dare seguito a una disposizione che era già contenuta in una sentenza del 2012. Una disposizione per otto anni sistematicamente violata dal Consiglio regionale, ma le cui conseguenze ricadranno invece sui cittadini”.
Voti dalla camorra, la consigliera regionale Paolino a processo, Borrelli dei Verdi: ‘Si faccia subito chiarezza’
“Ci auguriamo che le persone coinvolte a vario titolo nell”inchiesta sullo scambio elettorale politico mafioso che vede anche la consigliera regionale Monica Paolino tra gli indagati arrivino al più presto a una sentenza che chiarisca, definitivamente, le loro posizioni”. Ad auspicarlo il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, per il quale “il rinvio a giudizio conferma che ci sono elementi abbastanza fondati nell’inchiesta avviata dalla direzione investigativa antimafia e, quindi, diventa quanto mai necessario arrivare a un giudizio definitivo per evitare che aleggino accuse così gravi su una Consigliera regionale”. Con la Paolino eletta nel gruppo di Forza Italia sono stati rinviati a giudizio anche il marito, Pasquale Aliberti (ex sindaco di Scafati, anch’egli di Forza Italia e che si trova agli arresti domiciliari a Roccaraso), il cognato Nello Aliberti e altri 8 persone.
Napoli: occhio alla Fiorentina
Delle quattro partite che rimangono ancora da giocare, quella di domenica prossima con la Fiorentina e’ sicuramente la piu’ difficile per il Napoli. Sarri ne e’ profondamente convinto e sa bene quali pericoli si annidino dietro al match con i viola. Gli azzurri, pero’, hanno assolutamente bisogno di vincere tutti e quattro gli incontri che restano fino alla fine del campionato, se vogliono sperare di scavalcare la Juventus, in caso di un passo falso dei campioni d’Italia. Mai come in questa settimana, dunque, il compito dell’allenatore e’ stato importante. Sarri ha dovuto prima lavorare per attuare un reset completo delle scorie psicologiche derivanti dalla vittoria all’Allianz Stadium di Torino e solo dopo si e’ potuto dedicare alla preparazione, tattica oltre che atletica, della partita di Firenze. Il tecnico azzurro cerchera’ di sfruttare al massimo il buon momento di forma che quasi tutta la squadra ha dimostrato di attraversare nelle ultime due uscite. La vittoria di Torino, infatti, e’ derivata in buona parte dal pressing continuo che gli azzurri sono riusciti imporre ai bianconeri per tutti i 90′, a seguito del quale la Juventus ha potuto tirare in porta una sola volta e su calcio da fermo. Per quanto riguarda la formazione che Sarri mandera’ in campo a Firenze, non ci sono dubbi di alcun genere. Giocheranno i titolari, vale a dire gli stessi che sono scesi in campo dal primo minuto a Torino. Gli unici dubbi potrebbero come al solito riguardare Mertens e Hamsik, ma e’ ormai consolidata l’abitudine del tecnico di utilizzarsi sempre nella prima fase della partita per poi eventualmente sostituirli in corso d’opera, rispettivamente con Milik e Zielinski. A Firenze sicuramente il Napoli trovera’ un gran numero di tifosi presenti sugli spalti del Franchi. La vendita dei circa tremila biglietti disponibili per il settore ospiti si e’ conclusa rapidamente ma a quanto pare sarebbero numerosissimi i sostenitori azzurri non residenti in Campania che si starebbero accaparrando tagliandi per settori diversi dello stadio. Insomma ci si prepara a una specie di invasione e sicuramente il pubblico continuera’ a fare sentire la propria presenza vicino alla squadra per continuare a coltivare fino in fondo il sogno dello scudetto. Il Napoli domani effettuera’ la rifinitura della preparazione a Castel Volturno e subito dopo partira’ in treno per Firenze.
Terrorismo, tensione alla moschea di Licola, l’Imam: ‘Touray? Non lo conosciamo’
“Alagie Touray? Non lo abbiamo mai visto. Non e’ vero che frequentava questo luogo di culto!” sbotta l’imam Ali’ della moschea di via del Mare a Licola. Il giorno dopo l’arresto del presunto terrorista di origine gambiana, nella cittadina del litorale domizio la pressione dei media non e’ gradita. “Noi abbiamo appreso del suo arresto solo ieri dai giornali e dalle televisioni – sbotta – non mi pare che l’arresto sia avvenuto qui. Tutto questo non e’ corretto”. Visibilmente contrariato dal clamore che la vicenda ha suscitato sulla moschea, l’imam spiega: “Noi qui – dice – lavoriamo per la pace e la verita’ ed accogliamo fedeli di tutte le nazionalita'”. Ripete: “Quello li’ non lo abbiamo mai visto!” Di certo c’e’ che Alagie Touray era ospite del centro di accoglienza ‘Circe’ in via Sibilla, che dista poche centinaia di metri dal luogo di culto islamico e si sara’ potuto confondere, in questi mesi che ha trascorso al ‘Circe’, tra i tanti che frequentatori della moschea. Stamattina si e’ svolta regolarmente la giornata di preghiera. Si sono registrati arrivi alla spicciolata di gruppetti di fedeli, ma come hanno riferito alcuni testimoni, non c’e’ stata l’affluenza degli altri venerdi’. Molto probabile che abbia inciso l’effetto mediatico dopo l’arresto del migrante gambiano. La presenza di ‘estranei’, giornalisti, cameraman e reporter nei pressi del luogo di culto ha contribuito a tener lontano buona parte dei frequentatori. Sono state, comunque, celebrate in mattinata due ‘messe’ come abbiamo appreso da un collaboratore dell’imam, Ali’. “Nel pomeriggio rimaniamo chiusi – ha aggiunto uno dei fedeli – probabilmente si riaprira’ stasera: dipende da quanta gente verra’. Di certo non ci sara’ l’imam che ultimate le funzioni va via. E’ impegnato a lavorare”. Difficile parlare di Alagie Touray anche tra i frequentatori della moschea. La risposta piu’ ricorrente e’ che non lo conoscono, non lo ricordano. Dice un altro immigrato in un italiano stentato: “Questo qui, indicando il seminterrato, e’ un luogo di pace. L’imam ce lo ripete sempre. Noi con la gente Isis non abbiamo nulla di uguale”.
Carceri: la messa alla prova supera il vaglio della Corte Costituzionale
L’istituto della messa alla prova – introdotto dalla legge n. 67 del 2014 – ha passato indenne il vaglio di legittimità costituzionale.Con la sentenza n. 91 depositata oggi (relatore Giorgio Lattanzi), la Corte costituzionale ha ritenuto che l’istituto in esame presenti aspetti che non sono riconducibili alle ordinarie categorie costituzionali penali e processuali, in quanto il suo carattere innovativo “segna un ribaltamento dei tradizionali sistemi di intervento sanzionatorio”, come già rilevato dalle sezioni unite della Cassazione con la sentenza 31 marzo 2016, n. 36272.Nel procedimento di messa alla prova manca infatti una condanna e “correlativamente manca un’attribuzione di colpevolezza dell’imputato”, il quale viene sottoposto, su sua richiesta, a un trattamento alternativo alla pena applicabile nel caso di un’eventuale condanna.Inoltre, anche l’esecuzione del trattamento è rimessa alla volontà dell’imputato, che può farla cessare in qualsiasi momento, facendo così riprendere il procedimento penale.Pertanto, la Corte costituzionale ha dichiarato che l’istituto in esame non viola, tra gli altri, gli articoli 27 e 25 della Costituzione, sotto il profilo, rispettivamente, della presunzione di non colpevolezza e della determinatezza del trattamento sanzionatorio.
Figli d’arte: Renzi junior in prova col Genoa
Papà Matteo, dopo l’ultimo periodo trascorso in panchina, si è già fatto rivedere in piazza e scalda i motori per provare il rientro in campo . Ma c’è un altro Renzi, che il campo, in questi mesi, non lo ha mai abbandonato, arrivando persino a indossare la maglia del Grifone. Di chi parliamo? Di Francesco Renzi, primogenito dell’ex Premier. Né destra, né sinistra, l’habitat naturale di Renzi Junior è al centro. Ma delle aree di rigore, luogo ideale per chi professa la politica del gol, l’unica che mette tutti d’accordo. Centravanti di belle speranze, classe 2001, Francesco Renzi segna gol a raffica con la maglia dell’Affrico, società dilettantistica di Firenze, ma è seguito con attenzione dal Genoa. Che lo ha voluto testare dal vivo. Un paio di settimane fa, infatti, Renzi Jr si è allenato per due giorni a Voltri, con gli Allievi Nazionali di mister Luca Chiappino, sotto gli occhi del ds della Primavera rossoblù, Carlo Taldo, peraltro ex attaccante.
Allarme di Italia Nostra: 6000 borghi abbandonati
Borghi e centri storici sono l’anima del nostro territorio, un’immensa ricchezza culturale ma potenzialmente anche economica se la formula dell”albergo diffuso’ riuscisse a far breccia nel nostro tessuto imprenditoriale pubblico e privato. Ma oggi questo patrimonio e’ minacciato: “Dall’incuria, da politiche inadeguate, dalla mancanza di vigilanza e progettualita’ da parte delle istituzioni, dall’abbandono”. La denuncia-allarme e’ Italia Nostra secondo cui a fronte di un vero e proprio boom di domanda per questo segmento turistico sono ben 6.000 (dati Istat), contando anche stazzi e alpeggi, i borghi abbandonati. “Un appello rivolto alle istituzioni, di cui pero’ Italia Nostra – tiene a precisare – si fa carico anche in prima persona, mettendo in atto buone pratiche, come il progetto d’avanguardia appena partito per il recupero dello splendido borgo di Monte Sant’Angelo, uno dei tre siti UNESCO della Puglia”. Un’indagine del Centro Studi Turistici di Firenze e Confesercenti indica il 2017 come anno record per il turismo nelle citta’ d’arte e, soprattutto, per i piccoli borghi, con 95 milioni di presenze e una quota di stranieri molto rilevante. La spesa turistica complessiva, per i piccoli borghi, e’ stimata in circa 8,2 miliardi di euro, oltre la meta’ della quale, il 54,8%, e’ dovuto a turisti stranieri. E le presenze turistiche di stranieri nei borghi sono salite del 30,3% tra il 2010 ed il 2017, contro un calo del 5,4% per i turisti italiani. Ma a fronte di questi “numeri entusiasmanti” si apre pero’ la “grande piaga” dei borghi abbandonati, “dove non e’ rimasto piu’ nessun abitante, spesso straordinari gioielli di storia che, tuttavia, restano completamente – e immotivatamente – al di fuori del flusso turistico”. Per questi 6.000 borghi, “un patrimonio inestimabile” la parola d’ordine e’ “rigenerare”. E’ questo l’appello che Italia Nostra lancia alle Istituzioni e a tutti gli attori coinvolti. “Rigenerazione, tutela, messa in sicurezza, infrastrutture, sviluppo. Sono questi i termini chiave – si sottolinea – allo scopo di salvaguardare e valorizzare il territorio, i centri storici, i nostri grandi e piccoli borghi. Nel 2015 Italia Nostra “aveva preso l’impegno di attivare una sperimentazione nel sito UNESCO di Monte Sant’Angelo in Puglia”, dichiara Maria Gioia Sforza, Consigliere Nazionale, nonche’ Presidente Sezione Gargano e Terre dell’Angelo, di Italia Nostra. Obiettivo del progetto il recupero del Centro Storico, delle mura medievali, dei terrazzamenti, e l’ampliamento della buffer zone, avviata da tempo in collaborazione con il Comune di Monte Sant’Angelo, la Tecnische Universitaet Wien, l’Universita’ Federico II di Napoli, la Scuola Ingegneria e Architettura di Bari. “E il progetto – spiega – e’ finalmente partito in questi giorni: 60 neoarchitetti austriaci hanno visitato e studiato Monte Sant’Angelo per attivare un processo di rigenerazione urbana in questo centro di 12.000 abitanti che ha un forte decremento demografico”.
Napoli, de Magistris: ‘Non metterò mai la mia firma su un documento di dissesto’
“Fino a quando saro’ sindaco non mettero’ mai la firma su una proposta di dissesto del Comune”. Lo ha affermato il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, a margine della presentazione del Maggio dei Monumenti. “Ora – ha aggiunto – si apre una fase di interlocuzione importante con il Governo e con il Parlamento e in vista di cio’ faremo una riflessione sulla nostra squadra per valutare se va rafforzata sia sul piano amministrativo che sul piano politico”. De Magistris conferma cosi’ le voci di possibili “aggiustamenti” che, dice, “sto maturando in questi mesi e che consentono di tenere conto dell’ottimo lavoro fatto fino ad ora ma anche di fare qualche aggiustamento complessivo che non riguarda solo la Giunta”. Intanto oggi la Giunta si appresta ad approvare il rendiconto che poi sara’ portato all’esame del Consiglio comunale attorno alla terza settimana di maggio. Ma prima della discussione del testo contabile in aula, de Magistris si rechera’ a Roma per “risolvere il problema del debito storico che ci sta soffocando. Porteremo le nostre soluzioni – ha concluso – innanzitutto all’attenzione dell’autonomia del Parlamento e poi al Governo che ci sara'”.
Da Ischia arriva la app per scegliere gli hotel antisismici
Un aggregatore in grado di cercare un hotel in regola con le certificazioni antisismiche. E’ l’obiettivo di Hotel Sicuro. Il progetto e’ stato presentato oggi a Ischia nel corso di un incontro sul tema della classificazione sismica in Italia. Il progetto si propone di salvaguardare i fatturati di tutte quelle strutture (e l’Isola Verde ne e’ piena) che pur essendo a norma con le leggi in materia di sicurezza antisismica, soffrono di una generalizzata paura da parte dei turisti dopo il terremoto dell’agosto scorso. Le immagini del terremoto di Lacco Ameno, infatti, hanno fatto il giro del mondo, creando un timore ingiustificato che si sta traducendo in mancati ricavi per migliaia di euro. La risposta degli imprenditori per combattere la fuga delle presenze sull’isola di Ischia e’ stata infatti quella di ridurre il costo del soggiorno, annullando quasi completamente il proprio margine. Anima del progetto Hotel Sicuro e’ la societa’ EdilGEO4.0. Il progetto di EdilGEO4.0 aggiunge dunque una “stella” ad ogni edificio che ha effettuato la certificazione sismica e l’eventuale miglioramento sismico per la messa in sicurezza dell’edificio.



