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Ponte del Primo Maggio: tutto esaurito in Campania, +3% rispetto allo scorso anno

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“Si annuncia un ponte del primo maggio da tutto esaurito nelle strutture ricettive della Campania. La conferma arriva dalla sezione regionale di Federalberghi, secondo la quale il trend registrato negli hotel è sostanzialmente in linea con i dati nazionali recentemente diffusi da associazioni di categoria e siti web specializzati. Anzi, secondo gli albergatori campani, il numero di arrivi e presenze supererebbe di circa il 3 per cento quello segnato nello stesso periodo dello scorso anno: segno della buona salute e del forte appeal, a livello nazionale e internazionale, di cui gode la Campania insieme alle sue bellezze e alle sue strutture ricettive”, Così Federalberghi in una nota. “Napoli si conferma tra le mete più ambite dai vacanzieri di tutto il mondo, al pari di altre città come Roma, Venezia, Firenze, Bologna, Torino, Matera, Mantova, Milano e Palermo. Il tempo clemente e la qualità del mare, certificata dai risultati dei primi test stagionali eseguiti dall’Agenzia regionale per la protezione ambientale (Arpac), fanno sì che anche le località balneari della provincia partenopea siano particolarmente gettonate: è il caso della penisola sorrentina e delle isole del golfo di Napoli, a cominciare da quella di Ischia dove, nel solo ponte del 25 aprile, la Capitaneria di Porto ha segnalato lo sbarco di 42.428 passeggeri e 4.195 veicoli a fronte dei 41.977 passeggeri e 3.825 veicoli registrati nello stesso periodo del 2017”, prosegue la nota. “Ad apprezzare le bellezze naturali e le eccellenze gastronomiche, i siti culturali e l’eccellente qualità delle strutture ricettive regionali sono gli ospiti italiani, ma anche stranieri: i tedeschi, ormai habitué della Campania nel periodo primaverile, gli anglosassoni, affezionati in particolar modo alla penisola sorrentina, e gli asiatici, particolarmente interessati a quanto la regione è in grado di offrire”, si legge ancora. Positivo il commento di Costanzo Iaccarino, presidente campano di Federalberghi: 

Napoli: ecco i convocati di Sarri per la trasferta di Firenze

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Il tecnico del Napoli, Maurizio Sarri, ha convocato 23 giocatori per la sfida di domani in casa della Fiorentina. Gli azzurri saranno seguito nella trasferta allo Stadio Artemio Franchi da almeno 4 mila sostenitori nonostante i divieti degli ultimi giorni a vendere anche ai residenti in campania i biglietti degli altri settori dello stadio  oltre a quelli della curva regolarmente venduti a Napoli. Per la squadra di Sarri che saprà già il risultato dell’anticipo di stasera della gara tra Inter e Juventus è una gara da vincere a tutti i costi.

Questa la lista: Portieri: Reina, Rafael, Sepe. Difensori: Albiol, Tonelli, Chiriches, Koulibaly, Maggio, Milic, Mario Rui, Hysaj. Centrocampisti: Jorginho, Allan, Diawara, Hamsik, Rog, Machach, Zielinski. Attaccanti: Callejon, Ounas, Insigne, Milik, Mertens. 

Da Acerra ad Afragola per spacciare hashish: arresto 36enne

Gli agenti del Commissariato di PS Afragola hanno arrestato Salvatore De Rosa, originario di Acerra, 36enne, per il reato di detenzione e spaccio di sostanza stupefacente.I poliziotti sono intervenuti nell’ambito di predisposti servizi tesi ad arginare il fenomeno dello spaccio degli stupefacenti, in via San Marco angolo via San Matteo, nella serata di ieri.Gli agenti hanno notato l’uomo mentre in sella della sua moto, un TMax, si accostava al marciapiede, affiancando un giovane fermo in sella di un altro motociclo; i due dopo aver confabulato effettuavano lo scambio soldi-droga.I poliziotti intervenivano immediatamente, bloccando i due giovani in sella ai loro motocicli. L’acquirente alla vista della polizia lasciava cadere la stecca di hascisc appena acquistata, prontamente recuperata dagli agenti.Dal controllo lo spacciatore è stato trovato in possesso, ben occultate all’interno di un pacchetto di sigarette, di altre due stecche di hascisc, sottoposte a sequestro.Nei confronti dell’acquirente la Polizia ha proceduto amministrativamente ai sensi dell’art.75 dpr 309/90 mentre, lo spacciatore è stato arrestato.

Fiorentina: col Napoli a viso aperto

. Noi ce la giochiamo perche’ abbiamo ancora molte chance ” di qualificazione per le prossime coppe europee, “e dobbiamo provarci fino alla fine”. Lo ha detto il vicepresidente viola, Gino Salica, parlando con i giornalisti a margine di una iniziativa benefica svoltasi quest’oggi al carcere ‘Sollicciano’ di Firenze. “Il riavvicinamento della famiglia Della Valle alla Fiorentina? Ormai non e’ piu’ cronaca, nel senso che e’ un dato di fatto. Diego e Andrea Della Valle sono vicinissimi e quindi non e’ che una conferma per la stampa di una cosa che noi gia’ sapevamo da sempre”.

Napoli, ‘Pisellino’ attirato in trappola da persone che conosceva

Gli investigatori sono convinti che “Pisellino” sia stato attirato in una trappola da persone delle quali si fidava. L’omicidio del 19 enne pusher del rione Conocal potrebbe essere risolto i tempi brevi se la pista seguita con maggiore attenzione da parte dei carabinieri, che conducono le indagini sotto il coordinamento della Dda di Napoli, si rivelerà quella giusta. E in questo contesto potrebbero dare  ulteriori spunti agli investigatori i suoi familiari che sicuramente conoscono le amicizie e i rapporti del loro congiunto ucciso. Ed è molto probabile che non si sia trattato neanche di un agguato riconducibile alla guerra di camorra in atto nella zona orientale di Napoli tra le varie famiglie criminali che si stanno affrontando da mesi a suon di stese e attentati per il predomino delle piazze di spaccio proprio a Ponticelli e nel rione Conocal diventati terra di conquista dopo gli arresti del clan D’Amico “Frauella” e quelli dei nemici dei De Micco “Bodo”. C’è un particolare che orienta gli investigatori verso un omicidio non propriamente di camorra. Ed è l’arma usata dal killer: ovvero una semiautomatica che difficilmente un sicario che va a compiere una missione di morte usa. Poi c’è lo spessore criminale del ragazzo: Emanuele Errico e con i suoi 19 anni e nonostante fosse ai domiciliari per scontare una condanna per droga e nonostante sul suo profilo facebook appaia come un accanito sostenitore dei D’Amico “Fraulella” e dei Minichini. I post a favore della donna boss uccisa nell’ottobre del 2015 Nunzia D’Amico a’ passilona, di Mariano Abbagnara, il baby killer del clan D’Amico e ancora ad Antonio Minichini altra vittima della guerra contro i De Micco, testimoniano la sua fedeltà e la sua appartenenza al gruppo criminale ma lui era un semplice pusher. E a meno che, cosa poco probabile, negli ultimi tempi non si era messo in testa strane manie da boss, il suo omicidio potrebbe essere ricondotto a qualcosa di personale. Anche se sempre maturato in ambienti criminali e di camorra. Lo studio del suo telefonino oltre a quello che diranno i suoi familiari potrà essere molto utili agli investigatori per individuare quanto meno il movente e la matrice dell’omicidio. Sembra invece venire meno il ruolo, almeno in questa fase, della persona ferita che si trovava con lui. Rosario Ciro Denaro, 30 anni, piccolo pregiudicato di Volla, che comunque conosceva e frequentava la vittima, potrebbe invece essere rimasto ferito per errore dal sicario che ha centrato alla schiena Emanuele Errico durante la disperata fuga. La sua posizione naturalmente  è al vaglio degli investigatori. Lo è o lo rimane perché “Pisellino” nei giorni scorsi avrebbe avuto una lite proprio a Volla con alcune persone. Era quindi evaso dagli arresti domiciliari, come aveva fatto la sera dell’omicidio trovandosi sotto casa in via al Chiaro di Luna. Cosa faceva?Chi aspettava e con chi aveva appuntamento? O meglio chi glielo aveva dato e chi ne era a conoscenza? Visto che invece di presentarsi la persona attesa si è presentato il killer. O la persona con la quale aveva appuntamento e il killer sono gli stessi? E quindi Emanuele Errico quando si è reso conto di essere caduto in una trappola ha cercato di fuggire ma è stato centrato alla schiena da un colpo che si è rivelato fatale. Gli investigatori hanno anche guardato in queste ore le immagini delle telecamere private poste in zone per cercare di trovare frame utili alle indagini. La svolta potrebbe essere vicina.

 

 

Napoli, sega alberi dal marciapiede perché davano fastidio a un bar: denunciato

Napoli. Un 47enne di origine croate residente a piazza Medaglie d’Oro si è armato di sega artigianale e, a via Tino da Camaino, nei pressi di piazza Medaglie d’oro,ha tagliato 3 alberi piantati lungo il marciapiede. Ha agito nella notte ma i carabinieri della stazione Capodimonte e del reggimento “Campania” lo hanno notato comunque e bloccato. A loro ha spiegato che lo aveva fatto perché gli era stato chiesto dal titolare di un bar, infastidito da quelle piante e che per farlo ci aveva guadagnato 30 euro. Il gesto gli è costato una denuncia per danneggiamento. 

Napoli, picchia la madre per i soldi della droga: arrestato 18enne

I carabinieri del Nucleo radiomobile di Napoli hanno arrestato un 18enne di Montecalvario che ha aggredito la madre per soldi. Su segnalazione della centrale operativa, gli agenti sono entrati nell’appartamento da cui provenivano grida e hanno bloccato il ragazzo mentre stava aggredendo la madre per estorcerle denaro da spendere in droga. Le aggressioni andavano avanti da circa due anni e non erano mai stati denunciati. il giovane è stato arrestato per tentata estorsione, lesione personale e maltrattamenti in famiglia. 

Entrano un noto albergo di Vico Equense per rubare patatine e vino: bloccati due minorenni di Scafati

 Due ragazzi di Scafati, di 16 e 17 anni, entrambi incensurati, all’alba si sono introdotti in un famoso complesso alberghiero di Vico Equense scavalcando il muro di recinzione, si sono poi diretti alla zona ristorazione e lì hanno stappato 2 bottiglie di vino che hanno accompagnato con patatine e altri snack. Notati dal personale della sorveglianza che ha subito chiamato i carabinieri, i 2 sono stati bloccati dai militari della compagnia di Sorrento. Identificati, sono stati denunciati per furto aggravato, al termine della procedura sono stati affidati ai genitori. 

Preti pedofili a Napoli, appello della Curia: ‘Chi sa parli’

 

Chi sa parli: è questo in sostanza l’appello lanciato dalla Curia arcivescovile di Napoli “a tutti coloro che sono in possesso di elementi utili per le indagini” su presunti casi di pedofilia dei quali viene accusato un sacerdote della Diocesi di Napoli. Casi, in merito ai quali la Curia, si legge in una nota, “conferma quanto precisato nel comunicato stampa del 7 aprile scorso e cioe’ che, dopo la riapertura del caso disposta da Papa Francesco anche a seguito di altra denuncia riportata da alcuni mezzi di informazione, la Congregazione della Dottrina per la Fede ha affidato alla Diocesi di Napoli l’incarico di procedere ai necessari adempimenti, secondo le norme canoniche”. “Di conseguenza, nelle settimane scorse, sono state avviate le procedure relative all’indagine previa, riascoltando il sacerdote accusato. Ora, pero’ – spiega la Curia di Napoli – tale indagine presenta qualche difficolta’ perche’ non risulta pervenuta alla Cancelleria della nostra Diocesi alcuna nuova denuncia di persona diversa dal primo accusatore. Si sa soltanto di un’intervista fatta da un giornale quotidiano, nello scorso mese di febbraio, a un nuovo accusatore del quale, pero’, vennero indicate soltanto le iniziali G.S.”. Da qui l’appello: “Si invitano, pertanto, tutti coloro che sono in possesso di elementi utili per le indagini a darne comunicazione alla Cancelleria della Curia di Napoli, entro e non oltre trenta giorni dalla data del presente comunicato stampa. Si avra’ modo cosi’ di proseguire e concludere l’indagine previa che, una volta ultimata, sara’ inviata alla Congregazione della Dottrina per la Fede per le competenti valutazioni e determinazioni”.

Ci sono 5 medici della Campania tra i migliori d’Italia

 

Napoli e il Sud non sono solo malasanità e medici picchiati negli ospedali e nelle ambulanze. È il Mezzogiorno d’Italia infatti il vincitore indiscusso della seconda edizione italiana dei Top Doctors Awards. Campania e Sicilia sono le prime regioni per numero di medici premiati (5 ciascuna). Seguono Lombardia, Piemonte, Lazio e Veneto con 4 specialisti, Puglia con 3 ed Emilia-Romagna con 1 solo medico. Tra i professionisti più “votati” dai colleghi di tutt’Italia ci sono 4 medici di Napoli, Giulio Bonavolontà (Oculistica), Paolo Fedelini (Urologia), Carlo Antonio Leone (Otorinolaringoiatria) e Pietro Maida (Chirurgia Generale) e uno di Avellino, Mario Malzoni (ginecologia e ostetricia). Top Doctors (www.topdoctors.it), la piattaforma online che seleziona e mette a disposizione degli utenti un panel formato dai migliori medici specialisti, centri e cliniche privati di livello internazionale, ha infatti annunciato i 30 vincitori del prestigioso riconoscimento – che l’azienda assegna già da decenni negli Stati Uniti – premiando i professionisti della sanità presenti sulla piattaforma Top Doctors giudicati più meritevoli dai loro stessi colleghi. Questi ultimi sono infatti chiamati a indicare gli specialisti a cui affiderebbero la propria salute o quella di un familiare. Questa edizione premia quindi gli specialisti che, nel corso del 2017, hanno raccolto più preferenze. Gli Awards rispecchiano a pieno il modello Top Doctors, basato su rigorosità, attenta selezione ed eccellenza. La piattaforma non è un semplice elenco di professionisti in cui poter essere inclusi facendone richiesta: anche solo per accedere alla selezione, è necessario venire segnalati da un collega. Successivamente occorre poi superare il più rigoroso ed eccellente processo di selezione realizzato in collaborazione con Adecco Medical & Science: solo il 10% dei dottori valutati supera l’auditing di qualità ed entra a far parte del panel, attualmente composto da oltre 60.000 medici. Per individuare i vincitori degli Awards, Top Doctors seleziona annualmente gli specialisti più apprezzati in base alle nomination espresse dagli altri professionisti della sanità, creando una sorta di “albo d’oro” della medicina. I 30 vincitori riceveranno un attestato cartaceo e lo speciale badge virtuale che, affiancato al loro nome, permetterà agli utenti del portale di individuarli immediatamente. “Gli Awards sono per noi motivo di grande orgoglio. L’idea alla base è semplice: chi meglio di un medico può valutare un altro medico?”, commenta Alberto Porciani, CEO di Top Doctors. “La nostra piattaforma ha un doppio obiettivo: permettere agli utenti di individuare e contattare i migliori specialisti, e dare ai medici l’opportunità di essere inseriti in un panel di prestigio. Questo riconoscimento, premiando l’Eccellenza Medica attraverso un processo di selezione che si sviluppa durante un intero anno, agisce in entrambe le direzioni”. 

Poggiomarino, arrestata rumena per reati commessi nel suo paese

I carabinieri di Poggiomarino hanno arrestato Iuliana Uritu Ica, di origine romena e residente a Poggiomarino, eseguendo un mandato di arresto europeo, emesso dall’autorità giudiziaria estera. La donna dovrà scontare un anno e 2 mesi di reclusione per truffa e uso di atto falso, reati commessi nel suo Paese nel giugno 2010. Al momento la donna è agli arresti domiciliari.

Camorra, ‘Polveriera Napoli’, la relazione della Dia: 50 clan e tensione continua

 

Omicidi di camorra in calo, passati secondo dati del distretto di Corte d’Appello dai 41 del 2016 ai 24 del 2017 (rimane pero’ invariato il dato dei tentati omicidi, rispettivamente 100 e 103), ma la polveriera Napoli resta pronta a esplodere. L’innesco della deflagrazione puo’ partire da tre diverse zone della citta’ e da una situazione sempre piu’ confusa di polverizzazione dei grossi gruppi criminali in poche piccole cosche e spesso con esponenti apicali di giovane eta’ e violenti. Sono ben 50 i clan napoletani censiti dalla Dia nell’ultima relazione, ma le indagini delle forze dell’ordine quasi quotidianamente mostrano i tentativi di organizzare gruppi diversi e le scissioni interne al clan piu’ grandi. In questo quadro, sono segnali allarmanti le continue ‘stese’, raid armati per dimostrare controllo del territorio e intimorire gli avversari che da mesi si susseguono con cadenza quotidiana in molte zone della citta’. Le zone piu’ a rischio sono quartieri gia’ da anni nelle mani della malavita e che adesso, sotto la spinta della crisi che sta attanagliando tre delle storiche cosche radicate sul territorio cittadino, potrebbero essere nuovamente attraversati da una lunga scia di sangue, come fu nel 2003 con la prima faida di Scampia, oltre 80 morti in pochi mesi. L’allarme emerge dall’ultima relazione della Direzione investigativa antimafia relativa al secondo semestre del 2016. Un quadro a tinte fosche, per non dire cupe, che ha spinto gli “007” a puntare i riflettori delle indagini sui recenti movimenti del clan Mariano di Montecalvario, sulla famiglia Mazzarella di piazza Mercato e sui “girati” di Secondigliano e Scampia. Associazioni criminali che, messe alle strette dalle ultime ondate di arresti e condanne, potrebbero presto tornare a sfoderare il proprio potenziale offensivo pur di riuscire a riconquistare le fette di business perse negli ultimi mesi. In ballo, c’e’ come sempre il controllo dello sconfinato mercato della droga, che ora non ha piu’ piazze a cielo aperto ma vive in maniera sotterranea in appartamenti e con pusher a domicilio. Scenari che emergono dalla relazione del ministro dell’Interno Marco Minniti al Parlamento in merito all’attivita’ svolta e ai risultati conseguiti dalla Dia negli ultimi sei mesi dello scorso anno lasciano ben pochi margini di manovra all’immaginazione. Il documento, gia’ nell’incipit, conferma ancora una volta il quadro “instabile e in costante trasformazione”. I gruppi operativi a Napoli e provincia sono infatti sempre piu’ caratterizzati da “precarieta’ e inconsistenza”. Confermato anche “l’abbassamento dell’eta’ di affiliati e capi, con la trasformazioni dei clan in gang, piu’ pericolose per la sicurezza pubblica rispetto al passato”.

 Molteplici le cause di questo Risiko: “Scissioni interne, incapacita’ di dotarsi di un apparato militare efficace e impossibilita’ di garantire mensilmente stipendi ad affiliati e famiglie di detenuti”. A questo punto il documento del Viminale entra nel vivo analizzando la polverizzazione delle cosche del centro storico: paranze dei bambini da una parte, vecchi clan dall’altra: “A Forcella e alla Maddalena permane l’antagonismo tra le famiglie Giuliano e Mazzarella, gli assetti criminali risentono anche della recente spaccatura tra i Giuliano e i Sibillo, famiglie che sembrano lontane dal raggiungere un’intesa, come indicano le numerose stese e pestaggi”. Il nuovo fronte rovente diventa cosi’ quello di piazza Mercato: “Qui la famiglia Mazzarella continua a gestire parte delle attivita’ illecite grazie ai suoi sodalizi di riferimento, pur avendo perso l’egemonia. Ed e’ in questo contesto che “si inserisce il tentativo di espansione nella zona delle Case Nuove del clan Rinaldi e dei Sibillo. Si rileva inoltre la presenza di un gruppo di giovani emergenti che avrebbero preso le redini del clan Sibillo, dopo l’arresto dei vertici, e, in rotta di collisione con i Giuliano, si sarebbero ritagliati uno spazio autonomo di azione”. Prospettive altrettanto liquide anche tra i vicoli dei Quartieri Spagnoli, dove “le dinamiche criminali hanno subito una profonda trasformazione dopo la disgregazione degli storici clan, tra cui quello dei Mariano che, nonostante la detenzione dei vertici, subito sostituiti dalle terze generazioni, ha sempre mantenuto salda la propria forza. Il clan sembra pero’ destinato a subire pesanti contraccolpi dalla decisione di collaborare con la giustizia assunta da un elemento di spicco della famiglia (l’ex boss Marco Mariano, ndr)”. Bruschi mutamenti d’assetto, le cui conseguenze sul ‘vicinato’ non si sono certo fatte attendere. Secondo gli specialisti della Dia, infatti, “questa situazione avrebbe da un lato favorito il nuovo rinsaldamento del gruppo Ricci, alias Fraulella, con l’alleato cartello Saltalamacchia-Esposito e, dall’altro, quello delle famiglie Masiello-Mazzanti”.

Riavvicinamenti pero’ non privi di reazioni a catena: “I raid incendiari contro le saracinesche di esercizi commerciali avevano lasciato presagire una ripresa delle tensioni tra i Ricci e i Masiello originate dall’omicidio, nel 2012, di uno dei capi del gruppo (il riferimento e’ all’assassinio di Vincenzo Masiello, ndr). Tuttavia solo di recente sembra essersi instaurata una sorta di tregua”. Non c’e’ troppo da stare tranquilli neppure nel vicino Cavone, dove, in seguito al duplice omicidio di Salvatore Esposito e Ciro Marfe’, “la famiglia Lepre, attraverso vecchi e fidati adepti, avrebbe nuovamente assunto il controllo della zona cedendo la gestione della piazza di spaccio di piazza Bellini all’alleato gruppo Sibillo”. A destare piu’ di qualche preoccupazione ci sono pero’ anche le nuove fibrillazioni criminali in corso nell’area Nord di Napoli, a Miano, dopo la caduta del clan Lo Russo, e a Secondigliano, con la Vanella Grassi che sarebbe pronta a tornare a fare la voce grossa nel quartiere. Finora sebra che a tenere la divisione delle piazze di spaccio fatta, secondo recenti inchieste sia Rosaria Pagano, moglie e sorella e madre di boss, che ha assegnato il territorio di Melito agli Amato-Pagano e spartito con gli ex alleati poi “girati” i quartieri Nord di Napoli. L’azzeramento dei quadri di comando ha inoltre finito per alimentare le ambizioni del clan Licciardi della Masseria Cardone di gestire le piazze di spaccio sui territori fin qui controllati dai “mianesi”. Spostandosi all’ombra delle Vele, riflettori puntati invece sulla Vanella Grassi. L’arresto del boss Umberto Accurso, eseguito nel maggio 2016 ha reso precari i gia’ instabili equilibri nella zona, e l’indebolimento del gruppo potrebbe pure aver rinvigorito le ambizioni di altri sodalizi, come quello dei Di Lauro, apparentemente limitato dagli esiti delle faide di Scampia. 

Napoli, minaccia l’ex moglie al citofono: arrestato 45enne del Vomero

I carabinieri della Stazione Vomero Arenella hanno ricevuto segnalazione di un uomo che inveiva al citofono di un palazzo Arrivati sul posto, anche con personale in borghese, hanno riconosciuto un 45enne del posto a loro già noto perché la sua ex moglie lo aveva denunciato per minacce. La donna era tormentata da quando si erano separati, circa un anno fa, per cui aveva sporto varie denunce che avevano portato il gip di Napoli ad emettere la misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare. Avvicinatisi a lui i militari in borghese lo hanno sentito urlare alla moglie attraverso il citofono: minacce di sfregiarla con l’acido e di morte. tragiche promesse che, però, appena l’uomo si è accorto dei militari, si sono trasformate in gentili richieste di far scendere i bambini rivolgendosi alla moglie chiamandola “cara”. Immediatamente bloccato, il soggetto è stato arrestato per atti persecutori oltre che per la violazione alla misura cautelare cui era sottoposto. Successivamente è stata svolta una perquisizione nel suo appartamento, dove i militari hanno sequestrato alcune sim e 2 cellulari che usava per inviare alla ex moglie messaggi di minacce e ingiurie. Le denunce e la richiesta d’aiuto hanno permesso di procedere all’arresto dopo le cui formalità il 45enne è stato condotto in carcere. 

Benevento, vendeva hashish in piazza san Modesto: preso 45enne

Benevento. Aveva appena venduto alcune dosi di hashish, il pusher arrestato nel tardo pomeriggio di ieri a Piazza San Modesto. L’uomo, un quarantacinquenne beneventano con precedenti, era stato notato dai poliziotti, appostati a pochi passi da lui, mentre vendeva la droga a un acquirente. Gli agenti sono intervenuti bloccando l’acquirente e lo spacciatore. Indosso al pusher e nella sua abitazione sono state recuperati oltre cinquecento euro in banconote di vario taglio, riconducibili all’attività di spaccio. Per il pusher sono scattate le manette, con l’accusa di spaccio di sostanze stupefacenti ed è finito ai domiciliari.  La polizia continua le indagini per risalire ai suoi fornitori.

Alfie, il web si commuove: ‘Riposa in pace piccolo guerriero’

E’ il web, dopo che ieri si era sciolto su richiesta dei genitori il presidio di manifestanti rimasti per giorni dinanzi all’ospedale Alder Hey di Liverpool, il punto di raccolta – in queste prime ore – delle reazioni per la morte del piccolo Alfie Evans. Reazioni perlopiu’ commosse – di dolore, omaggio, solidarieta’ – pur non senza qualche moto di collera, con accuse ai medici e alla giustizia britanniche. Il cuore del villaggio globale batte sul profilo Facebook ribattezzato “Alfie’s Army”, dove attivisti pro-life e un’infinita’ di persone comune non smettono di postare messaggi. “Vola in alto fra gli angeli, bellissimo Alfie”, scrive tra i tantissimi Linz. “Riposa in pace piccolo guerriero”, fanno eco altri. Non mancano parole di vicinanza a mamma Kate e papa’ Tom e neppure una canzone scritta per Alfie da Rob Doherty. Poi tanti cuori, mandati da donne e uomini, dal Regno Unito, dagli Usa e da una quantita’ di nazioni del mondo in testa Italia e Polonia: i due Paesi che forse piu’ di tutti in questi mesi hanno seguito la vicenda offrendosi di accogliere il piccolo. Invano. “Un viaggio devastante”. Cosi’ i medici dell’ospedale Alder Hey di Liverpool definiscono oggi la vicenda del Alfie Evans in un messaggio di cordoglio per la morte del piccolo indirizzato in primo luogo ai genitori, dopo mesi di scontri legali. “Vogliamo esprimere – si legge nella nota – la nostra simpatia e condoglianze dal profondo del cuore alla famiglia di Alfie in questo tempo di estrema angoscia. E’ stato un viaggio devastante per loro. Ora chiediamo sia rispettata la loro privacy e la privacy dello staff dell’Alder Hey”.

Tenta di aggredire un gip che aveva firmato il suo arresto

“Solidarieta'” al Gip di Catania vittima di minacce e di un tentativo di aggressione, bloccato da agenti della squadra mobile, di un indagato per rapina del quale aveva disposto l’arresto, e’ stata espressa dal direttivo della Camera penale ‘Serafino Fama” di Catania. Sull’accaduto la Procura di Catania ha aperto un fascicolo e trasferito gli atti ai magistrati di Messina, competenti per territorio. “La Camera penale esprime la propria solidarieta’ al Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Catania che – si legge nella nota – nell’esercizio della sua funzione giurisdizionale, ha subito un’inaccettabile aggressione fisica e morale in un’aula di quel Palazzo di Giustizia che per tutti noi, magistrati, avvocati, personale di cancelleria e forze di Polizia, rappresenta il quotidiano luogo di lavoro e di vita. Solidarieta’ e vicinanza – aggiunge la Camera penale di Catania – rivolta all’Uomo chiamato a svolgere la sua alta funzione in nome di quella Giustizia che noi tutti, ciascuno con il proprio ruolo, contribuiamo a rendere concreto servizio ai cittadini ed alla comunita’. Inaccettabile appare inoltre che si possa usare la violenza nel luogo dove, piu’ che in ogni altro, a prevalere debba essere la forza della ragione e non la ragione della forza. Le aule del Palazzo di Giustizia, per la funzione a cui sono preposte e per l’impegno degli uomini e delle donne che vi svolgono il proprio lavoro – conclude il direttivo della Camera penale di Catania – sono sacre”. 

Si ribalta Tir sulla Roma-Napoli: 7 chilometri di coda

Sulla A1 Roma-Napoli, nel tratto tra il bivio con la Diramazione Roma sud e Valmontone, in direzione di Napoli, intorno alle 6.30 di questa mattina è avvenuto un incidente autonomo di un mezzo pesante che, ribaltandosi, ha perso parte del carico, costituito da bobine plastiche. Lo comunica Autostrade per l’Italia, precisando che al momento il traffico scorre sulla sola corsia di sorpasso e si registrano sette chilometri di coda. Per gli utenti diretti dalla Diramazione Roma sud verso Napoli, la Società consiglia di uscire a San Cesareo per poi riprendere l ‘A1 a Valmontone, dopo aver percorso la SS Casilina. Sul luogo dell’incidente, avvenuto al km 585, sono intervenute le pattuglie della Polizia Stradale, i soccorsi sanitari e meccanici oltre al personale della Direzione di Tronco di Fiano Romano. 

Palestina: quattro morti negli scontri con l’esercito israeliano

E’ salito a 4 il numero dei palestinesi rimasti uccisi negli scontri con l’esercito israeliano nel quinto venerdì di proteste, la ‘Grande Marcia del Ritorno’, organizzata da Hamas lungo la linea di demarcazione fra Gaza e Israele. Lo rende noto il ministero della Sanità palestinese, riferisce Haaretz. La quarta vittima è un ragazzo di 15 anni, Azzam Halal Awida, morto per le ferite riportate.
Negli scontri sono rimasti feriti almeno 833 palestinesi: di questi, 4 fanno parte del personale medico e sei sono giornalisti, riferisce sempre il ministero della Sanità palestinese. Due feriti sono in gravi condizioni.

Killer a scuola 9 vittime e 10 feriti: arrestato (IL VIDEO)

Pechino. Un 28enne ha ucciso 9 studenti della scuola media con un coltello e ne ha feriti almeno altri 10 mentre tornavano a casa da scuola nella provincia di Shaanxi, nel Nord della Cina. Lo ha hanno reso noto le autorita’ precisando che si tratta di uno dei peggiori attacchi degli ultimi anni. Il killer e’ stato arrestato mentre i giovani feriti sono stati trasportati in ospedale. I morti sono sette ragazze e due ragazzi. L’incidente si e’ verificato intorno alle 18:10 locali. L’uomo ha riferito di essere stato vittima di bullismo quando ha frequentato quella stessa scuola, la Number Three Middle School, e di aver odiato i suoi compagni: per questo avrebbe deciso di sferrare il mortale attacco.

Picchia la compagna incinta e la minaccia: ”Se non stai zitta ti mando sotto i ponti”

Picchiata e violentata anche mentre era in attesa del suo bambino. Un altro caso di violenza domestica che ha coinvolto una coppia di quarantenni nel Salernitano. Sulla vicenda indagano i carabinieri, i fatti sono accaduti in un piccolo paesino al nord del Vallo di Diano. L’intenzione degli investigatori è capire per quanto tempo si è protratta la violenza. Secondo le prime informazioni le percosse verso la donna si sarebbe susseguita per diverso tempo. Dalle minacce alle botte, fino alle violenza sessuale. Gli accertamenti sono partiti a seguito di alcune situazioni sospette che hanno attirato l’attenzione dei carabinieri. La donna si è più volte recata all’ospedale di Polla per farsi medicare ferite e lividi sul corpo ma non ha mai denunciato. Non ha mai detto che a provocare quei dolori era il convivente violento. Dalle indagini è emerso che l’uomo la minacciava, la picchiava e se si rifiutava di avere rapporti sessuali la violentava, la minacciava. Violenza che non si è placata nonostante la donna fosse in gravidanza. Non sono mancati i pugni alla pancia della compagna e violenza sessuale. L’uomo non sosteneva economicamente la donna, non le comprava le medicine e più volte le ha stretto il coppo per strozzarla. Nei prossimi giorni sono previsti ulteriori accertamenti e sarà ascoltato anche il 40enne compagno della donna.