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Movida fracassona a Napoli, il giudice obbliga il bar a chiudere prima di mezzanotte

Napoli. Movida molesta: il giudice obbliga il titolare di un bar a chiudere alle 23. Accolta l’istanza presentata da un comitato di cittadini nei confronti di un locale di piazza Bellini,  lo “Slash” gestito da Maximilian Narducci. dove la sera si faceva musica.  Il giudice Barbara Tango della IV Sezione civile del tribunale di Napoli ha accolto le istanze proposte dai residenti Giovanni Citarella e la moglie Rita rappresentati dall’avvocato Gennaro Esposito riguardo immissioni rumorose e risarcimento danni. La sentenza prevede anche l’insonorizzazione del locale entro tre mesi e qualora la scadenza non venga rispettata il titolare dovrà pagare 100 euro per ogni giorno di ritardo. Cento euro dovranno essere corrisposti ai ricorrenti – una coppia che abita vicino al locale – ogni volta che la chiusura entro le 23 non verrà rispettata. Il giudice ha anche stabilito un risarcimento pari a 2mila euro per il patimento subito. A portare avanti la causa e’ stato un avvocato, Gennaro Esposito, presidente del comitato, che ha dichiarato guerra ai locali “molesti”. La sentenza evidenzia la violazione dei diritti costituzionali dei ricorrenti. Otto le denunce finora presentate dal comitato.  La sentenza è stata accolta con estremo rammarico da Narducci:  “Noi proponiamo principalente eventi culturali p come mostre d’arte, presentazioni di libri, degustazioni. Siamo un bistrot aperto ogni giorno dalle 10 all’una di notte. Ma concerti, partite, dj set no. Siamo per una movida dialogante, proponiamo eventi come Aperilingua o giochi da tavolo. Non siamo molesti ma giovani imprenditori che hanno investito tutti i loro risparmi e il loro futuro in questo progetto. Do lavoro a cinque persone ammette sarò costretto a licenziare qualcuno perché con tutte queste spese non ce la farò. Forse perfino a chiudere. A Napoli l’onestà non paga: vanno avanti quelli che aprono attività illegali”. Ma tutto questo non è bastato. Anche se la battaglia legale non sembra affatto finita.

“Fuori seno” in onda della stabiese al GF, pioggia di critiche sul web (IL VIDEO)

Roma. Mariana Falace, la sexy modella stabiese tra i partecipanti del Grande Fratello, fa parlare ancora una volta di sé. Ieri sera la stabiese ha “osato” un po’ troppo con la scollatura e durante una chiacchierata sul divano con i coinquilini la maglietta che ha indossato si è spostata lasciando completamente scoperto un seno. La giovane, evidentemente, non indossava il reggiseno. Il tutto è avvenuto in diretta poco dopo le 22 sul canale Mediaset Extra. Dopo qualche minuto Mariana si è accorta del fatto ed ha provveduto a risistemare il tutto ma è stato troppo tardi. Infatti pochi istanti dopo il web si è scatenato con una pioggia di commenti, post e meme. L’ e l’hashtag “#Mariana” è diventato uno dei più twittati della serata e la foto con la giovane e il suo seno al vento una delle più condivise non solo dagli appassionati del Grande Fratello 15.

Napoli, migrante tenta di asportare whisky da un supermercato: bloccato dalla polizia

Napoli. Gli agenti della Polizia di Stato dell’Ufficio Prevenzione Generale hanno arrestato Zakaria Mumuni, ghanese di 25 anni, responsabile del reato di rapina impropria.Ieri mattina i poliziotti sono intervenuti nei pressi di un supermercato di via Arenaccia dove un vigilante aveva appena fermato l’extracomunitario.Quando gli agenti lo hanno bloccato hanno scoperto che aveva indosso due bottiglie di whisky poco prima prelevate all’interno dell’esercizio commerciale e dei frammenti anti taccheggio divelti.Pertanto il giovane, irregolare sul territorio e con precedenti di polizia, è stato arrestato e stamane in attesa del giudizio direttissimo.

Scacco ai nuovi boss del clan Pecoraro-Renna

Nelle prime ore della mattina, nelle province di Salerno, Napoli e Cosenza, i Carabinieri del Comando Provinciale di Salerno, con il supporto dei reparti territorialmente competenti, del Nucleo Cinofili di Sarno  e del 7° Nucleo Elicotteri di Pontecagnano (SA), hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal GIP del Tribunale di Salerno su richiesta della  Procura Distrettuale, nei confronti di 18 indagati (13 in carcere e 5 agli arresti domiciliari), ritenuti responsabili, a vario titolo, di “associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti” e “spaccio di sostanze stupefacenti in concorso”.
Contestualmente, sono stati eseguiti 35 decreti di perquisizione locale nei confronti dei soggetti destinatari dei provvedimenti cautelari e di altri 17 indagati, a vario titolo, per gli stessi reati. provvedimenti scaturiscono da una complessa indagine, avviata a seguito del tentato omicidio di due soggetti avvenuto a Salerno il 22.03.2013. L’attività investigativa, condotta dal Nucleo Investigativo del citato Comando Provinciale attraverso metodi tradizionali e con il supporto di attività tecniche, ha portato all’individuazione di due gruppi criminali – collegati tra loro – dediti al traffico di sostanze stupefacenti, con base operativa, rispettivamente, nei comuni di Salerno e Bellizzi, capeggiati da due soggetti contigui al clan camorristico “PECORARO-RENNA”.
In particolare, sono stati raccolti gravi indizi di colpevolezza a carico degli indagati in ordine alla gestione delle “piazze” di spaccio di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti (cocaina, eroina e hashish approvvigionate a Napoli e Torre Annunziata) nei comuni di Salerno, Bellizzi, Battipaglia, Pontecagnano Faiano e Cava de’ Tirreni, attraverso una fitta e organizzata rete di “pusher”: i fatti, invero, sono relativi alla operatività di articolate organizzazioni a delinquere
finalizzate allo spaccio di rilevanti quantità di sostanze stupefacenti con la creazione di una vera e propria “cupola” provinciale cui aderiscono unitariamente tutti le principali figure criminali del territorio della Provincia sud di Salerno per la gestione unitaria del traffico di sostanze stupefacenti. Nel corso dell’indagine sono state arrestate – in flagranza – 9 persone, sono stati sequestrati circa
1,5 kg. di stupefacenti (50 gr. di cocaina, 1 O gr. di eroina e 1,4 kg. di hashish ), nonché segnalati alla Prefettura di Salerno numerosi assuntori di sostanze stupefacenti.

Tragedia a Qualiano: fa fuori la madre e si barrica in casa

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Uccide la madre e poi si barrica in casa: e’ successo in via Campana, a Qualiano. Secondo le prime notizie, un uomo, un 37enne con problemi psichici, ha ammazzato la donna e poi si e’ barricato nell’appartamento al primo piano dello stabile. Sul posto si sono recati i Carabinieri. L”uomo che ha ucciso la madre a Qualiano si chiama Pasquale De Falco, di 37 anni. Sarebbe psichicamente instabile. Secondo quanto si apprende dai Carabinieri, e’ armato di un fucile da caccia regolarmente detenuto dal padre. Non e’ chiaro se nella abitazione al primo piano dove si e’ barricato ci sia anche il genitore. Di sicuro, i militari hanno intravisto il corpo della donna a terra.

Amalfi, troppi accessi ai bus turistici, la comandante dei vigili: ‘Situazione intollerabile’

Una situazione “intollerabile” che “offende l’onestà intellettuale e la dignità professionale di quanti in questi giorni si adoperano con spirito di abnegazione e sacrificio per la tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza dei cittadini e degli ospiti della Costiera”. E’ quanto si legge in una lettera aperta a firma del consigliere comunale di Amalfi delegato alla Polizia municipale, Giorgio Stancati, e della comandante della Polizia Municipale di Amalfi, Agnese Martingano, che lanciano una riflessione a seguito di ponti del 25 e del 1° maggio caratterizzati “da ingorghi deliranti” sulla strada statale 163 Amalfitana. Stancati e Martingano ricordano che, in occasione del tavolo tecnico convocato in Prefettura lo scorso 27 marzo, “sindaci, organi di polizia e rappresentanti delle collettività locali” hanno richiesto all’Anas “l’adozione di una regolamentazione più restrittiva sulla circolazione dei bus turistici, soprattutto nelle giornate a ridosso di festività nazionali che da sempre rappresentano per la Costiera Amalfitana momenti di estrema criticità per la vivibilità cittadina delle nostre comunità”, ribadendo “la necessità di adottare un sistema di controllo degli accessi dai 4 varchi esistenti (Positano, Agerola, Valico di Chiunzi e Vietri sul Mare) alla statale Amalfitana, al fine di contingentare a monte i flussi”.  In particolare, Stancati e Martingano sottolineano di aver “chiesto ufficialmente che non venissero rilasciate ulteriori autorizzazioni ad altre società private, oltre quelle già rilasciate che ammontano a circa 70 corse giornaliere, che significa 70 bus che ogni giorno, regolarmente, percorrono la SS 163”. Ma, aggiungono, “a sfregio rispetto a quanto rappresentato dai sindaci dei vari Comuni della Costa d’Amalfi, scopriamo che la Provincia di Salerno il giorno 18 aprile 2018 avrebbe rilasciato un’altra autorizzazione ad una società di Sorrento con 9 ulteriori tratte da coprire sempre con bus, sempre Tpl, di cui peraltro non si conoscono neppure i dettagli di esercizio come numero di corse, orari, capolinea, fermate”. “A questo punto – aggiungono – ogni ulteriore ragionamento appare superfluo. Quella che era la nostra unica certezza, limitare l’accesso degli autobus turistici in Costa d’Amalfi, non appare più un obiettivo comune. E così, al termine di un lungo ponte vacanziero che, nel rispetto della migliore delle tradizioni, è stato caratterizzato da ingorghi deliranti e dalla totale paralisi determinata dalla presenza sul territorio a vario titolo di centinaia di bus (solo nella giornata del 30 aprile abbiamo registrato la presenza ad Amalfi di circa 200 bus e minibus), resta la rabbia nel vedere la nostra terra violentata”. Secondo Stancati e Martingano “tutto questo è a nostro avviso assolutamente intollerabile. Ma la rassegnazione non ci appartiene. Noi – concludono – continueremo a lottare per quelle maggioranze silenziose che con il loro silenzio chiedono soltanto rispetto”. 

Napoli, Festa di San Gennaro: sabato processione dal Duomo a Santa Chiara

Tradizionale, solenne processione del Busto di San Gennaro e delle Ampolle contenenti il Sangue del Martire, dalla Chiesa Cattedrale alla Basilica di Santa Chiara, sabato 5 maggio 2018, a partire dalle ore 17,00. La processione si svolge in ricordo della traslazione delle Reliquie del Santo dal Cimitero posto nell’Agro Marciano, nel territorio di Fuorigrotta, alle Catacombe di Capodimonte, poi denominate, per questa ragione, di San Gennaro. La processione di maggio, per la consuetudine del clero partecipante di proteggersi dal sole coprendosi il capo con corone di fiori. Ne è memoria la corona in argento che sovrasta il tronetto sul quale viene posta la teca con il Sangue del Santo, che porta al centro un enorme smeraldo, dono della Città, di provenienza centroamericana. Il Cardinale Crescenzio Sepe, alle ore 17.00, dopo essersi recato nella Cappella del Tesoro, accolto dall’Abate Prelato, mons. Vincenzo De Gregorio e dalla Deputazione, procederà all’apertura della cassaforte che custodisce le Reliquie del Santo. Sul sagrato del Duomo saranno disposti i busti argentei dei Santi compatroni. L’avvio della processione sarà preceduto da un breve momento di preghiera guidato dall’Arcivescovo. Il corteo processionale si snoderà per via Duomo e via dei Tribunali, passando dinanzi al Pio Monte della Misericordia; si porterà poi in via delle Zite per giungere a Forcella, proseguendo poi lungo via San Biagio dei Librai, piazza San Domenico Maggiore e via Benedetto Croce, fino alla Basilica di Santa Chiara. Lungo il percorso i Parroci del territorio attraversato onoreranno il Santo Patrono con l’offerta dell’incenso e il suono delle campane. Il corteo processionale sarà accompagnato dalla Fanfara dei Carabinieri. Nella Basilica di Santa Chiara, alle ore 18, avrà inizio la Celebrazione eucaristica presieduta dall’Arcivescovo. In tale occasione, come è avvenuto tante volte negli anni scorsi, si può rinnovare il prodigioso evento della liquefazione del Sangue del Santo. Per tutta la settimana seguente, in Cattedrale ogni giorno, sarà venerata la Teca contenente le Ampolle del Sangue di San Gennaro. Alla processione e alla celebrazione prenderanno parte delegazioni provenienti da luoghi dove è particolarmente vissuto il culto a San Gennaro. 

Stupefacenti tra Italia e Spagna, sequestro beni per un milione e mezzo di euro

Napoli. La Guardia di Finanza di Napoli e Pisa stanno effettuando nelle province di Napoli, Milano, Roma e Pescara, una vasta operazione per sequestri patrimoniali per un valore di oltre 1,5 milioni di euro, disposti dal gip del Tribunale di Napoli nei confronti di 11 italiani, residenti sul territorio nazionale, in Spagna e Germania. Il sequestro in corso scaturisce dal recepimento della richiesta formulata dal tribunale centrale di Istruzione di Madrid (Spagna), accolta dall’autorità giudiziaria nazionale, secondo la legislazione vigente in materia di applicazione di provvedimenti di blocco di beni nell’ambito del territorio dell’Unione europea. L’intervento di polizia giudiziaria rappresenta, infatti, un ulteriore tassello di aggressione, anche dal punto di vista patrimoniale, nei confronti di una organizzazione a delinquere radicata nel territorio di Napoli, con proiezioni imprenditoriali anche in Spagna, ritenuta responsabile di notevoli importazioni di sostanze stupefacenti, oggetti di sequestro sia in Spagna che in Italia, tra cui 520 kg di cocaina provenienti dal Sud America ed oltre 450 kg di hashish provenienti dal Marocco e dall’Olanda. 
Il carattere di transnazionalità delle indagini, condotte dai Nuclei di polizia economico-finanziaria di Pisa e Napoli sotto il coordinamento della procura di Napoli – Dda, ha portato alla costituzione di una squadra investigativa comune (Sic), siglata ad ottobre 2016, cui hanno preso parte la guardia civil (Unidad central operativa di Madrid), i mossos d’esquadra di Barcellona (Spagna), nonché l’autorità giudiziaria spagnola (Juzgado central de Instrucción núm. 6 e Fiscalía especial contra la corrupción y la criminalidad organizada), con il coordinamento e il supporto dell’organo di giustizia europeo (Eurojust). A supporto della squadra investigativa comune italo-spagnola, spiegano i finanzieri, “un significativo contributo alle indagini è stato fornito anche dalla polizia tedesca dello Stato di Baden-Wurttemberg (Germania) in relazione al coinvolgimento di alcune società in territorio tedesco”. Sottoposti a sequestro oggi, con il supporto del Gico del Nucleo pef di Roma, di 11 immobili (tra appartamenti, garage e cantine) a Napoli, Casandrino (Napoli), Mentana (Roma), Pomezia (Roma) e Pescara, 32 rapporti bancari, sei veicoli e quote societarie di due persone giuridiche in Milano e Monterotondo. 

Napoli, ricercato da due anni: si nascondeva a Barra con la famiglia

Napoli, Barra: trafficante di droga latitante da 2 anni scovato dai Carabinieri. Era a Napoli. si nascondeva in un anonimo appartamento con la famiglia.
I Carabinieri del nucleo Investigativo di Torre Annunziata insieme a colleghi del 7° nucleo Elicotteri di Pontecagnano e del 10° Reggimento “Campania” hanno localizzato e catturato a Barra Antonio Ruggiero, detto “ferro filato”, un 34enne di Boscoreale già noto alle orze dell’ordine. Destinatario di un Ordine di Carcerazione della Procura Generale di Napoli, dovrà scontare 12 anni e 4 mesi di reclusione per associazione finalizzata allo spaccio di stupefacenti aggravata da finalità mafiose. Era evaso dai domiciliari il 13 maggio 2016 e si era reso da allora irreperibile.
È stato catturato dopo indagini eseguite anche con attività tecniche, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli e condotte dalla sezione “Catturandi” del nucleo Investigativo di Torre Annunziata. Il blitz per la cattura è scattato all’alba, quando i militari hanno individuato l’appartamento ove abitava con la compagna e la figlia piccola. Nel tentativo di sottrarsi alla cattura ha scavalcato il muro di recinzione della casa e si è nascosto sotto un furgone in sosta sulla strada adiacente, dove è stato scorto e arrestato dai militari.
All’interno della casa è stata trovata una patente falsa. È ritenuto appartenente al clan camorristico dei “Gallo-Limelli-Vangone” e persona di fiducia di Giuseppe Gallo, detto “Peppe o’ pazzo”, per cui aveva importato ingenti quantitativi di stupefacente dalla Spagna, droga poi immessa sul mercato napoletano.
L’arrestato è stato nel carcere di Secondigliano.

Pimonte, l’agguato a Sabatino è l’inizio di una faida?

Pimonte. Ha cercato di sfuggire ai sicari uscendo dall’abitacolo del furgone sul quale viaggiava. Ma è stato raggiunto e finito. Filippo Sabatino, 33 anni, pregiudicato del posto legato al clan Afeltra egemone nella zona. L’agguato si è consumato nella notte in via Gesinelle ma il cadavere di Sabatino è stato trovato intorno alle 5 di stamane quando qualcuno ha avvertito i carabinieri della presenza di un uomo a terra lungo la strada. Il furgone della vittima , aveva continuato la sua corsa mentre Sabatino aveva cercato di fuggire ai sicari, ed è precipitato nella scarpata sottostante. L’agguato si è consumato a poche decine di metri dalle abitazioni degli Afeltra e gli investigatori non escludono che Sabatino uscisse proprio dalla casa del boss. L’omicidio rappresenta un segnale molto preoccupante visto che da anni i clan non facevano sentire  il fragore degli spari a Pimonte. I carabinieri che stanno conducendo le indagini hanno fatto visita stamane a parecchi pregiudicati della zona compresi  gli Afeltra e i Di Martino, gli ex fedelissimo del defunto boss Umberto Mario Imparato, entrambi usciti dal carcere da qualche anno e diventati di nuovo i signori della droga e del racket a Pimonte e dintorni. L’omicidio di Sabatino per gli investigatori è preoccupante perchè potrebbe rappresentare l’inizio di una faida visto il suo legame con gli Afeltra. A meno che non vi siano questi personali dietro l’omicidio.

Napoli, stesa durante la festa a San Giovanni a Teduccio

Napoli. Colpi d’arma da fuoco sono stati esplosi ieri notte nel quartiere San Giovanni a Teduccio di Napoli, mentre era in corso una festa in strada. Ad entrare in azione, secondo quanto riferito da alcuni testimoni, sono state delle persone giunte sul posto in sella a degli scooter. La polizia del locale commissariato non ha trovato a terra alcun bossolo. Il raid, la cosiddetta “stesa”, e’ scattato in via Villa Bisignano. Non risultano danni a persone o cose. Non è escluso che chi ha fatto fuoco lo abbia fatto con una pistola caricata a salve e solo a scopo intimidatorio. Nella zona di san Giovanni a Teduccio ormai le sparatorie non si contano più. Lo scontro in atto tra i clan Rinaldi-Reale da una parte e i Mazzarella D’Amico dall’altra ha raggiunto il suo apice. E a nulla sono valse le proteste dei cittadini onesti che abitano nel quartiere che due settimane fa hanno sfilato per le strade in una manifestazione organizzata dalla chiesa. I clan hanno sparato nello stesso giorno e lo hanno continuato a fare fino a ieri sera.

Furbetti del cartellino alla Reggia di Caserta, ordinanza per due custodi. Sei gli indagati

Caserta. Furbetti del cartellino: obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per due dipendenti della Reggia di Caserta. Truffa aggravata e continuata e false attestazioni sulla presenza in servizio: sono i reati ipotizzati nei confronti dei dipendenti della Reggia di Caserta, Giovanni Maiale e Raffaele Narciso, addetti alla vigilanza presso il complesso Vanvitelliano – Reggia di Caserta, destinatari di un’ordinanza di custodia cautelare con obbligo di presentazione prima e dopo gli orari di lavoro, notificata questa mattina dalla polizia nell’ambito di una inchiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere. Dalle indagini, basate su intercettazioni video ambientali e pedinamenti, sono emerse numerosi episodi di assenteismo a carico dei due dipendenti e di altre quattro persone indagate per gli stessi reati.  Secondo gli inquirenti, i due custodi avrebbero – con la loro condotta esposto la Reggia al rischio di atti di vandalismo. Non a caso l’indagine è partita proprio dalla commissione di un furto. agevolato, proprio dalla mancanza di sorveglianza che Maiale e Narciso avrebbero dovuto assicurare. I due, dipendenti del Ministero per i beni culturali, sono indagati per truffa aggravata e falso.

Assolto per aver offerto il ‘fumoncello’: non è stupefacente

“Ho perso i sensi con un bicchierino e mi sono sentito male. Il nostro amico l’ha chiamato fumoncello, di colore verde, un sorso e sono svenuto”. E’ il racconto di un giovane 20enne di Gragnano davanti al giudice monocratico di Torre Annunziata. Quel liquore è anche chiamato marijuancello ovvero la versione verde del limoncello diffuso soprattutto in costiera sorrentina. Il marijuancello, invece, fa concorrenza al liquore alla base di limone soprattutto sui Monti Lattari e in tanti locali del Napoletano. E’ un liquore fatto in casa alla base di foglie di marijuana ma secondo gli esperti può anche avere effetti collaterali. Dalle analisi tossicologiche del 20enne era emerso un alto tasso di principio attivo dello stupefacente nel sangue. E così il fornitore del liquore è finito a processo per cessione di droga ma è stato assolto perché il fatto non sussiste. Infatti la domanda a cui non è stata data risposta è se il principio attivo è arrivato proprio dal liquore. Una domanda senza risposta perché è stato analizzato solo il sangue del giovane 20enne della città della pasta e non il contenuto della bottiglia offerta dopo un pranzo. Il fumoncello negli ultimi anni ha avuto un boom di richieste prima di registrare un calo vertiginoso tra i consumatori anche se, spesso, tra i sequestri di droga le forze dell’ordine trovano anche questo tipo di liquore la cui preparazione è semplice. Bollitura delle foglie in alcool puro, un riposo che va da una settimana ad un mese, l’aggiunta di acqua e zucchero. Alla chiusura dell’intero processo, si ottiene un digestivo all’aroma di marijuana, ma “con un bassissimo tasso di Thc”, il tetraidrocannabinolo, il cosiddetto “principio attivo”.

Agguato nella notte a Pimonte: vittima un pregiudicato

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Un uomo di 33 anni, Filippo Sabatino, gia’ noto alle forze dell’ordine, e’ stato ucciso la scorsa notte in un agguato scattato a Pimonte. Sabatino e’ stato ucciso con colpi d’arma da fuoco mentre percorreva, a bordo del suo furgoncino, via Gesinella. I carabinieri di Castellammare di Stabia stanno indagando per fare luce sull’accaduto.

Funghi cinesi venduti come ‘chiodini’ e altro cibo sequestrati dai carabinieri

Una persona denunciata, circa 1,4 tonnellate di alimenti vari e una tonnellata di caffè sequestrate. Sono alcuni risultati dei controlli dei carabinieri dei reparto Tutela agroalimentare che hanno effettuato accertamenti in circa 30 aziende sul territorio nazionale.  Nelle province di Caserta e Napoli sono stati ritirati dal mercato 1.110 litri di prodotti a base d’alcool etilico, non idoneo al consumo umano, e sequestrati 1.020 kg di funghi confezionati (in barattoli di latta) con la dicitura ”funghi chiodini al naturale” mentre, in realtà, si trattava della varietà ”pholiota mutabilis nameko”, di origine cinese. Nel salernitano sono stati sequestrati 35 kg di prodotti ittici e 300 kg di ortofrutta privi di rintracciabilità e 25.000 buste evocanti la denominazione d’origine ”mozzarella di bufala campana”; sono state contestate sanzioni per circa 40.667 euro. Nel primo quadrimestre del 2018, l’attività preventiva del Reparto speciale dei carabinieri, a salvaguardia della sicurezza dei cittadini, ha portato al sequestro di oltre 75 tonnellate di prodotti agroalimentari (conserve, confetture, polpa di pomodoro, caffè , dolciumi e altro), 807.000 litri di bevande alcoliche e circa 461 quintali di alimenti evocanti dop e/o igp e sanzioni per oltre 163.000 euro. In provincia di Bergamo, nel settore dei marchi di tutela, è stata scoperta una ditta produttrice di pasta fresca che utilizzava, nel ripieno, formaggio tal quale facendolo passare come prodotto a denominazione di origine: il titolare è stato denunciato per frode in commercio. Nelle province di Asti, Cuneo, Verbania, Varese e Torino sono state controllate 16 aziende e sono emerse irregolarità amministrative legate alla mancata autorizzazione dei consorzi di tutela, all’erronea etichettatura e all’assenza di rintracciabilità di prodotti dolciari, paste farcite e prodotti agroalimentari vari. Nell’avellinese sono stati sequestrati 300 litri di infusi vari a base d’alcool , non idoneo al consumo umano, e una tonnellate di caffè priva di elementi utili per risalire alla provenienza del prodotto.

Cava de Tirreni, oggi i funerali del giovane ristoratore

Cava de Tirreni. Oggi pomeriggio alle 17.00, nella basilica della Madonna dell’Olmo si terranno i funerali del giovane ristoratore Filippo Servillo, morto domenica notte a Breda vicino ad Amsterdam in un tragico incidente stradale in cui ha perso la vita anche una sua amica francese mentre altri tre sono rimasti feriti. Il ventitreenne di Cava de’ Tirreni che da un anno viveva e lavorava a Parigi, pare che con altre quattro persone avesse deciso di festeggiare il compleanno di un amico ad Amsterdam per poi fare rientro a Parigi dove si era trasferito dopo il diploma all’alberghiero e la proposta di sei mesi di progetto alternanza scuola lavoro, allo scadere dei quali aveva deciso di non rientrare a casa, ma di rimanere per affinare le stesse attitudini di papà Peppe nel mondo della ristorazione. Al momento lavorava già presso un ristorante nel centro della capitale francese, prima come barman e poi come responsabile di sala ed era contentissimo del suo percorso.
Purtroppo i sogni i sono infranti a Breda (Paesi Bassi), dove sarebbe avvenuto l’incidente. Ad attenderlo sul sagrato della chiesa ci saranno oggi pomeriggio saranno in  tanti per l’ultimo saluto a Filippo o’ thailandé, come amavano chiamarlo i suoi amici,

Castellammare, allarme insetti e rifiuti nelle scuole: le mamme scrivono all’Asl

Castellammare di Stabia. Pericolo igienico-sanitario i genitori scrivono all’Asl e al Commissario Prefettizio Gaetano Cupello. La scuola ad oggetto è la Karol Woytila nella periferia nord della città delle acque. Una pec dettagliata con una lunga lettera e decine di immagini mostranti in degrado in cui versa l’istituto che sorge nei pressi dell’AVIS a Via Napoli: erba alta, rifiuti nelle aiuole e cestini pieni di spazzatura. «I nostri figli sono costretti a fare lezione con le finestre chiuse per gli insetti. I bambini con allergie, invece, tornano a casa con gli occhi gonfi. I bambini non possono più uscire nel cortile perché impraticabile, è vergognoso un degrado simile in un luogo dove l’igiene dovrebbe essere al primo posto». «E’ una situazione triste – racconta Catello – mi chiedo dove siano le Istituzioni, la cura delle scuole e dei punti frequentati dai ragazzini dovrebbe essere la priorità. Mi auguro e ci auguriamo che questa situazione divenuta insostenibile venga risolta quanto prima». «Abbiamo fatto il possibile – dice il direttore Gallinari – grazie alla convenzione con l’associazione Pro Natura. Grazie al loro intervento abbiamo provveduto a ripulire da soli dove possibile. Ma per aree grandi come quella di via Napoli sorge il problema di smaltire tutto il materiale. Naturalmente abbiamo chiesto anche l’intervento del Comune ma siamo consapevoli che la nostra condizione è la stessa di molte altre scuole».

America: Trump ha rimborsato Cohen

Trump ha rimborsato di tasca propria il suo avvocato Cohen per i 130mila dollari versati poco prima delle presidenziali alla pornostar Daniels in cambio del suo silenzio sulla storia col presidente Usa nel 2006. Lo ha rivelato l’altro legale del presidente Usa, Giuliani. Il tycoon aveva sempre negato non solo l’affaire ma anche di essere a conoscenza del pagamento.
Giuliani ha però precisato che il pagamento non erano “soldi della campagna elettorale. Nessuna violazione – ha assicurato – delle leggi sulla campagna”, come ipotizzato invece nell’inchiesta dell’Fbi su Cohen, dal cui studio sono stati sequestrati molti documenti.

Terremoto, numerose scosse nel Maceratese

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Numerose scosse di terremoto sono state registrate dall’Ingv nel maceratese. Dalla mezzanotte sono state cinque le scosse, di magnitudo compresa tra 2 e 2.5, con epicentro vicino ai comuni di Monte Cavallo e Pieve Torina e Muccia. Già nella giornata di ieri erano state una quindicina le scosse in provincia di Macerata, tra le quali le più forti sono state quella di magnitudo 3.2 delle ore 21.21 e quella di magnitudo 3.1 delle ore 23.20. 

Blitz dei carabinieri tra Salerno e provincia: 18 arresti

Dalle prime ore della mattina, è in corso una vasta operazione antidroga dei Carabinieri del Comando Provinciale di Salerno. Circa duecento militari, con l’ausilio di unità cinofile e il supporto aereo, stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare – emessa dal GIP del Tribunale di Salerno, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia – nei confronti di 18 persone, ritenute responsabili, a vario titolo, di “associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti”. Contestualmente, sono in corso decine di perquisizioni nei confronti di altri soggetti indagati, a vario titolo, per gli stessi reati.
I particolari dell’operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che si terrà alle ore 11.00 odierne presso la Procura della Repubblica di Salerno.