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Migranti: 6 provvedimenti revoca accoglienza eseguiti nel beneventano

La Polizia è intervenuta un tre centri per immigrati a Benevento, Ceppaloni e Campoli Monte Taburno per eseguire 6 provvedimenti di revoca dell’accoglienza, emessi dalla Prefettura di Benevento nei confronti di altrettanti migranti ospiti delle strutture. Le misure sono state eseguite dagli agenti della Questura di Benevento coadiuvati da un’unità del reparto mobile di Napoli. Tre dei 6 destinatari erano ospiti del centro di Ceppaloni, due si trovavano a Campoli Monte Taburno e uno a Benevento. “Da tempo -spiegano dalla Questura di Benevento- alcuni di loro erano rimasti inottemperanti e si erano resi protagonisti anche di atteggiamenti contrari alle regole di convivenza, cercando l’appoggio di altri ospiti, per impedire il loro allontanamento”.

Truffa da 10 milioni di euro sui formaggi sardi: scoperta la banda

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Sono 19 le persone denunciate all’Autorità giudiziaria di Velletri dai poliziotti del Commissariato di Ottana in provincia di Nuoro per associazione a delinquere finalizzata alla truffa, riciclaggio di denaro, assegni e conti correnti sui quali sono transitati 10milioni di euro. L’indagine è partita dalla denuncia di un’imprenditrice locale la quale, all’atto della vendita dei propri formaggi, si è vista pagare con un assegno risultato non pagabile perché ne era stato denunciato lo smarrimento. Le analisi del traffico telefonico hanno permesso agli investigatori di accertare la riconducibilità a società di comodo, che contattavano numerose aziende sul territorio nazionale per acquistare i loro prodotti agricoli pagando gli ignari venditori con assegni non coperti. Le indagini hanno permesso di individuare i componenti di un’associazione a delinquere finalizzata alla truffa e al riciclaggio, con base logistica nel Lazio e precisamente nei territori di Cisterna di Latina e Velletri, e con ramificazioni in terra partenopea e nella provincia di Bergamo. L’organizzazione operava avvalendosi di società di comodo a cui venivano preposti ‘teste di legno’ compiacenti, che acquistavano merci di ogni tipo pagandole con assegni falsi o rubati. Grazie alla collaborazione della Guardia di Finanza della Compagnia di Velletri per gli accertamenti di natura fiscale, gli agenti di Polizia del Commissariato di Ottana hanno accertato l’esistenza di numerosi conti correnti riconducibili al sodalizio, sui quali sono transitati oltre 10 milioni di euro. Numerose sono state le perquisizioni domiciliari effettuate dai poliziotti di Ottana insieme ai militari della Guardia di Finanza della Compagnia di Velletri, coadiuvati dagli agenti dei Commissariati di Velletri, Albano Laziale, Colleferro, Cisterna di Latina e S. Paolo di Napoli, che hanno consentito di rinvenire una ingente quantità di materiale probatorio. Trovati computer, telefoni cellulari, due divise dei vigili del fuoco, armi illegalmente detenute con relativo munizionamento, merce di varia natura, documentazione varia (assegni, documenti personali, timbri…), riconducibile al sodalizio criminale e tuttora al vaglio della magistratura. 

Qualiano, Pasquale ancora barricato in casa a sette ore dall’omicidio della madre

Prosegue la trattativa portata avanti dai Carabinieri con Pasquale De Falco, il 37enne che si è barricato in casa a Qualiano dopo aver ucciso la madre a colpi di fucile. I militari stanno cercando di convincere De Falco a deporre il fucile da caccia del padre e ad arrendersi. In un primo momento si era temuto che l’uomo avesse ucciso anche il padre, poi rintracciato dai Carabinieri e che ora sta prendendo parte alla trattativa cercando di convincere il figlio ad arrendersi. I Carabinieri hanno cinturato la zona e i negozi presenti nella strada, via Campana, sono stati chiusi. E’ chiuso in casa da oltre sette ore Pasquale De Falco, il 37enne che stamattina, a ucciso la madre, Teresa Ricciardiello, di 67 anni, a colpi di fucile da caccia e poi si e’ barricato in casa. Il corpo della donna e’ ancora sul balcone che circonda l’abitazione. La trattativa, al momento, sta attraversando un momento di stasi. Sul luogo della tragedia c’e’ anche il cognato di Pasquale che sta fornendo tutto l’apporto possibile agli inquirenti della Procura di Napoli Nord e ai carabinieri. 

Bacoli, verso la soluzione il problema della refezione scolastica

Si avvia a una soluzione la vicenda della refezione nelle scuole di Bacoli: si è infatti  aperto uno spiraglio alla risoluzione del problema.
Il comune è commissariato e si attende l’insediamento del commissario prefettizio per definire questa vicenda.Ieri c’è stato un contatto tra l’esponente sindacale, Domenico Monaco, che sta curando la questione e due consiglieri dell’ex maggioranza ovvero Monica Carannante e Gennaro Di Meo, dove hanno dichiarato di scendere in prima persona in campo e mediante un tavolo di concertazione troveremo la soluzione. Intanto i bambini continueranno ad usufruire della refezione scolastica

Tragedia di Lettere: c’è un indagato

C’e’ una persona denunciata, un 67enne ritenuto responsabile di omicidio colposo, per la morte del 21enne di Lettere, Luigi Chierchia in seguito ad un incidente, ieri, nel deposito di una ditta di lavorazione marmi di Sant’Antonio Abate Secondo quanto emerso dalle indagini dei carabinieri della stazione di Sant’Antonio Abate il 67enne aveva chiesto al giovane di Lettere una prestazione occasionale di manodopera, vale a dire aiutarlo a spostare alcune lastre di marmo, operazione nel corso della quale il carico e’ caduto sul corpo del ragazzo causandone la morte. Chierchia e’ giunto morto all’ospedale di Castellammare di Stabia dove era stato accompagnato da un 40enne di Sant’Antonio Abate. L’autorita’ giudiziaria ha disposto che sul corpo venga effettuata l’autopsia. Sul posto si sono recati anche i carabinieri della sezione investigazioni scientifiche di Torre Annunziata per effettuare un sopralluogo. Indagini ancora in corso.

Venerdì d’Autore. ‘Da Sud’ con Patrizia Sereno si parla di un Meridione diverso

Quindici autori tracciano il quadro di un sud diverso, fuori dalla visione canonica della “questione meridionale”, dando vita all’antologia Da Sud” a cura di Mimmo Oliva, per la Polis Sa Edizioni. Il volume sarà presentato per la prima volta venerdì 4 maggio alle ore 20 a Sant’Egidio del Monte Albino, nell’ambito della rassegna letteraria “Venerdì d’Autore” promossa dalla Pro Loco cittadina.
A discutere dell’opera, presso la biblioteca civica Ferdinando Ferrajoli ci saranno la giornalista Patrizia Sereno, tra gli autori dell’antologia, e l’editore della Polis Sa Edizioni Teo Galante Oliva.
L’idea della casa editrice è stata quella di comporre una antologia nella quale i diversi saggi, divisi per relative e specifiche tematiche, siano legati da un unico filo conduttore rappresentato da una visione diversa, innovativa e creativa della parola e del luogo geografico “SUD”. Il punto di partenza della nostra riflessione è quello di uscire da una narrazione canonica del Mezzogiorno d’Italia, stretta tra le opposte visioni di rivendicazioni anti-storiche ed una inesistente questione settentrionale. In particolare, l’idea sarebbe quella di immaginare tutti gli aspetti della vita e dello sviluppo del “sud” connessi ad una dimensione ed uno sguardo non solo italiano, ma inserito in un contesto più ampio e globale. Il volume è un’antologia di 15 capitoli che vede autori prestigiosi i quali analizzano l’argomento Sud da un altro punto di vista, sicuramente singolare.
La presidente della Pro Loco di Sant’Egidio Angelina De Rosa così saluta il quarto appuntamento: “Come Pro Loco ci onora e ci fa piacere ospitare la prima presentazione di un volume dedicato ad una questione importante come il Sud, vista non come questione antica ed impossibile da risolvere, ma guardata dal lato delle sue potenzialità. Anche noi, come associazione, lavoriamo per il rilancio delle nostre terre, e siamo felici di dare vita all’incontro con degli autori che portano le loro esperienze. Sarà sicuramente un confronto interessante per noi e per il pubblico dei Venerdì d’Autore.”

L’associazione Musica Libera ospita il duo Vibrapiano. Domenica 6 maggio al centro culturale Domus Ars

Prosegue la Stagione Concertistica 2018 dell’associazione “Musica Libera” ospitata dall’associazione “Il Canto di Virgilio”, presso la sede del centro culturale Domus Ars. Domenica 6 maggio alle ore 11.00 appuntamento con i Vibrapiano. Alle percussioni Laura Francesca Mastrominico e al pianoforte Fabio Espasiano.
Il programma della mattinata prevede: Klangbilder (Quadri Sonori) – H. Laberer  Allegro – Molto calmo – Allegro; Blue Waltz – M. Ciannella; Cattedrale nello spazio – S. Valletta che ha osservato come,“L’effetto creato del Vibrafono suonato con l’archetto , ricorda il riverbero dei suoni che si rincorrono disordinatamente e tendono a fondersi , come  in un ambiente molto ampio simile ad  una cattedrale  e nel contempo danno la sensazione di  spazio infinito come l’universo” ; Vocalise Op.34 n°14 – S.V. Rachmaninoff; Momenti musicali op. 16 – S.V. Rachmaninoff.
Il duo Vibrapiano è formato da musicisti giovani e di talento, già molto apprezzati: Laura Francesca Mastrominico e Fabio Espasiano.

Omicidio premeditato: rischia l’ergastolo il marito killer di Torre del Greco

Non solo omicidio volontario con una lunga sfilza di aggravanti, ma anche minacce di morte: se le contestazioni saranno confermate in sede di giudizio, all’assassino di Mariarca potrebbe non bastare la scelta del rito abbreviato per evitare l’ergastolo. Sono state accolte con favore dal legale della famiglia della vittima, l’avvocato Alberto Berardi, del Foro di Padova, le conclusioni a cui è giunta la Procura di Venezia al culmine delle indagini preliminari del procedimento penale a carico di Antonio Ascione, il 44enne pizzaiolo di Torre del Greco che il 23 luglio 2017 accoltellò a morte l’ex moglie Maria Archetta Mennella, 38 anni, nell’abitazione di Musile di Piave, nel Veneziano, dove la donna risiedeva. Il 24 aprile il Pubblico Ministero della Procura di Venezia, dott. Raffaele Incardona, ha chiesto il rinvio a giudizio e il Gip, dott. Massimo Vicinanza, ha fissato l’udienza preliminare per il 4 giugno 2018, alle 11, presso la Cittadella della Giustizia di Piazzale Roma.

L’ennesimo femminicidio aveva destato profonda eco e stimolato iniziative e fiaccolate contro la violenza sulle donne, non solo nel Veneto ma anche in Campania: pure la vittima, infatti, era originaria di Torre del Greco. A colpire era stata tutta la vicenda a partire dalla generosità di “Mariarca” che, pur essendosi separata da quel marito violento e oppressivo ed essendosi rifatta una vita lontano, nel Veneto Orientale, trovando un’occupazione come commessa all’outlet di Noventa di Piave, aveva deciso di riaccoglierlo temporaneamente in casa per riavvicinarlo ai figli di (oggi) 16 e 10 anni, le altre due vittime della tragedia. Un atto di amore e un’attenzione per la figura paterna che ha pagato con la vita, perché Ascione, non accettando la fine del rapporto e spinto dalla gelosia, l’ha barbaramente, proditoriamente e “lucidamente” trucidata.

Quello che emerge dal quadro probatorio e dai capi d’imputazione, infatti, non è una improvvisa furia omicida, non è un raptus, ma un crimine frutto di un escalation di violenza e minacce covato nel tempo. Il reato principale di cui dovrà rispondere il 44enne di Torre del Greco, peraltro reo confesso e detenuto nel carcere veneziano di Santa Maria Maggiore, è ovviamente quello di omicidio “per aver accoltellato ripetutamente sul tronco e sull’arto superiore sinistro la moglie cagionandone la morte con un fendente al dorso che ne perforava il polmone sinistro e che determinava lesioni viscerali e vascolari con emorragia massiva ed esito letale” scrive nella sua richiesta il Pubblico Ministero, sulla scorta dei risultati della perizia medico legale disposta sulla salma della vittima. Ma anche con diverse aggravanti: per aver commesso il fatto “per futili motivi, perché non accettava che la moglie, dalla quale era legalmente separato, avesse una relazione con un altro uomo” scrive il Pm; per aver agito “con premeditazione, dopo aver reiteratamente minacciato di morte la moglie, in un’occasione anche con l’uso del coltello”; per aver perpetrato il crimine contro il proprio coniuge e madre dei suoi figli, e quindi aggravato dal vincolo di parentela; “per aver aggredito la moglie nelle prime ore del mattino quando la stessa era ancora distesa a letto e incapace di opporre una adeguata difesa”. L’autopsia ha confermato come si sia trattato di una vile aggressione a tradimento e come i colpi siano stati inferti mentre Mariarca dormiva, elemento tutt’altro che secondario in quanto esclude che il delitto sia avvenuto al culmine di una lite ed è una conferma schiacciante che è stato premeditato.Ma non solo. Ascione dovrà rispondere anche del reato di minacce per aver appunto “minacciato di morte la moglie nei giorni precedenti con un coltello in mano” e, anche qui, con l’aggravante di aver commesso il fatto usando un coltello, strumento idoneo a offendere che poi, purtroppo, avrebbe usato davvero. Non un dettaglio da poco.

“Le indagini, come sostenevamo fin dall’inizio, hanno confermato non solo l’aggravante della premeditazione, ma anche il reato delle minacce: un quadro pesantissimo che, se confermato in sede di giudizio, apre alla possibile applicazione della pena dell’ergastolo anche in caso di accesso dell’imputato al rito alternativo” spiega l’avvocato Berardi, che assiste la famiglia Mennella in collaborazione con Studio 3A, società specializzata a livello nazionale nella valutazione delle responsabilità in ogni tipologia di sinistro, a tutela dei diritti dei cittadini, che a titolo gratuito ha messo a disposizione dei propri assistiti e del loro penalista i propri esperti per i vari accertamenti disposti dalla Procura (ad esempio il medico legale di parte che ha partecipato all’esame autoptico, la dott.ssa Elisa Vermiglio dello Studio Luigi Sergolini di Padova), e che li ha anche affiancati a sostenuti nei tanti risvolti di questa terribile vicenda, non ultimi quelli legati alla tutela dei figli minori della vittima.

Una soddisfazione doppia in ragione dell’apporto fornito in tal senso dallo stesso Berardi, dal consulente personale di Studio 3A, Riccardo Vizzi, e dai familiari della vittima. E’ stato infatti Vizzi ad acquisire dalle sorelle di Mariarca e a fornire all’avvocato Berardi alcuni messaggi whatsapp che si erano scambiati nei giorni precedenti la figlia della Mennella e il padre e in cui la ragazza accusava il genitore, che tentava di giustificarsi, di aver minacciato la mamma con un coltello e gli giurava che lei e il fratellino non l’avrebbero più guardato in faccia se le avesse fatto del male. “Messaggi che ci sono apparsi subito significativi ai fini delle indagini” aggiunge l’avvocato Berardi, che ha inviato una memoria ad hoc al Pm, il quale a sua volta ha disposto l’acquisizione dello smartphone della ragazza. Un “gioco di squadra” che ha fornito un contributo importante per costruire un quadro accusatorio solido e raggiungere l’obiettivo invocato dalla famiglia della 38enne: giustizia esemplare per il carnefice e carcere a vita.

Napoli. Un workshop gratuito per diventare tatuatore professionista

Il 16 maggio alle ore 16.30 si terrà a Napoli un workshop gratuito dedicato a chi intende diventare un tatuatore professionista, e fare dell’antica arte del tatuaggio un mestiere, che però richiede formazione, esperienza e una conoscenza specifica del settore.
Nel corso di questo eccezionale evento della durata di un giorno ci sarà la possibilità di conoscere esperti tatuatori a cui si potranno chiedere le informazioni necessarie per i corsi da frequentare per diventare un tatuatore, perché secondo le normative vigenti per praticare questo lavoro è necessario seguire un corso di specializzazione. Si potrà inoltre visitare la struttura della Multicenter School, organizzatrice dell’evento, le aule dove si terranno le lezioni e fare una prima lezione di prova gratuitamente.
I docenti scelti per il workshop e per i corsi di formazione per tatuatori sono tutti professionisti del settore, veri esperti che lavorano e insegnano in questo campo da svariati anni, solitamente specializzati sia in tatuaggi che piercing.
Se è vero che il tatuaggio è una delle forme artistiche più potenti del nostro tempo, è anche vero che come tutte le forme d’arte va studiata con impegno e perseveranza.
Per questo dopo il workshop chi vorrà proseguire la propria formazione per diventare un tatuatore professionista dovrà intraprendere un percorso di formazione specifico in cui si apprenderà il metodo di lavoro ovvero la pratica del tatuaggio e il metodo di disegno in ambito artistico (e non solo). Non mancheranno inoltre lezioni di infettivologia e di dermatologia fondamentali per diventare un professionista.
La durata del corso per diventare tatuatori è semestrale, nello specifico sono previste 600 ore di formazione suddivise nell’arco di 6 mesi, con lezioni per 2 giorni ogni settimana.
Tutti i corsisti una volta concluso il percorso formativo saranno solo all’inizio della propria carriera, perché si sa, quello che conta in questa professione è l’esperienza e la pratica, ma senza dubbio professionisti preparati adeguatamente, grazie alle conoscenze e agli strumenti necessari per esercitare il mestiere che avranno acquisito a scuola.
Potranno iscriversi al corso sia principianti intenzionati a voler fare di una passione un lavoro, che tatuatori esperti, interessati a voler ampliare le proprie competenze e conoscenze.
Non è semplice trovare un istituto infatti che garantisca esperienza, professionalità e competenze, motivo per cui la scelta della scuolae non va fatta a caso, ma va ponderata con attenzione. Ciò non vuol dire che di scuole all’altezza non ce ne siano.
Solo che il continuo adeguamento alle esigenze della società odierna e la continua ricerca hanno fatto sì che alcune scuole diventassero un punto di riferimento per giovani e meno giovani con un sogno nel cassetto.
Grazie ai corsi di formazione per tatuatori professionisti molti dei corsisti che vi hanno preso parte hanno trovato subito un lavoro o addirittura aperto una propria attività. Questo perché i corsi danno ai partecipanti un’appropriata preparazione sia teorica che pratica, che permette di affacciarsi al mondo del lavoro grazie ad un attestato riconosciuto dalla Regione Campania e valido in tutta Italia e in tutta l’Unione Europea. Alla fine del workshop verrà rilasciato un attestato di partecipazione (che spesso vale come sconto per l’iscrizione al corso stesso, il cui costo potrà essere rateizzato).
Il workshop sarà un’occasione unica per chi ha intenzione di diventare un tatuatore professionista. Anche perché, oltre l’attestato per poter lavorare, non bisogna sottovalutare l’importanza di una formazione professionale adeguata, grazie a cui i più grandi hanno potuto cominciare.

Napoli, ritrovato l’uomo scomparso la settimana scorsa da San Giovanni a Teduccio

Napoli. E’ stato ritrovato Giuseppe Giusti il 47enne scomparso dal 29 aprile scorso da San Giovanni a Teduccio. L’uomo non si era mosso da Napoli. Ora si trova ricoverato all’ospedale Loreto mare ma anche se è in stato confusionale le sue condizioni di salute non destano preoccupazioni. E’ stato il fratello Carlo a dare la notizia.. Dopo la denuncia dei familiari  anche il programma ‘Chi l’ha visto‘, condotto da Federica Sciarelli, aveva lanciato un appello per aiutare a ritrovarlo. Il 47enne si era allontanato da casa alle 4 della notte di domenica 29 aprile. Era stato visto da alcuni conoscenti prima nei pressi della spiaggia di san Giovanni a Teduccio e poi dirigersi verso la stazione centrale di Napoli. 

Francesco Piccolo e David Trueba, dialogo all’Instituto Cervantes di Napoli. L’8 maggio al via Dialogos, un nuovo ciclo d’incontri con autori spagnoli e italiani

Diálogos, ovvero dialoghi, è un nuovo ciclo di incontri in programma all’Instituto Cervantes di Napoli. Nel corso dell’anno, il nuovo format ospiterà scrittori, drammaturghi, poeti, registi e artisti spagnoli e latinoamericani che dialogheranno con autori italiani. Il tutto combinando generi e confrontandosi sui vari aspetti della fase creativa e della realizzazione delle rispettive opere.
Protagonisti del primo appuntamento, martedì 8 maggio alle ore 17, all’auditorium dell’Instituto Cervantes di Napoli, saranno Francesco Piccolo e David Trueba. I due autori dialogheranno e si confronteranno sulle molteplici forme della scrittura, soffermandosi sulla loro attività di narratori e sceneggiatori di libri e pellicole di grande successo, oltre che di straordinaria qualità. A moderare l’incontro sarà Marco Ottaiano, traduttore e docente di letteratura spagnola e di traduzione letteraria presso l’Università degli Studi di Napoli L’Orientale. L’incontro, ad ingresso gratuito fino ad esaurimento dei posti disponibili, avrà a disposizione il servizio di traduzione simultanea (spagnolo/italiano).
Francesco Piccolo è autore di numerosi romanzi e libri di racconti pubblicati da Einaudi e Feltrinelli. È sceneggiatore per il cinema ed ha lavorato con registi come Nanni Moretti, Paolo Virzì, Silvio Soldini o Francesca Archibugi. Ha diretto diversi programmi di televisione e collabora con il Corriere della Sera. Nel 2014 ha ricevuto il Premio Strega per  il libro “Il desiderio di essere come tutti”. Il suo romanzo “Momenti di trascurabile felicità” ha ottenuto un grande successo in Italia ed è stato pubblicato in spagnolo da Anagrama (Momentos de inadvertida felicidad).
David Trueba, invece, è scrittore regista, sceneggiatore ed attore. Ha pubblicato cinque romanzi, tutti con  Anagrama che sono stati tradotti in più di dieci lingue. Con il romanzo “Saber Perder” (2008) ha vinto il Premio Nacional de la Crítica a la Mejor Novela e finalista del prestigioso Premio Médicis nella traduzione francese. Nel 1996 ha iniziato la carriera di regista con il film  “La buena vida”. Sono seguiti: “Obra maestra”,  “Soldados de Salamina”, “Bienvenido a casa”, “Madrid, 1987” e nel 2013 “Vivir es fácil con los ojos cerrados”, film che ha ottenuto sei Premios Goya. “Casi 40” è il suo ultimo film che uscirà il prossimo autunno.

Nasce a Napoli un nuovo Museo. Il 14 maggio l’inaugurazione a Palazzo Zapata

Nel cuore di Napoli nasce un nuovo museo. Il  14 maggio alle ore 18  in Piazza Trieste e Trento a Palazzo Zapata n. 48 avrà luogo la presentazione al pubblico dellarub. Dotato delle migliori tecnologie che catalogano e raccontano le opere d’arte in esso contenute – 600 dipinti, 4000 volumi, 80 sculture e una fototeca con più di 5000 fotografie – inserito nei circuiti SBN (sistema bibliotecario nazionale),  Artecard e Databenc, il Museo della Fondazione Circolo Artistico Politecnico è un museo “smart”, realizzato con le opere raccolte in 130 anni di storia dai soci che hanno deciso di metterle a disposizione della città e dei turisti. La prestigiosa sede, riservata fino a qualche tempo fa solo agli iscritti al “circolo”, da oggi sarà quindi  aperta al grande pubblico. Durante la serata sarà presentato anche il catalogo scientifico delle opere (pitture, sculture, grafiche, fotografie, volumi e reperti storici) della prestigiosa collezione della Fondazione:Storia, Arte, Città – Le Collezioni della Fondazione Circolo Artistico Politecnico – Napoli(Guida Editori), curato da Isabella Valente.
L’evento prevede la partecipazione di Sua Eminenza il Cardinale Crescenzio Sepe, Arcivescovo di Napoli e sarà moderato da Ermanno Corsi, con interventi di:  Adriano Gaito – Presidente Fondazione Circolo Artistico Politecnico, Angelo Chianese – Presidente Databenc,Luciano Garella – Soprintendente Beni Artistici e Paesaggistici di Napoli, Nino Daniele, Assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, Fulvio Tessitore – Presidente Onorario della Fondazione, Sergio Sciarelli – Presidente Comitato Scientifico Fondazione,   Edoardo Massimilla – Direttore del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università Federico II di Napoli,Isabella Valente – Professore di Storia dell’Arte Contemporanea Università Federico II.
Nel corso della serata, Armando Ciappa e Mario del Vecchio, rispettivamente presidente del Comitato d’onore della Fondazione e Presidente Benemerito dell’Associazione, consegneranno la chiave simbolica della Fondazione a Vincenzo De Luca, Governatore della Campania e al Sindaco di Napoli Luigi de Magistris.

Incidente sul lavoro a Giugliano: perde la vita un operaio

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Un cittadino romeno è morto in seguito a un incidente sul lavoro a Giugliano in Campania, in provincia di Napoli. I fatti in via San Francesco a Patria all’interno di una ditta di smaltimento rifiuti alimentari. Secondo la prima ricostruzione della polizia, l’operaio sarebbe stato travolto da un mezzo in manovra. Trasportato da un’ambulanza del 118, presso il locale ospedale San Giuliano, per l’uomo non c’è stato nulla da fare.A perdere la vita, e’ stato un cittadino romeno di 34 anni, papa’ di due bimbi di tre e di cinque anni. Il lavoratore, immigrato regolare e con un contratto di lavoro regolare, lavorava alla Nar, una ditta che si occupa di smaltimento di rifiuti speciali e di materiale di risulta delle attivita’ di macellazione. Secondo quanto accertato dalla Polizia di Stato, il dipendente mentre stava passando il materiale da un camion ad un altro che era venuto per caricare la carne che doveva essere smaltita, e’ stato investito. Trasportato dal servizio di emergenza del 118 all’ospedale di Giugliano, e’ morto poco dopo.

La Bohème al Teatro Italia di Acerra. Un evento realizzato con l’impegno dell’associazione Nuove Consonanze e il patrocinio de Comune

Domenica 13 maggio, alle ore 20.00, al teatro “Italia” di Acerra, “La Bohème” di Giacomo Puccini. L’evento, patrocinato dall’Amministrazione comunale con a capo il sindaco Raffaele Lettieri, è frutto dell’impegno dell’associazione Culturale “Nuove Consonanze” con la sua ensemble formata dai Maestri: Salvatore Elia, clarinetto; Luigi Silvestro, corno; Domenico Mauriello,  trombone; Vincenzo Laudiero, flauto; Espedito Stompanato, presidente dell’associazione “Nuove Consonanze”, clarinetto; Annamaria Sanges, soprano; Francesco Fortes, tenore. L’evento vedrà protagonisti anche i professori d’Orchestra del teatro “San Carlo” di Napoli. La direzione è affidata a Massimo Testa, quella tecnica a Carmine Altobelli mentre la regia a Domenico Sodano.
E’ una grande soddisfazione per il maestro Salvatore Elia, acerrano doc, a cui è affidata la direzione artistica dell’evento. “Sono estremamente emozionato per quest’evento che ci accingiamo ad eseguire. Mai, ad Acerra, La Bohéme, un’opera così importante ed impegnativa è stata presentata e sicuramente è un motivo di vanto ed orgoglio per tutta la nostra città. La cultura è il perno essenziale che investe ogni campo: da quello sociale a quello ludico.  Vorrei riportare un pensiero del grande maestro Tutino: Con la cultura non si mangia disse qualche parlamentare. stiamo attenti: tra le pieghe delle ore che passano, c’è sempre un conto che non torna. Un’ombra, un pensiero, un’emozione. Un dolore. Un timore.  Di questi mondi, ogni tanto, si occupa l’Arte, e aguzza gli occhi per noi; quando gli va, un romanzo cerca di farci notare cosa ci è sfuggito, un quadro che visione abbiamo tralasciato di percepire, una scultura che corpo si cela sotto le forme più apparenti. L’Opera, il Melodramma, il canto ci racconta cosa possiamo sentire, che non abbiamo sentito.  Quella vibrazione che parte da una gola umana, quell’energia diretta che da lì viene assolutamente verso di te, trasportata solo dall’aria che anche tu respiri; quel suono che rimbalza sulle pareti di legno, quella forza, quella fatica, quel grido. Credete, non c’è cosa più straordinaria di una voce educata a cantare, che ci canti di quel mondo così rimosso, così negletto, così temuto, così eversivo, così inspiegabile e antico come quello dei sentimenti; non c’è assolutamente altro modo che l’uomo abbia inventato per dire cosa sia – cosa veramente sia – un abbandono, un tradimento, una pulsione sessuale, un’amicizia, un odio, la morte. Per ricostruire il mondo invisibile delle emozioni, e dargli senso, dignità, valore, abbiamo bisogno dell’Opera Lirica.
La bohème è una delle opere musicali più importanti di Giacomo Puccini. Si compone di quattro atti, indicati come quadri. Il libretto fu scritto Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, ispirato al romanzo di Henri Murger “Scene della vita di Bohème” (Scènes de la vie de bohème) del 1851. L’opera venne rappresentata per la prima volta il 1° giorno di febbraio del 1896 presso il teatro Regio di Torino. l dramma lirico de La Bohéme racconta la vita e le storie d’amore di giovani artisti poveri.
Ambientata a Parigi, in una misera soffitta, quattro giovani artisti conducono “una vita gaia e terribile”: la “bohéme”.
Siamo nel 1830 circa ed i soldi mancano quasi sempre, spesso si digiuna, ma la gioventù e la spensieratezza aiutano a superare molti ostacoli.
Nell’opera si dipanano le storie d’amore fra Marcello e Musetta e fra Rodolfo e Mimi concludendosi con la morte di quest’ultima.

A Pompei arriva la prima Beer Fest. 15, 16 e 17 giugno in piazza Falcone e Borsellino

A Pompei il primo evento dedicato alla birra artigianale. Il 15, 16 e 17 giugno, in piazza Falcone e Borsellino.
L’iniziativa nasce dalla passione e dall’amore per la birra, dalla voglia di mettersi in gioco dell’associazione “Craft Pompei”, che il prossimo giungo porterà nella città degli scavi il primo evento dedicato alla birra artigianale.
Gli amanti del luppolo e della birra non filtrata avranno l’occasione di poter degustare quaranta tipi di birra differente, prodotta dai vari birrifici artigianali italiani e spillate dai pub che parteciperanno alla rassegna.
Birrotheca, Pub 27, Sturgis, Mosto, Murphy’s Law, B.A.I., Drop, La Quinta Pinta e Hoppyending, i nomi dei locali presenti. Inoltre, ci sarà uno spazio per l’area food così da accompagnare sapientemente ogni bevuta. Infine, a breve sarà stillata la lista degli artisti che si esibiranno nei tre giorni di festival.

Una giornata nell’antica Oplontis: 2 giorni dedicati alla conoscenza del patrimonio storico e culturale

“Una giornata nell’antica Oplontis”. Al Museo dell’Identità di Palazzo Criscuolo, l’Archeoclub d’Italia, sezione “Mario Prosperi” di Torre Annunziata, ha organizzato una due giorni patrocinata dal Comune oplontino e finalizzata alla divulgazione e alla conoscenza del patrimonio storico-culturale del territorio.

Il programma, che si articolerà nelle mattinate del 4 e 6 maggio, sarà ricco di iniziative. I visitatori saranno accolti dall’Archeoclub e dal Gruppo Storico Oplontino e guidati all’interno del Museo alla scoperta dei reperti delle ville oplontine, con momenti di teatralizzazione e racconti di miti classici. In seguito andranno in scena le rappresentazioni del Gruppo Storico Oplontino nelle vesti di Poppea, di Lucius Crassius Tertius e della “poetessa Saffo”. Verranno, inoltre, illustrati i segreti di bellezza di Poppea, con l’esposizione degli oggetti utilizzati per la cosmesi di duemila anni fa. Ai più piccoli verrà mostrato come si divertivano i bambini attraverso la fedele riproduzione dei giochi dell’epoca. Domani, venerdì 4 maggio, ci sarà la degustazione del Panis Pompeii del maestro fornaio Carmelo Esposito e, domenica 6, della cassata di Oplontis. “L’Amministrazione comunale è entusiasta di sostenere manifestazioni di così importante valenza culturale – afferma l’assessore Aldo Ruggiero -. Queste iniziative sono fondamentali per far conoscere ed apprezzare il patrimonio storico del nostro territorio, ricco di antichità e reperti risalenti ad oltre duemila anni fa”.

Napoli. Spinge la maestra in classe e la manda in ospedale

Napoli.Ieri mattina una docente dell’istituto comprensivo “Francesco Mastriani” in via Nuova Poggioreale, è stata spinta da un alunno di soli 7 anni. Nel colpirla la donna è finita contro un mobile presente in classe e si è accasciata a terra. E’ stata subito soccorsa dall’ambulanza e trasportata in ospedale, immobilizzata con una tavola spinale e un collare cervicale. Durante la caduta, l’insegnante 60enne, si è curata, nonostante il dolore, di tranquillizzare i piccoli. Inoltre ha più volte sottolineato che in questo caso non si tratta di violenza, bensì di un disagio sociale e relazionale del bambino, infatti il piccolo colpevole è seguito sin dal primo anno d’elementari da una maestra di sostegno che però non copre tutte e 5 le ore giornaliere per mancanza di fondi. Non poche le polemiche da parte delle famiglie dei bambini, le quali sono andate a parlare con la preside in merito alla situazione e alla paura di un probabile “bullo”. Tuttavia i genitori sono stati rassicurati dal fatto che il bambino vive una situazione familiare e sociale non proprio piacevole e questo si riversa anche nell’ambiente scolastico, ma, con le dovute accortezze questi comportamenti saranno frenati.
Ilenia Anna Sicignano

Funicolare di Chiaia: già richiesta dall’ANM l’ulteriore proroga per la revisione

” Apprendiamo – afferma Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari e per il trasporto pubblico – dalle dichiarazioni rilasciate nel corso di un intervista, pubblicata oggi sulle pagine di un quotidiano, dall’amministratore unico dell’azienda napoletana mobilità, ing. Nicola Pascale, che, per i lavori di revisione ventennale della funicolare di Chiaia, l’impianto non chiuderà prima di un anno e che è già partita la richiesta all’USTIF di un’ulteriore proroga per l’esecuzione dei lavori, dopo quella già ottenuta l’anno scorso, e in scadenza “.
” Pur non essendo state rese note le motivazioni addotte per la richiesta di questa nuova proroga, che potrebbero essere di natura economica, in considerazione delle somme necessarie per i lavori in questione, che ammonterebbero a circa sette milioni di euro – aggiunge Capodanno -, siamo certi che l’USTIF si pronuncerà dopo che avrà effettuato tutte le necessarie verifiche perché venga assicurato, anche nel periodo di questa ulteriore proroga, che l’impianto funzioni garantendo la piena e totale sicurezza per i viaggiatori, evitando, tra l’altro, anche i frequenti improvvisi fermi per guasti che, purtroppo, hanno caratterizzato negli ultimi tempi il funzionamento della funicolare di Chiaia, di notevole importanza nei collegamenti tra il Vomero e il centro cittadino, dal momento che nei giorni feriali trasporta mediamente circa 15mila passeggeri “.
” Resta poi a tutt’oggi ancora irrisolta – ricorda nell’occasione Capodanno – la questione più volte sollevata, del prolungamento delle orari di funzionamento. Al riguardo, affinché venisse ripristinato, per i mezzi di trasporto pubblico su ferro, l’orario vigente prima dell’estate dell’anno scorso, con il prolungamento degli orari per le funicolari di Chiaia e Centrale, oltre che del metrò collinare, fino alle 24:00, e, nei giorni di venerdì e sabato, fino alle due di notte, fu anche promossa una petizione on line che ha superato le 1.800 firme, senza però che vi siano state risposte operative, visto che le due funicolari in questione continuano ad effettuare l’ultima corsa alle ore 22:00 ( https://www.change.org/p/vogliamo-metro-e-funicolari-in-funzione-fino-alle-due-di-notte ).

Musica. Tradotto in cinese Io te vurria vasà, un classico della canzone napoletana interpretato da Francesca Fariello

“Io te vurria vasà” tradotto in cinese. Una originale versione del grande classico della canzone napoletana, registrata da Francesca Fariello su etichetta Gennarelli Bideri. Il capolavoro di Vincenzo Russo è infatti disponibile sulle principali piattaforme digitali in tre differenti interpretazioni della cantante e compositrice partenopea che, per l’occasione, ha vestito anche i panni di traduttrice. Oltre che in napoletano, Francesca Fariello ha eseguito lo stesso brano in inglese e cinese, curando anche l’adattamento del testo nelle due lingue. Tutte le versioni sono state arrangiate da Antonio Gillo in collaborazione con la stessa Fariello, che ha suonato anche la chitarra elettrica. Completano la lista dei credits Giovanni Ghioldi, alla chitarra solista, e Domingo Colasurdo, alla batteria.
“E’ sorprendente notare come “Io te vurria vasà” conservi la sua raffinata musicalità sia in cinese che in inglese” – ha commentato Ferdinando Bideri -. “L’augurio è che queste inedite ed originali versioni contribuiscano a rafforzare, anche all’estero, il rinnovato interesse per la canzone napoletana che si sta manifestando in città”.
“Ho voluto sottolineare il legame con la musica della mia città proponendo un’idea di napoletanità in sintonia con il carattere interculturale della società contemporanea” – fa da eco Francesca Fariello. “Una mia declinazione della storica propensione della canzone napoletana a diffondersi nel mondo attraverso nuovi moduli espressivi”, aggiunge. Con le versioni in napoletano e in cinese di Io te vurria vasà sono stati realizzati due videoclip in cui Francesca Fariello diventa Aneris, una sirena, dal nome al contrario e l’anima rock, che prende in prestito i versi di Vincenzo Russo per un appassionato canto d’amore rivolto a Napoli. La trilogia digitale dedicata a Io te vurria vasà segna, dunque, il ritorno sul mercato discografico della Gennarelli Bideri. 

Napoli, la Lega presenta un esposto sul degrado del Vasto e di Piazza Garibald

La Lega, su sollecitazioni delle associazioni e dei comitati per la tutela e il decoro della zona di piazza Garibaldi a Napoli, ha presentato ieri un esposto alla Procura della Repubblica sul degrado e il pericolo per la sicurezza pubblica.
Nella denunzia, a firma della segretaria cittadina della Lega, avv. Simona Sapignoli e della responsabile per l’Immigrazione, avv. Rosanna Ruscito, si evidenziano gravissime irregolarità in materia di locazioni, somministrazioni di alcolici, occupazione abusiva di suolo pubblico, disturbo alla quiete pubblica, spaccio di droga, sfruttamento della prostituzione.
“Le aree maggiormente a rischio sono state individuate nella zona comprensiva tra il Vasto e Porta Capuana, in particolare in via Venezia, dove ogni sera si riuniscono numerosi cittadini extra-comunitari per il consumo e la vendita di alcolici. – spiega Giancarlo Borriello, portavoce regionale della Lega – Abbiamo individuato e circostanziato casi particolari che riteniamo meritevoli di accertamenti da parte della magistratura, della Guardia di Finanza e della ASL. I residenti del quartiere, ogni giorno, disperata, ci segnala risse, spaccio di droga e minacce varie a chi chiede silenzio in orari notturni. La Lega, è un partito da sempre vicina ai territori, anche al sud, dopo la grande affermazione nazionale, la gente ci chiede risposte. Risposte che la politica deve presentare in termini di prospettive e di concretezza. Ora, con grande educazione e rispetto dei ruoli, chiediamo risposte serie alle forze chiamate in causa. O lo Stato torna a dare segnali di presenza forte e di autorità oppure, a breve, temiamo che possa accadere qualcosa di spiacevole. La nostra è una preoccupazione motivata, non una minaccia. A breve presenteremo anche una’interrogazione parlamentare. E’ giunto il momento di dare segnali positivi e propositivi, la pazienza dei residenti nelle zone adiacenti alla stazione centrale, crediamo sia giunta agli sgoccioli”. Conclude l’esponente della Lega.